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giovedì 9 maggio 2019

sintonia





...sento quello che dici e capisco come lo dici: gentile, brusco, deluso. Sono processi di sintonizzazione pre-cognitiva.....

...Anche l'empatia è pre-cognitiva:intanto esperisco quello che provi senza ragionare, poi decido il da farsi, se valuto che sei amico ti aiuto, se sei nemico ti attacco....

...io vedo uno che afferra un bicchiere e capisco immediatamente senza alcuna cognizione che lo fa per bere, ma non posso concludere che lo fa perchè è un beone o lo fa perchè la moglie lo tradisce....

Giancarlo Dimaggio

a volte è la nostra propensione alla cecità alla fiducia che concediamo oltre ogni evidenza che ci conduce in un vicolo cieco. Siamo incapaci di decifrare, interpretare di essere in sintonia con l'altro.


mercoledì 8 maggio 2019

Empatia



L'empatia


noi la definiamo non come il comportarsi bene con l'altro,
tu stai bene e io ti aiuto,
ma un esperire assieme tu e io siamo nello stesso stato,
tu hai male e io ho male
tu sei felice e io sono felice

Giancarlo Dimaggio

***

Se restavo commosso di fronte alla bellezza, non riuscivo a tenermi per me l'emozione, sentivo il desiderio di condividerla con te. Se provavo gioia, non era gioia se non la sentivi anche tu.
Se ero triste mi rannicchiavo nell'ombra nascosto al tuo sguardo. Non c'era ragione perchè tu provassi la mia tristezza.
Juan Pedroso


lunedì 17 settembre 2018

Empatia è rendersi conto





«L'empatia non si traduce nel provare lo stesso dolore, la stessa gioia [...], non consiste nel "sapere" cosa sente l'altro [...] non vuol dire gioire, soffrire insieme all'altra, all'altro, e nemmeno avere un'esatta nozione delle ragioni e delle cause del sentire altrui. Empatia vuol dire allargare la propria esperienza, renderla capace di accogliere il dolore, la gioia altrui, mantenendo la distinzione tra me e l'altro, l'altra. Empatia è "rendersi conto" [...]
Laura Boella


domenica 16 settembre 2018

L'empatia non è simpatia e nemmeno compassio e





Ma cosa significa esattamente empatia?
«Riconoscere l'altro e muoversi nella sua direzione. Ogni accoglienza o ogni "amicizia politica" come diceva Hannah Arendt devono essere fondate sul riconoscimento.
L'empatia non è simpatia e non è governata dall'etica della solidarietà e della fratellanza»

Dobbiamo guardare cosa succede in tutte le situazioni in cui ci troviamo a confrontarci con le emozioni e con il pensiero di un'altra persona.

Si è diffusa l'idea secondo cui, se io sono compassionevole e apro il mio cuore all'altro, allora ne traggo un benessere psichico. Non è così: non ci deve essere un tornaconto personale. Così diventiamo narcisi. Attenzione a quel tipo di solidarietà e altruismo: sono empatie fragili e ingenue che servono solo a farci sentire buoni e a star bene

Laura Boella (la Repubblica.it 2018 02 04)
intervista



sabato 19 agosto 2017

Fatti dolce con il mondo

Franco Arminio in rete
Fatti dolce con il mondo,
Dagli le tue parole migliori

Fatti dolce con il mondo
Fatti dolce con il mondo,
Dagli le tue parole migliori
E le tue premure,
Considera con affetto
Tutto quello che accade,
Pensa che accade quasi tutto
Agli altri, tu sei un frammento piccolissimo del mondo
E va bene così.

 
Franco Arminio

lunedì 23 gennaio 2017

Io e la mia vita



 



Io e la mia vita
 
Io e la mia vita
mutiamo continuamente 
Quando pensi di conoscerla
Ti gira la faccia nota
E ti mostra quella sconosciuta 

Cambia,Gira
Come una ruota

Mentre io dentro sono la stessa
Ma sono anche un'altra 
Un'altra da me
No, forse un'altra dagli altri 


Cambia,Gira
Come una ruota

Io e la mia vita
Mutiamo continuamente
Gira la faccia,Tante le medaglie
A volte torna quella che conosci 
e a volte forse no

D.N. 22 gennaio 2017

mercoledì 4 maggio 2016

le modalità di ascolto

come si ascolta

Possiamo distinguere tra tre modalità differenti d´ascolto:

-    ascolto finto: in cui chi ascolta è facilmente distraibile e tende a porsi passivamente e a vivere la comunicazione come sola possibilità di parlare;

-    ascolto logico: in cui l´ascoltatore si concentra solamente sul significato logico della comunicazione;

-    ascolto attivo empatico: in cui chi ascolta prova a mettersi nei panni dell´altro e cerca di condividere le sensazioni manifestate dall´interlocutore.

Secondo T. Gordon, psicologo clinico di scuola umanistica, quattro sono gli elementi fondamentali per un buon ascolto:

1)    ascolto passivo: relativo al momento in cui la persona ha la possibilità di esporre i propri problemi e l´ascoltatore attento, senza interromperlo, comprende il messaggio comunicatogli;

2)    messaggi d´accoglimento: che comprendono i messaggi verbali e non verbali, che comunicano l´atteggiamento d´ascolto;

3)    inviti calorosi: che incoraggiano la persona a continuare a parlare senza che vi sia alcun giudizio o valutazione rispetto a ciò che sta dicendo;

4)    ascolto attivo: inteso come la capacità da parte di chi ascolta di riflettere il messaggio dell´altro esprimendolo con parole differenti. Tale ascolto non rimanda solo i contenuti verbali, ma anche i sentimenti e i contenuti emotivi espressi e percepiti da chi ascolta.

Sempre secondo l´autore è importante evitare di fornire soluzioni personali ad un individuo che sta parlando di un suo problema. Al contrario, è necessario lasciare che sia la persona in difficoltà a trovare da sola una soluzione, partendo dai suoi vissuti e dalle sue esperienze.

Vi è differenza tra sentire ed ascoltare. Si può sentire con gli organi di senso, ma non profondamente, ossia mantenendo la propria interiorità estranea a quello che l´interlocutore sta dicendo. Nell´ascolto, invece, vi è un movimento verso l´interlocutore e un coinvolgimento della propria interiorità.


Centro psicologia e insieme link esterno
L’ASCOLTO E LA SUA IMPORTANZA NELLE RELAZIONI
 

mercoledì 2 settembre 2015

la relazione è comunicazione

ma ci sono contemporaneamente, anche nel silenzio
(si può comunicare con il silenzio e nel silenzio),
un parlare e un ascoltare in una continua circolarità
di esperienze che nascano dalla nostra capacita di emozionarci
La comunicazione non è se non relazione

Comunicare è allora entrare in relazione con se stessi e con gli altri:
comunicare è trasmettere esperienze e conoscenze personali;
comunicare è uscire da se stessi e immedesimarsi nella vita interiore di un altro da noi: nei suoi pensieri e nelle sue
emozioni.
Noi entriamo in comunicazione, e cioè in relazione con gli altri, in modo tanto piú intenso e terapeutico quanta piú passione è in noi, quante piú emozioni siamo in grado di provare, e di vivere. Se vogliamo creare una comunicazione autentica con una persona, se vogliamo davvero ascoltarla, non possiamo non farci accompagnare dalle nostre emozioni. Quale abisso l'uomo medesimo, dice sant'Agostino, e come é difficile conoscere se stessi, i nostri pensieri e le nostre emozioni, e nondimeno senza questa analisi interiore nulla nemmeno possiamo conoscere degli altri.

In ogni forma di comunicazione, ... l'io si confronta con un tu nell'orizzonte di un noi che fonde, e trascende, l'io e il tu in una nuova dimensione dalla quale si esce cambiati, e non si è piú quelli di prima. In vita non c'è solo qualcuno che parla, comunicando qualcosa, e qualcuno che ascolta, ricevendo qualcosa, ma ci sono contemporaneamente, anche nel silenzio (si può comunicare con il silenzio e nel silenzio), un parlare e un ascoltare in una continua circolarità di esperienze che nascano dalla nostra capacita di emozionarci

Eugenio Borgna +++ Parlarsi
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