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giovedì 7 settembre 2017

Ho bisogno di inventare una rima

Erri De Luca
Ho bisogno di accoppiare un vicolo cieco
in cui mi sono cacciato
a qualche sconfinata prateria.

Ho bisogno di inventare una rima
Ho bisogno d’inventare una rima
tra quello che sta succedendo
e qualcosa di altro.
Ho bisogno di accoppiare un vicolo cieco
in cui mi sono cacciato
a qualche sconfinata prateria.
Mi fa da ormeggio per non naufragare.
Sono predisposto al soccorso della poesia,
che non è un’arte di arrangiare fiori,
ma urgenza di afferrarsi a un bordo nella tempesta.
Per me è pronto soccorso, la poesia,
non una sviolinata al chiaro di luna.
È botta di salvezza. .

Erri De Luca
s

giovedì 18 maggio 2017

Il punto più alto

I baci non sono anticipo d’altre tenerezze, sono il punto più alto.
 
Dalla loro sommità si può scendere nelle braccia, nella spinta dei fianchi, ma è trascinamento. Solo i baci sono buoni come le guance del pesce. Noi due avevamo l’esca sulle labbra, abboccavamo insieme.
 
Erri De Luca


lunedì 11 luglio 2016

I' te vurria vasà

Erri De Luca

come la gola al canto come il coltello al pane
come la fede al santo io ti vorrei bastare.

I' te vurria vasà
I’ te vurria vasà, sospira la canzone
ma prima e più di questo io ti vorrei bastare,
I’ te vurria abbastà,
come la gola al canto come il coltello al pane
come la fede al santo io ti vorrei bastare.
E nessun altro abbraccio potessi tu cercare
in nessun altro odore addormentare,
I’ ti vorrei bastare,
I’ te vurria abbastà.

I’ te vurria vasà, insiste la canzone
ma per un po' di meno di questo io ti vorrei mancare
I’ te vurria mancà,
più del fiato in salita
più di neve a Natale
di benda su ferita
più di farina e sale.

E nessun altro abbraccio potessi tu cercare
in nessun altro odore addormentare,
io ti vorrei mancare
I’  te vurria mancà.
 
Erri De Luca


giovedì 31 dicembre 2015

In bocca ho una stanza di baci rinchiusi



Mosse Da coriandolo di neve a valanga, da elemosina a scrigno, da acino a mosto, da gradino a precipizio, da cellula a organismo, da candela a rogo dall’infimo succede il gigantesco, cosí pur’io che uso il verbo amare. In bocca ho una stanza di baci rinchiusi che fanno il rumore di un alveare. Poi il corpo si precipita alle labbra come alla porta della città per applaudire. Erri De Luca


sabato 14 marzo 2015

Si cresce tacendo


Si cresce tacendo,
chiudendo gli occhi ogni tanto,
si cresce sentendo d’improvviso molta distanza
da tutte le persone.


E quando uno prova a spiegare il silenzio,
anche quello di un bambino,
fa come chi mette in barattoli l’aria
di città straniere visitate tanto tempo fa,
imprigionando il vuoto.

[Erri De Luca, Non ora, non qui].
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