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lunedì 19 novembre 2018

Cosa non muore mai...

Buenas noches

Cosa non muore mai nei nostri modi di vivere e di sognare,
di ricordare e di dimenticare,
di guardare negli abissi
e di farci trascinare negli abissi?


 
Eugenio Borgna
L'attesa e la speranza

domenica 18 novembre 2018

e aspettare è anche guardare

Buenas noches

attendere è aspettare,
e aspettare è anche guardare


 
Eugenio Borgna
L'attesa e la speranza

sabato 20 gennaio 2018

Autostima





Le donne tradiscono per un sacco di motivi, si e` detto, il loro tradimento e` soprattutto strumentale: «Le donne sono infedeli per vendetta, o per puntellare la propria autostima in momenti critici e difficili. Il tradimento femminile di solito e` una forma di comunicazione. Ti tradisco e ti dico: con te mi sto annoiando, non mi sento amata, desiderata, riconosciuta»,
Rossella Nappi
 
Si tradisce quando si è depressi per alzare la propria autostima.
Willy Pasini
 
L’affetto di una persona può sembrarci incomprensibile,
perché non combacia con l’idea che abbiamo di noi stessi.
L’amore è difficile da ricevere se
non siamo convinti di poter essere amati.
Alain de Botton link esterno
 
Apparentemente cerchiamo tutti l’amore, ma una delle cose più difficili è apprezzare qualcuno che ricambia i nostri sentimenti”
Alain de Botton
 
Se abbiamo poca autostima di noi stessi, se siamo convinti di non meritare l'affetto degli altri, allora ci sorprende e ci spaventa e ci annoia se qualcuno ci dedica le sue attenzioni.
Eugenio Borgna link esterno


martedì 4 ottobre 2016

parlarsi





faticoso e febbrile é il lavoro necessario
nel trovare parole che facciano del bene.
Eugenio Borgna *** Parlarsi link esterno
 
"E se vi debbo dire ancora una cosa è questa: non crediate che colui che tenta di confortarvi, viva senza fatica in mezzo alle parole semplici e calme, che qualche volta vi fanno bene. La sua vita reca molta fatica e tristezza e resta lontana ancora da quella meta. Ma se fosse altrimenti egli non avrebbe potuto trovare quelle parole".
Rainer Maria Rilke


martedì 14 giugno 2016

la comunicazione digitale

Eugenio Borgna
Quale è il tempo della comunicazione digitale? Non è il tempo della agostiniana circolarità fra il presente, il passato e il futuro, ma è un tempo che vive in un presente intessuto di istanti, di frammenti, che sono gli uni accostati agli altri, gli uni staccati dagli altri, in un presente che non ha storia, non ha passato, e non ha speranze, non ha futuro, in un presente che è di volta in volta risucchiato nel flusso ininterrotto di comunicazioni che nascono e muoiono, rinascono e scompaiono, senza lasciare tracce durature nella nostra vita interiore e nella nostra memoria vissuta.
 
Il tempo della comunicazione digitale, nelle sue vertiginose dissolvenze, non consente facilmente riflessioni e meditazioni, rielaborazioni e ripensamenti, che richiedono tempi distesi, pause e dilatazioni impossibili nei tempi veloci, anzi velocissimi, delle informazioni digitali. Queste compaiono per un attimo sullo schermo, e poi scompaiono, trascinando con sé risonanze sempre diverse, e non di rado le une in conflitto con le altre, le une inconciliabili con le altre. Il tempo digitale insomma scorre come acqua da una cascata, e lascia appena il tempo alla sua istantanea percezione, e alla sua conseguente sparizione. Non è allora facile parlarsi in questo deserto.
 
Eugenio Borgna

     Sparlarsii


 

venerdì 19 febbraio 2016

la disciplina degli affetti

Non lasciarti imprigionare da nessun affetto. Preserva la tua solitudine. Il giorno, se mai verrà, in cui ti fosse dato un vero affetto, non ci sarebbe opposizione fra la solitudine intima e l’amicizia; anzi tu potrai riconoscerla proprio a quel segno infallibile. Gli altri affetti debbono essere severamente disciplinati
Simone Weil

C’è una solitudine che si costituisce, direi, come una stagione, più o meno breve, della nostra vita nella quale siamo indotti a fuggire dalla esperienza di un mondo che ci sembra divorato dalla follia dell’indifferenza e della distrazione, della banalizzazione delle cose essenziali della vita e della perdita dei valori; ed è la solitudine che si confonde con l’esperienza radicale e inestinguibile dell’amicizia, e che ci assedia con i suoi inesausti orizzonti di senso e con le sue nostalgie laceranti di silenzio. Questa solitudine non può non essere custodita negli abissi del nostro cuore come una esperienza che oltrepassa anche la ragione d’essere dei nostri affetti dei quali rischiamo, ogni volta, di rimanere prigionieri. Solo l’amicizia, considerata da Simone Weil come il modo di essere fondamentale della vita, si può confrontare con la grande solitudine interiore.

Eugenio Borgna La solitudine dell'anima

di Eugenio Borgna vedi anche gli estratti dei libri:
La fragilità che è in noi link esterno
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martedì 16 febbraio 2016

solitudine o isolamento


“Chi mi può incontrare nella mia sofferenza? Tutte le parole che mi sono rivolte risuonano più o meno false. È qualcosa che va al di là delle parole, dei linguaggi. Mi sento solo. Chi è in grado di capire ciò che c’è di unico nel mio dramma interiore, nella mia prova fisica, psichica?

Conosco allora la tentazione di rinchiudermi in questa solitudine. Eppure, nello stesso tempo, una parte di me vorrebbe comunicare. Sono lacerato tra questi due desideri, tirato da una parte all’altra. Quando è molto forte, la sofferenza ci sembra stupida e assurda, come dicono i filosofi”
Xavier Thévenot

La solitudine che può essere, di volta in volta, solitudine interiore, solitudine creatrice, solitudine come apertura all’infinito, e solitudine negativa, solitudine portatrice di angoscia, isolamento, distacco involontario, o intenzionale, dal mondo degli altri e dal mondo delle cose.
Eugenio Borgna La solitudine dell'anima

di Eugenio Borgna vedi anche gli estratti dei libri:
La fragilità che è in noi link esterno
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lunedì 15 febbraio 2016

dolore e sofferenza

“Dolore e sofferenza. Il dolore fa parte del mondo fisico, la sofferenza di quello psichico. Due sfere diverse ma collegate tra loro e interagenti l’una sull’altra. Il dolore può venire localizzato in un punto (mal di testa, mal di pancia), mentre la sofferenza tormenta tutto il nostro essere, ci logora, ci indebolisce e spesso ci degrada. Il dolore è qualcosa che trattiamo come un male naturale, ammissibile, evidente: se una sega ci taglia un dito, è logico che la mano ci faccia male e non ci vediamo nulla di strano. Al dolore si perdona. Non così alla sofferenza. La sofferenza ci appare un’ingiustizia, una disgrazia, un torto immeritato: la nostra prima reazione alla sofferenza è di ribellione, di protesta. La sofferenza ci offende, anzi ci degrada”
Ryszard Kapu´sci´nsk
 
Quando la sofferenza scende nella nostra anima, e ci tortura nelle nostre fibre più nascoste e segrete, lacerandole e spezzandole, essa tende a separarci dal mondo delle persone e delle cose; isolandoci e incrinando, in misure diverse, le nostre relazioni con gli altri.
 
Il senso della sofferenza e delle sofferenze non è facile da rintracciare: c’è una sofferenza inevitabile, e una sofferenza evitabile; c’è una sofferenza che testimonia della fragilità della condizione umana, e una sofferenza che sfugge, o sembra sfuggire, ad ogni significato; c’è una sofferenza leopardianamente radicata nella condizione umana, e una sofferenza che nasce dal cuore di una esperienza psicotica, e che si avvia a inaridirsi quando essa si dissolva; c’è ancora una sofferenza visibile e una sofferenza invisibile.

Eugenio Borgna La solitudine dell'anima

di Eugenio Borgna vedi anche gli estratti dei libri:
La fragilità che è in noi link esterno
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lunedì 25 gennaio 2016

la solitudine e l'amicizia


“Non lasciarti imprigionare da nessun affetto. Preserva la tua solitudine. Il giorno, se mai verrà, in cui ti fosse dato un vero affetto, non ci sarebbe opposizione fra la solitudine intima e l’amicizia; anzi tu potrai riconoscerla proprio a quel segno infallibile. Gli altri affetti debbono essere severamente disciplinati”

Simone weil
la solitudine che si confonde con l’esperienza radicale e inestinguibile dell’amicizia, e che ci assedia con i suoi inesausti orizzonti di senso e con le sue nostalgie laceranti di silenzio. Questa solitudine non può non essere custodita negli abissi del nostro cuore come una esperienza che oltrepassa anche la ragione d’essere dei nostri affetti dei quali rischiamo, ogni volta, di rimanere prigionieri. Solo l’amicizia, considerata da Simone Weil come il modo di essere fondamentale della vita, si può confrontare con la grande solitudine interiore.

Eugenio Borgna La solitudine dell'anima


di Eugenio Borgna vedi anche gli estratti dei libri:
La fragilità che è in noi link esterno
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domenica 24 gennaio 2016

E, nell’isolamento, si diviene estranei a se stessi e agli altri


Udivo come non avessi orecchi.
Ma una parola viva
fino a me venne dalla vita:
compresi allora di udire.
Vedevo come se i miei occhi
a un altro appartenessero, finché
venne qualcosa – e so che fu la luce,
perché perfettamente li appagava.
Vivevo come se io non vi fossi,
vi fosse solo il mio corpo,
finché una forza mi scoperse
e rimise al suo posto la mia essenza.
Si rivolse lo spirito alla polvere:
“Tu mi conosci, vecchia amica’.
E il tempo uscì per dare la notizia
ed incontrò l´eternità.

Emily Dickinson
Nella tendenza al dilagare di una solitudine svuotata di interiorità, di una condizione di vita amputata e inaridita quale è quella dell’isolamento, riconoscerei uno dei pensieri dominanti della società di oggi: divorata dall’individualismo e dalla separatezza, dalla negazione del dialogo e della comunicazione autentica, dal silenzio ghiacciato del cuore.
 
Quando questo avviene, certo, non ci è più possibile realizzare il nostro destino: quello di essere in relazione, in dialogo e in comunione, gli uni con gli altri.
 
E, nell’isolamento, si diviene estranei a se stessi e agli altri: non si riconoscono più i nostri volti, e nemmeno quelli degli altri, finendo con l’essere, in qualche modo, stranieri non solo in patria ma in famiglia.

Eugenio Borgna La solitudine dell'anima


di Eugenio Borgna vedi anche gli estratti dei libri:
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