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sabato 3 febbraio 2018

Perché amiamo le donne


Perchè amiamo le donne
Perché hanno seni rotondi, con capezzoli che spuntano da sotto la blusa quando hanno freddo, perché hanno il sedere grande e pienotto, perché hanno volti con tratti dolci come quelli dei bimbi, perché hanno labbra carnose, con denti dignitosi e lingue che non ti fanno schifo. Perché non emanano odore di sudore o di tabacco scadente e non traspirano da sopra il labbro. Perché sorridono a tutti i bimbetti che gli passano accanto. Perché camminano per strada dritte, a testa alta, con le spalle all'indietro e non rispondono al tuo sguardo quando le fissi come un maniaco. Perché superano con un coraggio inaspettato tutte le servitù della loro delicata anatomia. Perché a letto sono audaci e inventive non per perversità, ma per dimostrare che ti amano. Perché adempiono a tutte le fastidiose e minute faccende di casa senza per questo lodarsi e senza chiedere gratitudine. Perché non leggono riviste porno e non navigano sui siti porno. Perché si mettono ogni sorta di ciondoli che abbinano ai vestiti secondo regole complicate e incomprensibili. Perché si disegnano e dipingono il viso con la concentrazione attenta di un artista ispirato. Perché hanno l'ossessione per la sottigliezza di Giacometti. Perché discendono dal loro essere state bambine. Perché si danno lo smalto alle unghie dei piedi. Perché giocano a scacchi, a whist o a ping-pong senza badare a chi vince. Perché guidano con prudenza macchine luccicanti come caramelle in attesa di essere ammirate quando sono ferme allo stop e gli si passa davanti sulle strisce. Perché hanno un modo di risolvere i problemi che ti fa perdere la testa. Perché dicono "ti amo" proprio quando ti amano un po' meno, per una sorta di compensazione. Perché non si masturbano. Perché hanno di tanto in tanto dei piccoli malanni: un dolore reumatico, una costipazione, un occhio di pernice, e allora ti rendi conto a un tratto che sono esseri umani, persone come te. Perché scrivono sia in modo estremamente delicato, collezionando piccole osservazioni e schizzando fini sfumature psicologiche, sia in maniera brutalmente diretta e scatologica per non essere in alcun anodo sospettate di fare letteratura femminile. Perché sono delle lettrici straordinarie, per le quali vengono scritti i tre quarti della poesia e della prosa mondiali. Perché vanno pazze per Angie dei Rolling. Perché sono così tanto conquistate da Cohen. Perché conducono una guerra totale e inspiegabile contro gli scarafaggi in cucina. Perché addirittura la più dura business woman indossa degli slip con simpatici fiorellini e merletti. Perché è strano stendere, sul balcone, le mutandine della tua donna, delle cosine umide, nere, rosse e bianche, in parte satinate, in parte aspre, meravigliandoti di quanto piccole siano le superfici da coprire. Perché nei film non fanno mai la doccia prima di fare l'amore, ma solo nei film. Perché con loro non ci si trova mai d'accordo sulla bellezza di un'altra donna o di un altro uomo. Perché prendono la vita sul serio, perché sembrano credere davvero nella realtà. Perché sono veramente interessate a chi si è accoppiato con chi nel mondo delle star televisive. Perché ricordano i nomi delle attrici e degli attori dei film, persino di quelli meno conosciuti. Perché se non è sottoposto ad alcuna ormonizzazione l'embrione si sviluppa sempre dentro a una donna. Perché non pensano a come farsi scopare dal fighetto carino che vedono sul filobus. Perché bevono delle schifezze tipo Martini orange, Gin tonic o Vanilla coke. Perché non ti mettono la mano sul sedere, fuorché nelle pubblicità. Perché non le eccita l'idea di stupro, fuorché nella mente dei maschi. Perché sono bionde, more, rosse, dolci, scopabili, calde, tenere, perché raggiungono ogni volta l'orgasmo. Perché se non l'hanno non lo mimano. Perché il momento più bello della giornata è il caffe del mattino, quando per un'ora ve ne state a sgranocchiare biscotti e fate progetti per la giornata. Perché sono donne, perché non sono maschi, e nient'altro. Perché da loro siamo usciti e in loro ritorniamo, e la nostra mente ruota lentamente come un pianeta, ancora e sempre, soltanto attorno a loro.

Mircea Cartarescu
Perchè amiamo le donne ( racconti) - [ ]
 

lunedì 29 gennaio 2018

non abbiamo parlato d'amore e non abbiamo fatto l'amore


...A lovely little jewish princess - 3
Ester era una compagna di classe di mia sorella (...).
E lei, sebbene molto più giovane, aveva l'aria esotica e forestiera delle donne di quel lungo tavolo. (...)
I suoi gesti, i suoi atteggiamenti, il suo modo sempre sorprendente di reagire, più antiquato rispetto al suo linguaggio, ne contraddicevano in ogni momento le parole. Era molto bella. Di profilo sembrava una creatura snella, delicata, racchiusa tutta negli sguardi. Il suo corpo sembrava elastico e svettante come quello di un modella sulla passerella. Ma non appena si voltava verso di te, nel suo viso si rispecchiava Sefer-na-Bahir, il Libro dello Splendore: viso tondo, con occhi verdi e labbra morbide e sensuali, ma così intensamente sensuali che sconfinavano nel mistico, liberandosi della sessualità.
Ester diventava allora la sua omonima della Bibbia, colei verso la quale il grande re assiro aveva proteso lo scettro d'oro, donandole così la vita. Ecco io scrittore che ha avuto poche donne: pronto sempre a mitizzare...

In realtà, con Ester ho avuto un legame di qualche mese, durante i quali non abbiamo parlato d'amore e non abbiamo fatto l'amore, anche se ci siamo andati a volte vicini.
Passeggiavamo però tutti i giorni per ore e ore, siamo stati nei circoli letterari in cui la sua presenza era ipnotica, dove i suoi capelli lunghiessimi si arruffavano attirando tutti gli sguardi ("ehi, fortunato, chi è chi é questa bambola?”), siamo stati anche in squallide piscine, nelle cui acque era impossibile entrare. Quando la accompagnavo verso casa, la sera tardi (ovviamente sotto stelle a sei punte), ci fermavamo lungo il cammino, illuminati in maniera spettrale da un lampione o dai finestrini di un qualche filobus che passava lento, e ci baciavamo appassionatamente.
 
Non avevo mai avuto tra le braccia un corpo così bello, una ragazza così semplice e, come che sia, così misteriosa. Non successe nulla di particolare in tutto quel periodo.
[...]
Non c'è stato nulla che si orientasse verso il fantastico:
[...]
I giorni cominciarono a divenire più freddi, e la sera in cui Ester mi disse che si sarebbe trasferita assieme alla famiglia in Israele, avevo cominciato a tremare intirizzito già prima di sentire le sue parole. Poi mi sono raggelato.
 
C'eravamo proposti tacitamente di non innamorarci l'uno dell'altro, ma è probabile che, senza rendermene conto, io o qualcosa di me avesse trasgredito i limiti imposti. Eravamo in un parco misero e deserto, poggiati su un tavolo da scacchi in cemento.
 
L'ho accompagnata a casa come sempre, ci siamo baciati come sempre, non ci siamo detti addio, e nemmeno arivederci, poi non ci siamo visti mai più.

Mircea Cartarescu
Perchè amiamo le donne ( racconti) - [Con le orecchie mogie mogie]
 
1. cosa vuol dire avere una donna
2. Quando sono uscito avevo la mente piena di Ester
3. Non abbiamo parlato d'amore e non abbiamo fatto l'amore

domenica 28 gennaio 2018

Quando sono uscito avevo la mente piena di Ester


...A lovely little jewish princess - 2
A una lunga tavolata, una trentina di donne, per lo più con l'in-confondibile ancorché ineffabile aspetto da ebrea orientale, si divertivano da morire, muovendo il capo felici al ritmo della musica. Eravamo dentro Chagall e Shalom Aleichem. Mi tornava in mente la canzone di Zappa, I need a lovely jewish princess, quando, tra le donne di quel lungo tavolo, mi parve di vedere Ester.
 
Non era lei, naturalmente, eppure una di quelle donne aveva la sua aria, proprio quel non so che d'ineffabile, quella dolcezza dei tratti pienotti, quelle pieghe sonnolente degli occhi verdi, proprio quell'alterità assoluta che si avverte in un attimo, ma che è così difficile da esprimere.
 
Quando sono uscito, sotto la volta piena di stelle (...) avevo la mente piena di Ester, quasi fossi stato trasportato di venti e... chissà quanti? anni indietro, nell'unica stagione in cui siamo stati amici.

Mircea Cartarescu
Perchè amiamo le donne ( racconti) - [Con le orecchie mogie mogie]
 
1. cosa vuol dire avere una donna
2. Quando sono uscito avevo la mente piena di Ester
3. Non abbiamo parlato d'amore e non abbiamo fatto l'amore

sabato 27 gennaio 2018

Cosa vuol dire avere una donna?


...A lovely little jewish princess
Adesso penso a Ester, con la quale non sono mai andato a letto, motivo per cui ritorno alla insignificante eppure profonda domanda:
cosa vuoi dire avere una donna?
Poiché non hai avuto realmente le decine di donne con cui hai fatto l'amore, mentre senti che non hai mai posseduto così profondamente, così estaticamente qualcuno come la fanciulla che ti ha lanciato uno sguardo in un filobus pieno di gente, e che da allora non hai mai più visto.
 
Mi è tornata in mente Ester (...) alcuni giorni addietro, mentre passeggiavo a caso nel quartiere ebreo nel cuore di Cracovia

Mircea Cartarescu
Perchè amiamo le donne ( racconti) -
[A lovely little jewish princess]
 

1. cosa vuol dire avere una donna
2. Quando sono uscito avevo la mente piena di Ester
3. Non abbiamo parlato d'amore e non abbiamo fatto l'amore



L'eros non prevede né concupiscenza
né strategie di conquista.....

L'eros produce l'ampliamento di conoscenza e
di autoconoscenza... e può benissimo rimanere
segreto, casto e anche non ricambiato
Igor Sibaldi: Eros e amore

Di tutte le donne che ho conosciuto
quelle che ho veramente posseduto
non ci ho fatto l'amore
Carmelo

venerdì 26 gennaio 2018

un figlio virtuale chiamato "la nostra coppia", "il nostro amore".


Amiamo con un cervello da bambino
Ho conosciuto quindi donne reali, donne immaginarie, donne da sogno, donne da libri, donne da pubblicità, donne da film, donne da videoclip. Donne da riviste porno. Ognuna diversa e ognuna con qualcos'altro da offrire. Mi sono innamorato di alcune e ogni volta è stato lo stesso:
il primo segnale che avrei potuto amarla è stato sempre di non poter pensare, vedendola, "che grande scopata!" Anche se lo era davvero. I maschi hanno il cervello impregnato di ormoni. Nemmeno il più raffinato intellettuale è diverso, finanche lui, a qualunque età, s'immagina come lo farebbe con la ragazza annoiata, sconosciuta, che gli sta vicino.
 
Quando però conosci la donna più straordinaria al mondo, che è colei che sai di poter amare, il segno è, deve essere, che né le cosce, né il balconcino contano più, come se gli ormoni del sesso e dell'aggressività si ritirassero dal tuo cervello tumefatto e lo lasciassero innocente come quello di un bambino e traslucido come corna di lumaca.
 
Facciamo sesso con un cervello da maschio, ma amiamo con quello da bambino, ingenuo, sottomesso, bramoso di dare e di ricevere affetto. Le donne meravigliose della mia vita, tutte quelle che ho amato veramente e che hanno risposto con amore al mio amore, sono state in qualche modo incorporee, sono state gioia pura, nevrosi pura, esperienza pura. La sensualità, portata talvolta fino all'estremo, non è stata che un ingrediente in un'avventura complessa ed estenuante della mente.
 
Per me non esiste, dunque, "la più straordinaria" nel senso di 90-60-90, né in quello di bionda, bruna o rossa, alta o minuta, poetessa o bottegaia. La più straordinaria è quella con la quale ho potuto avere un figlio virtuale chiamato "la nostra coppia", "il nostro amore".

Mircea Cartarescu
Perchè amiamo le donne ( racconti) -
[Amiamo con un cervello da bambino]
 

mercoledì 24 gennaio 2018

un chiodo insanguinato confitto direttamente nel mio cervello


Con le orecchie mogie mogie - 2
Non posso dimenticare con quanto sadismo ho preso in giro mia sorella finché siamo stati piccoli, con quanto dispotismo mi sono rapportato agli animali in casa nostra. Questo per restare nell'ambito delle cose comunque confessabili pubblicamente, visto che le altre non riesco ad ammetterle nemmeno a me stesso.
 
Ho avuto una volta una gattina particolarmente delicata (il suo ricordo mi angustia forse più di ogni altro), la vedo ancora adesso davanti agli occhi (....) L'avevo raccolta per strada quando aveva appena poche settimane. Era cresciuta in casa con noi. Se pure l'uscio di casa era aperto, non osava fare nemmeno un passo fuori. Aveva circa cinque mesi, se ben ricordo, quando rosicchiò il dorso di un libro o qualcosa del genere, il che mi fece oltremodo infuriare. La presi per la collottola e, con solo le pantofole, uscii con lei sul pianerottolo. Chiamai l'ascensore. Quando vi entrai con lei, la gatta prese a urlare con un verso straziante, simile a un bimbo terrorizzato. Ma questo non mi fece cambiare decisione. Sono andato con lei sul retro dell'edificio e le ho restituito la sua libertà. È rimasta attaccata alle mie gambe. Ho battuto più volte i piedi per terra per al-lontanarla e soltanto allora, miagolando disperatamente, si è infilata sono una vettura Dacia.
 
Me ne sono tornato a casa agitato, ma comunque col cuore di pietra. Sapevo benissimo che lei, una gattina domestica, non aveva alcuna possibilità di sopravvivere fuori casa e che, di fatto, era come se l'avessi ammazzata con le mie mani. Ma gli occhi della mente non mi si erano, a quell'epoca, ancora aperti. Ora so che un'azione siffatta basta da sola a imbrattare la vita di un uomo. Questa gatta, che ho poi cercato per settimane, ma che non ho mai più ritrovato, è oggi un chiodo insanguinato confitto direttamente nel mio cervello. E ci fosse lei soltanto!

Mircea Cartarescu
Perchè amiamo le donne ( racconti) - [Con le orecchie mogie mogie]
 

martedì 23 gennaio 2018

essere cattivi, intrinsecamente e al di là di ogni altra cosa.


Con le orecchie mogie mogie


Il racconto che segue giace sepolto nelle profondità del tempo. Avevo all'epoca ventisei anni e credevo sinceramente di non avere fatto, fino ad allora, nessuna cattiva azione nella mia vita. Quel che è molto più triste è l'essere rimasto convinto ancora di questa idiozia pressapoco per i dieci anni successivi, a riprova della difficoltà con cui sono ma-turato, e del notevole sforzo con cui ho iniziato infine a capire, in qualche misura, cosa accade intorno a me e con me stesso.
 
Ora, a distanza di altri dieci anni, so che la mia vita è stata, in realtà, una lunga sequenza di crudeltà, indifferenza, incomprensioni, cattiverie per il gusto della cattiveria e cretinate per il gusto della cretinata, come sono, forse, le vite della maggior parte di noi. Oggi so che essere maturo, essere appieno un uomo, non significa altro che comprendere di essere cattivi, intrinsecamente e al di là di ogni altra cosa.
 
Da qualche anno a questa parte non posso dormire di notte e non posso concentrarmi di giorno sulle mie faccende perché mi rimbalzano di continuo nella memoria immagini vive del passato, le mie più penose, più vergognose, più dolorose esperienze. Alcune sono davvero insopportabili, mi scopro a strizzare gli occhi e a fare gesti come se volessi allontanarle con la mano per sfuggire loro, per non vedere più il mio animo fatto a pezzi.
 
No, non ho ammazzato nessuno, non ho violentato e non ho rapinato, non ho sbattuto nessuno in galera, ma questo non significa che non abbia provocato ad altri, il più delle volte a persone care, tantissima sofferenza.

Mircea Cartarescu
Perchè amiamo le donne ( racconti) - [Con le orecchie mogie mogie]
 

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