Visualizzazione post con etichetta ripetizione. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta ripetizione. Mostra tutti i post

venerdì 4 dicembre 2015

punto finale





Ci si può abbandonare completamente agli eventi, ma non ad un altro essere.

Ma tra due esseri, una qualsiasi coppia sulla terra, l’area di esperienze puramente sensuali è limitata. L’acme della reazione sensuale, una volta raggiunto in qualsiasi direzione, è un punto finale, non si può andare oltre. Solo la ripetizione è possibile, o il divergere dei protagonisti, o la soggezione della volontà di uno a quella dell’altro, o la morte.
D.H. Lawrence



sabato 2 maggio 2015

le ferite dell'infanzia: rassegnarsi o sfidarle?

Le ferite dell'infanzia

Anche i genitori più affettuosi sono, infatti, irresistibilmente portati a frenare e a reprimere l'eros del bambino: sia nel suo aspetto più intellettuale, mostrando insofferenza verso i suoi troppi perchè? sia nel suo aspetto sensuale, cioè quelle scoperte che vuole compiere attraverso il proprio corpo e il corpo degli altri, e che i genitori gli vietano dicendo che sono "cose brutte"
 
Difficile dire che cosa sia più doloroso per i piccoli, quando subiscono quella costrizione: se l'impedimento al desiderio di conoscenza e di piaceri - che, essendo tanto vasto, è tanto più doloroso da reprimere - oppure l'incapacità degli adulti di spiegare perchè precisamente impedire. Perchè se è un godimento? Perchè, se è una scoperta?
 
Un danno gravissimo è determinato dal fatto che non siano soltanto quegli episodi dolorosi a venire oscurati, ma anche ciò che è stato menomato - cioè il desiderio, la gioia della conoscenza, la fiducia nella propria capacità di scoprire il mondo e se stessi
 
Lì nell'"inconscio", d'altronde, le ferite non guariscono: un grave turbamento si può superare soltanto se chi l'ha provato lo esamina e lo comprende, e nel farlo cresce, diventando sufficientemente forte da non lasciarsene sgomentare; ciò non può accadere se il turbamento viene precluso all'attenzione della mente cosciente, e buona parte della sua attenzione deve rimanere ferma, a fargli la guardia. Così quei blocchi imposti all'eros continuano a produrre sofferenza, emorragie di energia, senza che chi ne è stato bloccato ci possa più fare nulla. A questa dinamica si dà in psicologia il nome di trauma.
 
Ma quelle ferite d'infanzia non vengono annientate dalla loro rimozione a opera della mente cosciente. E, oltre a intralciare la nostra esistenza sotto forma di fardelli oscuri di amarezza, ci pongono continuamente una scelta: se rassegnarci ad esse o sfidarle.
 
Così, i traumi da frsutrazione dell'eros bambino ci terranno lontani dall'irrazionalità di quel desiderio erotico di conoscenza e di piacere, che ci alimentava fin verso i tre o quattro anni, e dunque dei perche? e dal pensiero, e, - inevitabilmente anche dalla nostalgia... di quella apertura al divino, a cui il desiderio della conoscenza conduce.
 
Chi si rassegna ai traumi erotici....se amerà, amerà d'amore-amor o d'amore-love, e gli sembrerà sufficiente.
 
In compenso i suoi traumi lo lasceranno relativamente in pace, riemergeranno soltanto nei sogni - che è facile dimenticare al mattino.
 
Sfidare i traumi, invece, è affrontare ancora una volta il dolore che avevano prodotto.
 
In genere avviene così: una volta "dimenticato" un trauma, ha inizio il tormentoso sforzo di non accorgersi che in realtà non lo si è dimenticato affatto. La mente cosciente deve rimpicciolirsi, rinunciando ad alcuni settori del suo orizzonte; ma, per quanto doloroso possa essere volgersi di nuovo verso quei settori negati, a lungo andare lo diventa altrettanto la contrazione che la mente si è imposta: quando la sofferenza prodotta da tale contrazione comincia a risultare più intollerabile di quella racchiusa nella ferita "dimenticata", la mente organizza pazientemente, e tra mille cautele, la riscoperta di quest'ultima - orientando le proprie scelte, i propri desideri, le relazioni con altre persone in modo da produrre situazioni simili a quell'episodio doloroso. Il suo intento è di averlo di nuovo davanti a sè, così da poterlo affrontare - e da potersene difendere, invece di subirne lo strazio nell'"inconscio".
 
Ma si rivela un pessimo affare: dinanzi a questo replicarsi ci riscopriamo vulnerabili e inetti come lo eravamo stati la prima volta; riscopriamo e replichiamo, insieme a essi, anche la sconfitta subita allora - tanto da farci credere vittime non delle conseguenze di una ferita dell'infanzia, ma di un destino avverso.

Igor Sibaldi - Eros e Amore

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...

home