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lunedì 17 aprile 2017

Non riuscivo a smettere di pensare alla stanza vuota dell'hotel

Ricardo Piglia

Non riuscivo a smettere di pensare alla stanza vuota dell'hotel, alla disposizione asettica dei mobili e degli oggetti, al foulard di tulle di Ida che copriva la lampada da notte con un'ombra rossastra. Un'ossessione alberghiera! Usciva nuda dal bagno, il pube florido, le cosce seriche.
 
Tutto era pervaso di Ida, del ricordo delle notti con lei, delle nostre conversazioni, che a volte avevo l'impressione di sentire la sua voce, di vedere il suo corpo nudo nello specchio...

Solo per Ida Brown
Ricardo Piglia     

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sabato 23 gennaio 2016

fragili per natura



Le donne sono categorie a rischio perché, purtroppo, ci ficcano nel cervello fin da piccole questa storia dell'amore romantico e del prinicpe azzurro. Questo desiderio di esere protette e non proteggersi. Ci raccontano che siamo fragili per natura. è molto facile, avendo questa idea di te stessa, anche se non è manifesta, cadere nelle grinfie di manipolatori

@yarlaim - Antonella Vitale

mercoledì 2 settembre 2015

così come la fragilità dei fiori accresce la bellezza del ciliegio

La nostra carne è fragile: qualsiasi pezzo di materia in movimento può trafiggerla, lacerarla schiacciarla, oppure inceppare per sempre uno dei suoi congegni interni.
La nostra anima è vulnerabile, soggetta a depresioni immotivate, penosamente in balia di ogni genere di cose, e di esseri altrettanto fragili o capricciosi.
La nostra persona sociale, da cui dipende quasi il sentimento dell'esistenza, è costantemente e interamente esposta al caso.
....

il centro stesso del nostro essere è legato alle sue tre parti con fibre tali da risentire delle ferite di ciascuna, anche se non gravi, fino a sanguinare. In particolare è come se ogni cosa che sminuisce o distrugge il nostro prestigio sociale, il nostro diritto alla considerazione altrui alterasse o sopprimesse la nostra stessa essenza: fino a questo punto abbiamo per sostanza l'illusione.
...

Quando tutto va più o meno bene, non si pensa a questa fragilità quasi infinita. Ma nulla costringe a non pensarvi. La si può guardare di continuo, e ringraziarne continuamente Dio.
....

Possiamo pensare a questa fragilità con amore e con riconoscenza in circostanze di grande o piccola sofferenza. Pensare ad essa in momenti pressochè indifferenti. Pensarvi in qualsiasi lieta occasione. Non dovremmo farlo, invece, se questo pensiero fosse di natura tale da turbare o sminuire la gioia. Ma non è così. La gioia acquisisce soltanto una dolcezza più penetrante e pungente, così come la fragilità dei fiori accresce la bellezza del ciliegio.
 
Simone Weil +++ citato da Eugenio Borgna, La fragilità che è in noi

martedì 1 settembre 2015

la bellezza della fragilità

Non c'è nulla di ancora piú fragile di un sorriso, che talora nasconde dolorose intermittenze del cuore, della nostalgia, questa patria perduta e mai dimenticata, della neve che cade a Natale, e di un raggio di luna su un libro che ci è caro;

e da queste metafore umbratili e iridescenti rinasce una ultima immagine della fragilità: quella visibile solo agli occhi bagnati di lacrime.

Eugenio Borgna La fragilità che è in noi



Alberto Giacometti - seated woman



riconoscere la fragilità

La fragilità é un modo di essere emozionale ed esistenziale che vive del cammino misterioso che porta verso l'interno, e che non si riconosce se non andando al di là dei comportamenti e scendendo negli abissi della nostra interiorità, e dell'interiorità altrui. Ancora oggi si tende ingiustamente a guardare alla fragilità come a una forma di vita inutile e antisociale, e anzi malata, che ha bisogno di cure, e che non merita nel migliore dei casi se non compassione; e non si sanno intravedere in essa le tracce incandescenti della sensibilità e della gentilezza, della timidezza e della tenerezza, della creatrice malinconia leopardiana.
 
Certo, come la sofferenza passa, ma non passa mai l'avere sofferto, cosi anche la fragilità é un'esperienza umana che, quando nasce, non mai si spegne in vita, e che imprime alle cose che vengono fatte, alle parole che vengono dette, il sigillo della delicatezza e dell'accoglienza, della comprensione e dell'ascolto, dell'intuizione dell'in-dicibile che si nasconde nel dicibile. Si, ci sono momenti in cui la presenza, o almeno la percezione, che ciascuno di noi ha della propria fragilità si accentua, osi inaridisce; ma in ogni caso dovremmo educarci a riconoscerla in noi ma soprattutto a riconoscerla negli altri da noi: un impegno etico, questo, al quale noi tutti siamo chiamati in vita. Non solo negli incontri che la vita ci propone ogni giorno, ma anche, e soprattutto, negli incontri che si hanno con pazienti divorati dalla fragilità e dall'insicurezza, dalla debolezza e dall'inquietudine agostiniana del cuore, é davvero necessario ascoltare e interpretare il senso misterioso di un dialogare nel silenzio; e questo al fine di intuire cosa sentano, e come si sentano, quali attese e quali speranze inquiete abbiano, e quali ombre scendano sugli orizzonti della loro vita.
 
Eugenio Borgna La fragilità che è in noi

il male oscuro



mi sentivo in gabbia ero disperata....
ho deciso di andare per la mia strada
Gabriella R.
 
Quando, per i nostri miseri interessi, per le nostre focose sensazioni di lussuria e per l'amore che ci trasforma in uomini dal cuore spezzato, ci prepariamo a fare cose disgustose, vorremmo sempre avere un fine, se possibile supremo.....
Orhan Pamuk
 
pensi di dare aiuto e invece ferisci"
Orhan Pamuk
 
Sono fragilità che gridano nel silenzio dell'anima, e che sono udite solo quando in noi ci siano le tracce della sensibilità e dell'attenzione che...appartiene all'ordine della grazia.
Riconoscere queste fragilità, le fragilità che vivono segrete nel cuore delle persone con cui ogni giorno ci incontriamo, è cosa ancora più importante che non quella di riconoscere le nostre fragilità.
Eugenio Borgna



lunedì 31 agosto 2015

nostalgia della morte

Novembre

 E poi - se accadrà c'io me ne vada -
resterà qualchecosa
di me
del mio mondo -
resterà un'esile scia di silenzio
in mezzo alle voci -
un tenue fiato bianco
in cuore all'azzurro
Ed una sera di novembre
una bambina gracile
all'angolo d'una strada
venderà tanti crisantemi
e ci saranno le stelle
gelidi verde remote -
Qualcuno piangerà
chissà dove - chissà dove -
per me
nel mondo
quando accadrà che senza ritorno
io me ne debba andare

Antonia Pozzi

La nostalgia della morte è acuta e straziante specchio di una lacerazione dell'anima che l'ha accompagnata lungo gli anni, brevi come un sospiro, della sua vita: una vita e una morte che sono state in lei, e in infinite altre adolescenze, la conlcusione di fragilità e di sensibilità ferite. e forse mai presagite.
 
Eugenio Borgna La fragilità che è in noi
 
la nostalgia link esterno


angosciosa ambivalenza

Nelle adolescenze di oggi rinasce la contraddizione dilemmatica tra il modo di essere del corpo pre-adolescenziale, che non si vuole perdere, e quello del corpo post-adolescenziale, che incombe come realtà contestualmente ricercata e rifiutata, con le crisi conseguenti che sono crisi di crescita e di maturazione. si assiste allora all'insorgenza di un'angosciata ambivalenza nei riguardi della vita sessuale, del corpo che si apre alla vita sessuale, e alla mancata accettazione del cambiamento psichico e biologico del proprio corpo, che nelle sue impetuose metamorfosi si allontana dalla sua immagine pre-adolescenziale eterea e indifferenziata
 
Eugenio Borgna La fragilità che è in noi

c'è solitudine e solitudine

C'è solitudine e solitudine: la solitudine che fa sgorgare le risorse della propria anima e la solitudineche corrode l'anima, e la soffrire, dilatando la coscienza della propria fragilità e arrendosi al fascino stregato delletecnologie, dei social network, che si rivelano poi nella loro preciarietà e nella loro destitdi senso.
 
Eugenio Borgna La fragilità che è in noi

la vita interiore e le emozioni realmente provate,

La dicotomia, e la scissione fra la vita interiore, le emozioni realmente provate, e la vita esteriore, le emozioni tenute nascoste, inducono ogni volta a ripensare ai segreti inesplorabili dell'anima, che vivono in ciascuno di noi, e fanno ripensare alle infinite nietzscheane maschere che sono sui nostri volti, riarsi dal dolore, senza essere mai decifrate.
 
Eugenio Borgna La fragilità che è in noi

domenica 30 agosto 2015

il linguaggio del silenzio

le parole nascono dal silenzio e muoiono nel silenzio, e tuttavia le parole non sono mai fragili come lo è il silenzio che non parla se non con il linguaggio dei volti, degli sguardi e delle lacrime, o del sorriso, ed è un linguaggio dei volti, degli sguardi e delle lacrime, o del sorriso, ed è un linguaggio che si coglie nei suoi significati profondi solo quando sia accompagnato dalla luce arcana dell'interiorità. Solo un dialogo senza fine con il silenzio, con la fragile evanescenza del silenzio, ci consente di cogliere le ferite dello spirito inesprimibili e invisibili agli occhi della ragione calcolante, e ci consente di curarle e di guarirle senza lasciare cicatrici.
......
solo nel silenzio si possono ascoltare voci segrete, voci che giungono da un altrove misterioso, voci dell'anima che sgorgano dalla più profonda interiorità, e che portano con sè nel nostro mondo, e nell'autre monde del dolore e dell'angoscia, della malattia e della follia, risonanze emozionali palpitanti di vita. Solo nel silenzio si colgono fino in fondo gli abissi di fragilità, che sono in noi, e negli altri da noi, e si impara ad accoglierli nelle loro luci e nelle loro ombre.
 


Eugenio Borgna La fragilità che è in noi

senso del vivere e del morire






Nell'adolescenza rinascono improvvisamente le grandi domande sul senso del vivere e del morire; e nascono i grandi ideali a cui consegnare un senso alla vita: un senso alto e luminoso che ne te metta in fuga le ombre. Ma queste domande, e quesito ideali, si confrontano con le abitudini e la lontananza, la distrazione e l'estraneità del mondo degli adulti, e allora ne scaturisce la ricerca della solitudine, il distacco dal mondo e il ripiegamento nella propria interiorità che si sente ferita, e sempre più fragile.

Eugenio Borgna La fragilità che è in noi




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