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mercoledì 16 settembre 2015

Molti fiori son nati






letture dell'adolescenza





- Molti fiori son nati -

Molti fiori son nati
dal mio povero pianto,
e da ogni mio sospiro
di usignuoli un canto.
 
Se tu mi amassi, amore,
tutti i fior ti darei
e sotto il tuo balcone
da usignuol canterei

Heinrich Heine

ricordo del settembre 1985



martedì 24 febbraio 2015

il dolore e il piacere


Che cos'è il piacere, se non un dolore
straordinariamente dolce
Heinrich Heine

A volte è più difficile privarsi
di un dolore che di un piacere
Francis Scott Fitzgerald

La vita umana è come un pendolo che oscilla incessantemente fra il dolore e la noia, passando attraverso l’intervallo fugace, e per di più illusorio, del piacere.
Schopenhauer

Guardare da vicino il proprio dolore
è un modo per consolarsi.
Stendhal
La fine del dolore non è nel piacere. Quando ti rendi conto di essere aldilà del piacere e del dolore, in disparte ed inattaccabile, allora smetti di inseguire la felicità e se ne va anche il dolore che ne consegue. Perché il dolore anela al piacere e il piacere finisce inesorabilmente nel dolore. ?La sofferenza è interamente dovuta al fatto che ci attacchiamo a qualcosa oppure facciamo resistenza a qualcos’altro; è segno che non abbiamo voglia di muoverci, di fluire con la vita.
Maruti Kampli

" Il masochismo è il desiderio d'essere sottomesso e in balia di qualcuno che possa fare ciò che vuole, desiderio e atto dal quale il soggetto che vi si sottopone consegue eccitazione. Viene comunemente spiegato come la condizione di chi vive la sottomissione come piacere; non necessariamente sessuale. Le spiegazioni scientifiche si basano su livelli diversi, principalmente i recettori periferici del dolore e del piacere sono gli stessi. Il dolore fa produrre endorfine, che poi restano in circolo dando una sensazione di euforia. Queste sensazioni in aggiunta allo stato mentale che si crea con il partner rendono il dolore un piacere da assaporare e vivere. Ovviamente questo in un rapporto consensuale e vissuto liberamente."
goth.it

martedì 17 febbraio 2015

Vedo risplendere il mio amore,

 Vedo risplendere il mio amore,

Vedo risplendere il mio amore,
nel suo tenebroso splendore,
come una fiaba triste e cupa
narrata in una notte d'estate.

«Vagano nel magico aranceto
due amanti, taciti e soli;
gorgheggian lieti gli usignoli,
scintIlla lo splendore lunare.

La fanciulla è muta come statua,
il cavalier genuflette innanzi.
Arriva il gigante dal bosco,
l'atterrita fanciulla s'invola.

Il cavaliere crolla ferito,
barcollando il gigante se n' va...»
Quand'io tratto verrò a sepoltura,
solo allor questa storia finirà.


Heinrich Heine
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