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lunedì 30 maggio 2016

perdere un amore

Gianna Schelotto
Perdere un amore non significa perdere se stessi: col tempo ci si accorge che la delusione e la sofferenza non sono stati solo un tormento gratuito, ma hanno nutrito inaspettate capacità.
Dopo le inondazioni del Nilo – così era scritto nei libri delle elementari –, le acque che si ritirano lasciano una sorta di fanghiglia chiamata “limo”, che rende la terra straordinariamente fertile.
Allo stesso modo, l’esperienza di un’infelicità amorosa può aprire, superato il periodo di “fisiologico” annichilimento, nuovi e più vasti orizzonti.

SOS cuori infranti

     Gianna Schelotto


 

martedì 8 dicembre 2015

distese immense










Velluto blu,
seta verde smeraldo
bianco abbagliante,
distese immense

I profumi
ti invitano
e catturano
per volare lontano

D.N. agosto 2007

sabato 18 luglio 2015

occhi temerari




se sei circondata dal mare
prima o poi ti viene voglia di
oltrepassare l'orizzonte
@carmelo_pnt


E l'oltrepassi !!!
@_Ironica_1




lunedì 9 marzo 2015

il viaggio era davvero viaggio


C'era un tempo quando
il viaggio era davvero viaggio, quando esisteva un confine tra il noto e l'ignoto, tra il mondo della civiltà e chi civile non era......

...ora noi non possiamo sfuggire a quella civiltà globale che è stata creata da generazioni e generazioni di viaggiatori, esploratori, signore e signori della curiosità elegante, mercanti e migratori. Nasce dal viaggiare, da generazioni di viaggi qualla cultura globale che ora è saldata da sistemi internazionali di trasporti, produzione, distribuzione, comunicazione, distruzione. E' questo mondo, per ora, non possiamo lasciarlo.

 E.J.Leed La mente del viaggiatore. Dall'Odissea al turismo globale, ( il Mulino 1992)


L'esperienza del viaggio permette il superamento del confine e della prospettiva di origine, amplia gli orizzonti, abilita al dialogo costruttivo, mette alla prova l'identità, presenta dei rischi inevitabili, consente l'esperienza dell'uscita da sé e del ritorno arricchiti sotto il profilo dell'identità e della percezione della realtà...

...Viaggiare, il nomadismo è una dimensione innata nell'animo umano, spesso demonizzata da millenni di vita sedentaria, rimossa ma tenacemente presente e pronta a riaffacciarsi come nostalgia di luoghi diversi, di possibilità ulteriori di esperienze. Per questo il cielo stellato, il deserto, il mare per la loro vastità evocano desideri mai estinti, sopiti, esercitano il richiamo irresistibile verso l'ignoto, lo sconosciuto, il possibile, il nuovo. Siamo abituati a muoverci molto e rapidamente, ma lo spostamento rapido azzera i tempi dell'attesa, del transito, dimezza l'occasione di scambio, di comunicazione confinati nelle quattro chiacchiere stentate con il compagno di treno. Il risultato è che l'uomo di oggi si muove di più , ma viaggia di meno

 da: Aifo  - La formazione di un pensiero nomade: intercultura ed educazione ai valori

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