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sabato 23 giugno 2018

Sfuggire alla vedova nera

Charles Bukowski
Lei sentirà la mia mancanza:
non del mio amore
ma del sapore del mio sangue
ma è brava lei, troverà altro sangue
diverso dal mio.

Sfuggire alla vedova nera

 
Sfuggire alla vedova nera
è un miracolo grande come l’arte
che ragnatele sa tessere
attirando a sé pian piano.
 
Ti abbraccia,
e quando è soddisfatta
ti uccide.
Sempre abbracciandoti
ti succhia il sangue.
 
Io sono sfuggito alla mia vedova nera
perché aveva troppi maschi
nella sua tela,
e mentre ne abbracciava uno
e poi un altro e poi
un altro
io me la sono svignata,
sono scappato da dove ero prima.
 
Lei sentirà la mia mancanza:
non del mio amore
ma del sapore del mio sangue
ma è brava lei, troverà altro sangue
diverso dal mio.
 
È così brava che quasi rimpiango la mia morte
ma non del tutto.
Sono sfuggito.
Osservo le altre ragnatele.
 
Charles Bukowski

mercoledì 25 ottobre 2017

Chi ti bacia l'anima

Buenas noches

Rimani con chi ti bacia l'anima,
la pelle te la può baciare chiunque.


 
Charles Bukowski

sabato 9 aprile 2016

dalle braccia di un amore

Charles Bukowski

Dalle braccia di un amore
nelle braccia di un altro

m´ha salvato dal morire sulla croce
una signora che fuma marijuana
scrive canzoni e storie
ed è molto più gentile dell´ultima,
molto molto più gentile,
e a letto è altrettanto brava o addirittura migliore.

Non è piacevole essere messi in croce e lasciati là,
è molto più piacevole dimenticare un amore che
non funziona
come ogni amore
alla fine
non funziona…

E´ molto più piacevole fare l´amore
davanti alla spiaggia di Del Mar
nella camera 42, e dopo
stare a letto seduti
bere del buon vino, chiacchierare e toccarsi
fumare

ascoltare il rumore delle onde…

Sono morto troppe volte
credendo e aspettando, aspettando
in una stanza
fissando il soffitto scalcinato
aspettando il telefono, una lettera,
un colpo all´uscio, uno squillo…

Sentendo dentro crescere la rabbia
mentre lei ballava con degli sconosciuti nei nightclubs…

Dalle braccia di un amore
nelle braccia di un altro

non è piacevole morire sulla croce,
è molto più piacevole sentire il tuo nome
sussurrato
nel buio.



Charles Bukowski

sabato 13 febbraio 2016

Sentire di più, pensare di meno.

Poi, a un tratto, la sera è diventata notte. A volte non hai il tempo di accorgertene, Le cose capitano in pochi secondi. Tutto cambia. Sei vivo. Sei morto. E il mondo va avanti.
Siamo sottili come carta. Viviamo sul filo delle percentuali, temporaneamente. E questo è il bello e il brutto, il fattore tempo. E non ci si può fare niente. Puoi startene in cima a una montagna a meditare per decenni e non cambierà una virgola. Puoi cambiare te stesso e fartene una ragione, ma forse anche questo è sbagliato.
Magari pensiamo troppo. Sentire di più, pensare di meno.

C. Bukowski - Il Capitano è fuori a pranzo

venerdì 8 gennaio 2016

anche se io non sono uno di loro. eh no, io non sono uno di loro.



Puoi pure non crederci ma c’è della gente che attraversa la vita con molto poco attrito o angoscia. vestono bene, mangiano bene, dormono bene. sono soddisfatti della loro vita familiare. hanno momenti di dolore ma tutto sommato nessuno li disturba e spesso stanno decisamente bene. e quando muoiono è una morte facile, solitamente nel sonno. puoi pure non crederci ma la gente così esiste. anche se io non sono uno di loro. eh no, io non sono uno di loro. non ci vado nemmeno vicino a essere uno di loro però loro sono lì e io sono qui Charles Bukowski


mercoledì 6 gennaio 2016

l’attesa è una di quelle cose che fa impazzire la gente


Lo strizzacervelli non sapeva che l’attesa è una di quelle cose che fa impazzire la gente?
La gente aspettava per tutta la vita.
Aspettava per vivere, aspettava per morire.
Aspettava in fila per comperare la carta igienica.
Aspettava in fila per prendere i quattrini.
E se non aveva i quattrini aspettava in file più lunghe.
Aspettavi per dormire e poi aspettavi per svegliarti.
Aspettavi per sposarti e poi aspettavi per divorziare.
Aspettavi che piovesse, poi aspettavi che smettesse.
Aspettavi per mangiare, poi aspettavi per mangiare di nuovo.
Aspettavi nello studio di uno strizzacervelli con una masnada di psicopatici e ti chiedevi se lo fossi anche tu.

(Charles Bukowski) - Pulp




sabato 2 gennaio 2016

Mi guardo bene dal tenermi in gola le parole

Mi guardo bene dal tenermi in gola le parole: ho passato gran parte della mia vita a non dire le cose che volevo dire, e me ne sono pentito.
 
La nostra natura ci impone di mandare messaggi subliminali, comunicare con i gesti, perchè abbiamo paura di esporci per come siamo. Anche a noi stessi. Quando tutto sarà finito sono sicuro che mi verrà concesso un minuto per ripensare a tutte le volte che volevo urlare cosa sentivo, ma sono stato zitto per paura di non essere capito, e rimpiangerò gli obbiettivi che ho abbandonato perchè il timore di fallire mi ha impedito di perseguirli.
 
Questa vita è una puttana e probabilmente mi spezzerà il cuore, ma cazzo, sono innamorato. Va così, Rhum e Pera, perchè ci sono dei momenti forti che ti lasciano l’amaro in bocca, e altri talmente belli da farti dimenticare quel retrogusto sgradevole che ha la vita. Se davvero Dio mi odia, mi accorgerò di aver finito il succo di frutta soltanto dopo aver bevuto l’ultimo bicchiere di rhum, e resterà un cattivo sapore sul mio palato. Ma sarò troppo ubriaco per rendermene conto

Charles Bukowski
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