Wallace Stevens
E la miseria della terra, la cosa in petto, La donna nemica, il luogo insensato, Diventano una cosa sola, sicura e vera.
MONDO SENZA PECULIARITÀ
Il giorno è grande e forte – Ma suo padre, che era forte, ora giace Nella miseria della terra. Niente potrebbe essere più quieto Della luna che trascorre lenta nella notte. Ma quel che era sua madre torna e gli piange in petto. Il rosso maturo delle foglie è pregno Delle spezie della rossa estate – Ma colei che amava si raffredda al tocco suo leggero. A che serve che la terra sia giustificata, In sé completa e di per sé finita, In sé abbastanza? È la terra l’umanità… Lui il figlio inumano e lei, Lei la madre fatale, che lui non conosce. Lei è il giorno, il cammino della luna Tra le spezie mozzafiato e talvolta Anche lui è umano e la differenza scompare E la miseria della terra, la cosa in petto, La donna nemica, il luogo insensato, Diventano una cosa sola, sicura e vera.Wallace Stevens
DUE FIGURE NELLA DENSA LUCE VIOLA
Tanto varrebbe essere abbracciati dal portiere dell’albergo
Che non ottenere nulla dal chiaro di luna
Se non la tua mano umida.
Sii la voce della notte e della Florida nelle mie orecchie
Usa parole cupe e immagini cupe.
Oscura il tuo linguaggio
Parla, ancora, come s’io non t’udissi parlare,
Ma parlassi per te perfettamente nei miei pensieri,
Concependo parole,
Come la notte concepisce nel silenzio i suoni del mare,
E con il sussurro delle loro sibilanti compone
Una serenata.
Di’, puerile, che le poiane posano sul palo della tenda
E dormono con un occhio aperto sopra le stelle che cadono
Dietro Key West.
Di’ che le palme sono chiare in un azzurro assoluto,
Sono chiare e sono oscure; che è notte;
Che risplende la luna.
Wallace Stevens