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venerdì 24 gennaio 2020

lo aveva esposto al fallimento


Rachel Cusk



Lui aveva distrutto ciò che lei amava di piú; lei, a sua volta, lo aveva esposto al fallimento caricandolo di aspettative che lui non era in grado di soddisfare. Senza volere, si erano reciprocamente svelati le loro piú intime fragilità: erano giunti, con quell’orribile scorciatoia, al punto in cui di solito una relazione finiva, e da lí erano partiti.

Transiti di Rachel Cusk


lunedì 29 aprile 2019

dietro ogni barbone si nasconde un eroe

Buenas noches

"I perdenti sono le persone che più mi affascinano. Per me dietro ogni barbone si nasconde un eroe."
 

 
Fabrizio De Andrè

Ero arrivato al punto di credere che, se qualcuno mi guardava, lo faceva soltanto perché era stato colpito dal mio difetto


Fabrizio De Andrè



S'è detto, s'è cercato di capire il motivo di certe mie asperità di carattere, di un mio scappare dalla gente, di una selvatichezza che mi rendeva antipatico e inavvicinabile. La verità è molto banale. Fin da piccolo avevo paura degli altri a causa del mio occhio sinistro. La mia palpebra soffriva di una forma di paresi, per cui mi pendeva sull'occhio chiudendolo più della metà. Questa imperfezione mi faceva sentire brutto, diverso, impresentabile.
Ero arrivato al punto di credere che, se qualcuno mi guardava, lo faceva soltanto perché era stato colpito dal mio difetto. Un difetto che ha rovinato la mia vita fino all'età di trentacinque anni. Fino a quando, cioè, con una semplice operazione, ho rimediato a tutto. E' stato, quello dell'occhio, un complesso gigantesco e terrificante, dal quale sono derivati quasi tutti gli altri che, più o meno, ancora oggi mi affliggono.

Fabrizio De Andrè
A volte, nell'infanzia, sono loe piccole cose che a causa di una serie inesplicabile di circostanze, crescono, si dilatano fino ad assumere dimensioni inusitate che ci sovrastano. Il loro peso ci schiaccia e ci soffoca fino a condizionare tutta la nostra vita. Un stupida piccola cosa che apre ferite e dolori nascosti, sepolti nel fondo che ci tengono incatenati.


domenica 31 marzo 2019

Il piacere e il successo


Il piacere e il successo
 
La ricerca spasmodica del piacere e del successo è una strada pericolosa
se perdiamo il controllo
se perdiamo pezzi fondanti della nostra vita
 
La paura di gardare nel buio ci spinge a fuggire da noi stessi
nella ricerca dello stordimento
e a rinunciare alla nostra libertà
 
Ne assumiamo a dosi crescenti, per colmare il vuoto
e in forme più estreme per attutire il dolore
 
è piu' mascheriamo il nostro stato e lo rivestiamo di
nobili intenti e dotte lezioni
più ne siamo schiavi
 
C.



La gioia non ha pretese

Raffaela Fazio
La concezione di felicità tipica della cultura di massa,[...], può essere detta consumatrice nel senso più largo del termine, vale a dire che essa spinge non soltanto al consumo dei prodotti, ma al consumo della vita stessa.
Edgar Morin
 
La (ricerca della) felicità è davvero la religione dell'individuo moderno, illusoria come tutte le religioni. È una religione senza sacerdoti, che funziona industrialmente.
Edgar Morin
 
«Una vita tranquilla e modesta porta più gioia che una ricerca di successo legata a una continua irrequietezza».
Einstein

La gioia non ha pretese.

 
La gioia non ha pretese.
Noi sì invece.
Ecco perché
non siamo felici.
 
Raffaela Fazio

sabato 26 gennaio 2019

Anche tu sei votato al fallimento


John Edward Williams

Stoner


il nostro Don Chisciotte del Midwest, che vaga sotto il cielo azzurro senza Sancho Panza. Sei abbastanza intelligente, di certo più del nostro comune amico. Ma in te c’è il segno dell’antica malattia. Tu credi che ci sia qualcosa qui, che va trovato. Nel mondo reale scopriresti subito la verità. Anche tu sei votato al fallimento. Ma anziché combattere il mondo, ti lasceresti masticare e sputare via, per ritrovarti in terra a chiederti cos’è andato storto. Perché ti aspetti sempre che il mondo sia qualcosa che non è, qualcosa che non vuole essere. Sei il maggiolino nel cotone, tu. Il verme nel gambo del fagiolo. La tignola nel grano. Non riusciresti ad affrontarli, a combatterli: perché sei troppo debole, e troppo forte insieme. E non hai un posto al mondo dove andare».



domenica 6 gennaio 2019

venerdì 4 gennaio 2019

aveva scritta in fronte a lettere di fuoco la parola PERDENTE


Roberto Costantini



Vivevo in un paese dove la gente perbene, quella che lavorava umilmente ogni giorno, aveva scritta in fronte a lettere di fuoco la parola PERDENTE. E quello non era il risultato di un’incapacità, era il frutto cinico e pianificato dei vincitori. Che non erano solo i potenti. Erano migliaia e migliaia di arrampicatori, profittatori, lestofanti e sanguisughe. La maggior parte ormai dei cittadini del nostro paese.

Da molto lontano


imparare a stare


Il silenzio è cosa viva

Chandra Livia Candiani







Quello che in questo momento sento nei confronti della pratica buddhista è la gratitudine che si prova per i doni estremi. Non mi chiede di essere esemplare, non mi chiede di essere eroica, non mi chiede di tendere a niente di ideale, non cancella, non acuisce, sta. Con me.
 
Imparare a stare. Imparare a essere vasti e navigare ogni mare e scoprire tra onda e onda un porto. Provvisorio, rischioso, eppure proprio per questo affidabile, perché reale.
 
Il silenzio è cosa viva



lunedì 8 ottobre 2018

di nuovo ricominciare e lottare e perdere eternamente

Buenas noches

Per vivere con onore bisogna struggersi, battersi,
sbagliare e ricominciare da capo e buttare via tutto,
e di nuovo ricominciare e lottare e perdere eternamente


 
Lev Tolstoj

venerdì 5 ottobre 2018

Una modesta forma di felicità





Walter Benjamin dice che essere felici significa percepire se stessi senza timore; forse perchè cominciavo a essere cosciente del fatto che non avevo più niente di importante da perdere e. pertanto. nulla di importante avevo più da temere, cominciai a godere allora di una modesta forma di felicità

Javier Cercas
La donna del ritratto


giovedì 4 ottobre 2018

e io iniziavo a sentire di vivere con la serenità dei vinti





Volevo diventare un grand'uomo...qualunque cosa eccetto diventare quello che forse ero già o ero sempre stato, ciò che probabilmente faceva parte della mia natura (o almeno così pensavo allora), ciò in cui a un certo punto di quell'autunno disastroso, quando avvertii con distacco che l'ansia cominciava a stemperarsi e io iniziavo a sentire di vivere con la serenità dei vinti, capii che mi stavo trasformando

Javier Cercas
La donna del ritratto


lunedì 21 maggio 2018

Il gusto di perdere al gioco





Aspettare una donna... C'è un piacere nell'agonia di aspettare chi non arriva, una passione abbastanza accattivante, che rassomiglia al gusto di perdere al gioco, un gettone dietro l'altro, un minuto dietro l'altro. E di questo piacere insaporivo ora le mie fantasie....

Gesualdo Bufalino [Dicerie dell'untore]


martedì 27 febbraio 2018

Oh che noioso, ti fa pena



 
Oh che noioso, ti fa pena
 
Oh che noioso, ti fa pena
Mentre impacciato si avvicina
Lui che ti riempie di attenzioni
l’uomo adorante
che non ha mai la battuta pronta
che va sempre fuori tempo.
 
Mette a disagio
l'uomo sbadiglio
Che ti tiene sull'altare
e non esiste senza di te
l'uomo impacciato
l'uomo paralizzato dall'amore
per te
 
Così si consuma il dolore
di un uomo ingombrante
l'uomo invisibile
rannicchiato
di cui non conoscerai mai la ricchezza
che ha dentro.
 
Carmelo



domenica 25 febbraio 2018

evitare gli specchi per non piangere di vergogna


Le cose che non facciamo
Andrés Neuman


 
i disgraziati come me non hanno motivo di continuare a subire l’umiliazione di alzarsi tutte le mattine ed evitare gli specchi per non piangere di vergogna sui sogni che avevano da ragazzi.

Andrés Neuman "Le cose che non facciamo"
Fuori non cantavano gli uccelli

lunedì 27 novembre 2017

Perdenti

Giuseppe D'Ambrosio Angelillo
Mentre l'ideale
è patrimonio esclusivo del fesso
che stenta nella palude.

PERDENTI
La goduria maggiore
è quando lucri
sotto l'insegna del vincente.
Mentre l'ideale
è patrimonio esclusivo del fesso
che stenta nella palude.
Lo vedi
in qualsiasi circolo
in qualsiasi partito,
in qualsiasi scuola.
Su qualunque marciapiede.
Gli uomini
non vogliono sentir parlare della morte
mentre in fronte
han già stampato la loro lapide.
Gli uomini prendono a calci in culo
chi vuol loro bene
e a chi vuol loro male
glielo baciano con passione e trasporto,
il culo.
Tutti lì
a correr dietro alle troie.
Le sante
a lavare i piatti
e a cucinare il brodo.
Tutti lì
a farsi i soldi.
Mentre son falliti dentro
e si vede a un miglio
anche solo
quando dicono "buongiorno".
E verrà infine il Gran Demonio Felice
nero e sporco e possente e spirituale
e chiederà cosa mai si desidera
se la brace ardente
o la padella rovente.
Senza biglietto da pagare.
Tanto all'inferno
ci siamo già.
 
Giuseppe D'Ambrosio Angelillo

lunedì 20 novembre 2017

L'arte di perdere

Elizabeth Bishop,
Ho perso persino te (la voce scherzosa, un gesto che ho amato).
Questa è la prova. È evidente, l’arte di perdere non è difficile da imparare,
benché possa sembrare un vero (Scrivilo!) disastro.

L'arte di perdere
L’arte di perdere non è difficile da imparare;
così tante cose sembrano pervase dall’intenzione
di essere perdute, che la loro perdita non è un disastro.
 
Perdi qualcosa ogni giorno. Accetta il turbamento
delle chiavi perdute, dell’ora sprecata.
L’arte di perdere non è difficile da imparare.
 
Poi pratica lo smarrimento sempre più, perdi in fretta:
luoghi, e nomi, e destinazioni verso cui volevi viaggiare.
Nessuna di queste cose causerà disastri.
 
Ho perduto l’orologio di mia madre.
E guarda! L’ultima, o la penultima, delle mie tre amate case.
L’arte di perdere non è difficile da imparare.
 
Ho perso due città, proprio graziose.
E, ancor di più, ho perso alcuni dei reami che possedevo, due fiumi, un continente.
Mi mancano, ma non è stato un disastro.
 
Ho perso persino te (la voce scherzosa, un gesto che ho amato).
Questa è la prova. È evidente, l’arte di perdere non è difficile da imparare,
benché possa sembrare un vero (Scrivilo!) disastro.
 

 
The art of losing isn’t hard to master;
so many things seem filled with the intent
to be lost that their loss is no disaster.
 
Lose something every day. Accept the fluster
of lost door keys, the hour badly spent.
The art of losing isn’t hard to master.
 
Then practice losing farther, losing faster:
places, and names, and where it was you meant
to travel. None of these will bring disaster.
 
I lost my mother’s watch. And look! my last, or
next-to-last, of three loved houses went.
The art of losing isn’t hard to master.
 
I lost two cities, lovely ones. And, vaster,
some realms I owned, two rivers, a continent.
I miss them, but it wasn’t a disaster.
 
—Even losing you (the joking voice, a gesture
I love) I shan’t have lied. It’s evident
the art of losing’s not too hard to master
though it may look like (Write it!) like disaster.
 
Elizabeth Bishop,

lunedì 6 novembre 2017

Ero divenuto ormai l’incarnazione

Milo De Angelis
mi assentavo
dall’antico fenomeno del mondo.

Ero divenuto ormai l’incarnazione
Ero divenuto ormai l’incarnazione
di ciò che perdiamo, in me si raccoglieva
tutto ciò che a poco a poco viene radiato
non prendevo più nota del giorno e dell’ora
mi assentavo
dall’antico fenomeno del mondo.
 
Milo De Angelis

domenica 29 ottobre 2017

essere depressi può costare molto caro



„ammettere che si soffre di depressione fa ancora paura perché si teme di essere additati come pazzi, pericolosi, instabili, perché ci si vergogna di non essere all'altezza delle aspettative di un mondo che ti vuole sempre vincente, bello, allegro e produttivo.
 
Essere depressi può costare molto caro, in famiglia, a scuola, sul lavoro, nelle relazioni, ma costa ancora più caro, secondo me, mentire e nascondersi fino a che non si crolla. “
 
Simona Vinci


sabato 21 ottobre 2017

L’amore è quando cadi

Franco Arminio in rete
L’amore è quella cosa che ci sgretola,
fa cadere le vernici

L’amore è quando cadi
.
L’amore è quando cadi
in ginocchio,
quando il cuore
ti esce dalle costole.
L’amore è quella cosa che ci sgretola,
fa cadere le vernici,
rivela il fondo d'oro,
l'archivio di luce
da cui veniamo.
 
Franco Arminio
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