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martedì 19 giugno 2018

Questo è l’enigma, l’ansia travolgente


Ana Rossetti
Come sarebbe, essendo te, sentirmelo dire
E come sarebbe, allora, sentire quello che senti tu.
Questo è l’enigma, l’ansia travolgente
 
Questo è l’enigma, l’ansia travolgente
di conoscere, il desiderio irresistibile di gettare l’ancora
in te, di possederti.
Come sarebbe la perplessità di essere te,
il mistero, la malattia di essere te e sapere
Come sarebbe lo stupore di essere te, davvero te e
con i tuoi occhi vedermi.
Come sarebbe percepire che ti amo
Come sarebbe, essendo te, sentirmelo dire
E come sarebbe, allora, sentire quello che senti tu. Ana Rossetti
 
Ana Rossetti

sabato 16 giugno 2018

È così bello lasciare che entri

Ana Rossetti

e che la mano viaggiatrice
riposi tra le sue cosce, negligente,
e sguainatagli la tersa colonna
– la sua cima incarnata e succosa


Eros mi scuote
È così bello lasciare che entri
È così bello lasciare che entri
nel mio letto e che la mano viaggiatrice
riposi tra le sue cosce, negligente,
e sguainatagli la tersa colonna
– la sua cima incarnata e succosa
avrà il sapore delle fragole, aspro –
assistere all’espressione inesperta
della sua anatomia, che non sa usare
ancora, mostrare il rosato castone
al suo dito indeciso, mentre in dosi
perfide e precise gli si somministra
l’audacia. È così bello pervertire
un ragazzo, distillargli dal ventre
verginale quella ruggente tenerezza
tanto simile all’ultimo rantolo
di un agonizzante, che è impossibile
non ucciderlo pian piano mentre eiacula.
 
Ana Rossetti

giovedì 30 novembre 2017

Questo è l’enigma, l’ansia travolgente


Ana Rossetti

Come sarebbe, essendo te, sentirmelo dire
E come sarebbe, allora, sentire quello che senti tu.

Questo è l’enigma, l’ansia travolgente
 
Questo è l’enigma, l’ansia travolgente
di conoscere, il desiderio irresistibile di gettare l’ancora
in te, di possederti.
Come sarebbe la perplessità di essere te,
il mistero, la malattia di essere te e sapere
Come sarebbe lo stupore di essere te, davvero te e
con i tuoi occhi vedermi.
Come sarebbe percepire che ti amo
Come sarebbe, essendo te, sentirmelo dire
E come sarebbe, allora, sentire quello che senti tu.

Ana Rossetti


mercoledì 25 ottobre 2017

Dal suo fodero sciolto


Ana Rossetti
Alto fiore tuo eretto nei parchi oscuri,
oh, lacerami tu, abbattimi ferita,
con la bocca riempita dell'umida tua seta.
Dal suo fodero sciolto
 
Dal suo fodero sciolto, il bocciolo,
tulipano rosato, raccolto turbante,
il sangue mi ha infiammato con brusca primavera.
Inoculato il sensuale delirio,
con saliva lubrifico il peduncolo;
il tersissimo stelo che la mia mano incorona.
Alto fiore tuo eretto nei parchi oscuri,
oh, lacerami tu, abbattimi ferita,
con la bocca riempita dell'umida tua seta.
Come anello si chiudono attorno a te i miei seni,
li unisco, ti incastono, le mie labbra si schiudono
e una goccia appare sulla tua cuspide malva.
 
Ana Rossetti

mercoledì 7 dicembre 2016

Ballai furiosamente


Ana Rossetti

e tu quieto. Perfettamente quieto.
salvo il braccio con cui mi flagellavi.

Ballai furiosamente.
 
Quale alone dietro di me rigonfiò la tunica,
intorno a te crescevano i cerchi dei miei segni.
Io, diversa tanagra, evasivo alloro
e tu quieto. Perfettamente quieto.
salvo il braccio con cui mi flagellavi.


Ana Rossetti



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sabato 5 novembre 2016

Come sarebbe essere te


Ana Rossetti

Come sarebbe lo stupore di essere te, davvero te e
con i tuoi occhi vedermi.

Come sarebbe essere te I
 
Questo è l’enigma, l’ansia travolgente
di conoscere, il desiderio irresistibile di gettare l’ancora
in te, di possederti.
Come sarebbe la perplessità di essere te,
il mistero, la malattia di essere te e sapere
Come sarebbe lo stupore di essere te, davvero te e
con i tuoi occhi vedermi.
Come sarebbe percepire che ti amo
Come sarebbe, essendo te, sentirmelo dire
E come sarebbe, allora, sentire quello che senti tu.

Ana Rossetti



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mercoledì 2 novembre 2016

Ci fu un tempo - III (il tempo dell'estasi)


Ana Rossetti

Non era un’età né una condizione, era il tempo senza tempo
della felicità perfetta. Dell’accordo. Dell’immobile e sconfinata
durata dell’estasi.

Ci u un tempo - III
 
III
 
Ci fu un tempo
in cui il tempo non era fluire:
era una treccia di sabbia che si pettinava ininterrottamente.
I suoi tre capi si intrecciavano, si fondevano tra loro ben distinti
e inseparabili.
Niente si posponeva. Niente si anteponeva:
era un tempo predestinato da un singolare decreto, un’elica
che, girando, si annullava in una ruota invisibile
dentro il suo stesso bagliore.
Non era un’età né una condizione, era il tempo senza tempo
della felicità perfetta. Dell’accordo. Dell’immobile e sconfinata
durata dell’estasi.
Era il punto unico e misterioso in cui convergeva il tempo
della memoria, della profezia e degli angeli.

Ana Rossetti

  • Il tempo dell'infanzia - Ilink esterno
  • Il tempo dell'adolescenza - II link esterno
  • il tempo dell'estasi - IIIlink esterno


  • Non esiste sporcizia nell’amore, la sessualità ne è l’ostia, la commistione di spirito e carne, che bruciando nella fiamma del piacere nutrirà due esseri del loro stesso incontro. L’amore non deve necessariamente essere progetto, costruzione, programma di vita comune, esso può anche essere attrazione, momento, parentesi, e non per questo perdere il senso di assoluto nella sua ricerca del piacere che nell’epifania del sesso trova e scopre il suo momento di massima intensità, al di là delle domande, delle aspettative, della routine terrena e calcolatrice del quotidiano viver-si.
     
    Nell’atto d’amore riscopriamo il divino che è in noi, come un’aura di bellezza antica ed ancestrale presente in ogni essere umano: è la bellezza della grazia, dell’incanto e della purezza, innocenza istintiva che mossa da pulsioni ricche di energia vitale, si nutre di desiderio – quale mancanza ed aspirazione alla fusione di carne e spirito nel e con l’amato – concretizzandosi ed esplicitandosi nell’amplesso o nel desiderio d’esso.
     
    Ogni volta che proviamo desiderio o, meglio ancora, quando facciamo l’amore, riscopriamo prima di tutto noi stessi, ed è nell’atto di offrirci che rifioriamo come giglio divino nel turbamento e nell’incanto di un istante come fosse eterno.
     
    Ecco, il compito della letteratura e della poesia erotica è proprio questo restituire all’uomo il piacere di amarsi riscoprendo la grazia, la bellezza, la purezza del rifiorire nel suo stesso giardino oltre l’ombra del peccato.
    Natalia Castaldi
    Oltre l'ombra del peccato link esterno

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    sabato 29 ottobre 2016

    Ci fu un tempo - II (il tempo dell'adolescenza)


    Ana Rossetti

    Era un tempo adolescente e indefinito, il tempo
    dell´amore senza nome, quasi senza volto, che errava,
    come un bacio promesso, lungo il punto più ombroso della
    scala.

    Ci u un tempo - II
     
    II
     
    Ci fu un tempo in cui l´amore era
    un intruso temuto e atteso.
    Uno sfiorare clandestino, premeditato, rielaborato
    in insopportabili veglie.
    Una confessione audace e confusa, corretta mille
    volte, che mai sarebbe giunta al dovuto compimento.
    Un´incessante e tirannica inquietudine.
    Un galoppare repentino del cuore, ingovernabile.
    Un continuo lottare contro la spietata precisione
    degli specchi.
    Un´intima difficoltà nel distinguere l´angoscia dal
    piacere.
    Era un tempo adolescente e indefinito, il tempo
    dell´amore senza nome, quasi senza volto, che errava,
    come un bacio promesso, lungo il punto più ombroso della
    scala.
     

    Ana Rossetti

  • Il tempo dell'infanzia - Ilink esterno
  • Il tempo dell'adolescenza - II link esterno
  • il tempo dell'estasi - IIIlink esterno


  • “Mi sembra che gli uomini non si rendano assolutamente conto della potenza dell’Eros. Se se ne rendessero conto, certamente avrebbero elevato templi e altari a questo dio, e dei più magnifici, e gli offrirebbero i più splendidi sacrifici. Non sarebbe affatto come è oggi, quando nessuno di questi omaggi gli viene reso. E invece niente sarebbe più importante, perché è il dio più amico degli uomini: viene in loro soccorso, porta rimedio ai mali la cui guarigione è forse per gli uomini la più grande felicità. Dunque cercherò di mostrarvi la sua potenza, e voi fate altrettanto con gli altri. Ma innanzitutto bisogna che conosciate la natura della specie umana e quali prove essa ha dovuto attraversare. Nei tempi andati, infatti, la nostra natura non era quella che è oggi, ma molto differente. Allora c’erano tra gli uomini tre generi, e non due come adesso, il maschio e la femmina. Ne esisteva un terzo, che aveva entrambi i caratteri degli altri. Il nome si è conservato sino a noi, ma il genere, quello è scomparso. Era l’ermafrodito, un essere che per la forma e il nome aveva caratteristiche sia del maschio che della femmina. [….] E’ per questo che ciascuno è alla ricerca continua della sua parte complementare. Stando così le cose, tutti quei maschi che derivano da quel composto dei sessi che abbiamo chiamato ermafrodito si innamorano delle donne, e tra loro ci sono la maggior parte degl adulteri; nello stesso modo, le donne che si innamorano dei maschi e le adultere provengono da questa specie; ma le donne che derivano dall’essere completo di sesso femminile, ebbene queste non si interessano affatto dei maschi: la loro inclinazione le porta piuttosto verso le altre donne ed è da questa specie che derivano le lesbiche. [….]Io però parlo in generale degli uomini e delle donne, dichiaro che la nostra specie può essere felice se segue Eros sino al suo fine, così che ciascuno incontri l’anima sua metà, recuperando l’integrale natura di un tempo. Se questo stato è il più perfetto, allora per forza nella situazione in cui ci troviamo oggi la cosa migliore è tentare di avvicinarci il più possibile alla perfezione: incontrare l’anima a noi più affine, e innamorarcene. Se dunque vogliamo elogiare con un inno il dio che ci può far felici, è ad Eros che dobbiamo elevare il nostro canto: ad Eros, che nella nostra infelicità attuale ci viene in aiuto facendoci innamorare della persona che ci è più affine; ad Eros, che per l’avvenire può aprirci alle più grandi speranze. Sarà lui che, se seguiremo gli dèi, ci riporterà alla nostra natura d’un tempo: egli promette di guarire la nostra ferita, di darci gioia e felicità.”
    Aristofane – dal “Simposio” di Platone

    La morale comune, dal cristianesimo in poi, tese a distinguere il sesso dall’amore, definendo il primo come piacere del corpo generato da impulsi ed istinti da controllare per mezzo della ragione, ed il secondo come nutrimento dell’anima che prescinde dall’aspirazione carnale del piacere; la letteratura erotica, al contrario, mira ad abbattere le sovrastrutture imposte dal comune senso della morale, nella divinazione del piacere, conferendo al sesso ed alla sessualità un’aura d’incanto, che trova il suo culmine nel trasalimento sensuale. Ciò non significa che questo ramo della letteratura descriverà la sessualità come atto meccanico finalizzato alla libido, attraverso ciò che Freud definirebbe come un atto di “scaricamento”, pur tuttavia essa restituirà all’uomo la dignità e la libertà di esprimere le naturali pulsioni di quel febbrile stato di astrazione temporale causatogli dal turbamento d’amore.
    Natalia Castaldi
    Oltre l'ombra del peccato link esterno

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    venerdì 28 ottobre 2016

    Ci fu un tempo - I (il tempo dell'infanzia)


    Ana Rossetti

    Era il tempo dell´infanzia e la solitudine accendeva il suo
    bengala dietro lo scudo impenetrabile del silenzio.

    Ci u un tempo - I
     
    I
     
    Ci fu un tempo,
    tempo dell´invenzione e dell´errore,
    in cui la solitudine era uno splendido e spaventoso
    esilio, in cui cospirare contro la lezione che non
    si voleva apprendere e spiare il mistero che si voleva
    estorcere. Era una grotta umida che imbrigliava la luce tra le felci,
    era l´angolo dei castighi dove le lacrime nascoste
    levavano, finalmente, la loro sovranità,
    era l´incubo che soffiava imprigionato in un´alcova
    sconosciuta,
    o un cuore ripiegato nel suo nascondiglio che tramava
    appuntamenti e vendette, ribellioni e segreti proibiti.
    Era il tempo dell´infanzia e la solitudine accendeva il suo
    bengala dietro lo scudo impenetrabile del silenzio.
    E il punto ombroso dove riparava era solo
    l´incantato rifugio al suo splendore irriducibile e glorioso.

    Ana Rossetti

  • Il tempo dell'infanzia - Ilink esterno
  • Il tempo dell'adolescenza - II link esterno
  • il tempo dell'estasi - IIIlink esterno


  • “Per festeggiare la nascita di Afrodite, gli dei tennero un banchetto, durante il quale il dio Pòros (Abbondanza) si ubriacò e cadde addormentato. Mentre si trovava inerme in questo stato, Penìa (Povertà) lo sedusse e concepì Eros. In quanto figlio di Povertà, Eros non possiede né scarpe, né casa, dorme sulla nuda terra sotto le stelle, si riposa sul gradino della soglia. Come la madre è sempre in preda al bisogno; come il padre è intraprendente, intrigante, incantatore. Dal padre ha ereditato la sensazione di pienezza che si accompagna all’amore, dalla madre la disperazione degli innamorati.” … “Un demone grande, o Socrate. E difatti ogni essere demonico sta in mezzo fra il dio e il mortale. […] Anche fra sapienza e ignoranza [Amore] si trova a mezza strada, …”

    Diotima – (Dal Simposio di Platone)

    Eros incarna quindi le contraddizioni della natura umana, da Pòros eredita l’aspirazione alla bellezza, la spinta verso quanto di positivo e piacevole la vita possa offrire, dalla madre Penìa eredita invece la “fame”, il “bisogno”, la bramosia del possesso.

    Sol chi strugge segreta ansia d’amore, sa tutto il mio dolore”, diceva Goethe, e infatti la passione amorosa – in quanto “demone” a noi determinante – può trasformarsi nella sua spasmodica ricerca di armonia e piacere in dolore, ossessione e struggimento, allorquando l’amato/a sia desiderio irraggiungibile che fa bramare alimentando solo idealmente la tensione del non fruibile, del non godibile … ed è in questo estendersi senza fine, nell’allungare le braccia all’ “oltre” che riscopriamo il dono intimo dell’Io all’altro da ed in sé, che ci riporta nuovamente al Simposio di Platone ed alla teoria di Aristofane sulla creatura originaria, unico essere perfetto e plasmato di due metà (una maschile e l’altra femminile) spezzato e separato per invidia di Zeus. Dunque gli amanti sono l’unità spezzata, che si cerca, si allunga in passione, ossessione ed anche gelosia.
    Natalia Castaldi
    Oltre l'ombra del peccato link esterno

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    domenica 28 agosto 2016

    Purificami


    Ana Rossetti
    PURIFICAMI
    
     Felici coloro che lasciarono se stessi.
                           Colette 
    
    È vero, qualche volta cerco di
    ribellarmi,
    di privarmi e spogliarmi di te.
    E ti sogno, il vestito che scivola,
    afflosciandosi in terra le pieghe
    innumerevoli,
    e ti nego. Le tue foto abbandonano
    le angoliere intarsiate, il vetro delle
    cornici,
    e il tuo nome s’infrange, io dimentico
    che era maggio, le Pleiadi, il fiore
    somigliante
    al crisantemo.
    Non credo più che esista la quinta di
    Ciaicowski,
    però ricorro a te.
    Alla fine, ricorro sempre a te,
    al tuo silenzio schivo di fronte alla
    meraviglia,
    ai riccioli pazienti iridantisi al sole,
    quando stringevi papaveri e volevi
    essere santa,
    alla desolazione, opale torbido,
    e alla caparbietà di non mostrarlo mai.
    Volontà educata a conservare,
    affinché dal tuo volto non un cenno
    di te trasparisse, a non aprire il cuore
    su fogli silenziosi o sulla stoffa viola
    dei confessionali. A non versarlo in
    lacrime.
    Come ti controllavi per celare
    paure o sventure; il disastro e la colpa
    disdegnati, lo stupore nascosto.
    Bambina mia ferita e mai, mai dolce,
    facevi tesoro di maschere, metafore,
    ingenui simulacri di armatura o
    esorcismo
    e non mi immaginavi erede o alunna.
    Non so vivere, io, senza imitarti.
    appaghi in te,
    né ricordo che in fondo non parli di te,
    né esperienza che io non confronti con 
    te,
    regina della cautela e dell’enigma.
    Però è tanto il riserbo che non so più 
    il nome
    delle cose né di questo sentimento,
    dolce e impetuoso, forse doloroso
    e disperato, che mi ha sopraffatta.
    Nell’ignorarlo è la mia vanagloria,
    sono la mia prudenza e l’obbedienza.
    Bambina mia, mia tiranna, guardandoti
    io so che è tutto inutile e che ti
    rassomiglio,
    che per mia volontà resto in te,
    prigioniera.
    La mia memoria è carcere, tu il mio
    marchio mio orgoglio,
    io solo esecutrice delle tue volontà,
    bocca divulgatrice
    che segue i tuoi precetti,
    infanzia, patria mia, bambina mia,
    ricordo.
    
    Traduzione di Francesco Dalessandro
     
     Ana Rossetti




    domenica 13 marzo 2016

    A un giovane con il ventaglio


    Ana Rossetti
    A un giovane con il ventaglio
     
    Che affascinante è la tua inesperienza.
    La tua mano rozza, fedele persecutrice
    di una grazia ardente che indovini
    nel viavai penoso dell'allegro avambraccio.
    Qualcuno cuce nel tuo sangue lustrini
    affinché attraversi
    le rotonde soglie del piacere
    e provi contemporaneamente sdegno e seduzione.
    In quel larvato gesto che rischi
    si scorga tua madre, inclinata
    nella grigia balaustra del ricordo.
    Ed i tuoi occhi, attenti al paziente
    ed indimenticabile esempio, si socchiuderanno.
    Mentre, adorabile
    e pericolosamente, ti allontanerai.

    Ana Rossetti



    domenica 6 marzo 2016

    inconfessabile


    Ana Rossetti
    Inconfessabile

    È tanto adorabile introdurrmi
    nel suo letto, mentre la mia mano vagante
    riposa, trascurata, tra le sue gambe,
    e sguainando la colonna tersa
    - il suo cimiero rosso e sugoso
    avrà il sapore delle fragole, piccante -
    presenziare all'inaspettata espressione
    della sua anatomia che non sa usare,
    mostrargli l'arrossata incastonatura
    all'indeciso dito, somministrandogliela
    audacemente con perfide e precise dosi.
    È adorabile pervertire
    un ragazzo, estrarrgli dal ventre
    verginale quella ruggente tenerezza
    tanto simile al rantolo finale
    di un agonizzante, che è impossibile
    non condurlo a sfinirsi mentre eiacula.

    Ana Rossetti




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