“Non capisco come sia possibile che amare profondamente qualcuno
voglia dire ferire quella persona in modo tanto crudele.
Perché se così fosse, che significato avrebbe amare?”
Rischiare è una necessità.
Solo chi osa rischiare è veramente libero.
Amare è rischiare
Amare è rischiare di essere rifiutati.
Vivere è rischiare di morire.
Sperare è rischiare di essere delusi.
Provare è rischiare di fallire.
Rischiare è una necessità.
Solo chi osa rischiare è veramente libero.
La fatica di essere amato, di essere amato davvero! La fatica di essere l'oggetto del fardello delle emozioni altrui! Cambiare chi vorrebbe essere libero, sempre libero, in un facchino della responsabilità di corrispondere, della decenza di non scappare affinché gli altri non pensino di te che sei un re delle emozioni e che rifiuti il massimo che un altro animo umano ti può dare.
La fatica di vedere la propria esistenza trasformata in una cosa assolutamente dipendente dal rapporto con un sentimento altrui! E la fatica comunque di dover provare un sentimento per forza, di dovere per forza, anche senza reciprocità, amare un po' anche noi!
[...]
Mi resta solo la gratitudine per chi mi ha amato. Ma è una gratitudine astratta, meravigliata, che appartiene più all'intelligenza che all'emozione. Mi dispiace che qualcuno abbia provato dolore a causa mia; di ciò mi dispiace, e di nient'altro.
Quel che ricordo è il luccichio dei suoi occhi e poi le tracce della sua voce nella stretta oscurità. I baci colavano sulla superficie spaventata come orologi di Dalì e cadevano nei vuoti senza folletti e poi sentii il suo odore acre dentro di me e mangiai il suo odore e il cuore del suo odore... Le mani si ripeterono fino allo sfinimento e c’erano più mani che posti per esse, e anche un po’ di sangue e lacrime e moccio sullo splendore del suo corpo. Non so se è stato bello, so che è stato arduo e unico. Gli altri particolari sono stati inghiottiti dall’ansia. Lei non mi ha mai raccontato cosa provò.
In seguito l’abbiamo fatto ogni giorno, ogni secondo, ogni battito di ciglia. Non abbiamo mai perso un'occasione, era una forza che aveva la meglio su ogni altra, in un certo senso il sesso ha divorato tutto il resto. Quando mi ha lasciato le ho detto che avevamo tante cose, che non poteva abbandonare tutto a quel modo, che anche in quello eravamo fatti l’uno per l’altra. Lei ha detto che quello era l’unica cosa che avevamo. Ci ho pensato. Aveva ragione.
C'era una volta l'amore ma ho dovuto ammazzarlo Efraim Medina Reyes
Se analizzo a fondo la cosa lei aveva più di quanto potessi sognare e credo che quello fosse il problema: per amare qualcuno quel qualcuno deve avere quanto basta. Un po’ di meno è insufficiente. Un po’ di più rovina tutto. Questo accade perché amare è un’arte simile a quella della buona tavola: un piatto che non è fatto come si deve può placare l’appetito ma non soddisfa il gusto.
C’è gente che mangia per riempirsi la pancia e questi possono vivere senza amore ma non senza compagnia. Altri morirebbero di fame piuttosto che accettare una pietanza cucinata in qualche modo. Questi ultimi saranno eterni solitari a meno che non trovino la giusta misura. Quando si pensa all’amore le idee non hanno consistenza e forse è questo il motivo per cui i grandi filosofi hanno eluso l’argomento ma per quanto stucchevole è ovvio che la nostra piccola vita gira intorno a qualcuno che ha fatto di noi degli idioti felici o dei saggi pieni di risentimento. L’autobus lasciò il terminal e imboccò l’autostrada.
C'era una volta l'amore ma ho dovuto ammazzarlo Efraim Medina Reyes
E, vedi, il fatto che tu ami l’altro mi rende così felice: perchè ora, comprendimi, mi dai via libera per poterti amare. Amo i volti che si distolgono da me, verso un altro oggetto.
Si può amare anche solo un orecchio di qualcuno. Perché si dovrebbe amare per forza tutto? Si può amare una mano. Un vezzo. Una smorfia.Se l'avessi capito in tempo che si può amare anche solo una caviglia. Un polso. Se l'avessi capito mi sarei svegliata fra molte più lenzuola. Soddisfatta o meno, di quella parte dell'altro che avrei voluto amare. Senza quell'essenza greca che ti chiama alla tragica consapevolezza che nons sarà amore eterno.
Si possono amare le dita che scorrono sulla tua schiena. e niente più.
Si può amare il cervello, con le connessioni neuronali che gli immagini.
Si può amare una gamba che si incrocia con la tua, o un gomito che ti avvisa, sfiorando il tuo.
Si possono amare solo le labbra ed i baci che ti sanno dare. Si può amare la lingua (la lingua prima di ogni altra cosa) con le parole che sa dire. Con gli aliti che sa far passare sull'interno di una tua coscia. E si può non amare il resto.
(si possono amare persino le proprie mani)
Io voglio invece leggerezza
Io voglio invece leggerezza,
libertà, comprensione
non trattenere nessuno,
e che nessuno mi trattenga.
Tutta la mia vita
è una storia d’amore con la mia anima,
con la città in cui vivo,
con l’albero al bordo della strada,
con l’aria.
E sono infinitamente felice.
Marina Cvetaeva
L'amore non è soltanto una relazione con una particolare persona: è un'attitudine, un orientamento di carattere che determina i rapporti di una persona col mondo, non verso un oggetto d'amore.
Se una persona ama solo un'altra persona ed è indifferente nei confronti dei suoi simili, il suo non è amore, ma un attaccamento simbiotico.
La maggior parte della gente crede che l'amore sia costituito dall'oggetto, non dalla facoltà di amare, ma l'amore è un'attività, un potere dell'anima.
Erich Fromm
«Amare… ossia aver caro è provar piacere della felicità di un altro, ovvero, che è lo stesso, accogliere nella propria la felicità altrui»;
«Il bene altrui potrà infatti essere il nostro, ma come mezzo, non come fine. Io rispondo però: anche come fine, anche come ricercato di per sé, quando è portatore di gioia. Infatti tutto ciò che dà gioia viene cercato di per sé e tutto ciò che viene cercato di per sé dà gioia»