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sabato 2 luglio 2016

miracoli e congiunzioni astrali - 4


R.M. Rilke
«Sappiamo o non sappiamo, amici miei, cos’è il silenzio?
Questa vita che guarda nei due sensi
ha segnato il volto dell’uomo dal di dentro.»
(Rilke – Sonetti a orfeo)

“Credo che sia questo il compito maggiore di un legame fra due persone: che ciascuno sia a guardia della solitudine dell’altro. Perché, se è nella natura dell’indifferenza e della folla non apprezzare la solitudine, l’amore e l’amicizia ci sono proprio allo scopo di offrire continuamente la possibilità di solitudine. E sono vere condivisioni soltanto quelle che interrompono periodicamente periodi di profondo isolamento…”»

Rainer Maria Rilke




 

Miracoli e congiunzioni astrali - 3


Rilke, Seidita, Casale

“E se divisi,
quando un quadro cadrà nella stanza dell’Uno,
sarà prontamente afferrato dalla mano dell’Altro, 
nella propria stanza.
Ed allora, gemelli sincronici,
potranno guardare ancora e sempre
alla stessa bellezza.”
(Leonardo Seidita)

“Casa è dove hai spazio per essere,
per essere da solo con te
e da qui
poter esserCi con qualcun altro,
essere senso per l’altro.
Qui è casa.”
(Emanuele G. Casale)

«Ancora e sempre, anche se conosciamo il paesaggio dell’amore
e il piccolo cimitero coi suoi nomi che si lamentano,
anche se ci atterrisce il taciturno abisso ove scompaiono
gli altri: ancora e sempre usciamo in due
sotto gli alberi antichi, ancora e sempre ci sdraiamo
in mezzo ai fiori, di fronte al cielo.»
(Rainer Maria Rilke a Lou Andreas Salomè)


Rainer Maria Rilke
Lettere a un giovane poeta



 

miracoli e congiunzioni astrali - 2







Miracoli e congiunzioni astrali - 1


Rainer Maria Rilke

« (…) in sostanza, e proprio nelle cose più profonde e importanti, siamo indicibilmente soli, e affinchè uno possa consigliare e anzi aiutare l’altro, deve accadere molto, molto deve riuscire, una intera costellazione di cose si deve realizzare perché si ottenga una volta lo scopo.»

Rainer Maria Rilke
Lettere a un giovane poeta




 

domenica 21 giugno 2015

non tutte le anime si parlano e si capiscono



Come le persone appartenenti allo stesso gruppo sanguigno sono le uniche che possano donare il loro sangue a chi è vittima di un incidente, così anche un’anima può soccorrerne un’altra solo se non è diversa da questa; se la sua concezione del mondo è la stessa, se tra loro esiste una parentela spirituale.

Sándor Márai da “Le braci” – Adelphi ed.

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