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giovedì 1 agosto 2019

la tenda

Chandra livia Candiani

Una bambina
che vive sola
è un senso
sfuggito
allo stato delle cose.
La tenda
Non voglio vedervi.
Per questo in questa
casa io non ci sono:
la bambina ama
troppo
le relazioni.
Una bambina
che vive sola
è un senso
sfuggito
allo stato delle cose.

Chandra Livia Candiani




mercoledì 31 luglio 2019

lo specchio

Chandra livia Candiani

la bambina sta sul bordo
e mi guarda negli occhi
nei miei occhi di sabbia
lo specchio
Non ho ricordi
nel buio acquatto le immagini
le spengo, cosí profondo
da essere tutto superficie,
la bambina sta sul bordo
e mi guarda negli occhi
nei miei occhi di sabbia
allora anch’io
ho paura della notte
la notte nel suo sguardo.
Anch’io accuso
colei che divora le forme
realtà separate scoscese
nel velluto assoluto
del buio.

Chandra Livia Candiani




martedì 29 gennaio 2019

Il portone

Chandra livia Candiani

Un cuore a orologeria
io sono,
non visto e ovvio
separo e unisco
la scienza delle porte.
Il portone
Apro e chiudo
introduzioni e svolte
quelli che entrano
non usciranno uguali:
telefonate malattie
morti amori
fanno di loro
eroi d’interni.
Un cuore a orologeria
io sono,
non visto e ovvio
separo e unisco
la scienza delle porte.

Chandra Livia Candiani




giovedì 10 gennaio 2019

Io resto qua

Buenas noches

... continuate pure a scappare, è la vostra natura.
Io resto qua.
 

 
Chandra Livia Candiani

Si sente che hanno mappe per l’assenza


Il silenzio è cosa viva

Chandra Livia Candiani







Di cosa vanno in cerca i cani? Non dire di cibo. Si sente che hanno perduto qualcosa e lo cercano ovunque col naso, col fiuto.
 
Si sente che hanno mappe per l’assenza. Allora anch’io fiuto questo odore di alta montagna dell’assenza. Questa crepa che si allarga. Quando sarò tutta crepa, sarò di nuovo intera.
 
Il silenzio è cosa viva



mercoledì 9 gennaio 2019

sabato 5 gennaio 2019

L’acqua è insegnata dalla sete


Antologia di Daniela


L’acqua è insegnata dalla sete.


L’acqua è insegnata dalla sete.
La terra, dagli oceani traversati.
La gioia, dal dolore.
La pace, dai racconti di battaglia.
L’amore da un’impronta di memoria.
Gli uccelli, dalla neve.


Emily Dickinson
Cosa impariamo noi? Nella vita, non solo a scuola. Come impariamo? Chi insegna? La poesia sa di semi. Parla una lingua che sveglia. Pianta domande dentro di noi. Scava silenzi.
Emily Dickinson era un poeta molto solo. Viveva nel 1800, in una casa del Massachusetts dove i boschi sono di aceri che in autunno diventano gialli e rossi come un incendio vegetale. Non lasciava quasi mai la sua casa. E la sua stanza. Ma le pareti erano quasi invisibili per lei. Viveva nel cosmo intero. Scriveva tante lettere. E poesie. Tantissime.
Era molto in compagnia. Compagnia di alberi, foglie e sole, fiori, vento e nuvole, buio, cavalli, rane e spighe, erba e sassi, grilli e fiumi, pioggia, luna. Erano i suoi maestri. Le dicevano che nella vita tutto è legato a qualcos’altro, non c’è niente di solo. Tutte le cose sono in relazione reciproca. E per conoscere davvero l’acqua bisogna aver sete, altrimenti la diamo per scontata, beviamo senza saperlo. E solo soffrendo sappiamo quanto ci manca la gioia, la gioia minuscola di una foglia o di una lumaca, quando siamo vuoti di noi, quando ammiriamo. Sappiamo l’amore perché qualcuno ci ha amato per primo. Di nascosto, con le impronte lo sappiamo. Come con la neve: gli uccelli ci fanno sapere di essere stati in visita. Dalle impronte. Di cosa è impronta la poesia?
Chandra Livia Candiani

Indce poesie di Emily Dickinson
 
Indice poesie di Chandra Livia candiani
 
Il silenzio è cosa viva


venerdì 4 gennaio 2019

imparare a stare


Il silenzio è cosa viva

Chandra Livia Candiani







Quello che in questo momento sento nei confronti della pratica buddhista è la gratitudine che si prova per i doni estremi. Non mi chiede di essere esemplare, non mi chiede di essere eroica, non mi chiede di tendere a niente di ideale, non cancella, non acuisce, sta. Con me.
 
Imparare a stare. Imparare a essere vasti e navigare ogni mare e scoprire tra onda e onda un porto. Provvisorio, rischioso, eppure proprio per questo affidabile, perché reale.
 
Il silenzio è cosa viva



giovedì 3 gennaio 2019

Il silenzio è cosa viva


Il silenzio è cosa viva

Chandra Livia Candiani







Non tutti i silenzi sono uguali. Come, grazie alla consapevolezza del vivere, si diventa sensibili alla luce, alle diverse sfumature di luce in diversi luoghi, in differenti momenti della giornata e delle stagioni, cosí si colgono miriadi di sfumature nei silenzi nostri e altrui, silenzi umani, silenzi degli animali, degli alberi, silenzi minerali.
 
Il silenzio non è tacere né mettere a tacere, è un invito, è stare in compagnia di qualcosa di tenero e avvolgente, dove tutto è già stato detto. Il silenzio sorride.
 
Caro silenzio, aiutami a non parlare di te, aiutami ad abitarti. Addestrami. Disarmami. Tu mi insegni a parlare. Eccomi, mi lascio rapire. Non lascio niente a casa, niente di intentato. Ci sono. In te Arte del congedo per ritrovare.
 
Arte dell’a-capo che insegna a lasciarsi scrivere. Il silenzio semina. Le parole raccolgono.
 
Il silenzio è cosa viva.
 
Il silenzio è cosa viva



domenica 30 dicembre 2018

Chandra Livia Candiani 2/2 radio tre


Chandra livia Candiani

2 / 2






lo chiamano lutto


Il silenzio è cosa viva

Chandra Livia Candiani







Lo chiamano lutto. Se accogli i suoi inviti, le sue chiamate a sentire la morte, interrompere tutto, sedersi o sdraiarsi e assaggiare l’assenza, allora è un dono. Se fingi che non ti chiami, se riempi ogni attimo di distrazione, ti fa a pezzi, brandelli di te che non stanno nell’intero del reale cambiato: aggiornare il file, con questo buco che vuole spazio, vuole ospitalità.
 
Spesso si pensa che la soluzione al dolore sia altrove, ma è nel dolore la soluzione del dolore, sentendolo, abitandolo, assaporandolo, a poco a poco diventa parte di noi, non piú un estraneo, ma un ospite scomodo, irruente, tempestoso e infine un amante e dopo la fine un pezzo di noi.


 
Il silenzio è cosa viva



mercoledì 26 dicembre 2018

ma è nel dolore la soluzione del dolore


Il silenzio è cosa viva

Chandra Livia Candiani







Lo chiamano lutto. Se accogli i suoi inviti, le sue chiamate a sentire la morte, interrompere tutto, sedersi o sdraiarsi e assaggiare l’assenza, allora è un dono. Se fingi che non ti chiami, se riempi ogni attimo di distrazione, ti fa a pezzi, brandelli di te che non stanno nell’intero del reale cambiato: aggiornare il file, con questo buco che vuole spazio, vuole ospitalità.
 
Spesso si pensa che la soluzione al dolore sia altrove, ma è nel dolore la soluzione del dolore, sentendolo, abitandolo, assaporandolo, a poco a poco diventa parte di noi, non piú un estraneo, ma un ospite scomodo, irruente, tempestoso e infine un amante e dopo la fine un pezzo di noi.


 
Il silenzio è cosa viva



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