Juan pedroso
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sabato 9 luglio 2016
domenica 22 maggio 2016
giovedì 28 aprile 2016
E' bello starti vicino
Riletture:
Marcello C.
E' bello sentire la tua delicata forza
che cresce
immaginare il tuo viso rifiorire sotto
la luce interiore
lunedì 11 gennaio 2016
Però io e te esistiamo
La certezza di esistere Sì l’ho visto ho visto tutto quello che non esiste distruggere quello che esiste l’attesa devasta la terra come un nuovo diluvio il giorno sanguina occhi azzurri raccolgono il vento per guardare e onde impazzite raggiungono la spiaggia del paese silenzioso dove uomini senza memoria si affannano per perderlo completamente In una via dove il silenzio è denso scorre lo sbalordimento tutto retrocede fino al limite che il desiderio non può varcare Però io e te esistiamo il tuo corpo e il mio si vengono incontro e si avvicinano sebbene non si tocchino mai e un immenso vuoto li separi io e te esistiamo Aldo Pellegrini
sabato 3 ottobre 2015
giovedì 2 luglio 2015
#ritorno
Un profumo
un suono
un silenzio
tutto torna
a certi istanti
passati
da ieri
è di nuovo oggi
@_Ironica_1
ho cercato di sentirti
In questi mesi ho imparato a non fidarmi
degli impulsi dell'istinto
ne dei pensieri e del battito del cuore.
ho cercato di vedere senza occhi
ho cercato di sentirti
non il tuo sorriso e nemmeno il tuo sguardo
il calore delle tue mani o il sapore dei tuoi baci
non ho immaginato le tue cosce umide
per le mie labbra
ho cercato di sentire il tuo sentire
ho sentito la tua anima vicina
che mi guarda e non fugge
Marcello C.
domenica 28 giugno 2015
L’abisso tra le anime non può esser collegato
L’Abisso tra le Anime Che noi si scriva, si parli o solo si sia visti
rimaniamo evanescenti. E tutto il nostro essere
non può in parola o in volto giammai trasmutarsi.
L’anima nostra è da noi immensamente lontana:
per quanta forza si imprima in quei nostri pensieri,
mostrando l’anime nostre con far da vetrinisti,
indicibili i nostri cuori pur sempre rimangono.
Per quanto di noi si mostri continuiamo ignoti.
L’abisso tra le anime non può esser collegato
da un miraggio della vista o da un volo del pensiero.
Nel profondo di noi stessi restiamo ancora celati
quando al nostro pensiero dell’essere nostro parliamo.
Siamo i sogni di noi stessi, barlumi di anime,
e l’un per l’altro resta il sogno dell’altrui sogno.
Fernando Pessoa
Per quanto io ti pensi (e ti penso sai, nella notte interrogo le tue paole e i tuoi silenzi)
resti evanescente!
Per quanto tenti di raffigurarti aiutandomi con il cuore e la ragione
resti evanescente!
ma io ti sento, sento la tua anima
e questo sentire muto e indicibile
placa le mie ansie
Marcello C.
venerdì 19 giugno 2015
Le anime hanno un loro particolar modo d’intendersi
Le anime hanno un loro particolar modo d’intendersi, d’entrare in intimità, fino a darsi del tu.
LUIGI PIRANDELLO,
giovedì 18 giugno 2015
Dormi, mentr’io, in un’estasi, ti adoro
ti adoro; mentre seguo
pensandolo, con te,
il tuo sogno che sale.
JUAN RAMÓN JIMÉNEZ
mercoledì 17 giugno 2015
Voglio una solitudine, voglio un silenzio,
Voglio una solitudine, voglio un silenzio,
una notte di abisso e l’anima inconsutile,
per dimenticarmi che vivo, liberarmi
dalle pareti, da tutto ciò che imprigiona;
attraversare gli indugi, vincere i tempi
pullulanti di intrecci e ostacoli,
infrangere limiti, estinguere mormorii,
lasciar cadere le frivole colonne
di allegorie vagamente erette.
Essere la tua ombra, la tua ombra, soltanto,
e star vedendo e sognando alla tua ombra
l’esistenza dell’amore risuscitata.
Parlare con te attraverso il deserto.
Cecília Meireles
Quero una solidão, quero um silêncio,
uma noite de abismo e a alma inconsútil,
para esquecer que vivo, libertar-me
das paredes, de tudo que aprisiona ;
atravessar demoras, vencer tempos
pululantes de enredos e tropeços,
quebrar limites, extinguir murmúrios,
deixar cair as frívolas colunas
de alegorias vagamente erguidas.
Ser tua sombra, tua sombra, apenas,
e estar vendo e sonhando à tua sombra
a existência do amor ressuscitada.
Falar contigo pelo deserto.
Cecília Meireles
domenica 14 giugno 2015
sei tu quando ti avvicini a me...sento che mi hai scelta tantissimo tempo fa
— Perché mi ami? — le chiedeva, consapevole tuttavia dell’assurdità della domanda.
Lei, che impiegava dieci minuti a rispondere alla domanda “Che tempo fa?” diceva senza esitare:
— Perché sei tu.
— Sono io, e allora?
— Sei tu. Quando ti avvicini a me, quando mi prendi la testa tra le mani, io ti riconosco.
— Da dove mi riconosci?
— Non lo so. Da molto lontano. Lo sento.
— Che cosa senti?
— Sento che mi hai scelta tantissimo tempo fa e che per me sei capace di tutto.
— Cosa intendi per tutto?
— È come se potessi condurmi al di là dei limiti umani. Erano parole d’amore. Salvator le trovava insolite. Per questo le rivolgeva spesso quella domanda. La risposta variava appena. E quando alla fine prendeva tra le mani il volto di Zoe, lei aveva negli occhi una paura che lo turbava.
Amelie Nothomb - L'entrata di Cristo a Bruxelles - pag. 29
[...]
L’odore di tutti quei fiori fu tanto forte da dare alla testa, e Zoe uscì dal suo torpore. Quando vide dov’era, si stupì. L’emicrania svanì.
L’eccesso di fragranze floreali la mise in uno stato d’animo bizzarro. Fecero l’amore tutta la notte. Dato che erano chiusi dentro e non avevano pensato al cibo, mangiarono nasturzi e glicini. Zoe, che aveva letto troppo Barbey d’Aurevilly, cercò di masticare una rosa: fece una smorfia.
— È buona solo nei macarons — commentò.
— Le rose ci saranno utili per un’altra cosa — disse Salvator.
— È l’unico fiore bello sia intero sia quando se ne spargono i petali.
— Davvero?
Sparse per lei i petali di un giglio, di un’orchidea, di una peonia, di un iris, di un gladiolo, di un pisello odoroso, di un’ortensia, di una sassifraga ombrosa, di una margherita, di un garofano, di un non—ti—scordar—di—me, di una clematide, di una zinnia, di una pneu—de—Cythère, di una camelia nera, di una fucsia e di un dente di leone e la convinse: la frammentazione si confaceva solo alla rosa. Era l’unico fiore che, sparso, aveva un’aria voluttuosa e non agonizzante.
Si fecero un letto di petali di rosa.
Amelie Nothomb - - L'entrata di Cristo a Bruxelles
giovedì 11 giugno 2015
attendersi altrove

Quando ci lasciavamo non ci pareva di separarci,
ma di andare ad attenderci altrove.
Cesare Pavese
martedì 9 giugno 2015
loro sempre si toccheranno
Per certi cuori
non esiste tempo
né spazio,
loro sempre si toccheranno.
(Juanita Miranda)
martedì 26 maggio 2015
Ho bisogno di poesia
Ho bisogno di poesia
questa magia che brucia
la pesantezza delle parole
che risveglia le emozioni e dà colori nuovi.
questa magia che brucia
la pesantezza delle parole
che risveglia le emozioni e dà colori nuovi.
Io non ho bisogno di denaro
ho bisogno di sentimenti
di parole
di parole scelte sapientemente
di fiori detti pensieri
di rose dette presenze
di sogni che abitino gli alberi
di canzoni che facciano danzare le statue
di stelle che mormorino
all’orecchio degli amanti.
Ho bisogno di poesia
questa magia che brucia
la pesantezza delle parole
che risveglia le emozioni e dà colori nuovi.
Alda Merini
lunedì 20 aprile 2015
capimmo l’inutilità della speranza di ritrovarci insieme
La fiaba degli amanti
cui un maleficio tolse
d’incontrarsi
(donna di notte lei
e con la luce falco
lui con la luce uomo
e nottetempo lupo)
ci piacque tanto che per un bel pezzo
ci siamo firmati Knightwolf e Ladyhawke
finché capimmo
l’inutilità della speranza di ritrovarci insieme
nell’umano
Il nostro più ambizioso traguardo
essendo di confondere
il pelo con le piume
(Come se un lupo
fosse mai uscito indenne da una fiaba
come se in ogni falco
non si ripetesse degli Alberighi
l’antico scelo)
Michele Mari
venerdì 17 aprile 2015
mi vedo riflesso nei suoi occhi
Vivere è questo Siamo così vicini
l’uno all’altra
che mi vedo riflesso nei suoi occhi.
Ma dura poco.
Già è seduta sull’autobus.
Già si allontana.
La vita fa in modo che queste cose
siano opportunamente
poche.
Affinché noi ci alziamo
ogni mattina
a cercarne altre.
KARMELO C. IRIBARREN
sabato 11 aprile 2015
l'amore rende visibile l'invisibile
Orhan Pamuk - Il mio nome è rosso
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