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sabato 29 ottobre 2016

Ci fu un tempo - II (il tempo dell'adolescenza)


Ana Rossetti

Era un tempo adolescente e indefinito, il tempo
dell´amore senza nome, quasi senza volto, che errava,
come un bacio promesso, lungo il punto più ombroso della
scala.

Ci u un tempo - II
 
II
 
Ci fu un tempo in cui l´amore era
un intruso temuto e atteso.
Uno sfiorare clandestino, premeditato, rielaborato
in insopportabili veglie.
Una confessione audace e confusa, corretta mille
volte, che mai sarebbe giunta al dovuto compimento.
Un´incessante e tirannica inquietudine.
Un galoppare repentino del cuore, ingovernabile.
Un continuo lottare contro la spietata precisione
degli specchi.
Un´intima difficoltà nel distinguere l´angoscia dal
piacere.
Era un tempo adolescente e indefinito, il tempo
dell´amore senza nome, quasi senza volto, che errava,
come un bacio promesso, lungo il punto più ombroso della
scala.
 

Ana Rossetti

  • Il tempo dell'infanzia - Ilink esterno
  • Il tempo dell'adolescenza - II link esterno
  • il tempo dell'estasi - IIIlink esterno


  • “Mi sembra che gli uomini non si rendano assolutamente conto della potenza dell’Eros. Se se ne rendessero conto, certamente avrebbero elevato templi e altari a questo dio, e dei più magnifici, e gli offrirebbero i più splendidi sacrifici. Non sarebbe affatto come è oggi, quando nessuno di questi omaggi gli viene reso. E invece niente sarebbe più importante, perché è il dio più amico degli uomini: viene in loro soccorso, porta rimedio ai mali la cui guarigione è forse per gli uomini la più grande felicità. Dunque cercherò di mostrarvi la sua potenza, e voi fate altrettanto con gli altri. Ma innanzitutto bisogna che conosciate la natura della specie umana e quali prove essa ha dovuto attraversare. Nei tempi andati, infatti, la nostra natura non era quella che è oggi, ma molto differente. Allora c’erano tra gli uomini tre generi, e non due come adesso, il maschio e la femmina. Ne esisteva un terzo, che aveva entrambi i caratteri degli altri. Il nome si è conservato sino a noi, ma il genere, quello è scomparso. Era l’ermafrodito, un essere che per la forma e il nome aveva caratteristiche sia del maschio che della femmina. [….] E’ per questo che ciascuno è alla ricerca continua della sua parte complementare. Stando così le cose, tutti quei maschi che derivano da quel composto dei sessi che abbiamo chiamato ermafrodito si innamorano delle donne, e tra loro ci sono la maggior parte degl adulteri; nello stesso modo, le donne che si innamorano dei maschi e le adultere provengono da questa specie; ma le donne che derivano dall’essere completo di sesso femminile, ebbene queste non si interessano affatto dei maschi: la loro inclinazione le porta piuttosto verso le altre donne ed è da questa specie che derivano le lesbiche. [….]Io però parlo in generale degli uomini e delle donne, dichiaro che la nostra specie può essere felice se segue Eros sino al suo fine, così che ciascuno incontri l’anima sua metà, recuperando l’integrale natura di un tempo. Se questo stato è il più perfetto, allora per forza nella situazione in cui ci troviamo oggi la cosa migliore è tentare di avvicinarci il più possibile alla perfezione: incontrare l’anima a noi più affine, e innamorarcene. Se dunque vogliamo elogiare con un inno il dio che ci può far felici, è ad Eros che dobbiamo elevare il nostro canto: ad Eros, che nella nostra infelicità attuale ci viene in aiuto facendoci innamorare della persona che ci è più affine; ad Eros, che per l’avvenire può aprirci alle più grandi speranze. Sarà lui che, se seguiremo gli dèi, ci riporterà alla nostra natura d’un tempo: egli promette di guarire la nostra ferita, di darci gioia e felicità.”
    Aristofane – dal “Simposio” di Platone

    La morale comune, dal cristianesimo in poi, tese a distinguere il sesso dall’amore, definendo il primo come piacere del corpo generato da impulsi ed istinti da controllare per mezzo della ragione, ed il secondo come nutrimento dell’anima che prescinde dall’aspirazione carnale del piacere; la letteratura erotica, al contrario, mira ad abbattere le sovrastrutture imposte dal comune senso della morale, nella divinazione del piacere, conferendo al sesso ed alla sessualità un’aura d’incanto, che trova il suo culmine nel trasalimento sensuale. Ciò non significa che questo ramo della letteratura descriverà la sessualità come atto meccanico finalizzato alla libido, attraverso ciò che Freud definirebbe come un atto di “scaricamento”, pur tuttavia essa restituirà all’uomo la dignità e la libertà di esprimere le naturali pulsioni di quel febbrile stato di astrazione temporale causatogli dal turbamento d’amore.
    Natalia Castaldi
    Oltre l'ombra del peccato link esterno

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    mercoledì 5 ottobre 2016

    L'età delle tagliole

    Valerio Magrelli

    Chi cresce, chi adolesce, si divide
    e per andare avanti deve amputarsi
    come fa la volpe, che stacca la sua zampa
    presa nella tagliola.

    L'età della tagliole
    
    Per prima cosa ho visto tre ragazze,
    dopo ho intuito che era una soltanto
    moltiplicata.
    Finché ho capito che ogni ragazza
    ne contiene altre due,
    fiore con tre corolle, equazione a tre incognite.
    Avere quell’età, significa sostare innanzi a un bivio:
    da un lato sta il passato appena prossimo,
    dall’altro un futuro duale – scelta,
    biforcazione, sesso, forbice.
    Chi cresce, chi adolesce, si divide
    e per andare avanti deve amputarsi
    come fa la volpe, che stacca la sua zampa
    presa nella tagliola.
     
    Valerio Magrelli


    venerdì 4 settembre 2015

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    In questo Silenzio
    nelle sfumature leggere del mio ascoltare
    Tu parli
        ed è dolce sentire
        anche se non capisco del tutto
        ti aspetto

    D.N. *** 1983




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    Antonia Pozzi Diari

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    domenica 30 agosto 2015

    desiderio di relazione

    La condizione adolescenziale con le sue vertiginose ascese nei cieli stellati della gioia e della speranza e con le sue discese negli abissi dellinsicurezza e della disperazione


    Nell'adolescenza, ogni esperienza di vita nasconde in sé il desiderio rovente di contatto interpersonale, di relazione, che non di rado si confronta con il deserto, o almeno con il rischio dell'indifferenza e della noncuranza, della neutralità e della pietrificazione emozionale degli insegnanti, certo, ma talora dei genitori che non hanno sempre una formazione psicologica tale da consentire loro di cogliere o almeno di intravedere le ragioni profonde di comportamenti e di vissuti solo decifrazione con il linguaggio e con l'ascolto delle emozioni e non il linguaggio della ragione calcolante

    Eugenio Borgna La fragilità che è in noi






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