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giovedì 8 novembre 2018

strani passaggi da incanto a disincanto e viceversa che attraversano le umane faccende


Resoconto

Rachel Cursk








e riflettevo sugli strani passaggi da incanto a disincanto e viceversa che attraversano le umane faccende come banchi di nubi, talvolta minacciosi e grigi e talvolta pure forme remote e imperscrutabili che nascondono il sole per un tratto e poi con pari noncuranza lo svelano di nuovo.
 
Rachel Cusk



mercoledì 7 novembre 2018

ho provato la netta sensazione di aver disertato la mia vita come un tempo disertavo la mia stanza


Resoconto

Rachel Cursk








Io l’ho seguita perché, come ho già detto, quando sono con mia sorella sono portata a vedere le cose dal suo punto di vista piuttosto che dal mio, sono costretta a entrare nella sua visione, allo stesso modo in cui ero costretta a entrare in camera sua quando eravamo bambine, convinta com’ero che fosse piú bella della mia.
 
E lí fuori in strada, mentre ci accertavamo che la sua auto fosse a posto, come ovviamente era, ho provato la netta sensazione di aver disertato la mia vita come un tempo disertavo la mia stanza; e d’un tratto mi ha sopraffatta un singolare senso dell’esistenza come dolore segreto, un tormento interiore impossibile da condividere con gli altri, che ti chiedono di occuparti di loro senza accorgersi di ciò che hai dentro, come accade alla sirenetta della fiaba, che cammina su coltelli affilati che nessuno può vedere.
 
Rachel Cusk



lunedì 5 novembre 2018

ciò che io volevo e ciò che in apparenza potevo avere


Resoconto

Rachel Cursk








Si poteva far accadere quasi qualunque cosa, se ci si sforzava abbastanza, ma il fatto di sforzarsi, a mio avviso, era quasi sempre un segno che si stava andando controcorrente, forzando gli eventi in una direzione che di per sé non avrebbero preso, e per quanto si possa asserire che non si combinerebbe mai nulla senza andare almeno in parte controcorrente, in tutta franchezza aborrivo l’artificiosità di tale visione e le sue conseguenze.
 
C’era una grande differenza, ho aggiunto, fra ciò che io volevo e ciò che in apparenza potevo avere, e finché non mi fossi infine e per sempre pacificata con tale stato di cose, avevo deciso di non volere nulla di nulla.
 
Rachel Cusk



domenica 4 novembre 2018

intrappolati in una rete di parole


Resoconto

Rachel Cursk








Mi sembrava una situazione senza via d’uscita, sebbene fossi consapevole di noi quali eravamo prima. Avevo la sensazione, – ha continuato, – che da allora ho sempre e peggiora ogni volta che litighiamo, che fossimo intrappolati in una rete di parole, impigliati in tutte quelle frasi e in quei nodi, entrambi convinti di poter dire qualcosa che ci avrebbe liberato, e invece piú parole dicevamo piú le frasi si attorcigliavano e i nodi si stringevano. Mi capita spesso di pensare alla schiettezza di un attimo prima, quando ancora non era stata pronunciata una sola sillaba, e vorrei tornare a quel momento, all’attimo prima che aprissimo la bocca per parlare
 
Rachel Cusk



quando qualcuno fingeva il bisogno di possederla interamente mentre in realtà voleva usarla per un po’


Resoconto

Rachel Cursk








Lei stessa, ha detto, aveva sperimentato gli abissi della delusione maschile mostrando proprio quel tipo di sincerità: uomini che un attimo prima si dicevano pazzi d’amore per lei, un attimo dopo la insultavano apertamente e solo allora, solo dopo aver raggiunto quel livello di franchezza reciproca, riusciva a capire se stessa e ciò che davvero voleva.
 
Non sopportava le finzioni, ha detto, e piú di ogni altra la finzione di desiderio: quando qualcuno fingeva il bisogno di possederla interamente mentre in realtà voleva usarla per un po’. Lei per prima, ha detto, era prontissima a usare gli altri, ma era disposta a riconoscerlo solo se loro ammettevano un’intenzione analoga.
 
– Ma per lui è un gioco, una fantasia, – ha detto Elena. – Un gioco che agli uomini piace. E hanno paura della tua sincerità, perché gli rovina il gioco. Se rinunci a essere sincera con un uomo, gli permetti di continuare il suo gioco, di vivere la propria fantasia.
 
Rachel Cusk



sabato 3 novembre 2018

momenti di inconsapevolezza


Resoconto

Rachel Cursk








Talora penso che la vita sia un susseguirsi di punizioni per tali momenti di inconsapevolezza, penso che uno forgi il proprio destino in base a ciò di cui non si accorge o per cui non prova compassione, e che infine sarà costretto a sperimentare proprio ciò che non conosce né si sforza di comprendere.
[...]
Come quando un punto allentato fa sfilacciare l’intero indumento, era difficile ricucire tale catena di eventi al flusso originario.
 
Rachel Cusk



dalla finestra i due vedono cose diverse


Resoconto

Rachel Cursk








Ho detto che trovavo le apparenze piú ingannevoli e tormentose di quanto mi fossero mai sembrate in passato. Era come se avessi perso una qualche speciale capacità di filtrare le mie stesse percezioni, una capacità di cui mi ero resa conto solo dopo che era svanita, allo stesso modo in cui un pannello di vetro mancante in una finestra permette al vento e alla pioggia di scatenarsi all’interno. Era all’incirca cosí che mi sentivo, esposta a ciò che vedevo, e da ciò sconfitta.
 
Spesso pensavo al capitolo di Cime tempestose in cui Heathcliff e Cathy dal buio del giardino guardano attraverso le finestre il salotto dei Linton e osservano la scena famigliare illuminata.
Quel che è fatale, nel loro sguardo, è la soggettività: dalla finestra i due vedono cose diverse, Heathcliff ciò che teme e detesta e Cathy ciò che desidera e di cui si sente privata. Ma né l’uno né l’altra vedono le cose come realmente sono.
 
E allo stesso modo, io stavo cominciando a vedere le mie paure e i miei desideri manifestarsi fuori da me, a vedere nella vita degli altri una cronaca della mia. Guardando la famiglia sulla barca, vedevo ciò che non avevo piú: in altre parole, vedevo qualcosa che non c’era. Quelle persone vivevano nel loro momento, io ero in grado di vederlo ma non avrei potuto tornare a tale momento piú di quanto non potessi camminare sulle acque che ci separavano. E di quei due modi di vivere – vivere nel momento o fuori di esso – qual era piú reale?
 
Rachel Cusk



venerdì 2 novembre 2018

quella distanza tra come le cose erano e come io volevo che fossero


Resoconto

Rachel Cursk








Stava, di fatto, fabbricando un’illusione: per quanto si desse da fare, il divario fra illusione e realtà restava incolmabile. A poco a poco, ha detto, quel divario, quella distanza tra come le cose erano e come io volevo che fossero, ha cominciato a logorarmi. Mi sentivo sempre piú svuotato, come se fino ad allora avessi vissuto delle ricchezze che avevo accumulato nel corso degli anni e che si erano gradualmente ridotte.
 
Rachel Cusk



giovedì 1 novembre 2018

l'infanzia perfetta

Buenas noches

Non esiste un’infanzia perfetta, sebbene la gente faccia di tutto per convincerti del contrario.


 
Rachel Cusk
Resoconto

eternità


Resoconto

Rachel Cursk








Il tempo trascorso nuotando nella pozza sotto le cascate è un tempo arcano: non è parte di una sequenza di eventi, è un tempo a sé, come nulla era mai stato nella vita della nostra famiglia, dove ogni cosa si legava sempre a un’altra e a un’altra ancora, contribuendo alla storia di chi eravamo.
 
Rachel Cusk

Ci sono dei momenti insomma che sembrano sospesi in un'altra dimensione, fuori dalla sequenza spazio temporale della nostra vita. Non c'è un prima e un dopo non c'è un dove.
C.



Poi un giorno il fiume si era prosciugato


Resoconto

Rachel Cursk








Poi un giorno il fiume si era prosciugato, quel loro mondo d’immaginazione condiviso era finito, per la sola ragione che uno dei due – non ricordavo neppure chi – aveva smesso di crederci. Dunque non era colpa di nessuno; ma mi ero resa conto che gran parte di quanto c’era di bello nella loro vita era il risultato di una visione condivisa di cose di cui, in senso stretto, non si poteva dire che esistessero.
 
Suppongo, ho detto, che sia una forma di amore, credere in qualcosa che solo in due si può vedere, e in questo caso ha dimostrato di essere una base esistenziale precaria.
 
Ciò che colpiva era la potenzialità negativa della loro precedente intimità.....
 
...perché tutto ciò che prima era invisibile adesso si vedeva, e tutto ciò che prima era utile adesso era superfluo. L’antagonismo tra loro era direttamente proporzionale all’antica armonia, ma mentre l’armonia era senza tempo e senza peso, l’antagonismo occupava spazio e tempo.
 
L’intangibile diventava solido, l’immaginario s’incarnava, il privato diventava pubblico: quando la pace diventa guerra, quando l’amore si trasforma in odio, si genera qualcosa, un’energia mortifera. Se pensiamo che l’amore sia ciò che ci rende immortali, l’odio è il contrario. E ciò che sorprende sono le infinite minuzie che porta con sé, cosí che tutto ne è toccato. Lottavano per liberarsi l’uno dall’altro, eppure erano incapaci di starsene ciascuno per conto suo.
[..]
E alla fine ho capito che non esisteva soluzione, non finché l’obiettivo era quello di stabilire la verità, perché non esisteva piú una sola verità, quello era il punto. Non c’era piú una visione condivisa, tantomeno una realtà condivisa. Ciascuno vedeva le cose esclusivamente dalla sua prospettiva: era solo questione di punti di vista.
 
Rachel Cusk



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