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domenica 5 novembre 2017

Canto

Vera Pavlova

Faccio l’amore, e le spalle mi fanno male.

CANTO...
Canto, e le gambe mi fanno male.
Scrivo, e le mascelle mi fanno male.
Faccio l’amore, e le spalle mi fanno male.
Quando penso, il collo mi fa male.

Vera Pavlova

mercoledì 20 luglio 2016

Ospite

Vera Pavlova

Prima senza resistenza
mi concedo alla tua linfa,

Ospite
Maschio: impeto, pressione.
Prima senza resistenza
mi concedo alla tua linfa,
poi ti ricordo: il pube
sotto la polpa cela l’osso,
e tu non padrone sei, ma ospite.


Vera Pavlova


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sabato 18 giugno 2016

Con la tenera punta della lingua

Vera Pavlova

Posso – con le labbra – cancellare
il tuo punto esclamativo?

Con la tenera punta della lingua
Sul tenero i versi migliori si scrivono
con la tenera punta della lingua –
sul tuo palato, sul petto,
con fine grafia, sul ventre…
Ma no – amato – io scrivevo buona buona.
Posso – con le labbra – cancellare
il tuo punto esclamativo?


Vera Pavlova


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mercoledì 25 maggio 2016

Uno per uno uguaale a uno

Vera Pavlova


Uno per uno è uguale a uno
Uno per uno è uguale a uno Ne consegue che in due sei comunque solo Ne consegue che in due sei una cosa sola con l'altro Ne consegue che l'altro è solo come te.

Vera Pavlova


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martedì 24 maggio 2016

Gloria alle mani

Vera Pavlova

alle mani che impartiscono ad altre mani
una lezione di eloquenza

Gloria alle mani
Gloria alle mani che fanno della cicatrice
una zona erogena,
gloria alle mani che fanno del tempio
una casetta;
alle mani che impartiscono ad altre mani
una lezione di eloquenza –,
eterna gloria alle tue mani,
ai gomiti, agli avambracci!…

Vera Pavlova


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martedì 17 maggio 2016

Perché io suprema tua morbidezza

Vera Pavlova

Perché nulla vi è di duro in te
che mai non diverrebbe morbido
in me…

Perché io suprema tua morbidezza
Perché io suprema tua morbidezza
son fatta della tua suprema durezza:
dalla tua costola?
Perché nulla vi è di duro in te
che mai non diverrebbe morbido
in me…
Io – tuo secondo Io.
Tu – mio secondo Tu.
Pronome privo
di lunghezza e altezza
eccitante e sola
ampiezza,
vastità e durata
e candela nuziale.

Vera Pavlova


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sabato 14 maggio 2016

Maschio:impeto, pressione

Vera Pavlova

Maschio: impeto, pressione
Maschio: impeto, pressione.
Prima senza resistenza
mi concedo alla tua linfa,
poi ti ricordo: il pube
sotto la polpa cela l'osso,
e tu non padrone sei, ma ospite.

Vera Pavlova


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L´AMORE SECONDO VERA PAVLOVA - parte II

Liudmila Chapovalova
L´AMORE SECONDO VERA PAVLOVA - parte II  


Il tema centrale della poesia di Vera Pavlova è l’Amore in tutte le sue forme e manifestazioni: amore terreno, carnale, peccaminoso, e amore sacro, inteso come carità, compassione, amore passionale verso gli uomini e verso i figli, la patria, la musica, la natura, Dio. L’universo poetico di V. Pavlova può essere definito illimitato, privo di confini, ed è la vastità delle tematiche che consente di affermarlo, inoltre si può parlare di uguaglianza nel suo mondo tra i vari fenomeni della vita: l’alto e il basso, lo spirituale e il carnale, tutto acquista valore nell’esistenza e ha diritto ad assumere un valore estetico.
Graffiando l’ala acuminata,
Proprio sulla tavola è passato in volo
Un angelo silenzioso
E subito dietro a lui
Un cherubino che imprecava
Vera Pavlova lavora e crea in uno spazio culturale che non ha più limiti né ideologici, né estetici; è uno spazio culturale aperto sia al passato che al futuro, aperto anche alle diverse tradizioni artistiche e la sua poesia può essere considerata un anello di congiunzione tra il secolo appena concluso e quello in corso. A questo proposito una critica, Evgenija Pišcikova, osa di affermare che la poesia del XXI secolo inizia da Vera Pavlova, un altro - Boris Paramonov, autore e conduttore della rubrica “Le questioni russe” a Radio Svoboda dichiarò alla fine della trasmissione dedicata a V. Pavlova, che tutto ciò che è stato già fatto è sufficiente per rendersene conto: lei [Vera Pavlova n.d.a.] rappresenta il nuovo secolo di platino della poesia russa. Il secolo può anche non esserci, ma Pavlova ci sarà, c’è.
 
Chi è Vera Pavlova? Moscovita di nascita (1963), si è laureata con il massimo dei voti presso la prestigiosa Accademia di musica Gnessin di Mosca, specializzandosi in storia della musica. Per dieci anni ha cantato nel coro della chiesa, ha composto musica e, con la benedizione di Aram Khacaturjan, si stava preparando a dedicarsi alla composizione, ma a 18 anni ha sentito la necessità di ricorrere ad un altro “organo per esplorare lo spazio spirituale” – da ora in poi la parola, i versi diventano la forma principale dell’espressione. Dice Pavlova:
I primi versi, non avevano nulla... Tranne l' emozione. Sai come si fa, secondo Jung , a distinguere l' interpretazione del sogno giusta da quella sbagliata? Quando si trova l'interpretazione giusta il cuore batte più forte, il respiro aumenta. A vent'anni il comporre dei versi mi portava ad un simile stato d'animo. Dunque sono stata spinta a prendere questa via...— Chi ti ha spinto? — Semplicemente il mio organismo confermava in continuazione: "Si! Si! Si! Questo! Questo!" — anche se le parole non c'erano ancora... Ma la musica c'era-a-a.
Nel 1988 la rivista letteraria “Junost’” pubblica alcuni versi di Pavlova, ma il vero successo arriva nel 1996 dopo la pubblicazione di 72 sue poesie sul quotidiano “Segodnja” - il nome della poetessa, apparsa misteriosa come una mistificazione, suscita le reazioni vivaci e contrastanti sia del pubblico che della critica. Parlando dell’autrice nella postfazione Boris Kuz’minskij avvertiva lettore att Se pure percepirete la forte, incessante, presenza carnale di un io poetico spirituale e concreto, terreno, non illudetevi: state tendendo la mano a un miraggio, incrociandola per strada non vi accorgereste che si tratta di lei.
 
Nel 1997 esce il primo libro di versi dal titolo “Animale Celeste” la cui semantica esprime perfettamente la tematica della raccolta: uno stretto e continuo legame tra il celestiale, l’alto, lo spirituale e tutto ciò che è terreno, concreto, vivo. Sono proprio questi gli elementi che costituiscono le coordinate del mondo poetico di Vera Pavlova, sintetizzati da Pavel Belickij (“Nezavisimaja gazeta”):
La carnalità, col suo gusto e il peso, la quintessenza della carnalità, musica degli umori come musica della vita, carnalità degli amplessi, la vita della carne, la morte della carne e la sua legittima trasfigurazione nella poesia: ecco l’universo poetico di Vera Pavlova.
Infatti, con assoluta libertà e temerarietà Vera Pavlova affronta delicati argomenti del rapporto uomo – donna, parlando dell’amore travolgente, della passione, del sesso, degli amplessi, degli orgasmi ecc. Il corpo, sia femminile che maschile, è spesso l’oggetto delle sue liriche, ne viene nominata ed esaminata ogni sua parte e alla fine viene formulato un rimprovero alla natura:
Quanto poco mi è dato congiungermi
Con te in incavi, sporgenze e solchi.
Quanto poco: solo gomiti e ginocchia
Per puntellarmi. Insaziato appello
Di penetrare nei pori della pelle, nel flusso
Del tuo sangue come una cascata di montagna,
aderire ai meandri di cervello e viscere
e, come radici, intrecciare, le vertebre
così che solo la scure vi si abbatta…
quanto poco mi è dato dalla stolta natura:
adattare in un unico incastro
l´elementare armatura maschile.




Liudmila Chapovalova
L´AMORE SECONDO VERA PAVLOVA link esterno - parte II  
 

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Mi tieni tra le braccia

Vera Pavlova

Mi tieni tra le braccia
Mi tieni tra le braccia: credi
d'avermi catturato?
Lascerò il corpo, coda di lucertola.
E quel che tra le mie gambe cercavi
ti toccherà cercarlo fra le stelle.

Vera Pavlova


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Le poesie di Vera Pavlova

Vera Pavlova - Poesie




Per la russa Vera Pavlova (1963), musicista prima ancora che poetessa, le melodie – raramente armoniche e più spesso dissonanti – della realtà si rivelano uno strumento efficace per comprendere l’individuo nella sua essenza più profonda. Il legame fra lo spirituale e il terreno è al centro della poesia della moscovita, come riassume Pavel Belickij (“Nezavisimaja gazeta”): «La carnalità, col suo gusto e il peso, la quintessenza della carnalità, musica degli umori come musica della vita, carnalità degli amplessi, la vita della carne, la morte della carne e la sua legittima trasfigurazione nella poesia: ecco l’universo poetico di Vera Pavlova». La carnalità, il corpo, il rapporto uomo-donna – questa è per la Pavlova la chiave di lettura (concreta e palpitante) della vita. Dopo Achmatova e Cvetaeva, la Pavlova si conferma dunque la nuova voce della poesia femminile russa. Fili d'aquilone link esterno
 
Vera Pavlova è nata a Mosca il 4 Maggio 1963. Di ascendenze ebraiche (come più volte ricorda nelle sue poesie), completa i suoi studi di musica all'Accademia di Musica Shnitke, per poi dedicarsi alla formazione come compositrice, sotto la guida di Aram Khachaturian. Ha lavorato come guida al Museo Shalyapin, pubblicando anche saggi di musicologia; per circa 10 anni ha cantato nella chiesa di Polecat.
 
Vera ha cominciato a scrivere versi a 20 anni, pubblicando la sua prima raccolta a 24 anni, mentre era in attesa della sua seconda figlia. La prima selezione di poesie è stata pubblicata sulla rivista "Gioventù" - "??????", e le prime note critiche sono apparse dopo la pubblicazione di 72 poesie sul giornale "Oggi" - "???????" (con l'epilogo scritto da Boris Kuzminskiy), che ha dato inizio al mito che Vera Pavlova potrebbe essere un'invenzione letteraria.



venerdì 13 maggio 2016

Non voglio un mattone dal tetto

Vera Pavlova

e – dopo – sospirare sollevata
per non aver visto nulla sul fondo.

Non voglio un mattone dal tetto
Non voglio un mattone dal tetto
voglio morire lentamente.
Voglio morire, osservando
il corpo che secerne, goccia
dopo goccia, l'esausta vita.
Filtrarla attraverso me stessa,
come attraverso un settaccio fine fine,
e – dopo – sospirare sollevata
per non aver visto nulla sul fondo.

Vera Pavlova


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La musa ispira quando arriva

Vera Pavlova

La musa ispira quando arriva
La musa ispira quando arriva.
La moglie quando se ne va.
L' amante ispira quando non arriva.
Vuoi che ti sia tutto a un tempo?


Vera Pavlova

Vera Pavlova

giovedì 12 maggio 2016

L´AMORE SECONDO VERA PAVLOVA - parte I

Liudmila Chapovalova
L´AMORE SECONDO VERA PAVLOVA - parte I  
Accolgo il destino
E gli elevo inni
Quando sulla fronte mi scrivi
Con lama rovente: amata.1
(Trad. Di Nadia Ciconini)
L’Eros è un argomento estremamente complesso che si pone al confine tra l’ arte, la filosofia e la psicologia. La cultura russa a cavallo del XIX e XX sec. è segnata da un grande interesse verso questo argomento: lo testimoniano sia opere artistiche che ricerche filosofiche.
Secondo il grande Esiodo, cantore con Omero di tutti i miti greci generatori di archetipi universali, sappiamo che
nella notte primitiva Eros nacque subito dopo il Caos e con Tartaro e Gea, la Madre Terra, aprì il guscio del Cosmo, così iniziò la vita. Eros cammina insieme a Caos, non inteso come confusione, concetto posteriore, ma come spazio immenso e vuoto, voragine che soltanto dopo l’intervento di Eros si popola di vita e viventi.[...] Eros, il principio della forza attrattiva che spinge gli elementi a combinarsi, dà l’avvio agli accoppiamenti da cui sortiranno la Notte ed il Giorno, Urano ed i Titani.
Anche la Madre Terra, fecondatrice e fecondata, da Eros procede e con lui porta perpetuamente la vita. Eros è nato per regolare la vita e la morte...
[...] Nelle pieghe simboliche dei miti più famosi che riguardano Eros, dunque, c’è adombrata la terribile verità di un sentimento primario, che scuote la persone e le trasforma. [...]
Psiche conosce la pienezza dell’Eros, dell’Amore soltanto dopo lunghi giorni di umiliazione, dolore ed espiazione, vero cammino iniziatico per l’Anima che cerca la sua impronta originaria. Il suo destino
L’amore, dunque, nasce e rimane uno strumento unico e indispensabile per comprendere l’individuo nella sua essenza più profonda, nonché per costruire l’uomo e la sua personalità, essendo anche lo strumento di una più approfondita e quindi più precisa scoperta della realtà.
Qualsiasi fenomeno della vita si rivela, attraverso una percezione originale dovuta all’amore, in forme e misure inaspettate, mai viste prima. La complessità e l’importanza dell’amore sono dovute al fatto che in esso sono focalizzati, in un’unione organica, terreno e spirituale, individuale e sociale, privato e comune a tutti gli uomini.L’amore oltre ad essere un’altissima arte che richiede un continuo perfezionamento, creatività e libertà interiore, è anche una condizione di autocreazione, come possibilità di realizzazione della pienezza e dell’integrità dell’esistenza; è la condizione di una “scoperta” originale e creativa del mondo. L’amore conferma la realtà della propria esistenza. V. Vysozkij cantava: “ Respiro e quindi amo/Amo e quindi esisto.” Prima di lui N. Berdjaev affermava:
L’amore non è solo la fonte della creatività, ma l’amore stesso verso il prossimo, verso l’individuo, è già poiesi, radiazione dell’energia creativa. Non si ama per qualcosa, l’amore è una benefica energia…Il maggior mistero della vita si cela nel fatto che solo chi dona e si sacrifica, non chi pretende e consuma, riceve soddisfazione. Ogni creatività è amore…Se vuoi ricevere, dona.
[...] Essere capaci di amare profondamente, con un sentimento che sconvolge l’anima è molto simile alla genialità. [...] Può essere geniale l’amore di un uomo verso una donna, l’amore della madre verso il suo bambino, può essere geniale la sofferenza nella riflessione sulla questione del senso della vita e la ricerca della verità.


Liudmila Chapovalova
L´AMORE SECONDO VERA PAVLOVA link esterno - parte I  
 

Rammentami così

Vera Pavlova

Rammentami così
Rammentami così
come adesso: distratta e tagliente.
E la parola che batte contro la guancia
come una farfalla contro la tenda.

Vera Pavlova

Dei seni erogeni

Vera Pavlova

Dei seni erogeni
Dei seni erogeni
perché più dolce sia nutrire.
Un ombelico erogeno
perché più forte sia l'amore per la patria.
Dei palmi e delle dita
perché più gioioso sia creare.
Una lingua erogena
perché si sia costretti a parlare.

Vera Pavlova

Vera Pavlova è nata a Mosca il 4 Maggio 1963. Di ascendenze ebraiche (come più volte ricorda nelle sue poesie), completa i suoi studi di musica all'Accademia di Musica Shnitke, per poi dedicarsi alla formazione come compositrice, sotto la guida di Aram Khachaturian. Ha lavorato come guida al Museo Shalyapin, pubblicando anche saggi di musicologia; per circa 10 anni ha cantato nella chiesa di Polecat.
 
Vera ha cominciato a scrivere versi a 20 anni, pubblicando la sua prima raccolta a 24 anni, mentre era in attesa della sua seconda figlia. La prima selezione di poesie è stata pubblicata sulla rivista "Gioventù" - " ", e le prime note critiche sono apparse dopo la pubblicazione di 72 poesie sul giornale "Oggi" - "" (con l'epilogo scritto da Boris Kuzminskiy), che ha dato inizio al mito che Vera Pavlova potrebbe essere un'invenzione letteraria.
Vagheggiando... link esterno
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