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giovedì 21 giugno 2018

ci sono giorni

Eugenio De Andrade

Allora si apre un sorriso
su un’estate lontana.
E dura, dura ancora.

ci sono giorni
Ci sono giorni in cui crediamo
che tutto lo schifo del mondo ci cada
addosso. Poi
usciamo sul balcone e vediamo
i bambini correre cantando
lungo il molo.
Non conosco i loro nomi. Uno
o l’altro mi assomiglia.
Voglio dire: somiglia a quello che fui
quando divenni
luminosa presenza della grazia
o dell’allegria.
Allora si apre un sorriso
su un’estate lontana.
E dura, dura ancora.

Eugenio De Andrade


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sabato 18 febbraio 2017

Le parole

Eugenio De Andrade

Sono come un cristallo,
le parole.
Alcune, un pugnale,
un incendio.
Altre,
rugiada appena.

Le parole

Sono come un cristallo,
le parole.
Alcune, un pugnale,
un incendio.
Altre,
rugiada appena.

Segrete vengono, piene di memoria.
Insicure navigano:
barche o baci,
agitano le acque.

Abbandonate, innocenti,
leggere.
Tessute sono di luce
e sono la notte.
E persino pallide
ricordano ancora verdi paradisi.

Chi le ascolta? Chi
le raccoglie, così,
crudeli, disfatte,
nei loro gusci puri?



 AS PALAVRAS

São como um cristal,
as palavras.
Algumas, um punhal,
um incêndio.
Outras,
orvalho apenas.

Secretas vêm, cheias de memória.
Inseguras navegam:
barcos ou beijos,
as águas estremecem.

Desamparadas, inocentes,
leves.
Tecidas são de luz
e são a noite.
E mesmo pálidas
verdes paraísos lembram ainda.

Quem as escuta? Quem
as recolhe, assim,
cruéis, desfeitas,
nas suas conchas puras?   


Eugenio De Andrade

Le poesie di Eugenio De Andrade

Eugenio De Andrade - Poesie




Eugénio de Andrade è nato nel 1923 a Póvoa da Atalaia, piccolo borgo della Beira Baixa, all'interno del Portogallo, ed è scomparso di recente, a ottantadue anni, nella sua casa di Oporto, il 13 giugno 2005. Ha avuto un'infanzia povera nella quale, di abbondante, c'era soltanto il vento, la luce, gli alberi, l'azzurro del cielo, l'immanenza delle cose concrete e essenziali. È un mondo in cui il bianco abbagliante dei muri si interseca con le forme ardite dei tronchi d'ulivo, elementi di una geografia spiccatamente mediterranea che entra con prepotenza nell'architettura dei suoi versi, versi spogli e severi come il paesaggio della sua terra, ma illuminati da intuizioni folgoranti che sembrano sgorgare direttamente dall'inconscio.

Poeta dell'amore, è stato definito più volte. Ed effettivamente l'Eros occupa una parte importante nella sua opera, un Eros spontaneo e solare. Il rilievo che il corpo assume in questa poesia rivela il desiderio profondo di ridare dignità a ciò che nell'uomo è stato disprezzato e vituperato da sempre: la gioia dei corpi, la sensualità, la passione concreta per le cose terrene, il miracolo dell'incontro profondo e misterioso fra due esseri. Nella sua poesia il corpo, limpido ed apollineo, diventa quasi un'anima carnale: si cancella il dualismo caratteristico della nostra cultura cattolico-occidentale e l'uomo risorge integro, nella sua dimensione assoluta. Poesia intensamente terrena (oserei dire disperatamente terrena, se ciò non fosse fuori luogo in questa poetica di equilibrio), quasi da diventare metafisica del fisico, parola che si fa corpo e corpo che si smaterializza in parola. Per Eugénio de Andrade l'atto poetico è "l'impegno totale dell'essere per la sua rivelazione". L'ansia di riscatto dell'uomo totale, pertanto, la fedeltà assoluta alla vita, il desiderio di esprimere una coscienza - coscienza infelice - del mondo, è ciò che più contraddistingue questo grande lirico.

Il volto originale della sua poesia sta probabilmente anche nel sincretismo delle sue radici, nelle fonti molteplici alle quali ha attinto, dai classici greci - sopratutto Esiodo, Omero, Sofocle e Saffo - alla tradizione lirica medioevale gallego-portoghese, passando attraverso la componente ispanica (la nonna materna era spagnola), in particolare García Lorca, Antonio Machado, Vicente Aleixandre, Luis Cernuda, fino ai più importanti lirici portoghesi quali Luís de Camões, Camilo Pessanha, António Nobre, Casais Monteiro, Fernando Pessoa.
 
Dalla pubblicazione del libro As mãos e os frutos, nel 1948, assistiamo ad un crescendo di rigore e depurazione linguistica che lo portano, in certi momenti, quasi alle soglie del silenzio, ai versi ridotti all'osso. Ma la parola è sempre limpida e immediata, quelle stesse parole nude e dirette - afferma il poeta - del cerimoniale arcaico della comunicazione delle prime necessità del corpo e dell'anima. E tuttavia è una poesia estremamente raffinata e di grande ricchezza verbale e musicale, segnata da una polifonia ritmica pari solo, in lingua portoghese, a quella di Camilo Pessanha. Fra l'altro, Eugénio de Andrade ha coltivato, con uguale sobrietà e maestria, anche il poème en prose.
 
La sua bibliografia comprende più di venti libri di poesia, due di prosa, un libro per l'infanzia, diverse opere di traduzione. È uno dei poeti portoghesi contemporanei di maggiore notorietà e ciò si deve anche all'immediatezza del suo mezzo espressivo. È stato tradotto in inglese, tedesco, italiano, spagnolo, francese, olandese, ceco, rumeno.

Fili d'aquilone

venerdì 8 luglio 2016

TO A GREEN GOD

Eugenio De Andrade

Sorrideva come chi danza.

TO A GREEN GOD
Portava con sé la grazia
delle fonti quando fa notte.
Era il corpo come un fiume
in serena sfida
con i margini quando cala.

Camminava come chi passa
senza aver tempo di fermarsi.
Erbe crescevano dai passi,
crescevano tronchi dalle braccia
quando le alzava in aria.

Sorrideva come chi danza.
E sfogliava al danzare
il corpo, che gli tremava
in un ritmo che lui sapeva
che gli dei devono usare.

E seguiva il suo cammino,
perché era un dio che passava.
Estraneo a tutto ciò che vedeva,
avvinto nella melodia
di un flauto che suonava.



TO A GREEN GOD

Trazia consigo a graça
das fontes quando anoitece.
Era o corpo como um rio
em sereno desafio
com as margens quando desce.

Andava como quem passa
sem ter tempo de parar.
Ervas nasciam dos passos,
cresciam troncos dos braços
quando os erguia no ar.

Sorria como quem dança.
E desfolhava ao dançar
o corpo, que lhe tremia
num ritmo que ele sabia
que os deuses devem usar.

E seguia o seu caminho,
porque era um deus que passava.
Alheio a tudo o que via,
enleado na melodia
de uma flauta que tocava.


Eugenio De Andrade

giovedì 7 luglio 2016

Impetuoso, il tuo corpo è come un fiume

Eugenio De Andrade

Se ascolto, sento solo il tuo rumore. Di me, neanche il segno più breve.

IMPETUOSO IL TUO CORPO È COME UN FIUME


Impetuoso, il tuo corpo è come un fiume
in cui il mio si perde.
Se ascolto, sento solo il tuo rumore.
Di me, neanche il segno più breve.

Immagine dei gesti che tracciai,
irrompe puro e completo.
Per questo, fiume fu il nome che gli diedi.
E in esso il cielo diventa più vicino.



 IMPETUOSO O TEU CORPO É COMO UM RIO

Impetuoso, o teu corpo é como um rio
onde o meu se perde.
Se escuto, só oiço o teu rumor.
De mim, nem o sinal mais breve.

Imagem dos gestos que tracei,
irrompe puro e completo.
Por isso, rio foi o nome que lhe dei.
E nele o céu fica mais perto.  



Eugenio De Andrade

mercoledì 6 luglio 2016

quasi niente

Eugenio De Andrade
perché ignora
che le mattine più limpide
non hanno voce.

QUASI NIENTE

L'amore
è un uccello tremante
nelle mani di un bambino.
Si serve di parole
perché ignora
che le mattine più limpide
non hanno voce.




 QUASE NADA


O amor
é uma ave a tremer
nas mãos duma criança.
Serve-se de palavras
por ignorar
que as manhãs mais limpas
não têm voz.



Eugenio De Andrade

martedì 5 luglio 2016

Vedere Chiaro

Eugenio De Andrade

Tutta la poesia è luminosa, persino
la più oscura.

VEDERE CHIARO
Tutta la poesia è luminosa, persino
la più oscura.
È il lettore che ha talvolta,
al posto del sole, nebbia dentro di se.
E la nebbia non permette mai di vedere chiaro.

Se ritornerà
un'altra volta e un'altra volta
e un'altra volta
a queste sillabe infiammate
rimarrà cieco da tanto chiarore.
Sia felice se arriverà.




VER CLARO

Toda a poesia è luminosa, até
a mais obscura.
O leitor é que tem às vezes,
em lugar do sol, nevoeiro dentro de si.
E o nevoeiro nunca deixa de ver claro.

Se regressar 
outra vez e outra vez
e outra vez
a essas sílabas acesas
ficará cego de tanta claridade.
Abençoado seja se lá chegar.


Eugenio De Andrade

lunedì 4 luglio 2016

tutta la poesia è luminosa

EUGÉNIO DE ANDRADE


Tutta la poesia è luminosa, persino
la più oscura.
EUGÉNIO DE ANDRADE
    


 

giovedì 26 febbraio 2015

IMPETUOSO IL TUO CORPO È COME UN FIUME

IMPETUOSO IL TUO CORPO È COME UN FIUME

Impetuoso, il tuo corpo è come un fiume
in cui il mio si perde.
Se ascolto, sento solo il tuo rumore.
Di me, neanche il segno più breve.

Immagine dei gesti che tracciai,
irrompe puro e completo.
Per questo, fiume fu il nome che gli diedi.
E in esso il cielo diventa più vicino.

***

IMPETUOSO O TEU CORPO É COMO UM RIO

Impetuoso, o teu corpo é como um rio
onde o meu se perde.
Se escuto, só oiço o teu rumor.
De mim, nem o sinal mais breve.

Imagem dos gestos que tracei,
irrompe puro e completo.
Por isso, rio foi o nome que lhe dei.
E nele o céu fica mais perto.


EUGÉNIO DE ANDRADE
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