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mercoledì 31 ottobre 2018
martedì 13 settembre 2016
conoscere il possibile oltre che il vero, le congetture e le ipotesi e i fallimenti oltre ai fatti
Javier Marias
Preferisco dire che [l'uomo] ha bisogno di conoscere il possibile oltre che il vero, le congetture e le ipotesi e i fallimenti oltre ai fatti, ciò che è stato tralasciato e ciò che sarebbe potuto essere oltre a quello che è stato.
[...]
E dimentichiamo quasi sempre che le vite delle persone non sono soltanto questo: ogni percorso si compone anche delle nostre perdite e dei nostri rifiuti, delle nostre omissioni e dei nostri desideri insoddisfatti, di ciò che una volta abbiamo tralasciato o non abbiamo scelto o non abbiamo ottenuto, delle numerose possibilità che nella maggior parte dei casi non sono giunte a realizzarsi – tutte tranne una, alla fin fine -, delle nostre esitazioni e dei nostri sogni, dei progetti falliti e delle aspirazioni false o deboli, delle paure che ci hanno paralizzati, di ciò che abbiamo abbandonato e di ciò che ci ha abbandonati.
Insomma, noi persone forse consistiamo tanto in ciò che siamo quanto in ciò che siamo stati, tanto in ciò che è verificabile e quantificabile e rammemorabile quanto in ciò che è più incerto, indeciso e sfumato, forse siamo fatti in ugual misura di ciò che è stato e di ciò che avrebbe potuto essere.
Discorso di Caracas
Javier Marias Non siamo solo responsabili delle nostre azioni e delle nostre parole, ma anche (o soprattutto) dei nostri silenzi e dei gesti mancati.
— Iacopo Melio (@iacopo_melio) 12 settembre 2016

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domenica 1 maggio 2016
quando uno crede che una cosa non sia possibile
Efraim Medina Reyes
Cosa devo fare, dimenticarla e pensare che ho tutta una vita davanti? Il solo pensiero di quanto sia patetico questo pensiero mi demoralizza. D´accordo, ho una vita. Solo che sarà una vita senza di lei e non pensavo che questo fosse possibile.
Sapete cosa succede quando uno crede che una cosa non sia possibile? Esatto! Non la teme, non ci pensa, non la prende in considerazione e, soprattutto, non si prepara.
Quello che ancora non sai del pesce ghiaccio
Efraim Medina Reyes
Efraim Medina Reyes

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martedì 6 ottobre 2015
pensare tutto quello che potrebbe essere, e di non dar maggior importanza a quello che è, che a quello che non è
Chi voglia varcare senza inconvenienti una porta aperta deve tener presente il fatto che gli stipiti sono duri: questa massima alla quale il vecchio professore si era sempre attenuto è semplicemente un postulato del senso della realtà. Ma se il senso della realtà esiste, e nessuno può mettere in dubbio che la sua esistenza sia giustificata, allora ci dev’essere anche qualcosa che chiameremo senso della possibilità.
Chi lo possiede non dice, ad esempio: qui è accaduto questo o quello, accadrà, deve accadere; ma immagina: qui potrebbe, o dovrebbe accadere la tale o tal altra cosa; e se gli si dichiara che una cosa è com’è, egli pensa: beh, probabilmente potrebbe anche esser diverso.
Cosicché il senso della possibilità si potrebbe anche definire come la capacità di pensare tutto quello che potrebbe essere, e di non dar maggior importanza a quello che è, che a quello che non è [….]
(Robert Musil, L’uomo senza qualità, trad. A. Rho, Torino, Einaudi, 1972)
domenica 22 marzo 2015
L’assenza, non la presenza. L’amare, non l’essere amati
Lasciare che sia la contingenza
di corpi e menti e spiriti che incocciano
a decidere lì per lì
– forse la cosa più bella che ci si possa attendere dalla vita
o quella più vitale che possa venire dalla bellezza
o che la vita possa aspettarsi da se stessa.
Non tanto l’esito dell’incontro
quanto l’incontro in sé, la sua pura idea
– la relazione in sé.
Non la prosa dell’accoppiamento
ma la poesia dell’attesa,
non l’atto che si consuma
ma la potenza che si strugge.
L’assenza, non la presenza.
L’amare, non l’essere amati
– quasi un amore senza s-oggetti.
L’estro dell’essere, prima che qualcosa sia.
Mario Domina
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