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lunedì 29 gennaio 2018

non abbiamo parlato d'amore e non abbiamo fatto l'amore


...A lovely little jewish princess - 3
Ester era una compagna di classe di mia sorella (...).
E lei, sebbene molto più giovane, aveva l'aria esotica e forestiera delle donne di quel lungo tavolo. (...)
I suoi gesti, i suoi atteggiamenti, il suo modo sempre sorprendente di reagire, più antiquato rispetto al suo linguaggio, ne contraddicevano in ogni momento le parole. Era molto bella. Di profilo sembrava una creatura snella, delicata, racchiusa tutta negli sguardi. Il suo corpo sembrava elastico e svettante come quello di un modella sulla passerella. Ma non appena si voltava verso di te, nel suo viso si rispecchiava Sefer-na-Bahir, il Libro dello Splendore: viso tondo, con occhi verdi e labbra morbide e sensuali, ma così intensamente sensuali che sconfinavano nel mistico, liberandosi della sessualità.
Ester diventava allora la sua omonima della Bibbia, colei verso la quale il grande re assiro aveva proteso lo scettro d'oro, donandole così la vita. Ecco io scrittore che ha avuto poche donne: pronto sempre a mitizzare...

In realtà, con Ester ho avuto un legame di qualche mese, durante i quali non abbiamo parlato d'amore e non abbiamo fatto l'amore, anche se ci siamo andati a volte vicini.
Passeggiavamo però tutti i giorni per ore e ore, siamo stati nei circoli letterari in cui la sua presenza era ipnotica, dove i suoi capelli lunghiessimi si arruffavano attirando tutti gli sguardi ("ehi, fortunato, chi è chi é questa bambola?”), siamo stati anche in squallide piscine, nelle cui acque era impossibile entrare. Quando la accompagnavo verso casa, la sera tardi (ovviamente sotto stelle a sei punte), ci fermavamo lungo il cammino, illuminati in maniera spettrale da un lampione o dai finestrini di un qualche filobus che passava lento, e ci baciavamo appassionatamente.
 
Non avevo mai avuto tra le braccia un corpo così bello, una ragazza così semplice e, come che sia, così misteriosa. Non successe nulla di particolare in tutto quel periodo.
[...]
Non c'è stato nulla che si orientasse verso il fantastico:
[...]
I giorni cominciarono a divenire più freddi, e la sera in cui Ester mi disse che si sarebbe trasferita assieme alla famiglia in Israele, avevo cominciato a tremare intirizzito già prima di sentire le sue parole. Poi mi sono raggelato.
 
C'eravamo proposti tacitamente di non innamorarci l'uno dell'altro, ma è probabile che, senza rendermene conto, io o qualcosa di me avesse trasgredito i limiti imposti. Eravamo in un parco misero e deserto, poggiati su un tavolo da scacchi in cemento.
 
L'ho accompagnata a casa come sempre, ci siamo baciati come sempre, non ci siamo detti addio, e nemmeno arivederci, poi non ci siamo visti mai più.

Mircea Cartarescu
Perchè amiamo le donne ( racconti) - [Con le orecchie mogie mogie]
 
1. cosa vuol dire avere una donna
2. Quando sono uscito avevo la mente piena di Ester
3. Non abbiamo parlato d'amore e non abbiamo fatto l'amore

domenica 28 gennaio 2018

Quando sono uscito avevo la mente piena di Ester


...A lovely little jewish princess - 2
A una lunga tavolata, una trentina di donne, per lo più con l'in-confondibile ancorché ineffabile aspetto da ebrea orientale, si divertivano da morire, muovendo il capo felici al ritmo della musica. Eravamo dentro Chagall e Shalom Aleichem. Mi tornava in mente la canzone di Zappa, I need a lovely jewish princess, quando, tra le donne di quel lungo tavolo, mi parve di vedere Ester.
 
Non era lei, naturalmente, eppure una di quelle donne aveva la sua aria, proprio quel non so che d'ineffabile, quella dolcezza dei tratti pienotti, quelle pieghe sonnolente degli occhi verdi, proprio quell'alterità assoluta che si avverte in un attimo, ma che è così difficile da esprimere.
 
Quando sono uscito, sotto la volta piena di stelle (...) avevo la mente piena di Ester, quasi fossi stato trasportato di venti e... chissà quanti? anni indietro, nell'unica stagione in cui siamo stati amici.

Mircea Cartarescu
Perchè amiamo le donne ( racconti) - [Con le orecchie mogie mogie]
 
1. cosa vuol dire avere una donna
2. Quando sono uscito avevo la mente piena di Ester
3. Non abbiamo parlato d'amore e non abbiamo fatto l'amore

sabato 27 gennaio 2018

Cosa vuol dire avere una donna?


...A lovely little jewish princess
Adesso penso a Ester, con la quale non sono mai andato a letto, motivo per cui ritorno alla insignificante eppure profonda domanda:
cosa vuoi dire avere una donna?
Poiché non hai avuto realmente le decine di donne con cui hai fatto l'amore, mentre senti che non hai mai posseduto così profondamente, così estaticamente qualcuno come la fanciulla che ti ha lanciato uno sguardo in un filobus pieno di gente, e che da allora non hai mai più visto.
 
Mi è tornata in mente Ester (...) alcuni giorni addietro, mentre passeggiavo a caso nel quartiere ebreo nel cuore di Cracovia

Mircea Cartarescu
Perchè amiamo le donne ( racconti) -
[A lovely little jewish princess]
 

1. cosa vuol dire avere una donna
2. Quando sono uscito avevo la mente piena di Ester
3. Non abbiamo parlato d'amore e non abbiamo fatto l'amore



L'eros non prevede né concupiscenza
né strategie di conquista.....

L'eros produce l'ampliamento di conoscenza e
di autoconoscenza... e può benissimo rimanere
segreto, casto e anche non ricambiato
Igor Sibaldi: Eros e amore

Di tutte le donne che ho conosciuto
quelle che ho veramente posseduto
non ci ho fatto l'amore
Carmelo
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