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domenica 9 agosto 2015

Sei la mia migliore amica, Marie - l'eros senza sesso



La tenni per me, ancora, dopo aver passato la notte nello stesso letto. Quella sera dormimmo vicini come nel pomeriggio e io scoprii che Marie russava. Un sottile brontolio che mi tenne sveglio. La vedevo nella penombra, era supina e la coperta le scopriva un fianco. Sentivo l’odore, la forma immobile e raccolta, ritrovai l’audacia che credevo dimenticata. Mi voltai, allungai una mano e strinsi un lembo di lenzuola. Lo sollevai appena, e fu come se tutti gli impeti passati, e i desideri presenti, si fossero riversati in quel tentativo timido. Abbassai la testa e intravidi il pigiama che sforzava per la spinta del seno, avvicinai il naso al tepore del corpo, ai capelli, al collo, e immaginai che sì, alla fine ce l’avevo fatta, alla fine era stata mia.
 
Voleva una seconda promessa: dovevo continuare a essere quello che ero stato l’altra notte nel letto, mentre lei fingeva di dormire e io sollevavo il lenzuolo.
 
Di quelle ore ricordo la sua invisibilità. Le parole tolte, gli sguardi aggiunti, i sorrisi sornioni e un attaccamento ancora più vivo a noi due
 
Arrivammo davanti al suo portone e io le chiesi se potevamo fare l’amore. Non provai imbarazzo, Milano mi aveva lasciato questa brutalità.
Sorrise, si mise una mano sulla bocca e rise di gusto. Le dissi che mi sentivo di chiederglielo, al di là di seduzioni, sentimenti, legami. Il pensiero di averla mi tormentava da quel giorno in amaca a Deauville, tuttora nutriva le mie immaginazioni, come potevo chiudere il cerchio? Mi unii alla sua risata.
Marie si avvicinò e mi sussurrò all’orecchio che era la sua condanna, l’eros, e che non avrebbe permesso di rovinare una cosa pura che la vita le aveva riservato. Poi mi baciò, piano, Bon anniversaire.
 
La mattina dopo la chiamai. Dovevo esorcizzare la goffaggine della sera prima. Marie rispose dopo qualche squillo, appena sentii la sua voce dissi che era stato il compleanno più bello di sempre, aveva ripensato alla proposta indecente?
– Sei un porco, Grand.
– Sei la mia migliore amica, Marie.
Tacque, poi mi fece giurare che l’avrei salutata prima della partenza. Le promisi che non ci saremmo mai persi.
– Promets-moi encore.
– Je te le promets.

Marco Misssiroli --- atti osceni in luogo privato


lunedì 22 giugno 2015

Philia




L'amore e l'amicizia sono sentimenti non autosufficienti.
Senza reciprocità,muoiono.
@io_Animor
Dell'amore è difficile dire, una parola abusta e quasi svuotata di senso, anzi  una parola dai molteplici significati.
Anche l'amicizia puo' finire come tutte le cose di questo mondo.
Solo una cosa mi sento di dire:
quando due anime si toccano e l'una ha sentito l'altra
non smetteranno mai di volersi bene
non smetterei mai di volerti bene
anche se tutto dovesse finire
e non ci parliamo più
continuerei a sentirti e a sentire
il tuo bene
non smetterei mai di rivolgerti il mio pensiero
prima di dormire e al risveglio

Marcello C.


sabato 14 febbraio 2015

starsi accanto

Avevo perduto il tuo desiderio. Tu amavi un'altro, ti eri innamorata e la passione ti distraeva e ti appagava.
Non c'era posto per me nei tuoi desideri. Lo avevo capito e lo avevo accettato.
Sentivo la tua tenerezza e sentivo il bene che ti volevo, tutto il bene che ti ho sempre voluto. Io ti starò vicino anche quando sei lontana, dicevo, anche quando sei nella braccia dell'altro. ti voglio bene dicevo e non per questo mi aspetto niente in cambio. In quei momenti in cui il tuo cuore era rapito io sentivo tutto il bene che provavo per te e la gioia che mi dava. Ed ero felice.

Nello starsi accanto, dunque, si ha cura per ciò che sta a cuore, e il reciproco aver bisogno è segno dell'instaurarsi di un accordo perfetto. In quest'atmosfera vi è la sensazione indefinita, ma non meno certa, di un corrispondersi che sembra non debba mai svanire. In effetti, una delle condizioni in cui gli uomini vivono momenti di felicità è proprio quella dello starsi accanto. È questa una delle modulazioni più alte della relazione d'amore e non si tratta unicamente di una prossimità fisica, ma di un'affinità del sentire. Poco importa se questo sentimento sia breve o durevole, qui mi preme indicare solo uno stato della mente. Nello «starsi accanto», perfino il piacere sessuale cambia di natura: l'atto diviene qualcosa di più che un bene in sé, meno che mai può costituirsi come un fine – cosa che tante volte accade –, ma è piuttosto rivelativo dell'imprescindibilità dell'altro, corrisponde al bisogno di ricercarlo sempre e di nuovo, di averlo e tenerlo presso di sé.

Salvatore Natoli
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