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mercoledì 13 giugno 2018

Kafka in ognuno di noi

Buenas noches

Ormai sono abituato: quando scrivi qualcosa chiedendo una risposta, la risposta non arriva, non arriva mai. C’è una legge che domina il mondo, una sola: si chiama indifferenza. La parola di ognuno nasce e muore da sola, senza intrecciarsi con nessun altra.
 
Franco Arminio
Kafka ognuno di noi link esterno
Questo segreto ci dice che gli altri non solo non ci sono, come sempre è stato, ma non hanno neppure voglia di esserci. Questa è la novità dell’epoca che io chiamo dell’autismo corale. Gli altri ci dicono in continuazione che non ci vogliono essere. Non ce lo dicono neppure, è come se mettessero un disco.
Franco Arminio

Immaginiamo che all’inizio vi fossero tanti piccoli gruppi, dove sono mescolati individui con atteggiamenti rivolti più verso i propri interessi e altri più tesi alla cooperazione, al benessere della comunità. Cosa hanno potuto verificare gli studiosi? All’inizio nulla di stupefacente: all’interno del gruppo, gli “egoisti” tendono ad aumentare, secondo le previsioni della selezione darwiniana, che privilegia gli individui più abili nel fare i propri interessi singoli. Ma in un secondo momento la situazione tende al ribaltamento: questo perché i gruppi dove prevalgono i generosi e gli altruisti hanno più chance di successo come gruppo. Quindi, se gli egoisti prevalgono numericamente nel corto termine e dentro il gruppo, poi, in virtù della selezione fra gruppi e dell’espansione demografica dei gruppi con più cooperatori, alla fine gli egoisti si ritrovano in minoranza e non prevalgono.
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La parola “altruismo”, in natura, vuol dire due cose: c’è l’altruismo con reciprocità, che ti porta a comportarti in modo altruista perché sai che avrai una ricompensa immediata. Le leonesse cacciano in gruppo, è vero, ma perché sono consapevoli del fatto che in questo modo hanno molta più probabilità di raggiungere prede grosse e dunque più cibo in media. L’altra faccia della medaglia è più difficile da spiegare: Homo sapiens – ma anche altre specie di primati, come gli scimpanzé – è capace di comportarsi in modo altruista senza aspettarsi una contropartita, almeno non nell’immediato. La selezione di gruppo fornisce qualche risposta in merito: l’individuo rinuncia in parte ai propri interessi in virtù di un benessere più grande, quello del gruppo, che poi porterà un vantaggio a tutti, compresi i singoli.

Termo Pievani

giovedì 19 febbraio 2015

altruismo senza reciprocità

La parola “altruismo”, in natura, vuol dire due cose: c’è l’altruismo con reciprocità, che ti porta a comportarti in modo altruista perché sai che avrai una ricompensa immediata. Le leonesse cacciano in gruppo, è vero, ma perché sono consapevoli del fatto che in questo modo hanno molta più probabilità di raggiungere prede grosse e dunque più cibo in media. L’altra faccia della medaglia è più difficile da spiegare: Homo sapiens – ma anche altre specie di primati, come gli scimpanzé – è capace di comportarsi in modo altruista senza aspettarsi una contropartita, almeno non nell’immediato. La selezione di gruppo fornisce qualche risposta in merito: l’individuo rinuncia in parte ai propri interessi in virtù di un benessere più grande, quello del gruppo, che poi porterà un vantaggio a tutti, compresi i singoli.


Telmo Pievani,  tratto da 
Un’intervista di Laura Di Corcia a Telmo Pievani, Nazione indiana

mercoledì 18 febbraio 2015

La grazia di una donna salverà il mondo

Solo la grazia di una donna può salvare il mondo
Immaginiamo che all’inizio vi fossero tanti piccoli gruppi, dove sono mescolati individui con atteggiamenti rivolti più verso i propri interessi e altri più tesi alla cooperazione, al benessere della comunità. Cosa hanno potuto verificare gli studiosi? All’inizio nulla di stupefacente: all’interno del gruppo, gli “egoisti” tendono ad aumentare, secondo le previsioni della selezione darwiniana, che privilegia gli individui più abili nel fare i propri interessi singoli. Ma in un secondo momento la situazione tende al ribaltamento: questo perché i gruppi dove prevalgono i generosi e gli altruisti hanno più chance di successo come gruppo. Quindi, se gli egoisti prevalgono numericamente nel corto termine e dentro il gruppo, poi, in virtù della selezione fra gruppi e dell’espansione demografica dei gruppi con più cooperatori, alla fine gli egoisti si ritrovano in minoranza e non prevalgono.
Telmo Pievani,  tratto da
Un’intervista di Laura Di Corcia a Telmo Pievani, Nazione indiana
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