Visualizzazione post con etichetta Rosso Istambul. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Rosso Istambul. Mostra tutti i post

domenica 28 luglio 2019

Che cosa ho imparato dall'amore

Ferzan Ozpetek
E non abbiamo mantenuto
la promessa di salvarli.

Che cosa ho imparato dall'amore

 
Che cos’ho imparato sull’amore?
Quello che ho imparato sull’amore è che l’amore esiste.
Non dimentichiamo mai le persone che abbiamo amato, perché rimangono sempre con noi;
qualcosa le lega a noi in modo indissolubile,
anche se non ci sono più.
Ho imparato che ci sono amori impossibili, amori incompiuti, amori che potevano essere e non sono stati.
Ho imparato che è meglio una scia bruciante, anche se lascia una cicatrice: meglio l’incendio che un cuore d’inverno.
Ho imparato, e in questo ha ragione mia madre, che è possibile amare due persone contemporaneamente.
A volte succede: ed è inutile resistere, negare, o combattere.
Ho imparato che l’amore non è solo sesso: è molto, molto di più.
Ho imparato che l’amore non sa né leggere né scrivere.
Che nei sentimenti siamo guidati da leggi misteriose, forse il destino o forse un miraggio, comunque qualcosa di imperscrutabile e inspiegabile.
Perché, in fondo, non esiste mai un motivo per cui ti innamori. Succede e basta.
È un entrare nel mistero: bisogna superare il confine, varcare la soglia.
E cercare di rimanerci, in questo mistero, il più a lungo possibile.
 
Ferzan Ozpetek


lunedì 20 luglio 2015

Amore. Che cos’ho imparato sull’amore?




Amore. Che cos’ho imparato sull’amore? Quello che ho imparato sull’amore è che l’amore esiste. O forse, più semplicemente, quello che ho imparato e imparo sull’amore è quello che racconto nei miei film, in tutti i miei film. E cioè che non dimentichiamo mai le persone che abbiamo amato, perché rimangono sempre con noi; qualcosa le lega a noi in modo indissolubile, anche se non ci sono più.

Ho imparato che ci sono amori impossibili, amori incompiuti, amori che potevano essere e non sono stati. Ho imparato che è meglio una scia bruciante, anche se lascia una cicatrice: meglio l’incendio che un cuore d’inverno. Ho imparato, e in questo ha ragione mia madre, che è possibile amare due persone contemporaneamente. A volte succede: ed è inutile resistere, negare, o combattere.

Ho imparato che l’amore non è solo sesso: è molto, molto di più. Ho imparato che l’amore non sa né leggere né scrivere. Che nei sentimenti siamo guidati da leggi misteriose, forse il destino o forse un miraggio, comunque qualcosa di imperscrutabile e inspiegabile. Perché, in fondo, non esiste mai un motivo per cui ti innamori. Succede e basta. È un entrare nel mistero: bisogna superare il confine, varcare la soglia. E cercare di rimanerci, in questo mistero, il più a lungo possibile.

Ferzan Ozpetek - Rosso istanbul



domenica 15 febbraio 2015

attrazione

…Non lo dice, neppure a se stessa, ma con Andrea, l’assistente più bravo, c’è da sempre una strana attrazione. Michele è suo marito, certo, e su questo non si discute. E Andrea semplicemente un desiderio, un brivido; no, non un amante, Anna non vuole complicazioni, in ogni caso non con un ragazzo che lavora per lei. Ma le piace sentire il suo sguardo, le piace quando a volte le sfiora la mano, in studio, mostrandole i disegni o passandole le carte. Sente una vibrazione elettrica. E questo le basta, c’è.

Ferzan Ozpetek , Rosso istambul, pag 22

Abbandono

…Poi Anna aveva deciso di allontanare ogni domanda, di non pensare più a nulla, di rinunciare al bisogno di controllo a cui non era stata capace di sottrarsi neppure nei momenti di maggiore intimità con suo marito….

…Adesso era in alto mare, senza radar, senza sapere bene la posizione sulla mappa. Ma non si sentiva affogare, nuotava e basta. Viveva un interminabile presente: il passato non contava, e nemmeno il futuro sembrava avere più alcuna importanza.

Per la prima volta lasciava che il suo corpo si abbandonasse, e che le dita e le labbra di Murat l’aiutassero a scoprire contorni ancora inesplorati. Era un brivido sul collo, che le scendeva attraverso la schiena, un lento finire nel piacere di tutte le parti del suo corpo, che sembravano risvegliarsi da un lungo torpore, proprio come accade ai fiori all’alba. E mentre cedeva all’abbandono scopriva una nuova Anna riflessa negli occhi di Murat.

Ferzan Ozpetek, Rosso Istambul, pag 90

la bellezza della seduzione

Perché poi, quasi senza deciderlo, è finita altrove, complice uno sguardo ricambiato un po’ più a lungo, un sorriso appena più insistente degli altri, una mano che l’ha sfiorata in modo diverso, più morbido. Come è successo? Quando la semplice curiosità è diventata desiderio? Quando la simpatia è diventata seduzione? Non lo sa, non sa come sia successo, ma una sera, quasi senza accorgersene, è “scivolata” tra le braccia di Murat. E’ stato tutto così semplice: prima si sono incontrati gli occhi, poi le mani, da ultime le labbra. E il resto è venuto da solo.
Per Un lunghissimo attimo Anna aveva cercato di resistere, di chiedersi perché, cosa stava facendo, che senso aveva tutto questo……

Ferzan Ozpetek, Rosso Istambul, pag 90

sabato 14 febbraio 2015

disillusione

"dunque è così" pensa. "Ho amato un uomo che mi ero inventata." E scoppia a ridere: un riso amaro, quasi isterico. "Michele, quale Michele. Michele non esiste. Ho amato un uomo che era solo nella mia testa."

 Sorride anche Anna: non ha mai fatto niente di così assurdo, di così inaspettato. Ma forse è arrivato il momento di strapparsi di dosso la sua vita come un vecchio vestito, e ricominciare daccapo

Ferzan Ozpetek, Rosso Istambul, pag 69

tradimento

Una piccola, piccolissima, anzi grandissima parte di lei prega ancora di essersi sbagliata. Spera ci sia una spiegazione, magari assurda e non credibile, ma pur sempre una spiegazione. Che lui si arrampichi sui vetri, che provi a mentire, che dica che non è vero, che racconti una qualsiasi bugia„„

 Lei che ha sempre pensato che un tradimento, si, può capitare, ma un tradimento alla Anna Karenina, una passione che ti fa tremare i polsi, di quelle che ti fanno buttare all’aria tutta la tua vita, non una banale storia di scopate con l’assistente dello studio, così banale che per scoprirlo sarebbe bastato guardare dentro al cellulare.

Ferzan Ozpetek, Rosso Istambul, pag 46

attrazione

“…Non lo dice, neppure a se stessa, ma con Andrea, l’assistente più bravo, c’è da sempre una strana attrazione. Michele è suo marito, certo, e su questo non si discute. E Andrea semplicemente un desiderio, un brivido; no, non un amante, Anna non vuole complicazioni, in ogni caso non con un ragazzo che lavora per lei. Ma le piace sentire il suo sguardo, le piace quando a volte le sfiora la mano, in studio, mostrandole i disegni o passandole le carte. Sente una vibrazione elettrica. E questo le basta, c’è.”

Ferzan Ozpetek , Rosso istambul, pag 22

lui sa esattamente cosa le piace

“Lì aveva capito, ancora una volta, che voleva lui e solo lui; lui perchè sapeva come prenderla, perchè il suo corpo aderiva perfettamente al suo, capiva il suo, senza bisogno di parole. E continuava a piacerle, far sesso con suo marito. Sesso, Anna non usa queste parole, ma è proprio così. Far l’amore, i corpi intrecciati, le carezze in cui perdersi. Michele sa esattamente quello che le piace; sa come toccarla. Le sue mani sanno toccarla, il suo corpo la conosce.”


Ferzan Ozpetek, Rosso Istambul, pag 16

mercoledì 11 febbraio 2015

L'altrove dentro di noi

…Un posto dove sedersi e guardare il tramonto……”
..”O magari l’alba. Un posto dove chiudere gli occhi al sole e lasciare parlare il corpo, e ascoltarlo. E fare l’amore con chi hai voglia di fare l’amore,”
….
"Forse questo posto esiste solo dentro di noi. Ed è li che dobbiamo provare a cercarlo..e se non riusciamo a trovarlo, bisogna inventalo" Perché a volte non serve partire, fuggire. Il vero altrove, spesso è dove già siamo, e  possiamo trovarlo solo se abbiamo la forza di affrontarlo. Muoversi da fermi, accettando la realtà. E solo così cambiarla. Muoversi da fermi, o fare le valigie per il mondo. Un passo dopo l’altro.
Ferzan Ozpetek, Rosso Istambul, pag 110
Il viaggio
Ferzan Ozpetek   •  Fernando Pessoa

gli occhi di chi ha perso qualcuno

"la malinconia che traspare dai suoi occhi mi dice che in questo momento lei si sente sola. Spaventata e sola".
"Sono gli occhi di chi ha perso qualcuno e non sa come non perdere anche se stesso dietro quell’assenza",
Ferzan Ozpetek, Rosso Istambul, pag 108

martedì 10 febbraio 2015

il nido o le geometrie del matrimonio

"ho bisogno di sentirmi protetta"
..Lei, all’alba, è sempre a casa. Era sempre a casa, si corregge. Nell’abbraccio della sua casa, del lavoro, del letto, delle giornate a cui aveva dato una forma precisa, l’unica che la facesse sentire sicura.
Ferzan Ozpetek, Rosso Istambul, pag 107
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...

home