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sabato 15 febbraio 2020

la verità femminile


Rachel Cusk



in realtà potrebbe semplicemente essere che la verità femminile – ammesso che una cosa simile esista – sia cosí intima e complicata che non se ne può dare un’unica versione.

Prestigio di Rachel Cusk


sabato 8 febbraio 2020

la tentazione di accantonare la propria moralità


Rachel Cusk



...perché se il mondo sembrava pieno di gente che vive malvagiamente senza rappresaglie e di gente che vive virtuosamente senza ricompense, la tentazione di accantonare la propria moralità potrebbe insorgere nel preciso istante in cui essa piú conta.

Prestigio di Rachel Cusk


lunedì 27 gennaio 2020

era impossibile non respingerlo


Rachel Cusk



Perfino un suo amico, uno che gli voleva bene, una volta scrisse che era impossibile non respingerlo, che lui stesso lo aveva respinto, che qualcosa in lui induceva la gente a respingerlo.

Transiti di Rachel Cusk


Non riusciva a dargli un nome


Rachel Cursk




Rachel Cursk



Era successo, ha detto, che a un certo punto – doveva avere dodici o tredici anni – nella sua partecipazione alla vita famigliare si era alterato qualcosa, qualcosa di cosí sottile e impercettibile che non riusciva neppure a dargli un nome. Eppure ricordava benissimo l’attimo in cui era avvenuto il cambiamento, mentre tornava da scuola in uno dei soliti pomeriggi grigi. Stava per attraversare la strada e l’aveva sentito, un improvviso scombussolamento, quasi un senso di rottura. Aveva atteso che passasse, ma no, se l’era portato fino a casa, e quando si era svegliata il mattino dopo era ancora lí.
 
Non riusciva a dargli un nome, ma da quel giorno si era sentita come una che osserva la vita dall’esterno anziché prendervi parte.

Transiti di Rachel Cursk




Transiti di Rachel Cursk


domenica 26 gennaio 2020

la dottrina dell'autoaccettazione


Rachel Cusk



Non so quale morale si possa ricavare da questa storia, ha detto Gerard. Potrebbe aver a che fare col fatto di prestare attenzione non a ciò che viene piú naturale ma a ciò che risulta piú difficile. Siamo a tal punto addestrati, ha detto, alla dottrina dell’autoaccettazione che l’idea di non accettare te stesso appare davvero radicale.

Transiti di Rachel Cusk


Aveva cercato di potenziare la sua capacità di perdono


Rachel Cursk




Rachel Cursk



Dopo simili esperienze tuttavia non aveva sviluppato un’idea di giustizia vendicativa, piuttosto il contrario. Aveva cercato di potenziare la sua capacità di perdono perché voleva essere libero.
 
Ho detto che a mio avviso il perdono non fa che renderti piú vulnerabile a ciò che non puoi perdonare.
 
Francesco d’Assisi, ho aggiunto, era stato disconosciuto dal padre, che l’aveva addirittura trascinato in tribunale esigendo la restituzione dei beni famigliari, che all’epoca ammontavano a poco piú degli abiti che il figlio indossava. Francesco se li era tolti, lí davanti alla corte, e glieli aveva restituiti, e da quel momento aveva vissuto in uno stato che alcuni consideravano d’innocenza e nel quale io invece vedevo un amaro nichilismo.

Transiti di Rachel Cursk




Transiti di Rachel Cursk


come un falco che volteggia e s’innalza.


Rachel Cursk



Un’intuizione cominciò a farsi strada dentro di me, un pensiero in erba, come se un elemento incomprensibile tutt’a un tratto fosse andato a posto.

Abbiamo attraversato la strada ritrovandoci nel cono di luce che proveniva dall’albergo. Ho aperto il cancello e il moderatore mi ha seguita nel giardino inghiaiato. C’era una rampa di ampi gradini di pietra che conduceva alla porta d’ingresso. Mi sono fermata, l’ho ringraziato per avermi riaccompagnata, gli ho girato le spalle e ho salito i gradini.

Lui mi ha seguita; lo sentivo subito dietro di me, un’oscura sagoma di sorvegliante, come un falco che volteggia e s’innalza. Quando mi sono girata di nuovo ha fatto due rapidi passi verso di me. Sembrava che stesse attraversando un qualche elemento insondabile o un baratro.

Il suo corpo ha raggiunto il mio, mi ha spinta contro la porta e mi ha baciata. Mi ha ficcato in bocca la sua lingua tiepida, spessa; mi ha infilato le mani nella giacca. Il suo corpo snello e duro era piú insistente che forzuto. Sentivo gli abiti morbidi, costosi che indossava, e sotto la sua pelle ardente. Ha scostato per un attimo la faccia dalla mia, onde poter parlare.

– Sembri un’adolescente, – ha detto.

Mi ha baciata a lungo. A parte quel suo commento, nessuno ha detto niente. Non ci sono state spiegazioni né affettuosità. Cominciavo a percepire un che di muffito nei miei vestiti umidi e nei capelli aggrovigliati. Quando infine i nostri corpi si sono separati mi sono fatta piú in là, ho girato il pomo della porta e l’ho aperta di qualche centimetro. Lui è arretrato di un passo; sembrava sogghignasse. In quell’oscurità vibrante era una silhouette riempita di luce bianca.

Buonanotte, ho detto.

Transiti di Rachel Cursk


conoscendola abbastanza a fondo, negli ultimi litigi era riuscito a demolire la stima che aveva di sé


Rachel Cursk




Rachel Cursk



Fin dall’inizio c’era stato qualcosa tra loro, un’elettricità, sebbene lui fosse sposato e vivesse negli Stati Uniti.
 
Lei usciva da una storia durata due anni con un partner che, conoscendola abbastanza a fondo, negli ultimi litigi era riuscito a demolire la stima che aveva di sé; si era aggrappata alle attenzioni del fotoreporter come fossero una zattera.

Transiti di Rachel Cursk




Transiti di Rachel Cursk


sabato 25 gennaio 2020

Di quel rapporto non aveva mai neppure immaginato la fine


Rachel Cursk



Di quel rapporto non aveva mai neppure immaginato la fine. Ne rammentava l’avvicinarsi, la sensazione di freddo incipiente, come il primo indizio d’inverno, una sconcertante sensazione di illiceità, come se qualcosa si fosse spezzato nei recessi del motore della sua vita. Per molto tempo aveva fatto mostra di non udire, di non sentire, ma ciononostante la sua vita con Marc si era inesorabilmente arenata.

Transiti di Rachel Cursk


come se una parte di te fosse rimasta là.


Rachel Cursk



a volte succede, che ti torni in mente una cosa solo perché ti ritrovi nella stessa situazione di un tempo, come se una parte di te fosse rimasta là.

Transiti di Rachel Cursk


frustrazione


Rachel Cusk



una volta però aveva ammesso che talora fantasticava di concedersi gli stessi gesti stravaganti e distruttivi che condannava.

Transiti di Rachel Cusk


abbagli


Rachel Cusk



Com’è che si chiamano, – ha detto Dale, – quelle dannate visioni, quelle illuminazioni accecanti che cambiano il tuo modo di vedere le cose?

Transiti di Rachel Cusk


la prospettiva di (re) stare solo


Rachel Cusk



C’era stata un’epoca, ha continuato, in cui la prospettiva di passare una serata da solo l’avrebbe atterrito, anzi, gli sarebbe sembrata cosí spaventosa che pur di scongiurarla sarebbe andato in qualunque posto e avrebbe fatto qualunque cosa. Invece adesso non vedeva l’ora di star solo.

Transiti di Rachel Cusk


La colpa non era un sentimento facile da gestire


Rachel Cursk



Colpa. La colpa non era un sentimento facile da gestire. Il dolore per la perdita di un essere amato era comprensibile. La colpa no. La colpa era un tarlo che ti rodeva a poco a poco. Divorava tutto, creando un vuoto interiore che non si sarebbe più colmato.

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