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mercoledì 17 febbraio 2016

Un colpo d'ala


Non sto dicendo che nell’ultima seduta con Malavolta, nonostante quel fuori programma increscioso, non avessimo detto delle cose vere, e addirittura belle, su noi due. Ma questo non ha mica spantanato niente. Perché nessuno sa come si spantanano i pantani. Può succedere che a un certo punto trovi il modo, non dico di no. Ma quest’idea che ti spantani riflettendo, non mi ha mai convinto. Secondo me ci si spantana con un colpo d’ala, con un gesto azzardato che non sai a cosa porterà, e su cui al limite pensi dopo, davanti alle conseguenze che ha prodotto, non prima.
 
Diego De Silva Terapia di coppia per amanti






  • amare è l'eterna innocenza [F. Pessoa]link esterno
  • Sentire di più pensare di meno [Bukowski]link esterno
  • sabato 9 gennaio 2016

    cordialità e disobbedienza



    - Cosa è il silenzio per te?
    - E' lo stato da cui tutto inizia. E' l'ascolto illimitato del necessario. L'abiura del sovrabbondante.

    Per diverso tempo ho avuto il desiderio di scrivere storie di donne la cui esistenza fosse segnata dalla presenza del limite. Avevano voce in forza di un dolore che era al contempo misura della vita e possibilità di conoscenza ed esperienza dell'alterità. (...) La disobbedienza della protagonista non è solo rivolta ai suoi propri intimi vincoli, ma è lì quale forza capace di dignità morale, sociale e civile. Contro tutte le inspiegabili obbedienze che vengono richieste a fronte di un quieto vivere, la mia risposta è una ragionata ma appassionata disobbedienza che sia esperimento di un consapevole essere nel mio tempo"

    ma io ho sentito la potenza del dono che ha fatto scoprire ai primi umani in cammino verso oggi, la possibilità di non essere soli. La cordialità (nel senso proprio, non del mio libro) per me si è configurata come quella possibilità minima, essenziale per poter ristabilire un patto tra viventi. Trovare la misura tra una aspirazione eroica e un consumarsi vile. Non possiamo poggiare sulle nostre piccole spalle compiti sovrumani, ma non possiamo neanche dimenticare che abbiamo una scintilla di splendore in noi, e allora l'essere cordiali, ogni minuto, ogni giorno, può essere il tappeto su cui ritentare passi saldi.

    - Cosa è per te la cordialità?
    - È la misura per vivere ogni giorno.

    Mariella de Santis
    ***
    Nei componimenti di Mariella De Santis è la Vita a muoversi e raccontarsi. Dietro e oltre la linearità di oggetti e abitudini, ritroviamo quell’intimità, quella sensibilità, che ci dichiarano continuamente vulnerabili e per questo richiamano la nostra forza, la nostra gentilezza. L’insondabile emotività che ognuno di noi cela e vive al di là della consuetudine, oltre una quotidianità sempre uguale eppure mai banale, che ci invita a essere cordiali perché partecipi gli uni degli altri: questo riluce nelle sue poesie. C’è cordialità tra questi due mondi: quello del simbolo e quello che oltre esso si cela e spesso tace.

    Come l’amore non detto, i sorrisi e gli sguardi scambiati, le parole dolci, o l’addio temuto, il tener vivo il ricordo di tempi passati, di sorrisi sbiaditi. Come tutte le volte in cui diamo le spalle, pur consapevoli di lasciare frammenti di noi ad ogni passo che muoviamo per allontanarci da chi pensiamo di scordare. E invece ce ne ricordiamo ogni volta che al mattino allunghiamo la mano, apriamo l’anta, impugniamo la tazza, ascoltiamo distratti il caffè che borbotta.

    Ci sono l’attenzione e la partecipazione al mondo circostante, gli incontri con i bambini, gli sguardi sul mondo zingaro, la carezza per il passato, la speranza sempre promessa al futuro. Con gentilezza, con cordialità. E con leggerezza. La leggerezza di chi ha vissuto fino in fondo e sa quanta fatica costi il liberarsi dei pesi, dei macigni sul cuore.


    Luana Lamparelli articolo intervista link esterno a Mariella De Santis






    domenica 20 dicembre 2015

    irresponsabilità



    E' piuttosto volgare, il buonsenso. Abbassa il livello delle aspirazioni, valuta le possibilità di successo e soprattutto quelle di fallimento, calcola.

    Diego De Silva Mancarsi link esterno





    lunedì 14 dicembre 2015

    perdere completamente il senso della realtà


    È stata brava, Irene – ma che brava, è stata – a fermarsi prima del tempo. È tutto lí il segreto, recidere sul piú bello, non è cosí? Essere quanto piú drastici si riesce, e poi lavorare di logica per assolversi a solitudine ritrovata. Razionalizzare, si diceva una volta e forse si dice ancora. E quanto ha razionalizzato, Irene. Che cosa non s’è raccontata per convincersi.
     
    Un cliché. Una tresca casalinga. Fra tutte, quella che mi ha sempre irritato. La piú ovvia, la piú abbordabile, praticata dai poveri di risorse. Fatta con quello che ti trovi intorno, senza intraprendenza, senza sprechi d’energie, come la cena con gli avanzi che ho preparato la sera che m’è arrivato in casa. Neanche la statura di andare in giro e trovartelo da te, un amante. Come le coppie che si formano rapinandosi a vicenda. I mariti delle altre o i vecchi amici che a un tratto guardi con occhi nuovi. L’usato garantito. A domicilio, per giunta. Il collega di tuo marito dai lineamenti regolari venuto a cena, Dio santo. Il primo che ti è entrato in casa e ti ha fatto un minimo di gesti adeguati. Basta cosí poco per cadere nelle braccia di un altro, alle spalle di un uomo fiducioso e innamorato che non sa, non sospetta, non ti crede all’altezza di un gesto cosí basso e banale? Tutto qui il valore che hai dato al tuo matrimonio?
     
    E come la metti con te stessa, come ti difendi, cosa ti racconti? Non sono stata io, ho solo aperto la porta, è successo? Me ne stavo tranquilla per i fatti miei, è stato lui a stanarmi? Ma che posizione inattaccabile. Che sceneggiatura originale. Che storia edificante. Scopare negli alberghi, un vero traguardo. Cenare nei ristoranti fuori mano. Sentirti gelare il sangue se ti sembra che sia entrato qualcuno che conosci anche soltanto indirettamente. Nasconderti. Mentire abitualmente, preventivamente, utilizzare qualsiasi occasione o combinazione di circostanze appaia adatta a giustificare la prossima fuga. Tornare a casa e sentirti estranea. Mantenere un equilibrio. Pensare di affittare un appartamento per i vostri incontri, per simulare una vita che non potete permettervi. Ma basta. Fermati finché ancora ragioni. Fermati prima di perdere completamente il senso della realtà e trascinare tutto in rovina credendo di avere ancora il controllo della situazione mentre precipiti.
     
    Tanto questa storia finirà, lo sapete tutti e due, vi state solo divorando, tu non lascerai tuo marito né lui sua moglie e i suoi figli, anche se ti ama e tu lo ami e quando siete insieme tutto il resto smette di contare (diventa resto, appunto, lo chiami cosí, te ne accorgi?); le storie, e tu lo sai, devono avere un’origine semplice per evolversi, non durano se devono riabilitarsi, lottare, vincere, infliggersi e procurare sofferenze invece di dedicarsi serenamente a se stesse. E poi dimmi, è cosí importante la tua felicità? Deve proprio occupare il centro del mondo? Ma quanto sei importante, tu?
     
    È stata brava, Irene – ma che brava, è stata – a confezionarsi il trattatello moralista. La requisitoria ha funzionato. Si è convinta. Lui, quando se n’è andato, ha detto che non avrebbero avuto un’altra possibilità. Che dovevano stare insieme subito oppure mai piú. E lei gli ha risposto, un po’ scherzando un po’ tremando nelle labbra, che le sembrava d’essere in un film, quando lui dice a lei partiamo, lasciamo tutto, andiamo via stanotte, ti aspetto alla stazione.
     
    Non sto recitando, aveva detto lui, o prendiamo questa decisione adesso o finisce tutto e per sempre.
    E lei in quel momento aveva provato sollievo, perché sapeva che era un uomo di parola, e che l’avrebbe mantenuta. E cosí ha fatto.
    Brava, Irene.
    Ma che brava sei stata.


    Diego De Silva Mancarsi


    L'impulso che ci spinge a cambiare, il vento che rovina,





    E' piuttosto volgare, il buonsenso. Abbassa il livello delle aspirazioni, valuta le possibilità di successo e soprattutto quelle di fallimento, calcola. Il coraggio la sincerità e l'istinto non hanno nessuna possibilità di resistergli, se gli dai il tempo di organizzarsi e preparare la controffensiva. L'impulso che ci spinge a cambiare, il vento che rovina, non ha quegli argomenti, anzi spesso non ne ha affatto. Non si lascia corrompere da ragioni di convenienza e non pretende di aver ragione. Propone scelte estreme e irresponsabili e non promette risultati. Possiamo assecondarlo o sopprimerlo, prenderlo o lasciarlo, dire sì o no.
    E' questo il bello.

    Diego Da Silva Mancarsi




    giovedì 10 dicembre 2015

    quando viene a girare dalle tue parti o lo vedi dalla finestra



    ... sapeva che quello che soprattutto fa la persona che ami è occupare dello spazio, stare al mondo: diventare il tuo spazio e il tuo mondo. E il peggio che ti può capitare [...] è di pensare di avere abbastanza mondo per essere felice, addirittura diventarlo, e così raccontarti che nel resto del mondo, tutto quell'altro mondo che non è lei, non vuoi neanche più andarci; infatti non ci vai, e dopo un po' ti senti persino fiero di aver smesso di frequentarlo, quel mondo così vasto, anche se poi quando viene a girare dalle tue parti o lo vedi dalla finestra ti sale un po' di magone, e te ne torni dentro mordentoti le labbra.

    Diego De Silva "Mancarsi"



    martedì 8 dicembre 2015

    distese immense










    Velluto blu,
    seta verde smeraldo
    bianco abbagliante,
    distese immense

    I profumi
    ti invitano
    e catturano
    per volare lontano

    D.N. agosto 2007

    lunedì 7 dicembre 2015

    triste colui che è felice



    Il Quinto Impero Triste colui che vive in casa, contento del suo focolare, senza che un sogno, in un librarsi d’ala, renda più viva la brace del fuoco da lasciare! Triste colui che è felice! Vive perché la vita dura. Niente nell’anima gli dice più della lezione della radice: avere per vita la sepoltura. Ere sopra ere si sommano nel tempo che in ere arriva. Essere scontento è essere uomo. Che le forze cieche siano domate dalla visione dell’anima. E così, passati i quattro tempi dell’essere che ha sognato, la terra sarà teatro del giorno chiaro, che nell’altro dell’erma notte è cominciato. Grecia, Roma, Cristianità, Europa: tutte e quattro se ne vanno verso dove va ogni età. Chi viene a vivere la verità che morì Don Sebastião? Fernando Pessoa

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    domenica 25 ottobre 2015

    Io resto nel puro atto del tuo desiderio,




    No. Ti aspetto oltre qualsiasi fine o termine in ciò che non deve succedere. Io resto nel puro atto del tuo desiderio, amandoti. E non voglio altro che vederti amare. Pedro salinas
    Quello che sei Quello che sei mi distrae da quello che dici. Lanci parole veloci, pavesate di risa, invitandomi ad andare dove mi porteranno. Non ti presto attenzione, non le seguo: sto guardando le labbra da cui sono nate. Intanto guardi lontano. Fissi lo sguardo laggiù, non so in cosa, e già si precipita a cercarlo la tua anima affilata, come saetta. Io non guardo dove guardi: io ti vedo guardare. E quando desideri qualcosa non penso a quello che vuoi né lo invidio: è il meno. Ciò che ami oggi, lo desideri; domani lo dimenticherai per un nuovo amore. No. Ti aspetto oltre qualsiasi fine o termine in ciò che non deve succedere. Io resto nel puro atto del tuo desiderio, amandoti. E non voglio altro che vederti amare. Pedro Salinas


    faccio parte per sempre della nuvola



    Out of sight? What of that?
    See the Bird - reach it!
    Curve by Curve - Sweep by Sweep -
    Round the Steep Air -
    Danger! What is that to Her?
    Better 'tis to fail - there -
    Than debate - here -

    Blue is Blue - the World through -
    Amber - Amber - Dew - Dew -
    Seek - Friend - and see -
    Heaven is shy of Earth - that's all -
    Bashful Heaven - thy Lovers small -
    Hide - too - from thee -


    Emily Dickinson

    Fuori di vista? E con ciò?
    Guarda l'Uccello - lo raggiunge!
    Curva su Curva - Svolta su Svolta -
    Attorno all'Aria Scoscesa -
    Il Pericolo! Cos'è per Lui?
    È meglio fallire - là -
    Che disputare - qui -

    L'Azzurro è Azzurro - in tutto il Mondo -
    L'Ambra - Ambra - la Rugiada - Rugiada -
    Cerca - Amico - e vedrai -
    Il Cielo ha timore della Terra - questo è tutto -
    Timido Cielo - i tuoi piccoli Amanti -
    Si nascondono - anch'essi - a te -

    Emily Dickinson
    Anche se il cielo, le verità ultime, sono al di fuori della nostra portata non dobbiamo per questo rinunciare a raggiungerle. Proprio come fa l'uccello, che nei suoi ampi voli si arrampica nell'aria e sembra toccare l'irraggiungibile infinito. Non bisogna aver paura delle domande, dei dubbi, è meglio fallire nella loro ricerca che limitarsi a discutere banalmente solo delle cose che ci sono vicine e sono facili da raggiungere e da capire.

    E poi, forse quell'infinito, quel mistero, non è così distante e irraggiungibile. Non è forse vero che in tutto il mondo, anche nelle terre più lontane, un colore, una pietra, un fenomeno naturale sono sempre gli stessi? Forse la distanza è dovuta solo alla ritrosia del cielo verso le cose della terra, una ritrosia vicendevole, visto che molto spesso i piccoli, modesti mortali amerebbero raggiungere il cielo, ma sono anch'essi timidi davanti alla diversità e si nascondono davanti ad essa.

    The Complete Poems
    altra traduzione:


    martedì 15 settembre 2015

    avrei voluto tanto volare «fuori»



    vola solo chi osa farlo
    Luis Sepulveda

    Si può volare molto in alto
    solo se si rimane legati a un sogno.
    Giancarlo Stoccoro
    Quando ero piccola potevo
    muovere le mie braccia ed avrei
    voluto tanto volare «fuori»

    @ParoledaMonaco



    sabato 8 agosto 2015

    la formula della resistenza



    ripeteva la formula della resistenza che gli avevo fatto leggere in una lettera di Antoine:
    Y = (C x SC) + D,
    ovvero: la resistenza alla tentazione (Y) era il risultato della costanza (C) moltiplicata per un ipotetico senso di colpa (SC) più una serie di distrazioni (D) che andavano dosate al momento giusto.

    Marco Misssiroli --- atti osceni in luogo privato




    occhi temerari



    Ci tenemmo stretti, eravamo noi, era il terrore di perdersi. E l’illusione di essersi ritrovati.
     
    Volevo carni, non spirito, ecco la verità.
     
    Potreste farvi del bene. O maltrattarvi. Il rischio si accetta per il sublime
     
    Ognuno di noi, disse, accetta di superarsi per appartenere a qualcosa di altro da sé
     
    ti vedevo a mille chilometri di distanza con la paura di scegliere tra la vita e l’oscenità, senza sapere che sono la stessa cosa. L’osceno è il tumulto privato che ognuno ha, e che i liberi vivono. Si chiama esistere, e a volte diventa sentimento.
    Tieniti stretta la tua meravigliosa indecenza, Grand. E ricordati le due promesse.

    Marco Missiroli --- atti osceni in luogo privato

    mercoledì 29 luglio 2015

    libertà di una temeraria



    Credo che dobbiamo fare cose proibite - altrimenti soffochiamo. Ma senza sentimento di colpa e sì con il concetto di essere liberi

    Clarice Lispector




    sabato 18 luglio 2015

    occhi temerari




    se sei circondata dal mare
    prima o poi ti viene voglia di
    oltrepassare l'orizzonte
    @carmelo_pnt


    E l'oltrepassi !!!
    @_Ironica_1




    Quei versi erano la mia finestra





    Quei versi erano la mia finestra
    da cui spiccavo il volo verso pianeti 
    lontani e inesplorati

    la poesia è una forma di conoscenza misteriosa e
    profonda
    apre mondi altrimenti invisibili


    Gabriella R,


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