Rafael Alberti - Poesie- Ritorno dell’amore nei vividi paesaggi
- Ballata di ciò che disse il vento
- Ritorno dell’amore sulle sabbie
Crediamo, amore mio, che quei paesaggi si sono addormentati o sono morti con noi nel tempo, nel giorno in cui vi abitavamo; che gli alberi perdono la memoria e le notti se ne vanno, lasciando all’oblio ciò che le hanno rese belle e forse immortali. Ma basta il più lieve palpito di una foglia, una stella cancellata che respira all’improvviso, per vederci ugualmente lieti di occupare i luoghi che ci tennero uniti. Ed ecco ti svegli oggi, amore mio, al mio fianco, tra i frutici di ribes e le fragole nascoste al riparo del forte cuore dei boschi. Là c’è l’umida carezza della rugiada, le polveri delicate che rinfrescano il tuo giaciglio, gli elfi felici di ornare le tue lunghe chiome e i misteriosi alti scoiattoli che versano sul tuo sonno il minuto verde dei rami. Sii felice, foglia, sempre: che tu non abbia mai l’autunno, foglia che mi hai portato col tuo lieve tremito l’aroma di tanta cieca età luminosa. E tu, stellina smarrita, che mi apri le intime finestre delle mie notti più giovani, non cessare mai la tua luce sopra le tante alcove che all’alba ci addormentavano, e su quella biblioteca con la luna e quei libri dolcemente caduti, e sui vigili boschi che destati cantavano per noi.Rafael Alberti

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Ballata di ciò che disse il vento L’eternità potrebbe essere benissimo solamente un fiume essere un cavallo dimenticato e il tubare di una colomba smarrita. Quando l’uomo si allontana dagli uomini, viene il vento che subito gli dice altre cose, aprendogli le orecchie e gli occhi ad altre cose. Oggi mi sono allontanato dagli uomini, e solo, in questo baratro, a lungo guardavo il fiume e ho visto soltanto un cavallo e ho udito solamente il tubare di una colomba smarrita. E il vento allora si è avvicinato, come di sfuggita, e mi ha detto: L’eternità potrebbe essere benissimo solamente un fiume, essere un cavallo dimenticato e il tubare di una colomba smarrita.Rafael Alberti

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Ritorno dell’amore sulle sabbie Stamane, amore, abbiamo vent’anni. Vanno volutamente piano, intrecciandosi, le nostre ombre scalze per la strada tra i giardini, che oppongono agli azzurri del mare i loro verdi. Tu sei sempre un’apparizione, sei la luce giunta una buia sera, quando il giovane senza meta dalla città ritarda, pensoso, di proposito il suo ritorno a casa. Tu sei sempre quella che al mio fianco va cercando il segreto declivio delle dune, il recondito pendio della sabbia, il celato canneto che crea cortine agli occhi marini del vento. Là sei, là sono davanti a te, controllando l’alta temperatura delle onde felici, il cuore del mare ciecamente sorto, morendo in frammenti di dolce sale e di spume. Poi, tutto ci guarda allegro, sulle rive. I castelli in rovina sollevano i loro merli, le alghe ci offrono corone e le vele, preso il volo, vogliono cantare al di sopra delle torri. Stamane, amore, abbiamo vent’anni.Rafael Alberti

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