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mercoledì 10 ottobre 2018

La materia del pericolo

Franco Arminio in rete

ma ogni giorno
si può avere
un attimo di bene,


La materia del pericolo
La materia del pericolo
è la stessa da cui scavare
la grazia, non c'è riparo
al guasto che ci attende,
non si può diluire la morte,
ma ogni giorno
si può avere
un attimo di bene,
si può con umana pazienza
guardare questo mondo
che si scuce.
Se nulla è sicuro
e nulla sembra vero,
restiamo vicini,
strofiniamo il buio
per farne luce.
 
Franco Arminio

martedì 9 ottobre 2018

Non posso ricordare

Rainer Maria Rilke

Il tuo non esserci
è già caldo di te, ed è più vero,
più del tuo mancarmi. La nostalgia
spesso non distingue.

Non posso ricordare

Noi III Non posso ricordare. Ma quei momenti
puri dureranno in me come
in fondo a un vaso troppo pieno.
Non penso a te, ma sono per amore tuo
e questo mi dà forza.
Non ti invento nei luoghi
che adesso senza te non hanno senso.
Il tuo non esserci
è già caldo di te, ed è più vero,
più del tuo mancarmi. La nostalgia
spesso non distingue. Perché
cercare allora se il tuo influsso
già sento su di me lieve
come un raggio di luna alla finestra.

Rainer Maria Rilke

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lunedì 8 ottobre 2018

POESIA DEI DONI

Xulio López Valcárcel

Grazie per la donna
che dà forma alla bellezza,
per il sesso, che unisce
in una sola carne
due solitudini,


POESIA DEI DONI

 
Voglio ringraziare
per la notte e la pioggia
che ci restituisce la memoria della madre.
Grazie per la donna
che dà forma alla bellezza,
per il sesso, che unisce
in una sola carne
due solitudini,
e per il sonno che ci permette
di viaggiare verso la morte
e di ritornare.
Grazie per il vento
che ci fa stranieri di noi stessi
e per la pietra
che aspira a sognare l’eternità.
Voglio ringraziare per i bambini
che non conoscono né la colpa né la morte,
e per la musica,
anima trascesa in epifania.
Grazie per la luce che ci dona il mare
negli occhi dell’amata
e per l’aria frizzante e salubre.
Grazie per la bellezza che ci colma e ci intimidisce
e per l’alba
che ci offre l’illusione della prima volta.
Grazie
per la gioventù e per i sensi
per l’alloro e per il grano.
Grazie per il vino, che ci immerge
in un transito indolore,
per il prato, più tenace del tempo,
e per l’arte,
che ci trascende e sopravvive.
Voglio ringraziare
per i giorni che dividi con me,
per la carezza e per il bacio.
Grazie per il mare, assoluto e potente.
Grazie per il silenzio e per la poesia.
 
Xulio López Valcárcel

domenica 7 ottobre 2018

invidia e gratitudine

Buenas noches

Il sentimento di gratitudine è una delle espressioni più evidenti della capacità di amare.
La gratitudine è un fattore essenziale per stabilire il rapporto con l'oggetto buono e
per poter apprezzare la bontà degli altri e la propria.


 
MELANIE KLEIN

giovedì 4 gennaio 2018

ti senti in trappola e non sai come uscirne


Vedere le cose come sono

 

 
Le cose stanno così:
tu eri infognata in una storia dolorosa di umiliazioni e dipendenza.
Lui era il classico bastardo e pure stronzo che ti usava per il suo piacere, e godeva nel farti soffrire. E più ti prostravi più ti umiliava e ti tradiva.
In quei momenti di sofferenza qualcuno ti è stato vicino ha cercato di consolarti e di tirarti su. Si dice che ti abbia raccolto con il cucchiaino.
Così per gratitudine hai fatto lo sbaglio più grande della tua vita: te lo sei sposato. Hai sposato un uomo che non ami. Lo hai fatto per pietà, per la dedizione con cui ti è stato vicino.
 
Prima o poi doveva succedere, hai sentito attrazione verso un altro, lo desideri e ne sei infatuata (meglio non usare la parola "innamorata", giacché non sembri capace di governare i tuoi sentimenti). Sei attratta da lui ma trovi tutte le scuse per non andarci a letto. Gli dici che ti manca che lo pensi che prima o poi farete l'amore per non rimpiangerlo tutta la vita.
 
Intanto tuo marito reclama e rivendica i diritti matrimoniali: scopare, fare un figlio, trasferirti a casa.
 
La verità è che non vuoi fare l'amore con il tuo amante perché temi che ciò ti costringerebbe a vedere le cose come sono. Hai paura di dover ammettere a te stessa che non ami tuo marito, verità che continui a rimuovere, ti senti in trappola e non sai come uscirne.
Prima o poi dovrai trasferirti da lui, prima o poi dovrai fare un figlio. Tu non lo ammetti ma nelle notti insonni, provi questa sensazione terribile, come di chi ha segnato il suo destino, un destino crudele, e non sa, non ha la forza per cambiarlo.
 
Juan Pedroso



sabato 5 dicembre 2015

gratitudine

Javier Marias *** Così ha inizio il male

Brutta cosa è la gratitudine inaspettata, repentina, recente, d’improvviso ci fa dimenticare gli affronti o abbandonare un piano di vendetta, ci ottunde il rancore e placa ogni ansia di giustizia; sorvoliamo sulle mancanze e siamo disposti a ignorare i sospetti, o a rinunciare alla curiosità e sospendere le indagini, ad alzare le spalle e metterci il cuore in pace, e ci persuadiamo a desistere con falsi ragionamenti: «Che importa, in fin dei conti; sono talmente tante le colpe che rimangono impunite che una in piú o una in meno non cambia proprio nulla, non crollerà il mondo per questo. Che importa se non me ne ricordo». Brutta cosa è sentirsi in debito con chi ci ha fatto del male o ne ha fatto a persone vicine o lontane – in certi casi è lo stesso – con le quali si è comportato in maniera indecente ed è incorso nel peggio e nell’imperdonabile, perché tutto può venire improvvisamente cancellato dalla convinzione di essergli debitore di qualcosa di cruciale, di inestimabile.
 
A ciò ricorrono talvolta gli aguzzini, consapevolmente e deliberatamente, perfino con calcolo, «Eliminerò questo fronte, neutralizzerò questa persona che mi detesta e si sente oltraggiata facendole un favore insperato, lusingandola e gettandola cosí nello sconcerto, prestandole del denaro quando piú le urge e ne è priva, o facendoglielo pervenire da terzi se da me non lo accetta (questi terzi parleranno quando ormai lo avrà speso e non potrà piú respingerlo, e avrò buon gioco di accrescere la sua gratitudine non reclamandolo indietro), brigando affinché conservi un impiego ormai appeso a un filo, dando una mano ai suoi figli che si sono cacciati nei guai e che per lui sono la cosa piú preziosa, salvando la vita a sua moglie che ha tentato il suicidio».
 
Javier Marias *** Così ha inizio il male
 
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