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venerdì 4 gennaio 2019

la pioggia

Francesco Dalessandro



Silenzio
La pioggia
 
I Prima della pioggia

Nuvole grasse nere
concludono l’azzurro.
In cucina una mosca
superstite ronza.
 
A un angolo del vetro
una rondine appare pigro dardo
fuggente il rombo alle sue spalle. L’aria
ne trema – e il silenzio
 
che indicibile affina
l’ansia... Finché improvviso
ai vetri erompe
lo scroscio.

 
II Mentre piove

Adesso giù acqua che spazzi
l’ozio e l’affanno e levighi la pena
insolente del cuore!
M’accosto ai vetri, spio
 
fin dove lo sguardo
miope consente colli e campi prati
alberi e ogni altra cosa che la pioggia
inzuppa con monotona indolenza.
 
Sulla strada nessuno
sosta o passa. Dai tetti
qualche camino fuma.
Tra poco è sera.
 

Viene gente, la stanza
suona di voci, non
piove più.
 

III Dopo la pioggia

Cala una sera torva senza voli.
L’aria è torbida e fredda. Accendiamo
il fuoco. Un fumo acre
si spande, brucia gli occhi. Fra tante voci tante
parole oziose tanta
noia, non so più in cosa
consista la vita.

                   Fosse
quella mosca scampata
all’eccidio serale che continua
a ronzare nel vuoto…

 
IV Notte, ad ora tarda

Orione il Carro
Venere e le altre stelle.
Il grillo suona sempre
uno stesso motivo.
 
Un cane abbaia.
Il campanile rintocca,
come il cuore.
Nei lunghi quarti, io solo
 
fumo insonne la notte.
Io solo ascolto
la sua musica. Dorme
anche la mosca pazza.
 

V Alba

Scarti, come di ruote d’ingranaggio
che qualche grano inceppa,
questi che sento: un’ansia
repentina e dolente, assidua pena
 
che tutto lede e non si placa.
Come, come aver pace?
E in quale intento
vano, in cosa aver fede?

Francesco Dalessandro
tratto da; Figure d’ombra ( puntoacapo Editrice, Pasturana, Alessandria – aprile 2018)

domenica 10 giugno 2018

silenzio

Francesco Dalessandro

Niente è mai come prima, le parole
che tendono al silenzio arano solchi
e nessuno avrà fiato
o gesti per colmarli


Silenzio
a R. F.
 
1.
Niente è mai come prima, le parole
che tendono al silenzio arano solchi
e nessuno avrà fiato
o gesti per colmarli
rimane sempre un graffio
nella coscienza e un dolore
 
2.
il tempo ora tace non c’è musica
a sciogliere la pietra che lo accoglie
e il dolore che era minimo è cresciuto
a poco a poco facendosi abisso
diventando silenzio senza cuore:
hai solo un ramoscello per salvarti
 
3.
a quel piccolo ramo sul dirupo
che apre l’abisso ti tieni aggrappato
e il vuoto è nel silenzio
dell’immagine viva nella mente
che si nega all’amore
perduto in qualche giorno di tempesta
 
4.
come abisso è l’immagine se nega
il luogo e silenzio la lingua
che rinnega la parola
se abisso è solitudine
il silenzio è l’abisso senza nome
elevato a presagio del domani

Francesco Dalessandro

lunedì 4 giugno 2018

Miele segreto è amore

Francesco Dalessandro

Quando mi baci e abbracci
è fuoco che divampa e brucia.

Microelegie
3.
 
Miele segreto è amore
se mi guardi o ti penso.
Quando mi baci e abbracci
è fuoco che divampa e brucia.

Francesco Dalessandro
tratto da; Figure d’ombra ( puntoacapo Editrice, Pasturana, Alessandria – aprile 2018)

sabato 2 giugno 2018

1. Eccola, la tua bella è pronta

Francesco Dalessandro

Qualunque cosa indossi è la sua grazia
a far bella la veste ed ogni cosa


Microelegie
1.
 
«Eccola, la tua bella è pronta per
la festa.
Due lampi gli occhi perché vi rifulge
amore
e luminoso il volto. Neanche un dio
potrà incontrarla senza
voltarsi.
 
Qualunque cosa faccia con che grazia
la fa!
Libera i bei capelli e con le trecce
sciolte è bella. Li lega
e ricompone, è doppiamente bella.
Veste di rosso e infiamma
il cuore; ma se candide
semplicissime vesti indossa tutta
ne arde.
Qualunque cosa indossi è la sua grazia
a far bella la veste ed ogni cosa
su lei è bella e tutto
le si confà».

Francesco Dalessandro
tratto da; Figure d’ombra ( puntoacapo Editrice, Pasturana, Alessandria – aprile 2018)

giovedì 31 maggio 2018

Lascia che da questo rumoroso mondo

Francesco Dalessandro

No non chiederti
per quale merito per quale buona
azione ti è donato ma lascia la notte


Lascia che da questo rumoroso mondo
Lascia che da questo rumoroso mondo
indolente un canto (finché il canto
dice il vero) di pioggia entri al mattino
(miracolo più grande del respiro)
e ferisca il risveglio apra germogli
nuovi nel cuore. No non chiederti
per quale merito per quale buona
azione ti è donato ma lascia la notte
svanire e disperdersi in un nuovo
giorno e mentre milioni di persone
chiedono vita riconoscente tu accetta
la benedizione di una tale bellezza
e innocenza, abbastanza per gli anni
avvenire.

Francesco Dalessandro

mercoledì 30 maggio 2018

Figure d'ombra di francesco Dalessandro

Francesco Dalessandro


Si dica
che ci amiamo e che l’uno
dell’altra siamo degni.

Microelegie
2.
 
Finalmente l’amore!
Lo dico a tutti senza
pudore. Perché avrei
più vergogna a nasconderlo.
Se stiamo insieme parlo
a voce alta: che tutti
sappiano quanto l’amo.
La colpa è troppo dolce:
fare finta di niente
e fingermi virtuosa,
come posso? Si dica
che ci amiamo e che l’uno
dell’altra siamo degni.

Francesco Dalessandro
tratto da; Figure d’ombra ( puntoacapo Editrice, Pasturana, Alessandria – aprile 2018)
Una recensione del libro:
Figure d’ombra di Francesco Dalessandro ( puntoacapo Editrice, Pasturana, Alessandria – aprile 2018)
Sembra accompagnare l’autore in una specie di viaggio di ritorno alla fonte di quelle suggestioni e di quelle emozioni che nel corso degli anni hanno alimentato dimensioni e registri, di volta in volta diversi, della sua poesia.
 
L’itinerario è variegato: tutto vi può accadere, tutto può esservi pretesto. Le “ombre notturne/ specchiate nell’acqua” del Nilo non evocano solo liriche d’amore di un Nuovo Regno egizio; il “vuoto” è “nuovissimo” e le “percettibili tenebre” dell’oggi si ritrovano nell’eterno amore desiderato come un “dolce male” a cui “non c’è rimedio”; elegie sentimentali, micro o macro che siano, coinvolgono il poeta negli inganni di una sposa infedele, “perfida” eppure “cara”, come se il dolore del suo “abbandono” possa portare anche oggi alla morte.
 
Le riscritture visionarie dei canti antichi, i reperti di vite poetiche perdute nella rinuncia e nell’oblio, le figure rielaborate dal mito nel confronto labile tra passato e presente, danno convenientemente il senso di una consapevolezza matura dell’identità poetica di Dalessandro.
 
La sua ricerca “classica” non è solo “imitazione” o “condivisione” o “contaminazione” da altri, ma è “sorgente” d’ispirazioni, fatte finalmente scorrere in una successione rigorosa, quasi travagliata, di commozioni metriche. Si potrebbe dire quasi sonore, come le “parole scritte nella tenebra” dall’ombra di Tommaso Campanella, nella “fossa” di sant’Elmo, “presagi, cronaca viva di atti e di pensieri/ vissuti nei sensi, senza saperlo, senza coscienza”. Questo è un libro che dichiara a piena voce la fedeltà dell’autore ai testi con cui entra in contatto, senza porsi limiti di libertà nel predisporsi a una nuova misura della “classicità”. E nella stessa “attualizzazione” di vicende e di narrazioni che arrivano – ombre, appunto – da luoghi inaspettati, elegiaci, storici, ultrasensoriali, la poetica di Dalessandro non perde naturalezza, diventando inesorabilmente strumento in proprio di competizione e di conoscenza.
Onofrio Lopez

sabato 28 aprile 2018

La poesia

Francesco Dalessandro

la parola il tuo balsamo hai smarrita
l’ironia la tua voce
s’è arrochita non resta che il silenzio

La poesia
Te beato – gli ho scritto – che confini
i versi nel cassetto e alla poesia
destini solo i resti della cena
e le concedi appena un’ora d’aria
ogni sera, beato se ti lecca
la mano con la quale la bastoni
invece io non riesco
a farmi una ragione della rabbia
con cui cerca di mordermi
se solo provo a farle una carezza
 
non è più la poesia che può salvarti
la vita – mi ha risposto – non è più
la parola il tuo balsamo hai smarrita
l’ironia la tua voce
s’è arrochita non resta che il silenzio

Francesco Dalessandro

domenica 14 gennaio 2018

La morte di Juan Ruiz

Sulla morte di Juan Ruiz
Francesco Dalessandro

Quartine di morte e vita
Juan Ruiz non è più. Si è tolto la vita lunedì scorso [ 8 gennaio 2018] alle quattro del pomeriggio. Alle 15.27 aveva spedito un ultimo messaggio whatsapp alla giovane donna con la quale negli ultimi anni aveva intrattenuto una tormentata relazione sentimentale.
«È tutto finito. Non una parola di più»,
le aveva scritto. Il messaggio chiudeva la relazione e la sua vita. Avrebbe compiuto presto settant’anni.
“In un modo o nell’altro, si muore. A me tocca per un no secco e affilato come una lama, colpo ben assestato, che non mi lascia scampo. Amore è morte, si sa”.
Così l’ultimo messaggio, a chi scrive.
 
Lunedì scorso – per una tragica coincidenza –, mentre lui moriva, si poteva leggere qui la serie di dieci Quartine di morte e vita, la sua ultima poesia (nella quale “ho tratteggiato il mio lamento senza ‘lagnarmi’, come mi è stato fatto notare”, aveva scritto inviandola).
 
Tutta l’opera di Ruiz consiste, del resto, nella trentina di poesie d’amore pubblicate qui nel corso dell’ultimo anno, a partire dal 5 marzo. Aveva iniziato a scrivere solo da qualche anno, per amore della donna che è stata anche causa della sua morte. Diceva che, prima di conoscerla, aveva avuto un’esistenza incerta, contrastata, scontenta, sempre ai margini del “gran spettacolo”.
 
Quella che segue è l’ultima poesia che pubblicheremo, salvo trovarne di nuove fra le sue carte. Ne conosciamo altre tre, ma il lessico impiegato le rende impubblicabili.
 
Luce nuova
 
Chiudi gli occhi, non guardare
la fredda superficie delle cose
dove solo si rivela un mondo
di misere apparenze, un mondo
di voglie banali che non sa
né conosce cos’è il desiderio.
Dimentica che ti hanno insegnato
a vedere, chiudi gli occhi
e guarda in te, donna che va
nel sole, riflessa nella luce.
 
Nel buio dello sguardo troverai
quel che hai dimenticato.
Indaga, cerca in te, nel buio
fervido dell’anima, una luce
nuova…
 
                Cercami! Sono io,
io, non mi vedi? quel punto radiante
amore nel cerchio della tua vita,
io, ora costretto a possederti
solo con le parole con la nuda
fantasia ma senza il tormento
di scivolare arreso nella morte.
 
Francesco Dalessandro
Poesia Senza pari link esterno

domenica 31 dicembre 2017

Il tempo

Francesco Dalessandro

perché credere in te, tempo,
credere che solo
tu sia quel silenzio sottile
che emerge dall’ombra del giardino
imperturbato verde
nell’aria che si scalda


Il tempo
a R. F.
 
L’ora serpe striscia lungo il muro
di cinta e si attorciglia
in spire silenziosa
quando la notte avvolge
la chioma del cedro e la tiene
così fino al mattino
finché il sole la rianimi
dal freddo nella luce
 
perché credere in te, tempo,
credere che solo
tu sia quel silenzio sottile
che emerge dall’ombra del giardino
imperturbato verde
nell’aria che si scalda
attorto alle radici della vita
e non anche l’acciaio che l’uccide?

Francesco Dalessandro

domenica 3 dicembre 2017

SILENZIO

Francesco Dalessandro

Niente è mai come prima, le parole
che tendono al silenzio arano solchi
e nessuno avrà fiato
o gesti per colmarli


SILENZIO
a R. F.
 
1.
Niente è mai come prima, le parole
che tendono al silenzio arano solchi
e nessuno avrà fiato
o gesti per colmarli
rimane sempre un graffio
nella coscienza e un dolore
 
2.
il tempo ora tace non c’è musica
a sciogliere la pietra che lo accoglie
e il dolore che era minimo è cresciuto
a poco a poco facendosi abisso
diventando silenzio senza cuore:
hai solo un ramoscello per salvarti
 
3.
a quel piccolo ramo sul dirupo
che apre l’abisso ti tieni aggrappato
e il vuoto è nel silenzio
dell’immagine viva nella mente
che si nega all’amore
perduto in qualche giorno di tempesta
 
4.
come abisso è l’immagine se nega
il luogo e silenzio la lingua
che rinnega la parola
se abisso è solitudine
il silenzio è l’abisso senza nome
elevato a presagio del domani

Francesco Dalessandro

venerdì 9 giugno 2017

Sei lucida foglia


sei goccia di pioggia nella nuvola

Sei lucida foglia
per Elena

Sei lucida foglia di magnolia
granello di sabbia in un libro
barbaglio di sole che scuote il buio;
sei goccia di pioggia nella nuvola
acqua rilucente fra i coralli
luce sopra la città che dorme;
sei polvere nell’inquietudine dell’aria
razzo acceso nell’incanto del cosmo
luna rossa nel pieno di un black out;
 
sei questo e tutti i mondi insieme
nello spazio aperto della mente
corpo prensile e segreto respiro.



giovedì 8 giugno 2017

dedica

Francesco Dalessandro

ma più ancora t’invidio lo stupore.

DEDICA
a D.A.

T’invidio i versi semplici –
più che semplici, chiari – che trovi
nel quotidiano vivere la vita;
e l’estro canoro t’invidio
dei fanelli, da cui m’esclude l’ansia;
ma più ancora t’invidio lo stupore.

Francesco Dalessandro

lunedì 13 marzo 2017

Domani piove

Carlo Alberto Parmeggiani

di leggerezza vestendo le parole

“Domani piove…” dicesti all’imbrunire

“Domani piove…” dicesti all’imbrunire
di leggerezza vestendo le parole:
quelle parole che non hanno di che dire
se non che altre assai meno leggere
è auspicabile tacere.
 
Carlo Alberto Parmeggiani

venerdì 20 gennaio 2017

L'aiuola

Francesco Dalessandro

Ma, guardala, per intima e umana
sua natura ci è affine. Come noi
non ha petali o spine…

L'aiuola

È un intrigo del cuore la miseria
che arricchisce l’aiuola dove ruta
e rosmarino convivono. I trapianti
dei gerani amicali sono morti.

Li bruciò l’invernata fredda e ostile.
Fu dolorosa perdita, ma al primo 
sole di aprile una piccola rosa
ci consolò. Con che cuore la colsero?

Crebbe al suo posto questa pianta grama.
Ma, guardala, per intima e umana
sua natura ci è affine. Come noi
non ha petali o spine…
 
Francesco Dalessandro

giovedì 19 gennaio 2017

Domenica al mare

Francesco Dalessandro

Io cosa a quest’immagine
così trasparente ora leghi
non so dirti,

Domenica al mare

Da dietro il tomboleto
rotondo apparsi due
gabbiani a volo teso radono
l’acqua appaiati, poi
s’alzano lenti a perdersi
tra nuvoli candidi, lesi.

Io cosa a quest’immagine 
così trasparente ora leghi 
non so dirti, né altro che s’affidi
alle minuzie di questa mattina
domenicale e perfetta che si compie.

 
Francesco Dalessandro

mercoledì 18 gennaio 2017

L'erba

Francesco Dalessandro

la riscopri rinata
per miracolo all’ansia
mattutina.

L’erba

Perché tenerissima inclina
verdeviva gli steli dal-
l’aiuola ai vetri poi
che fa notte o gela,
la riscopri rinata
per miracolo all’ansia
mattutina.

 
Francesco Dalessandro

mercoledì 9 novembre 2016

l'ortensia

Francesco Dalessandro

Basta poco
 
a salvarla: la mia, la tua attenzione.
Cresce un poco ogni giorno, inavvertita.

L’ortensia

L’ortensia che resiste nell’aiuola
arida dove ormai niente germoglia,
il suo cauto fiorire accanto al pino
nano è come l’amore. A volte sembra

destinata a morire: la minaccia
l’arsura, il troppo sole. Se un rametto
secco ne cade subito uno nuovo
e più forte ne sboccia. Basta poco

a salvarla: la mia, la tua attenzione.
Cresce un poco ogni giorno, inavvertita.

 
Francesco Dalessandro


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