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domenica 26 maggio 2024

E’ così impaziente che non ho neanche il tempo di spogliarmi


ANAÏS NIN & HENRY MILLER




“Andiamo all’albergo. Henry vuole che parli io con la portiera. Le chiedo la stanza numero tre. Lei dice che sono trenta franchi. “Ce la darà per venticinque”, ribatto io. E prendo la chiave dal banco. M’incammino su per le scale. Henry mi ferma a mezza strada per baciarmi. Siamo nella stanza. Con la sua calda risata mi dice: “Anais, sei un diavolo.” Io non dico niente. E’ così impaziente che non ho neanche il tempo di spogliarmi. E qui vacillo, a causa dell’inesperienza, abbacinata dall’intensità di quelle ore. Ricordo solo la voracità di Henry, la sua energia, la sua scoperta delle mie natiche, che trova bellissime, e lo scorrere del miele, il parossismo di gioia, ore ed ore di coito. L’eguaglianza! […] Henry grida: dimmi, dimmi quello che senti. E io non posso. Ho il sangue agli occhi, alla testa.”

Henry e June, 1931- 1932


sabato 25 maggio 2024

Anais, ho intenzione di aprirti fin le budella


ANAÏS NIN & HENRY MILLER




“Quando torni ti organizzerò una festa letterario – chiavatoria, il che significa scopare e parlare e parlare e scopare, e tra l’ una e l’ altra attività una bottiglia di Anjou oppure un Vermouth Cassis. Anais, ho intenzione di aprirti fin le budella. Dio mi perdoni se questa lettera dovesse essere aperta per errore. Non posso farne a meno. Ti voglio. Ti amo. Per me sei cibo e bevanda, sei il maledetto motore di tutto. Starti sopra è una cosa, ma venirti vicino è un’altra […]. Ti amo come sei, amo i tuoi fianchi, il pallore dorato, la curva delle tue natiche, i tuoi succhi.”

Storia di una passione. Lettere” (1932-1953.


lunedì 7 agosto 2017

sono una persona emotiva



“Sono una persona emotiva che comprende la vita solo poeticamente, musicalmente, nella quale i sentimenti sono molto più forti di qualsiasi ragione. Sono così assetata di meraviglia che solo lo straordinario ha potere di su me. Tutto ciò che non riesco a trasformare in qualcosa di straordinario, lo lascio andare. La realtà non m’impressiona.

Credo solamente nell’ebrezza, nell’estasi, e quando la vita ordinaria mi vincola fuggo, in un modo o in un altro
 
Anais Nin


sabato 17 ottobre 2015

Se in una donna l’erotico e il tenero si mescolano




@8papere Se in una donna l’erotico e il tenero si mescolano danno origine a un legame potente, quasi una fissazione Anaïs Nin


venerdì 12 giugno 2015

la trappola delle emozioni



"Noi non vediamo le cose come sono.
Noi vediamo le cose come siamo"
Anaïs Nin


io voglio vederti sempre come sei
non importa se il dolore mi stringe la gola o
se la gioia inumidisce i miei occhi


Juan Pedroso




venerdì 22 maggio 2015

Componenti intellettuali, fantasiose, romantiche, emotive.



Caro collezionista

Noi la odiamo. Il sesso perde ogni potere quando diventa esplicito, meccanico, ripetuto, quando diventa un’ossessione meccanicistica. Diventa una noia. Lei ci ha insegnato più di chiunque altro quanto sia sbagliato non mescolarlo all’emozione, all’appetito, al desiderio, alla lussuria, al caso, ai capricci, ai legami personali, a relazioni più profonde che ne cambiano il colore, il sapore, i ritmi, l’intensità. Lei non sa cosa si perde con il suo esame al microscopio dell’attività sessuale, con l’esclusione degli aspetti che sono il carburante che la infiamma.

Componenti intellettuali, fantasiose, romantiche, emotive. Questo è quel che conferisce al sesso la sua struttura sorprendente, le sue trasformazioni sottili, i suoi elementi afrodisiaci. Lei sta rimpicciolendo il mondo delle sue sensazioni. Lo sta facendo appassire, morir di fame, ne sta prosciugando il sangue. Se lei nutrisse la sua vita sessuale con tutte le emozioni e le avventure che l’amore inietta nella sessualità sarebbe l’uomo più potente del mondo. La fonte del potere sessuale è la curiosità, la passione. Lei sta lì a guardare questa fiammella morire d’asfissia. Il sesso non prospera nella monotonia. Senza sentimento, invenzioni, stati d’animo, non ci sono sorprese a letto.

Il sesso deve essere annaffiato di lacrime, di risate, di parole, di promesse, di scenate, di gelosia, di tutte le spezie della paura, di viaggi all’estero, di facce nuove, di romanzi, di racconti, di sogni, di fantasia, di musica, di danza, di oppio, di vino. …….. Ci sono tanti sensi minori, che buttano come tanti affluenti nel fiume del sesso, arricchendolo. Solo il battito unito del sesso e del cuore può creare l’estasi.

Anais Nin

Io mi sdraierò sul pavimento e tu verrai ad accucciarti sopra di me



Egli le toccò la gola e attese. Voleva essere sicuro che dormisse. Poi le toccò i seni e Bijou non si mosse. Con cautela e destrezza Le accarezzò il ventre e con la pressione del dito spinse la seta nera del vestito in modo da sottolineare la forma delle gambe e lo spazio tra di loro. Dopo aver dato forma a questa valle, continuò ad accarezzarle le gambe, senza però toccargliele sotto il vestito. Poi si alzo silenziosamente dalla seggiola, andò ai piedi del divanetto, e si inginocchiò. Bijou sapeva che, in questa posizione, poteva guardarle sotto il vestito e vedere che non portava niente. L'uomo guardò a lungo.

Poi sentì che le sollevava leggermente l'orlo della gonna, per poter vedere di più. Bijou si era allungata tutta sul divano con Le gambe leggermente divaricate. E ora si scioglieva sotto il tocco e gli sguardi di lui. Com'era bello sentirsi guardare, mentre fingeva di dormire, e sentire che l'uomo era completamente libero. Sentì che la seta veniva sollevata, le gambe scoperte. E lui le guardava.

Con una mano gliele accarezzava dolcemente, lentamente, godendosele senza problemi, sentendo le linee armoniose, i lunghi passaggi serici che salivano sotto il vestito. Era difficile per Bijou rimanere assolutamente immobile. Avrebbe voluto aprire di più le gambe. Come si muoveva lenta la mano di lui. La sentiva seguire i contorni delle gambe, soffermarsi sulle curve, fermarsi sul ginocchio, poi continuare. Poi si interruppe, proprio prima di toccarle il sesso. L'uomo probabilmente Le aveva guardato il viso per vedere se era profondamente ipnotizzata. Poi, con due dita, incominciò a toccarle il sesso, a palparlo.

Quando sentì il miele che affluiva lentamente, egli nascose la testa sotto la gonna, si nascose tra le sue gambe, e incominciò a baciarla. La sua lingua era lunga e agile, penetrante. Bijou dovette trattenersi dallo spostarsi verso la sua bocca vorace.

La piccola lampada emanava una luce così tenue, che Bijou si azzardò a socchiudere gli occhi. L'uomo aveva ritirato la testa da sotto la gonna e si stava togliendo lentamente i vestiti. Era in piedi accanto a lei, magnifico, alto, simile a un re africano, con gli occhi brillanti, i denti scoperti, la bocca umida.

Non muoverti, non muoverti, se vuoi che faccia tutto quel che vuole. Cos'avrebbe fatto un uomo a una donna ipnotizzata, che non doveva intimorire o compiacere in alcun modo?

Nudo, egli torreggiò su di lei e, circondandola con entrambe le braccia, la rigirò delicatamente. Ora Bijou gli offriva le sue natiche sontuose. Egli le sollevò il vestito e le allargò i due monti. Fece una pausa, per riempirsi gli occhi. Le sue dita erano sicure, calde, mentre le apriva la carne. Si piegò su di lei e incominciò a baciarle la fessura. Poi Le fece scivolare le mani intorno al corpo e la sollevò verso di se, in modo da poterla penetrare da dietro. All'inizio trovò solo l'apertura del culo, troppa piccola e stretta per potervi entrare, poi trovò l'apertura più larga. Ondeggiò dentro e fuori di lei per un momento, poi si interruppe.

La rivoltò di nuovo, in modo da potersi vedere mentre la prendeva da davanti. Le sue mani cercarono i seni sotto il vestito e li schiacciarono con carezze violente. Il suo sesso era grosso e la riempiva completamente. Lo introdusse con tanta violenza che Bijou temette di avere un orgasmo e di tradirsi. Voleva prendersi il suo piacere senza che lui lo sapesse. Lui la eccitò talmente con il suo ritmo sessuale incalzante che, quando scivolò fuori per accarezzarla, lei sentì arrivare l'orgasmo. Ora tutto il suo desiderio era teso a provare un nuovo orgasmo. Egli cercò di spingerle il sesso nella bocca semiaperta e Bijou si trattenne dal reagire e aprì solo un po' di più la bocca. Impedire alle sue mani di toccarlo, impedire a se stessa di muoversi, era per lei un grande sforzo. E tuttavia voleva provare ancora quello strano piacere di un orgasmo rubato, come lui provava il piacere di quelle carezze rubate.

La passività di Bijou lo spinse all'orlo del parossismo. Ormai aveva toccato il suo corpo dappertutto, l’aveva penetrata in tutti i modi possibili, ed ora si sedette sui ventre di lei e le spinse il sesso tra i due seni, stringendoseli intorno mentre si muoveva. Bijou sentiva i suoi peli che strusciavano contro di lei.

E finalmente perse il controllo. Aprì contemporaneamente la bocca e gli occhi. L'uomo grugnì di piacere, le premette la bocca contro la sua e si struscio contro di lei con tutto il corpo. La lingua di Bijou batteva contro la bocca di lui, mentre le morsicava le labbra.

All'improvviso egli si interruppe per chiederle: "Vuoi fare una cosa per me?" Bijou annuì.

"Io mi sdraierò sul pavimento e tu verrai ad accucciarti sopra di me, e mi lascerai guardare sotto il vestito." Egli si allungò sul pavimento e Bijou si accovacciò sopra di lui, reggendo il vestito in modo che poi cadesse coprendogli la testa. Egli le prese le natiche tra le mani come un frutto e le passò la lingua tra i due monti, più volte. Poi le accarezzo il clitoride, il che fece ondeggiare Bijou avanti e indietro. La lingua di lui sentiva ogni reazione, ogni contrazione. Piegandosi su di lui, essa vide il suo pene eretto vibrare a ogni gemito di piacere.

Anais Nin - il delta di venere





Quando tornerai ti farò una festa letteraria e scopereccia –il che significa scopare e parlare e scopare. Anais , ti spalancherò il ventre. Dio mi perdoni se questa lettera dovesse venire aperta per sbaglio. Non posso farci niente. Ti voglio. Ti amo. Per me sei cibo e bevanda, sei il maledetto motore di tutto, per così dire. Starti sopra è una cosa, ma venirti vicino è un’altra. Io mi sento vicino a te, mi sento tutt’uno con te, tu sei mia, che lo si sappia o no. Ogni giorno di attesa ormai è una tortura. Sto contando i giorni lentamente, dolorosamente. Cerca di tornare appena puoi. Ho bisogno di te. Dio, ho bisogno di vederti a Louveciennes, di vederti in quella luce dorata della finestra, con il tuo vestito verde nilo e la tua faccia pallida, un pallore gelato come quello della notte al concerto. Ti amo come sei. Amo i tuoi fianchi, il pallore dorato, la curva delle tue natiche, il caldo dentro di te, i tuoi succhi. Anais ti amo tanto, tanto ! Sto ammutolendo . Sono seduto qui a scriverti con una tremenda erezione. Sento la tua bocca morbida che si chiude sopra di me, le tue gambe che mi stringono forte, ti vedo di nuovo in cucina che ti sollevi il vestito e ti siedi sopra d me mentre la seggiola galoppa sul pavimento, trump, trump, trump….

Anais Nin - Henry e June

to discover more ways to apreciate you



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Anais Nin -lettera a Henry Miller

la follia delle cose strappate, che si strappano dal di dentro,



Posso udire lo strappo, rabbia e amore, passione e pietà. E quando il distacco si è improvvisamente compiuto - o quando non ne colgo più il suono - allora il silenzio è ancora più terribile perché c'é solo follia intorno a me, la follia delle cose strappate, che si strappano dal di dentro, radici che si lacerano a vicenda per crescere separatamente, lo sforzo compiuto per conseguire l'unità.

Anais Nin

giovedì 21 maggio 2015

voglio innamorarmi, così totalmente che il pensiero di lui mi porti all'orgasmo.



Voglio innamorarmi in modo che la sola vista di un uomo,anche a un isolato di distanza,mi faccia tremare,penetrandomi tutta,mi indebolisca,mi faccia sussultare addolcendomi e sciogliendomi qualcosa tra le gambe.
E' così che voglio innamorarmi, così totalmente che il pensiero di lui mi porti all'orgasmo.

Anais Nin

mercoledì 20 maggio 2015

Un incontro di occhi...



Mi parve molto naturale,molto semplice,molto musicale lasciare che lui mi baciasse,che mi togliesse i vestiti.
Un sogno.Nessuna sessualità.Nessun desiderio.Nessuna passione.
Un incontro di occhi...
Un incontro cieco all'insaputa della coscienza.


Anais Nin

Hai un muscolo lì, che può contrarsi e allentarsi intorno al pene. Prova.



"Più vicina, più vicina," risposi.
"Voglio insegnarti una cosa," disse Millard. "Lasci che te la insegni?"
Mi mise un dito nel sesso. "Ora voglio che tu ti contragga intorno al mio dito. Hai un muscolo lì, che può contrarsi e allentarsi intorno al pene. Prova."
Provai. Il suo dito era un piacevole tormento. Dato che non lo muoveva, cercai di muovermi io, dentro alla vagina, e sentii il muscolo di cui mi aveva parlato aprirsi e chiudersi, dapprima debolmente, intorno al dito.
Millard disse: "Sì, così. Più forte adesso, fallo più forte."


Anais Nin

martedì 19 maggio 2015

Il sesso non prospera nella monotonia



Il sesso non prospera nella monotonia. Senza sentimento, invenzioni, stati d'animo non ci sono sorprese a letto. Il sesso deve essere innaffiato di lacrime, di risate, di parole, di promesse, di scenate, di gelosia, di tutte le spezie della paura, di viaggi all'estero, di facce nuove, di romanzi, di racconti, di sogni, di fantasia, di musica, di danza, di oppio, di vino


Quando è solo sesso, quando non è un espressione della nostra unità, m'intristisce, perché il sesso soltanto è una cosa che separa e non una cosa che unisce.

Anais Nin

Poi interviene una cura “urto”

Poi interviene una cura “urto”

Uno vive così, protetto, in un mondo delicato, e crede di vivere. Poi legge un libro (L’amante di Lady Chatterley, per esempio), o fa un viaggio, o parla con Richard, scopre che non sta vivendo, che è ibernato. I sintomi dell’ibernazione sono facili da individuare: primo: inquietudine, secondo (quando l’ibernazione diventa pericolosa e può degenerare nella morte): assenza di piacere. Questo è tutto. Sembra una malattia innocua. Monotonia, noia, morte. Milioni di uomini vivono in questo modo (o muoiono in questo modo), senza saperlo. Lavorano negli uffici. Guidano una macchina. Fanno picnic con la famiglia. Allevano bambini. Poi interviene una cura “urto”, una persona, un libro, una canzone, che li sveglia, salvandoli dalla morte.

Anais Nin - I diari

il fascino di una persona sta nella sintesi del suo essere



Buenos Dias !!!



Il fascino che una persona esercita su un’altra non stà in ciò che mostra della sua personalità nell’istante preciso dell’incontro ma nella sintesi del suo intero essere, che rilascia questa droga potente che cattura l’immaginazione e genera il legame.
Non esiste nessun istante di seduzione che non abbia lunghe radici nel passato, nessun istante di seduzione è nato dalla terra nuda, come un incidente casuale di bellezza, ma è la somma di grandi dolori, crescite e sforzi. Ma l’amore grande narcotico, è la serra in cui tutte le attività sono sbocciate …

[Anais Nin]

Il fascino che una persona esercita su un’altra non stà in ciò che mostra della sua personalità nell’istante preciso dell’incontro ma nella sintesi del suo intero essere, che rilascia questa droga potente che cattura l’immaginazione e genera il legame.
Non esiste nessun istante di seduzione che non abbia lunghe radici nel passato, nessun istante di seduzione è nato dalla terra nuda, come un incidente casuale di bellezza, ma è la somma di grandi dolori, crescite e sforzi. Ma l’amore grande narcotico, è la serra in cui tutte le attività sono sbocciate …

[Anais Nin]

giovedì 9 aprile 2015

lettera di Henry Miller ad Anais Nin

lettera di Henry Miller ad Anais Nin

Anais, tutto quello che posso dire è che sono pazzo di te. Ho cercato di scrivere una lettera ma non ce l'ho fatta. Ti scrivo in continuazione - nella mia testa- e i giorni passano e mi chiedo che cosa penserai tu. Aspetto con impazienza di vederti. Martedì è troppo lontano. E non solo martedì - mi chiedo quando verrai e se passerai la notte con me. quando potrò averti per un bel po'? E' un tormento per me vederti solo poche ore, e poi dover rinunciare a te. Quando ti vedo, tutto quello che avrei voluto dirti se ne va in fumo - il tempo è così prezioso e le parole sono estranee. Ma tu mi rendi così felice perché posso finalmente parlarti. Amo la tua vivacità, i tuoi preparativi di fuga, le tue gambe come una morsa, il calore fra le tue cosce. Sì, Anais, voglio smascherarti. Sono troppo galante con te. Voglio guardarti a lungo e con ardore, toglierti gli indumenti, coccolarti, esaminarti. Lo sai che ti ho guardata appena? Sei rivestita ancora di una sacralità eccessiva.
 
La tua lettera, ah quegli svarioni! Mi fanno sorridere. E mi inducono anche ad adorarti. E' vero, non ti apprezzo abbastanza. Verissimo. Ma non ho mai detto che tu non apprezzi me. Devi esserci un errore, nel tuo inglese. Affermarlo sarebbe troppo egoistico da parte mia.
 
Anais, non so come dirti ciò che provo. Vivo in un perenne stato di attesa. Arrivi, e il tempo vola come in un sogno E' solo quando te ne vai, che mi rendo davvero conto della tua presenza. E allora è troppo tardi. Tu mi instupidisci. Cerco di immaginarmi la tua vita a Louveciennes, ma non ci riesco. Walter Pach? Un ebbro sogno- e a parte questo non mi piace, non so dire perché. Il tuo libro? Anche questo sembra irreale. Soltanto quando tu arrivi e ti guardo, l'immagine si fa più chiara. Ma tu te ne vai così presto - non so che pensare. Sì, vedo con chiarezza la leggenda puskinniana. ti vedo con gli occhi della mente seduta su quel trono, gioielli attorno al collo, sandali, grandi anelli, unghie dipinte, strana voce spagnola intenta a vivere una sorta di menzogna che non è proprio una menzogna, piuttosto una fiaba.
 
Questa sera ha indossato i miei calzoni di velluto e mi sono accorto che sono macchiati. Ma in nessun modo riesco ad associare la macchia alla principessa di Louveciennes che tien corte con chitarristi, poeti, tenori e critici. Non ho fatto molti sforzi per togliere la macchia. Ti ho rivista entrare in bagno e appoggiare la testa sulla mia spalla. Non riesco a vederti intenta a scrivere An Unprofessional Study.
 
Tutto questo è un po' ebbro, Anais. Mi sto dicendo: "Ecco qui la prima donna con la quale posso essere assolutamente sincero." Ricordo che tu mi hai detto: "Potresti ingannarmi. E io non me ne renderei conto." Quando vado per i boulevard e ci penso - potrei ingannarti, sì, e mi piacerebbe farlo. Voglio dire che non posso mai essere completamente fedele - non è da me. Amo troppo le donne, o la vita - se le une o l'altra, non so. Ma tu ridi Anais, amo sentirti ridere. Tu sei l'unica donna che abbia il senso dell'allegria, una saggia tolleranza - semplicemente, dai l'impressione di spronarmi a tradirti. Ti amo per questo. E che cosa te lo fa fare - amore? Oh, è bello amare ed essere liberi allo stesso tempo.
 
Non so che aspettarmi da te, ma è qualcosa che ha del miracoloso. Intendo chiederti tutto, anche l'impossibile, perché tu mi incoraggi a farlo. Sei davvero forte. Mi piace persino il tuo inganno, il tuo tradimento. Mi sembra aristocratico. ( La parola "aristocratico" suona così male in bocca a me?)
 
Sì, Anais, pensavo come fare a tradirti, ma non ci riesco. Voglio te. Voglio spogliarti, involgarirti un tantino, ah non so quel che dico. Sono ubriaco perché tu non sei qui. Vorrei battere le mani e, voilà, ecco Anais. Voglio possederti, usarti. Voglio chiavarti, voglio insegnarti cose. No, non ti apprezzo, Dio me ne guardi! Forse voglio addirittura umiliarti un tantino - ma perché? perché? Perché non mi getto in ginocchio e mi limito ad adorarti? Non posso. Ti amo in allegria.
 
Questo ti va?
E, cara Anais, io sono tante cose. Tu ora vedi solo quelle buone - o, perlomeno, tu mi persuadi a crederlo. Ti voglio per un'intera giornata almeno. Voglio andare in giro con te, voglio possederti. Non sai quanto insaziabile io sia. O quanto vile. E quanto egoista!
 
Con te mi sono comportato sempre tutto ammodino. Ma ti avverto, non sono un angelo. Penso soprattutto di essere un po' sbronzo. Ti amo. Adesso vado a letto - mi costa troppa fatica restare sveglio. Ti amo. Sono insaziabile. Ti chiederò di fare l'impossibile. Che cosa sia, non lo so. Probabilmente tu me lo dirai. Sei più svelta di me. Amo la tua fica, Anais - mi fa impazzire. E il modo con cui pronunci il mio nome! Buon Dio, è irreale. Senti, sono proprio sbronzo. Mi fa male essere qui solo. Ho bisogno di te. Posso dirti qualsiasi cosa? Posso, sì? Vieni al più presto e chiavami. Godi con me. Serrami tra le tue cosce, riscaldami.
 
Henry
 
Louveciennes, 11 giugno 1932

Henry -

sabato 7 marzo 2015

L'amore non muore mai di morte naturale





L'amore non muore mai di morte naturale.
Muore perche non sappiamo alimentare la sua sorgente.
Muore di cecità errori e tradimenti.
muore di malattia e ferite; muore di stanchezza, logorio, appannamento.

Anais Nin





venerdì 6 marzo 2015

Anaïs Nin

Io, con un istinto profondo, scelgo un uomo che esige la mia forza, che fa richieste enormi su di me, che non mette in dubbio il mio coraggio o la mia durezza, che non mi crede ingenua o innocente, che ha il coraggio di trattarmi come una donna.



Non voglio far dissolvere nessuno dei miei fantasmi personali.
Voglio cominciare a conoscerli bene, intimamente.
Adoro sentirmi in mondi per niente familiari, disorientata, spaesata.
Non sono come la maggior parte delle persone, frammentate in migliaia di pezzetti.
Sono un insieme,un oceano di sensazioni, scintillii, seta, pelle, occhi, bocche, desiderio.



Mi piacciono le mie trasformazioni. Guardo intorno tranquilla e coerente, ma pochi sanno quante donne ci sono in me.



Disprezzo la mia stessa ipersensibilità, che esige tanta rassicurazione,
ma nello stesso tempo mi rende così consapevole della sensibilità altrui.
Il mio bisogno di essere amata e capita è certamente anormale.
Forse io trovo fiducia in me stessa cercando di conquistare gli uomini.
O forse sto corteggiando il dolore?.



Capisco la solitudine meglio di chiunque altro al mondo, ecco perché rispondo alle lettere
e quando mi parli della pochezza delle gente che ti circonda.
Ricordo i momenti e i posti che non donavano vita.
Devi proprio rimanere li?
Bisognerebbe fare uno sforzo coraggioso per lasciare i posti vuoti o solitari.
La vita è troppo preziosa.
Guardando al passato mi rendo conto che siamo noi a creare il nostro destino e i suoi aspetti negativi con la nostra passività.
Non dovremmo mai accettare la povertà della vita.
So che è difficile affrontare l’ignoto, trovarsi un altro lavoro, o un altro modo di vivere.
Ma se dipende solo da te, non accettare il vuoto.



Posso udire lo strappo, rabbia e amore, passione e pietà.
E quando il distacco si è improvvisamente compiuto
- o quando non ne colgo più il suono -
allora il silenzio è ancora più terribile perché c’é solo follia intorno a me, la follia delle cose strappate,
che si strappano dal di dentro, radici che si lacerano a vicenda per crescere separatamente,
lo sforzo compiuto per conseguire l’unità.



Chiede di rivedermi.
Quando aspetto nella poltrona della sua stanza, e lui s’inginocchia a baciarmi, è più strano di tutti i miei pensieri.
Con la sua esperienza mi domina.
Mi domina anche con la sua mente, e io sono ridotta al silenzio.
Mi sussurra cosa deve fare il mio corpo.
Io obbedisco, e nuovi istinti si risvegliano in me.
Mi ha conquistata.
Un uomo così umano;
e io, all’improvviso,
sfacciatamente naturale.


(Anaïs Nin)

domenica 22 febbraio 2015

O forse sto corteggiando il dolore?.


Disprezzo la mia stessa ipersensibilità, che esige tanta rassicurazione, ma nello stesso tempo mi rende così consapevole della sensibilità altrui. Il mio bisogno di essere amata e capita è certamente anormale. Forse io trovo fiducia in me stessa cercando di conquistare gli uomini. O forse sto corteggiando il dolore?.

***
Il desiderio di Henry è sempre sfrenato. Sono arata, aperta. Di notte, libri, chiacchiere, passione. Quando riversa la sua passione su di me sento che divento bella. Gli mostro cento facce... Per molto, moltissimo tempo solo lingue, occhi chiusi. Poi il pene e le cedevoli pareti di carne, che si stringono, si aprono, pulsano.

***
”Henry e June insieme hanno distrutto la logica e l’unità della mia vita. É giusto, perché non si vive per modelli. E ora io vivo. Non creo più modelli. […] Henry mi dà il mondo. June mi dà la follia. Dio, come sono grata di aver trovato due esseri che posso amare.”

***
“Volevo distruggere con la violenza e l’animalità le mie tenui fantasie, le mie illusioni e la mia ipersensibilità. Poi venne June che esaudì i desideri della mia immaginazione e mi salvò. O forse mi uccise perché ora mi sono incamminata sulla strada della follia.”

***
“L’intensità ci sta distruggendo tutt’e due. E’ contenta di partire. E’ sempre in fuga. Ora sta scappando da Henry. Ma io non riesco a sopportare la separazione perché è fisica, e ho bisogno della sua presenza.”

***
Ora, sola a Louveciennes, sento ancora l’impronta del suo corpo addormentato contro il mio. Vorrei che oggi fosse l’ultimo giorno. Desidero sempre che il momento più intenso sia l’ultimo. June potrebbe tornare e soffiare su di noi come un vento nel deserto. Henry sarà tormentato da lei, e io ipnotizzata.

***
Ma qui, sul mio diario, rimarranno le cose che Henry ha detto. Le accolgo come doni di gioielli, incensi e profumi. Le parole di Hnery cadono, e io le acchiappo con tanta attenzione che dimentico di parlare. Sono la schiava che gli fa vento con piume di pavone. Lui parla di Dio, di Dostoevskij, della raffinatezza della scrittura di Fred. […] Pensando a questo, mentre camminiamo lungo il boulevard, vorrei baciare l’uomo la cui passione scorre come lava su un freddo mondo intellettuale. Vorrei rinunciare alla mia vita, alla mia casa, alla mia sicurezza, alla mia scirttura, per vivere con lui, lavorare per lui, essere una prostituta per lui, qualsiasi cosa, persino essere fatalmente ferita da lui.

***
Anaïs Nin - Henry & June
Henry e June, tratto dai diari di Anaïs Nin,è la storia dell’incontro di Anaïs con Henry Miller e sua moglie June, a Parigi tra il 1931 e il 1932. Questo incontro avrà importanti ripercussioni sulla vita sentimentale e letteraria di Anaïs, la quale attratta dalla genialità di Henry e dalla sensualità di sua moglie June, darà vita ad un triangolo erotico-sentimentale dal quale non saranno escluse le implicazioni del suo matrimonio con Hugo e le riflessioni di Anais su se stessa e sulle sua progressiva maturazione come scrittrice. Sullo sfondo, la Parigi degli anni ’30, le letture di Gide, Proust, Lawrence e ovviamente un ritratto intimo di Henry Miller. [tratto da La casa sull'albero]
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