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lunedì 21 marzo 2016

se vuoi una "cosa"

Se vuoi una "cosa"
non aspettare che te la porgano altri
Lavora per ottenerla
@_Ironica_1

Buenas noches !!

lunedì 21 dicembre 2015

Gli uomini contribuiscono al loro destino





Gli uomini contribuiscono al loro destino, a determinare certi eventi. Invocano il loro destino, lo stringono a sé e non se ne separano più. Agiscono così pur sapendo fin dall’inizio che il loro modo di agire porterà a risultati nefasti.
 
L’uomo e il suo destino si realizzano reciprocamente modellandosi l’uno sull’altro. Non è vero che il destino si introduce alla cieca nella nostra vita: esso entra dalla porta che noi stessi gli abbiamo spalancato, facendoci da parte per invitarlo a entrare.

Sandor Marai Le braci


martedì 15 dicembre 2015

la vita è casuale?


Il dolore e la felicità sono fatti soprattutto di cianfrusaglie, paccottiglia, ingombri da soffitta di cui non riusciamo a disfarci anche quando abbiamo smesso definitivamente di usarli ed escludiamo che ci possano tornare utili. Non siamo responsabili dei nostri sentimenti né del flusso che li causa o li alimenta e tutto sommato neanche delle nostre azioni, anche se poi dobbiamo risponderne (e farlo anche se nessuno ce lo chiede), com’è giusto che sia.
 
Agiamo quasi sempre d’impulso e molto meno sulla base di un calcolo. Chi pianifica e si muove solo al termine di un’attenta valutazione dei pro e dei contro, chi realizza soltanto quello che progetta, di fatto si perde la parte piú interessante, e lo sa. Anche nello scegliere responsabilmente c’è una quota d’irresponsabilità, la messa in conto di una perdita. Forse si agisce sempre a costo di qualcosa.

Diego De Silva Mancarsi


domenica 13 dicembre 2015

ma essere più umani è persistere a darsi



ALCUNI Alcuni inseguono tutta la vita uno scopo – il disegno di un meccanismo un seme particolare di grano un incrocio di canarini l’attuazione di un piano la costruzione di una casa. Alcuni in abitazioni private o in asili psichiatrici ritentano solitari di carte o calcoli di moto perpetuo o altre più improbabili imprese come rivoluzioni. Essi sono uomini o donne derisi o tutt’al più gentilmente commiserati sia perché l’ambizione che li muove si giudica eccessiva sia perché appare futile l’obiettivo. Ma io voglio dire che al confronto non c’è impresa spaziale né invenzione pari all’attento studio di costoro che sacrificano alla cosa impossibile ogni raggiungibile piacere. Essi hanno parenti amici e figli madri e padri mogli e mariti hanno maestri e direttori di coscienza che accampano più esperienza e che li esortano alla quotidiana concretezza. Essi come ognuno di noi hanno persone e cose di cui la presenza stessa ha forza più delle parole e gli argomenti risultano inoppugnabili quando gli dicono – pensa a quel che fai. Non c’è dubbio – i persuasori sono nel giusto perché è senza conforto lo stato di questi ostinati e agitato è il loro sonno scarsa la salute del corpo e non hanno alleata la minima probabilità. Non è il loro coraggio coraggio di giocatore o rischio calcolato di trafficante e nemmeno intuito di stratega o di capo politico o di chirurgo all’unica estrema occasione. Essi non hanno con sé la tradizione di una fede anzi tradiscono a volte sovvertono la morale fomentano il disordine in se stessi perduti prima di ogni salvezza. E non possono indicarti il nome di qualcuno perché non ha fama chi è nella vera ignominia né superbia di martirio né la gloria di un emblema ma grazie ad essi ha un senso la specie uomo. Pensando di loro ti scrivo queste parole oggi che dirci insieme è dire nessuna speranza sbarrati da ogni saggezza sbarrati dalla storia ormai più di passato che di futuro nutribili. E chiamandoti a un futuro di penuria io chiedo la tua insania perché la mia abbia forza perché si possa dire che è una cosa reale quella che due distinte persone vedono identica. E tutto questo è ancora poco al confronto del nulla di chi insegue un solitario ideale. Essere umani può anche significare rassegnarsi. Ma essere più umani è persistere a darsi. Giovanni Giudici (da O beatrice, Mondadori, 1972)


martedì 8 dicembre 2015

la tua idea è reale tanto quanto l'uccello in volo



SOGNO E REALTA' Com'è cieco colui che immagina e progetta qualcosa fino ai più realistici dettagli. e quando non riesce a darne conto interamente con misure superficiali e prove verbali, crede che la sua idea e la sua fantasia siano vanità! Se invece riflettesse con sincerità, si convincerebbe che la sua idea è reale tanto quanto l'uccello in volo, solo che non è ancora cristalizzata; e capirà che l'idea è un segmento di conoscenza ancora inesplicabile in cifre e parole, poichè troppo alta e troppo vasta per essere imprigionata nel momento presente; ancora troppo profondamente immersa nello spirituale per piegarsi al reale. Kahlil Gibran


domenica 6 dicembre 2015

giovedì 27 agosto 2015

venerdì 31 luglio 2015

non rinunciare



Quando tutto ti sembra crollare addosso da non poter piu sopportare, non rinunciare. Perche e' li che cambiera il cammino.

Mevlana




mercoledì 20 maggio 2015

volontà, forza, fiducia e autostima



Buenas Tardes !!!


I BELIEVE IN BEING STRONG WHEN EVERYTHING
SEEMS TO BE GOING WRONG.

[Audrey Hepburn]

I BELIEVE IN BEING STRONG WHEN EVERYTHING
SEEMS TO BE GOING WRONG.

[Audrey Hepburn]

sabato 18 aprile 2015

Volontà e libertà di scelta



La vita, se è vita umana - la vita di un essere dotato di volontà e libertà di scelta - non può non essere un'opera d'arte. Volontà e scelta lasciano la propria impronta sulla forma di vita, per quanto si tenti di negarne la presenza e/o di nasconderne il potere attribuendo il ruolo di causa alla presunta presenza schiacciante di forze esterne che impongono l'"io devo" dove avrebbe dovuto esserci l'"io voglio" e restringono in tal modo il ventaglio delle scelte plausibili.

Z. Bauman, L'arte della vita

sabato 28 marzo 2015

l'arte della vita

l'arte della vita

„La nostra vita è un'opera d'arte – che lo sappiamo o no, che ci piaccia o no. Per viverla come esige l'arte della vita dobbiamo – come ogni artista, quale che sia la sua arte – porci delle sfide difficili (almeno nel momento in cui ce le poniamo) da contrastare a distanza ravvicinata;
 
dobbiamo scegliere obiettivi che siano (almeno nel momento in cui li scegliamo) ben oltre la nostra portata, e standard di eccellenza irritanti per il loro modo ostinato di stare (almeno per quanto si è visto fino allora) ben al di là di ciò che abbiamo saputo fare o che avremmo la capacità di fare. Dobbiamo tentare l'impossibile.
 
E possiamo solo sperare – senza poterci basare su previsioni affidabili e tanto meno certe – di riuscire prima o poi, con uno sforzo lungo e lancinante, a eguagliare quegli standard e a raggiungere quegli obiettivi, dimostrandoci così all'altezza della sfida. L'incertezza è l'habitat naturale della vita umana, sebbene la speranza di sfuggire ad essa sia il motore delle attività umane. Sfuggire all'incertezza è un ingrediente fondamentale, o almeno il tacito presupposto, di qualsiasi immagine composita della felicità. È per questo che una felicità «autentica, adeguata e totale» sembra rimanere costantemente a una certa distanza da noi: come un orizzonte che, come tutti gli orizzonti, si allontana ogni volta che cerchiamo di avvicinarci a esso.“

Zygmunt Bauman - (da L'arte della vita, trad. it., Bari, 2009)

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