Visualizzazione post con etichetta Saffo. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Saffo. Mostra tutti i post

lunedì 20 febbraio 2017

Tramontata è la luna

Saffo

Scuote l'anima mia Eros,
come vento sul monte
che irrompe entro le querce;

Eros
Tramontata è la luna
Tramontata è la luna
e le Pleiadi a mezzo della notte;
anche giovinezza già dilegua,
e ora nel mio letto resto sola.
Scuote l'anima mia Eros,
come vento sul monte
che irrompe entro le querce;
e scioglie le membra e le agita,
dolce amara indomabile belva.
Ma a me non ape, non miele;
e soffro e desidero.

Saffo

sabato 28 novembre 2015

Ode a Saffo



Un'ode sublime Simile a un dio mi sembra quell'uomo che siede davanti a te, e da vicino ti ascolta mentre tu parli con dolcezza e con incanto sorridi. E questo fa sobbalzare il mio cuore nel petto. Se appena ti vedo, subito non posso più parlare: la lingua si spezza: un fuoco leggero sotto la pelle mi corre: nulla vedo con gli occhi e le orecchie mi rombano: un sudore freddo mi pervade: un tremore tutta mi scuote: sono più verde dell'erba; e poco lontana mi sento dall'essere morta. Ma tutto si può sopportare... Anonimo del I-II secolo dopo Cristo
“Quando sa scegliere e legare gli uni con gli altri i culmini di tali sentimenti e i momenti più tesi… Non ti fa meraviglia, vedendo come d’un colpo, l’anima, il corpo, le orecchie, la lingua, gli occhi, la pelle, tutte le parti insomma, Saffo le vada recuperando, quasi non fossero sue, ma disperse; e nello stesso contraddicendosi è fredda e brucia e ragiona e vaneggia, (o teme di morire o già quasi è morta) al punto che pare che in lei ci sia non una sola passione, ma un incontro di passioni”.
                                          imeon Solomon, “Saffo ed Erinna”

mercoledì 1 luglio 2015

Prendi il mio cuore e portalo lontano





Prendi il mio cuore
e portalo lontano,
dove nessuno ci conosce,
dove il tempo non esiste,
dove possiamo incontrarci,
senza età e ricordi,
senza passato

Saffo

Somewhere only we know [Keane]




martedì 17 marzo 2015

la rosa greca



Con una fronda di mirto giocava
ed una fresca rosa
e la sua chioma
le ombrava lieve e gli omeri e le spalle.

[ Archiloco ]



Perché la rosa, oh, la rosa! è dei fiori pupilla,
è rossore dei campi che leggiadri si sanno,
è lampo di bellezza e nell’ombracolo ignari
trafigge pallidi amanti, nello splendore immoti.
Oh, la rosa respira d’amore! Alle rosse labbra
di Afrodite, invocata al festino, la coppa
solleva, la rosa!
Oh! Inanellate per i mortali le dolci foglie,
la rosa gode del continuo ondulare dei petali
che ridono al vento ridente dell’Ovest!

[ Saffo ]

domenica 1 marzo 2015

La potenza di eros


Amore scuote il mio cuore
come il vento, sul monte, si abbatte sulle querce
***
Ancora una volta mi sconvolge Amore che scioglie le membra,
dolceamaro invincibile animale.
***
Mi scrolla amore,
come vento nell'alpe su roveri piomba»
***
Chi non si vorrebbe saziare spesso,
Cipride signora, chiunque uno ami
e più d’altri a sé richiamare voglia?
Hai desiderio

di sedurmi e di macerarmi invano
con genia di brama che scioglie…
[Saffo]


Infelice giaccio nel desiderio,
senza vita, da aspri dolori, voluti dagli dei,
trafitto nelle ossa
[Archiloco]


Bimbo d'occhi femminei,
cerco te: tu non senti. E non
sai che tieni le redini
di quest'anima mia
[Anacreonte]

sabato 21 febbraio 2015

scorre un sudore e un tremito mi prende

Mi appare simile agli Dei

Mi appare simile agli Dei
quel signore che siede innanzi a te
e ti ascolta, tu parli da vicino
con dolcezza,
e ridi, col tuo fascino, e così
il cuore nel mio petto ha sussultato,
ti ho gettato uno sguardo e tutt’a un tratto
non ho più voce,
no, la mia lingua è come spezzata,
all’improvviso un fuoco lieve è corso
sotto la pelle, i miei occhi non vedono,
le orecchie mi risuonano,
scorre un sudore e un tremito mi prende
tutta, e sono più pallida dell’erba,
è come se mancasse tanto poco
ad esser morta;
pure debbo farmi molta forza.

Saffo

venerdì 20 febbraio 2015

Io ti appartengo!

Sei il tarlo che divora la mia ragione
uno spillo acuminato nel cuore
una piuma che solletica il dolore. ……

Saffo
lettera di Anais Nin a Henry Miller

Oh Henry, sono rimasta così sconvolta dalla tua lettera, stamane. Quando l’ho ricevuta, tutti i sentimenti artificialmente repressi mi hanno travolto. Il semplice tocco della lettera è stato come se tu mi avessi preso tra le braccia, e adesso puoi capire che cosa ho provato leggendola. Hai detto tutto quanto poteva toccarmi e ero bagnata e a tal punto impaziente che farò di tutto per guadagnare una giornata.  
 
Il biglietto che ti accludo, che ti ho scritto ieri sera due ore dopo averti spedito la mia lettera, ti aiuterà a capire quel che succede. Comunque, dovresti aver ricevuto il telegramma circa allo stesso tempo. Io ti appartengo! Avremo una settimana come mai ce la siamo sognata. “Il termometro scoppierà!” Voglio sentire ancora il tumultuoso pulsare dentro di me, il sangue impetuoso, ardente, il lento, carezzevole ritmo e l’improvvisa, violenta spinta, la frenesia delle pause quando odo il suono della pioggia….e come mi sussulta nella bocca, Henry. Oh, Henry, non riesco a sopportare di scriverti - ti voglio disperatamente, voglio spalancarti le gambe, mi sciolgo e palpito. Voglio fare con te cose talmente pazzesche che non so come dirle. Hugo mi sta chiamando. Risponderò al resto della lettera questa sera.  
 
Anais  
 
carteggio tra Henry Miller e Anais Nin, tratto da Storia di una passione, Bompiani

mercoledì 18 febbraio 2015

un fuoco leggero sotto la pelle mi corre


Simile a un dio mi sembra quell'uomo

Simile a un dio mi sembra quell'uomo
che siede davanti a te, e da vicino
ti ascolta mentre tu parli
con dolcezza
e con incanto sorridi. E questo
fa sobbalzare il mio cuore nel petto.
Se appena ti vedo, sùbito non posso
più parlare:
la lingua si spezza: un fuoco
leggero sotto la pelle mi corre:
nulla vedo con gli occhi e le orecchie
mi rombano:
un sudore freddo mi pervade: un tremore
tutta mi scuote: sono più verde
dell'erba; e poco lontana mi sento
dall'essere morta.
Ma tutto si può sopportare...

Saffo
trad. Salvatore Quasimodo

La tua bellezza rimprovera afrodite



A Gòngila

O mia Gòngila, ti prego:
metti la tunica bianchissima
e vieni a me davanti: intorno a te
muovi desiderio d’amore.

Così adorna, fai tremare chi guarda;
e io ne godo, perché la tua bellezza
rimprovera Afrodite.

Saffo
trad. Salvatore Quasimodo
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...

home