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mercoledì 4 settembre 2019

altra rosa

Giovanna Bemporad
Mi tenta ogni tuo petalo concluso
nel giro di una linea sensitiva,
mollemente incurvato e pieno d'ombra.

ALTRA ROSA

 
China sul margine del tuo segreto,
o rosa in veste diafana, mollezza
di corpo ignudo, incrollabile tempio
che in vigilanza d'amore mi tieni,
non so di che rilievi si componga
la tua bellezza. E all'onda dei profumi
che col ritmo di un alito tu esali
misuro il tuo pallore e il mio languore.
Mi tenta ogni tuo petalo concluso
nel giro di una linea sensitiva,
mollemente incurvato e pieno d'ombra.
 
Giovanna Bemporad


mercoledì 28 settembre 2016

O vento

Giovanna Bemporad

Forse è quest’ombra tragica sospesa
sul ciglio della notte che fa illusi
gli uomini di conoscersi e di amarsi,

O vento

O vento che commemori passate
moltitudini e fasti inceneriti,
o tempo contro cui non c’è riparo:
mi riduco al silenzio, nell’attesa
purissima dell’ombra che già stende
sui vivi un lembo della notte eterna.
Forse è quest’ombra tragica sospesa
sul ciglio della notte che fa illusi
gli uomini di conoscersi e di amarsi,
naufraghi nel silenzio dei millenni.
 
Giovanna Bemporad


martedì 27 settembre 2016

l'attesa

Giovanna Bemporad

In solitudine confusa,
dimentico tra me ch’ella è partita
e al luogo del convegno aspetto sola.

L’attesa

È quasi l’ora, e io esco all’aperto.
Dolce notte! perché dunque mi struggo?
E come il cielo è purissimo e calmo!

Conduci al convegno quella ch’io amo
e non trapassi inconsumata l’ora
o notte.

           In solitudine confusa,
dimentico tra me ch’ella è partita
e al luogo del convegno aspetto sola.

 
Giovanna Bemporad


lunedì 26 settembre 2016

Più non sorga il domani

Giovanna Bemporad

Più non sorga il domani: eterna e chiara
sia questa notte; in me dilaga il sole.

Più non sorga il domani: eterna e chiara
sia questa notte; in me dilaga il sole.
È sogno o realtà l’ombra che illumina
la stanza vuota? Lenta batte l’ora
sull’estasi notturna. Aspetto insonne
che il giorno la sua immagine mi porti
mentre dalle mie braccia fugge timida
quasi del primo albore, assecondando
il sogno di chi muore ebbro di luce.
Giovanna Bemporad


sabato 24 settembre 2016

Viva in me geme la tua carne

Giovanna Bemporad

Vorrei perdermi in te, con braccia ardenti
stringerti esangue, fiore che tra i fiori
recisi dei suoi petali si spoglia.

Viva in me geme la tua carne
Viva in me geme la tua carne, palpita
gonfia ogni vena. Il tuo fiato respiro
come l’ombra il silenzio. Azzurro cielo
è nelle tue carezze, o donna; e mani
che il sudore non sanno e i vili abbracci
porto al giardino chiuso del mio cuore.
Vorrei perdermi in te, con braccia ardenti
stringerti esangue, fiore che tra i fiori
recisi dei suoi petali si spoglia.
Perché, perché l’ora non fugge? Strazio
non voglio fare del tuo corpo, o donna;
ma forse piace al tuo candore il sangue.
Giovanna Bemporad


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