Intanto emerge che il Recovery Plan non si è fermato a Niscemi. Dal 1997 il comune vive in una condizione di emergenza. Il 12 ottobre di quell’anno una frana colpì i quartieri Pirillo, Sante Croci e Canalicchio. Causando lo sgombero di 111 famiglie, ovvero 392 tra donne, uomini e bambini, e la demolizione di 48 abitazioni. Il giorno dopo il governo Berlusconi stanziò un primo fondo di 8,5 miliardi di lire, con promesse di risanamento e ricostruzione. Ai senzatetto vanno 600 mila lire al mese per un anno. L’emergenza poi venne prorogata per 10 anni, mentre il comune fu classificato a rischio geologico R4, il massimo. Nel 2004 il Comune viene sciolto per infiltrazioni mafiose e così si sommano altri commissari, che però gestiscono l’ordinario. Nel 2006, il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi firma una nuova ordinanza: lo stato di emergenza viene prorogato.
L’emergenza infinita
Ma i lavori non partono. E nel 2007, l’emergenza viene dichiarata conclusa. Un appalto da 9 milioni assegnato nello stesso anno si arena per un contenzioso. Nel 2014 una nuova frana produce un altro piano da 9 milioni: finanziamento revocato, zero euro spesi. L’unico intervento strutturale arriva nel 2019: 1,2 milioni per un tratto del versante ovest e per la strada provinciale 12. Un progetto da 8 milioni, pronto dal 2016, non viene mai finanziato né inserito nella piattaforma Rendis. Tra il 2019 fino ad oggi nessuna richiesta viene inoltrata dal comune di Niscemi alla Struttura commissariale contro il dissesto.
Le spese per il dissesto idrogeologico
Dal 2014, dei circa venti milioni di euro programmati ne è stato speso appena 1,2: il resto è rimasto sulla carta. Naturalmente non è l’unico caso. La Stampa spiega che la struttura del commissario contro il dissesto idrogeologico della Regione ha finora potuto contare su circa 750 milioni; ne ha spesi 117. Di un miliardo e mezzo dal 2010 a oggi le risorse impiegate sono poco sotto gli 800 milioni. Poco meno di un terzo di questi fondi – 404 milioni – servivano proprio a contrastare il dissesto idrogeologico ma sono rimasti fermi per oltre cinque anni, dal 2019 al 2024.
E ancora: secondo l’Ispra (l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) negli ultimi 25 anni sono stati stanziati 19 miliardi contro il dissesto. Ma solo un terzo è stato effettivamente speso. La Sicilia è tra le cinque regioni maggiormente finanziate. Ma è impossibile persino sapere per quale scopo i fondi sono stati stanziati.

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LA SOGLIA
Ieri notte ho fatto
con te
un viaggio lungo
non importa se è stato in sogno
o mi sono lanciata nel vuoto
una sbarra si è mossa
e mi sono trovata
su una soglia ignota.
Sono saltata dal tempo
che mi guardava in faccia
si è fatto avanti
si è fermato
e con una torcia
in mezzo alle sopracciglia
ha puntato verso gli istanti
che hanno imbastito la mia vita.
Cosa cerchi?
Domandò
Non lo saprei dire
sussurrai:
il perdono
il mandala
quel perdono che è mio
e che non mi posso concedere
che avanza con me
e non viene da fuori
quel perdono scontroso
che mi risuona nelle tempie
mi opprime
e fa sgorgare le lacrime
che lavano.
Ci fu un silenzio scomodo
alla fine me la squagliai
l’universo mi porgeva la mano
lo accolsi
mi accolse
fui bruco
crisalide
gazzella
e una donna dagli occhi
abbagliati.
Non c’era nessuno
niente
una paura a spirale
mi rizzava il corpo.
Iniziai a camminare
il terreno era rugoso
mi feriva i piedi
sarei potuta tornare
non volevo
un masso in lontananza
mi avviai da quella parte
era ricoperto
da orditure di muffa
ascoltai i suoi singhiozzi
spenti
avanza
avanza
implorava
non salire sul mio corpo
non hai ancora visto tutto
il panorama è terso
e anche se scorrono miracoli
come l’amore
il mare
i fiori
i cristi
e i buddha
e tant’altro
e di più,
è saturo di violenza.
Ero incuriosita
ma tremavo
vi sono donne violentate
continuò
corruzione
tirannie
guerre ingiuste
tra fratelli
emigranti
che cercano i loro familiari
e non li trovano mai
vengono torturati
uccisi
e sospiri
e pianti
e grida.
Inclinai la testa
e ripresi a camminare.
Sulla soglia
non ci sono strade
né sentieri
né segnali
la libertà è piena
respiro libertà
non so cosa farmene.
Sono sempre stata cauta
al diavolo la cautela
i timori
le colpe
ho ignorato la follia
la tengo lì
nascosta
la tengo legata
viaggia con me
viaggia
non so plasmarla
in parole.
Per scovare le verità
per far affiorare l’anima
bisogna scrivere con follia.
I ricordi smarriti
dove sono?
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