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lunedì 30 aprile 2018

Sta zitto. Tu parli solo per dimenticare.

Milo De Angelis
e poi non c’è silenzio, dice, se uno si accorge,
non c’è amore
alla fine di un ricordo.

Sta zitto. Tu parli solo per dimenticare.
“Sta zitto. Tu parli solo per dimenticare.”
Ma non c’erano muri
e le frasi scomparivano insieme al vento.
“Lo sai, il mio nome
significa: io sono cambiata”
e poi non c’è silenzio, dice, se uno si accorge,
non c’è amore
alla fine di un ricordo.
È scomparsa l’ombra delle case
in questo esterno di autocarri e di calce
e lo spazio è troppo
perché le parole siano lì.
“Non l’hai inventata tu, la gioia, non sei
abbastanza intelligente… tu che ti disperi
perché ciò che fai diventa…”
E questi alberi, sempre più radi
le grandi strade a nord della città
la nebbia che sta coprendo tutto, i passi
“ma così non potrai a lungo…”
e le mani sono umide, come l’erba, oltre la strada
e ferme, non si toccano, non saranno mai
sentimentali.
“Non hai fatto che perdere tempo. Parti,
una volta tanto,
da quello che ti resta.”
 
Milo De Angelis

mercoledì 17 gennaio 2018

Ho saputo, amica mia

Milo De Angelis
un profumo di uva passa e la neve
dell’incontro ha percepito
la mia notte nella tua

Ho saputo, amica mia
Ho saputo, amica mia,
che sei stata in un limite. Anch’io
negli intervalli di una sola e grande morte
dormivo tra i casolari
dove si raccolgono d’inverno
con la parola disunita e il fitto
delle idee: entrava
un profumo di uva passa e la neve
dell’incontro ha percepito
la mia notte nella tua
 
Milo De Angelis

martedì 28 novembre 2017

Un modo di violare la grazia

Milo De Angelis
non c’ è. La nebbia entra dalla finestra
morbida, avvolge
ogni crudeltà, vellutandola. È un inverno già caldo

Un modo di violare la grazia
Un modo di violare la grazia
di questi abiti, tra le danze e il vino
e i volti fini:
non c’ è. La nebbia entra dalla finestra
morbida, avvolge
ogni crudeltà, vellutandola. È un inverno già caldo
in cui ciò che manca annuncia il ritorno
e là dentro l’agonia degli animali compone un ordine
musicale.
Anche i buchi di morfina
nascondono il sangue.

 
Milo De Angelis

sabato 25 novembre 2017

Un improvviso ci porta nel dolore

Milo De Angelis
il nostro niente
da dire, filo di voce, scena muta.

Un improvviso ci porta nel dolore
Un improvviso ci porta nel dolore
che tutto ha preparato in noi, nell’attimo
strappato al suo ritmo, nel suono
dei tacchi, nel respiro
che si estingue: era un pomeriggio
d’agosto tra le ombre della tangenziale,
il nostro niente
da dire, filo di voce, scena muta.
 
Milo De Angelis

Le poesie di Milo De Angelis

lunedì 6 novembre 2017

Ero divenuto ormai l’incarnazione

Milo De Angelis
mi assentavo
dall’antico fenomeno del mondo.

Ero divenuto ormai l’incarnazione
Ero divenuto ormai l’incarnazione
di ciò che perdiamo, in me si raccoglieva
tutto ciò che a poco a poco viene radiato
non prendevo più nota del giorno e dell’ora
mi assentavo
dall’antico fenomeno del mondo.
 
Milo De Angelis

martedì 20 ottobre 2015

se ti togliamo ciò che non è tuo non ti rimane niente



L'idea centrale È venuta in mente (ma per caso, per l'odore di alcool e le bende) questo darsi da fare premuroso nonostante. E ancora, davanti a tutti, si sceglieva tra le azioni e il loro senso. Ma per caso. Esseri dispotici regalavano il centro distrattamente, con una radiografia, e in sogno, padroni minacciosi sibilanti: "se ti togliamo ciò che non è tuo non ti rimane niente". Milo De Angelis


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