
mi attardo sui ricordi
con la schiena rivolta al futuro
sbiadisce la tua presenza
sulla terra che calpesto
siamo sulle nuvole e li restiamo
circondati dal silenzio
abitiamo un tempo immaginario
M.C.

Carezze di terra
e tu qui con me
a organizzare, d’amore,
una rivolta.
Quando anche gli alberi
pensarono ch’era cosa buona e giusta,
spostarono i rami
e liberarono le foglie
perché la vita
ci conducesse all’incontro.
C’è qualcosa di sacro
mentre t’osservo.
T’osservo,
mi basta saperti accanto.
E anche questa cosa
è buona e giusta.
Beatrice Niccolai
[musica di Nicola Gelo]

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Per noi
che guardiamo gli alberi
e ci innamoriamo
delle foglie cadenti
perché inciampano come noi
anche sull’aria.
Per noi
che vinciamo solo da perdenti
a sappiamo ridere
dei giochi di luce riflessi
delle onde
senza l’incauto bisogno di sconfiggerle.
Per noi
che preghiamo in silenzio
perché neanche la voce
diventi urto
o offesa al silenzio.
Per noi
che ci addormentiamo
con sogni vivi
mentre quella metà del nero
che ci divora o ci manca,
si placa.
Per noi
è quella preghiera silenziosa
che non ha niente da consacrare
perché l’offesa
– mentre fioriscono gli alberi –
ci ha già perdonati.
Beatrice Niccolai
[musica di Nicola Gelo]

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"Nel tempo" - Nicola Gelo Strofa 1: Quanta strada ho percorso per poterti incontrare ritrovando d'un colpo l'attitudine -- amando -- a volare. Quanto spazio coperto nell'assenza di tempo ricamando dei sogni il silenzio. Per quell'ultima stella di cielo che avanza, per quell'ultima eterna distanza. Siamo luce che lava dai discorsi e dal tempo riscoprendo nel vento il silenzio. Ritornello: Nel tempo, nel tempo, quanti giorni che ho perso piangendo, nel tempo, nel tempo, un ricordo si tinge d'argento e diventa parola per ogni distanza che devia destini nel giorno che avanza. Strofa 2: Ho perduto un dolore ho perduto un amore senza chiedermi dove cercare. L'ho trovato in un gesto l'ho riavuto nel resto di una vita passata a ballare. Siamo solo speranza di cielo e di giorni siamo luce che attende ritorni fra uno sguardo che ho perso e uno sguardo diverso passa il tempo che non rivivrò. Ritornello: [...] Strofa 3: Quanto tempo passato a raccoglier tempesta, dentro gli occhi di quelli che mi videro seminar festa. Ho seguito soltanto le stagioni del cuore perché in fondo chi vive non muore. Per quel tempo passato che non è passato per quel tempo che ho atteso e sognato nello spazio del giorno ricomincia la vita che del tempo non si è mai servita Coda: nel tempo, nel tempo oltre il limite di ogni silenzio, il tempo di una carezza sull'ultimo sguardo nascosto al di là degli occhi e sempre trovarmi a cercarti (ripete due volte) ... e sempre trovarmi a cercarti (ripete 3 volte)
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#playever
Per ogni volta che un uomo strappa con forza
da indosso i tessuti di un sogno,
per ogni silenzio ancora nascosto
in un pensiero di voci e odori,
per tutte le pure del buio,
per quella pelle che non si lava mai,
nemmeno sotto la pioggia della stagione di una donna,
per disegni che non raccontano,
per le minacce fatte con una carezza,
per occhi che non giocano più,
per segreti che trattengono anche le nuvole,
per la diffidenza che non si cancella,
per un corpo che trattiene l’infamia della violenza.
Per tutto questo,
e per le notti che disegnano
notti anche nella luce del giorno
io non perdono
chi ha strappato di una bambina
il sogno.
Beatrice Niccolai
[Nicola Gelo al pianoforte]

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Siamo vento
origine e destinazione.
La vita che succede
è solo una distrazione.
Le anime non portano mai
documenti con sè.
Beatrice Niccolai

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