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martedì 9 agosto 2016

il tuo apice d’ascesa

riletture: Mario Luzi

Alzati a volo fin che puoi, raggiungilo
qualunque sia
il tuo apice d’ascesa
e d’altitudine, discendi
poi nella profondità dell’aria
e nella tenebra del mare
non però a capofitto, attento!
evita i gorghi
d’oscurità
da cui è difficile riemergere
e di essi dire ti è negato –
lo sappiamo.

[...]


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Alzati in volo finchè puoi
    Mario Luzi

 

 

lunedì 8 agosto 2016

Alzati a volo fin che puoi

Mario Luzi

Alzati a volo fin che puoi
Alzati a volo fin che puoi, raggiungilo
qualunque sia
il tuo apice d’ascesa
e d’altitudine, discendi
poi nella profondità dell’aria
e nella tenebra del mare
non però a capofitto, attento!
evita i gorghi
d’oscurità
da cui è difficile riemergere
e di essi dire ti è negato –
lo sappiamo.
Sta’ nei limiti tuoi, usa
la calma, la perseveranza,
l’attenzione dei sensi,
della mente – questo dicono
esperti consiglieri alla mia insufficienza
non sapendo che il patto è già concluso
tra ansia e finitudine
e c’è pace terrena e ultraterrena, c’è.
Di te molto, mia terra,
mi è inciso
nell’anima e nel viso,
mi è scritto nelle carni,
ma tu di me rechi pure qualche traccia,
ti prego, non polverizzarla
del tutto, finché tutto sia compiuto.

 
Mario Luzi


mercoledì 27 aprile 2016

Sei tu, l'attesa non è stata vana

Mario Luzi

Sei tu, l'attesa non è stata vana.

Lo sguardo d'una cosa umida cade
sul prato, la tempesta acre respira
fra gli alberi animati, un soffio rade
le vie, un inquieto profumo delira.

Un corruccio fuggevole è passato
sull'erba, una chierezza verde esplosa
vibra nel vento breve e ondulato,
l'aria veloce scivola e si posa.

Sei tu, l'attesa non è stata vana.
Sei venuta fin qui dove la pioggia
affumica le piante e s'allontana,
un'eco quieta dorme nella loggia.

Ah ma l'angoscia in me non è finita!
Mentre il cielo si fa tardo e non muta
l'incubo ancora sei, sei tu perita
in un luogo dell'anima e perduta.

.

Mario Luzi

venerdì 4 settembre 2015

La notte lava la mente.










La notte lava la mente

La notte lava la mente.
 
Poco dopo si è qui come sai bene,
fila d'anime lungo la cornice,
chi pronto al balzo, chi quasi in catene.
 
Qualcuno sulla pagina del mare
traccia un segno di vita, figge un punto.
Raramente qualche gabbiano appare.

Mario Luzi

ricordo del settembre 1984

giovedì 3 settembre 2015

Viso, orrore










Viso, orrore

Fra i visi inorriditi che si volgono
per non vedere, il tuo sporge più intenso.
Più alta rocca di lagrime
confitta nel silenzio,
nel deserto di grida soffocate,
 
così il tempo propizio per piangere
Fugge via,
Fra i denti si conchiudono i sospiri
e recisi dall'anima, sguardi
cercano pace
e all'estremo nascono parole:
 
Pazienza spegne e fa esigua la fronte,
un debole sorriso quasi un'acqua latente
scivola sulla bocca inaridita,
schianta il volto gelato, la pazzia,
 
Ma te! Ecco ritrovo la tua essenza rifluita
nel profondo dei gesti famigliari,
delle calme abitudini sulle sponde solari:
tutto ci resta ancora
per soffrire.

Mario Luzi

ricordo del settembre 1984

domenica 19 luglio 2015

file d’anime lungo la cornice, chi pronto al balzo, chi quasi in catene


La notte lava la mente.

La notte lava la mente.

Poco dopo si è qui come sai bene,
file d’anime lungo la cornice,
chi pronto al balzo, chi quasi in catene.

Qualcuno sulla pagina del mare
traccia un segno di vita, figge un punto.
Raramente qualche gabbiano appare.

Mario Luzi

da “Onore del vero”, Neri Pozza Editore, 1957


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