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mercoledì 24 gennaio 2018

un chiodo insanguinato confitto direttamente nel mio cervello


Con le orecchie mogie mogie - 2
Non posso dimenticare con quanto sadismo ho preso in giro mia sorella finché siamo stati piccoli, con quanto dispotismo mi sono rapportato agli animali in casa nostra. Questo per restare nell'ambito delle cose comunque confessabili pubblicamente, visto che le altre non riesco ad ammetterle nemmeno a me stesso.
 
Ho avuto una volta una gattina particolarmente delicata (il suo ricordo mi angustia forse più di ogni altro), la vedo ancora adesso davanti agli occhi (....) L'avevo raccolta per strada quando aveva appena poche settimane. Era cresciuta in casa con noi. Se pure l'uscio di casa era aperto, non osava fare nemmeno un passo fuori. Aveva circa cinque mesi, se ben ricordo, quando rosicchiò il dorso di un libro o qualcosa del genere, il che mi fece oltremodo infuriare. La presi per la collottola e, con solo le pantofole, uscii con lei sul pianerottolo. Chiamai l'ascensore. Quando vi entrai con lei, la gatta prese a urlare con un verso straziante, simile a un bimbo terrorizzato. Ma questo non mi fece cambiare decisione. Sono andato con lei sul retro dell'edificio e le ho restituito la sua libertà. È rimasta attaccata alle mie gambe. Ho battuto più volte i piedi per terra per al-lontanarla e soltanto allora, miagolando disperatamente, si è infilata sono una vettura Dacia.
 
Me ne sono tornato a casa agitato, ma comunque col cuore di pietra. Sapevo benissimo che lei, una gattina domestica, non aveva alcuna possibilità di sopravvivere fuori casa e che, di fatto, era come se l'avessi ammazzata con le mie mani. Ma gli occhi della mente non mi si erano, a quell'epoca, ancora aperti. Ora so che un'azione siffatta basta da sola a imbrattare la vita di un uomo. Questa gatta, che ho poi cercato per settimane, ma che non ho mai più ritrovato, è oggi un chiodo insanguinato confitto direttamente nel mio cervello. E ci fosse lei soltanto!

Mircea Cartarescu
Perchè amiamo le donne ( racconti) - [Con le orecchie mogie mogie]
 

martedì 23 gennaio 2018

essere cattivi, intrinsecamente e al di là di ogni altra cosa.


Con le orecchie mogie mogie


Il racconto che segue giace sepolto nelle profondità del tempo. Avevo all'epoca ventisei anni e credevo sinceramente di non avere fatto, fino ad allora, nessuna cattiva azione nella mia vita. Quel che è molto più triste è l'essere rimasto convinto ancora di questa idiozia pressapoco per i dieci anni successivi, a riprova della difficoltà con cui sono ma-turato, e del notevole sforzo con cui ho iniziato infine a capire, in qualche misura, cosa accade intorno a me e con me stesso.
 
Ora, a distanza di altri dieci anni, so che la mia vita è stata, in realtà, una lunga sequenza di crudeltà, indifferenza, incomprensioni, cattiverie per il gusto della cattiveria e cretinate per il gusto della cretinata, come sono, forse, le vite della maggior parte di noi. Oggi so che essere maturo, essere appieno un uomo, non significa altro che comprendere di essere cattivi, intrinsecamente e al di là di ogni altra cosa.
 
Da qualche anno a questa parte non posso dormire di notte e non posso concentrarmi di giorno sulle mie faccende perché mi rimbalzano di continuo nella memoria immagini vive del passato, le mie più penose, più vergognose, più dolorose esperienze. Alcune sono davvero insopportabili, mi scopro a strizzare gli occhi e a fare gesti come se volessi allontanarle con la mano per sfuggire loro, per non vedere più il mio animo fatto a pezzi.
 
No, non ho ammazzato nessuno, non ho violentato e non ho rapinato, non ho sbattuto nessuno in galera, ma questo non significa che non abbia provocato ad altri, il più delle volte a persone care, tantissima sofferenza.

Mircea Cartarescu
Perchè amiamo le donne ( racconti) - [Con le orecchie mogie mogie]
 

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