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martedì 29 ottobre 2019

Spero che un giorno riesca a capirlo da sola





«Allora com’è possibile che ciò che vi lega sia così intenso? Un rapporto che non è mai stato nutrito, non è mai stato curato, eppure sopravvive al silenzio e all’assenza, ed è forte.»

Raffaello Andrian sorrise.

«Non posso spiegarglielo. Non sono in grado. Spero che un giorno riesca a capirlo da sola, non c’è altro modo. Venite, è ora che lo conosciate.»

Ilaria Tuti - - - Ninfa dormiente


mercoledì 16 ottobre 2019

Stanotte ti ho sognata - Altre cinque poesie per Chris - II

Julio Cortazar

La tazza delle tue mani contiene
la segreta libagione, lacrime
o il tuo sangue mestruale, la saliva.

Altre cinque poesie per Chris - II
 
I
 
Stanotte ti ho sognata
sacerdotessa di Sekhmet, divinità leontocefala,
lei è di porfido nudo
tu sei nuda.
Che offerta hai dato alla divinità selvaggia
che attraverso il tuo sguardo vede
un orizzonte eterno e spietato?
La tazza delle tue mani contiene
la segreta libagione, lacrime
o il tuo sangue mestruale, la saliva.
In ogni caso non era seme
e nel sogno sapevo
che l’offerta sarebbe stata rifiutata
con un lento ruggito sdegnato
come sapevi da sempre.
E poi, non so più nulla,
graffi sul tuo seno, ti riempiono.
 
Julio Cortazar
“So che sarai buona con queste poesie, il cui unico crimine è averle scritte; non avrei potuto fare altro, te le devo, come ti devo molte cose. So che le perdonerai, so che le leggerai con il tuo mezzo sorriso pieno di tenerezza e comprensione, perché sai leggere oltre le parole, lì dove si incontra la verità di un testo”,

Poesie dedicate da Cortazar a Cristina Peri Rossi

martedì 15 ottobre 2019

Stasera vorrei essere Tiresia - Altre cinque poesie per Chris - IV

Julio Cortazar

ti aprirai nel pianto,
impalata dolcemente.
Per tornare ancora
al tuo imperioso regno di falangi,
al recinto della tua pelle, ai tuoi polpi umidi,
fino a quando non strisciamo abbracciati nelle
sabbie del sogno.

Altre cinque poesie per Chris - IV
 
IV
 
Stasera vorrei essere Tiresia
e in una lenta attesa a testa in giù
riceverti e soffrire sotto le fruste
le tue calde meduse.
So che è tempo
di metamorfosi ricorrenti,
e che quando ci si getta nel vortice spumoso
ti aprirai nel pianto,
impalata dolcemente.
Per tornare ancora
al tuo imperioso regno di falangi,
al recinto della tua pelle, ai tuoi polpi umidi,
fino a quando non strisciamo abbracciati nelle
sabbie del sogno.
Ma io non sono Tiresia
sono solo un unicorno
che prende acqua dalle tue mani
e trova soltanto
una manciata di sale.
 
Julio Cortazar
“So che sarai buona con queste poesie, il cui unico crimine è averle scritte; non avrei potuto fare altro, te le devo, come ti devo molte cose. So che le perdonerai, so che le leggerai con il tuo mezzo sorriso pieno di tenerezza e comprensione, perché sai leggere oltre le parole, lì dove si incontra la verità di un testo”,

Poesie dedicate da Cortazar a Cristina Peri Rossi

Tiresia era un celebre indovino tebano. Alcune versioni del mito narrano di come diventò cieco per aver visto Atena nuda, mentre si bagnava nella fonte Ippocrene.

lunedì 14 ottobre 2019

Non saprò perché la tua lingua mi è entrata in bocca - Altre cinque poesie per Chris - III

Julio Cortazar

Chissà chi hai baciato,
chi hai salutato.
Sono stato il felice vicario di un istante,

Altre cinque poesie per Chris - III
 
III
 
Non saprò perché la tua lingua mi è entrata in bocca
quando ci siamo salutati in albergo
dopo un giro amichevole in città
una precisa geometria della distanza.
Ho creduto per un momento che tu recassi
una cifra futura,
spalancando una terra di nessuno, un interregno
dove raggiungere il tuo esatto muschio.
Circondata di amici mi hai baciato,
io, l’eccezione, il mostro,
e tu la trasgressiva che mormora.
Chissà chi hai baciato,
chi hai salutato.
Sono stato il felice vicario di un istante,
quello che volte scopre nella saliva
un gusto fugace di caprifoglio
sotto il cielo australe
 
Julio Cortazar
“So che sarai buona con queste poesie, il cui unico crimine è averle scritte; non avrei potuto fare altro, te le devo, come ti devo molte cose. So che le perdonerai, so che le leggerai con il tuo mezzo sorriso pieno di tenerezza e comprensione, perché sai leggere oltre le parole, lì dove si incontra la verità di un testo”,

Poesie dedicate da Cortazar a Cristina Peri Rossi

sabato 12 ottobre 2019

Non ti annoierò più con le poesie - Non ti annoierò più con le poesie.

Julio Cortazar

e forse tu non hai mai
sorriso.

Altre cinque poesie per Chris - V
 
V
 
Non ti annoierò più con le poesie.
Diciamo che ti ho detto
nuvole, forbici, aquiloni, matite,
e forse tu non hai mai
sorriso.
 
Julio Cortazar
“So che sarai buona con queste poesie, il cui unico crimine è averle scritte; non avrei potuto fare altro, te le devo, come ti devo molte cose. So che le perdonerai, so che le leggerai con il tuo mezzo sorriso pieno di tenerezza e comprensione, perché sai leggere oltre le parole, lì dove si incontra la verità di un testo”,

Poesie dedicate da Cortazar a Cristina Peri Rossi

Ora scrivo uccelli - Altre cinque poesie per Chris - I

Julio Cortazar

A volte
sono quell’albero
a volte
l’amore.

Altre cinque poesie per Chris - I
 
I
 
Ora scrivo uccelli.
Non li vedo arrivare, non li scelgo,
di colpo eccoli lì, sono questo,
uno stormo di parole,
scendono
una
ad
una
sui fili della pagina,
pigolano, beccano, grandine di ali
e io non ho pane per loro, soltanto
li lascio venire. A volte
sono quell’albero
a volte
l’amore.
 
Julio Cortazar
“So che sarai buona con queste poesie, il cui unico crimine è averle scritte; non avrei potuto fare altro, te le devo, come ti devo molte cose. So che le perdonerai, so che le leggerai con il tuo mezzo sorriso pieno di tenerezza e comprensione, perché sai leggere oltre le parole, lì dove si incontra la verità di un testo”,

Poesie dedicate da Cortazar a Cristina Peri Rossi

sabato 21 settembre 2019

Un giorno, all’improvviso

Caterina Turroni
E ti mancherò da fare male
Ma sarò con te in ogni gesto

Tardano ad arrivare le cose immobili

 
Un giorno, all’improvviso
mentre ti starai pettinando, in silenzio
o mentre ti infilerai una calza
ti verrà in mente un mio gesto
e ti ritroverai a sorridere pensandomi.
 
Un giorno, all’improvviso
pedalando veloce sotto le prime gocce
di una calda pioggia di settembre
sentirai un odore arrivarti al naso
e risvegliare un ricordo di mestoli e tegami
e mi vedrai davanti al fuoco, per un attimo.
 
Un giorno, all’improvviso
farai qualcosa che facevo anch’io
proprio allo stesso modo in cui la facevo io
e te ne meraviglierai moltissimo
perché non avresti mai pensato
di potermi somigliare così tanto.
 
Un giorno, all’improvviso
ti guarderai il dorso delle mani
e con il pollice e l’indice
ti pizzicherai la pelle , sollevandola
e conterai il tempo che impiega a stendersi
pensando a quando lo facevi alle mie mani
 
Un giorno, all’improvviso
ti ritroverai stanca, ad abbracciare un figlio
mi chiederai scusa per le volte che ho pianto
sapendo già che ti son state tutte perdonate.
 
E ti mancherò da fare male
Ma sarò con te in ogni gesto
o nel muoversi delle foglie
nel frusciare di un gatto nel giardino
o nelle orme di un pettirosso sulla neve
come solo l’eterna presenza di una madre lo può.
 
Caterina Turroni


domenica 11 agosto 2019

Lovers go home

Mario Benedetti

avrò la forza
di costruire con te
un’amicizia così sottile
che dal vicino
territorio dell’amore
questo disperato
inizieranno a guardarci
con invidia

Lovers go home
Oggi che ho iniziato la giornata
tornandoti sott’occhio
e mi hai trovato bene
e ti ho trovato ancora più bella
adesso che finalmente
è abbastanza chiaro
dove sei e dove
sono
 
Per la prima volta so
che avrò la forza
di costruire con te
un’amicizia così sottile
che dal vicino
territorio dell’amore
questo disperato
inizieranno a guardarci
con invidia
e finiranno per organizzare
escursioni
per venire a chiederci
come facciamo.
 

 
Ahora que empecé el día
volviendo a tu mirada
y me encontraste bien
y te encontré más linda
ahora que por fin
esta bastante claro
donde estas y donde
estoy
 
se por primera vez
que tendré fuerzas
para construir contigo
una amistad tan piola
que del vecino
territorio del amor
ese desesperado
empezarán a mirarnos
con envidia
y acabaran organizando
excursiones
para venir a preguntarnos
cómo hicimos.
Mario Benedetti


c'eravamo riusciti,
sembrava un miracolo
finchè quacosa si è rotto
all'improvviso
senza spiegazioni
senza un motivo apparante
 
e non c'è stato verso
di ricostruire
 
..un vero peccato

mercoledì 26 giugno 2019

sabato 25 maggio 2019

Non ti conosco, pensiero fuggiasco ( la distanza - 25 - )


Raffaela fazio

LA DISTANZA: SPAZIO, TEMPO, INTERIORITÀ



25. - C’è un’altra distanza benefica, che deve rimanere incolmabile. È la distanza tra percezione e definizione del Principio della vita stessa, che, per restare tale, non potrà mai essere circoscritto. La sacralità e l’inafferrabilità di questo Principio (indipendentemente dalle immagini che gli vengono associate) pongono l’essere umano davanti al suo limite. Ma è in virtù del limite e del dubbio che può nascere qualcosa di estremamente prezioso: la fiducia. Dato che le forze che permettono alla vita di preservarsi, mutando, vanno al di là della nostra ragione e della nostra volontà, per esistere non possiamo che avere fiducia. E la fiducia è proprio quello spazio che, attraversato, non si esaurisce.



Non ti conosco, pensiero fuggiasco

Non ti conosco, pensiero fuggiasco
che mi precedi appena
di un palmo aperto quanto un deserto.
E come seguirti
senza capire?
Ma forse non questo ci avvicina.
Forse è un versare di brodo ogni sera.
Ricopiare segni.
Imparare un nodo per farlo e disfarlo.
Forse è la pioggia che cade sul bagnato.
Il cigolio del perno.
Il lavorio che fa più vero il giorno.
Forse il conoscere
non è in nessun pensiero.
Nessun velo di Maya.
Ma è l’asino che piano
torna alla mangiatoia.
Amare Dio
è mangiare
così
dalla sua mano.



Raffaela fazio

giovedì 23 maggio 2019

Ora di punta (la distanza - 24 - )


Raffaela fazio

LA DISTANZA: SPAZIO, TEMPO, INTERIORITÀ



24. - Oltre all’attenzione e alla ricerca di un senso, ciò che riduce la lontananza è la responsabilità, ovvero il farsi carico di qualcosa e di qualcuno. Questo avviene in modo naturale quando si tratta di un figlio.



Ora di punta

Ora di punta
(per i miei figli, dicembre 2015)
Come in un’eterna
ora pendolare
in cui il corpo è sorretto
dal vicino
e superfluo
è perfino un appiglio
così anch’io rimango in piedi
grazie a voi
che vi moltiplicate
ogni giorno un pochino
e aderente
al vostro bisogno
mi tenete
non mi lasciate
spazio sufficiente
per uno scarto muto
che un po’ somigli
a un pensiero di morte
a una caduta.


Raffaela fazio

mercoledì 22 maggio 2019

Affresco ( la distanza - 23 - )


Raffaela fazio

LA DISTANZA: SPAZIO, TEMPO, INTERIORITÀ



23. - La vicinanza favorita dalla responsabilità non è solo premura, ma anche rispetto, dunque capacità di creare un giusto spazio tra noi e gli altri, uno spazio necessario e vitale.



Affresco

Affresco
(per mio figlio, maggio 2015)
Se volessi fermare
nell’arriccio
questo attimo perfetto
di dolcezza
(sabbia pura di fiume)
tradirei il senso
ancora in divenire
la parte di te
forse migliore
il tuo vero pigmento.
E invece ogni momento
va steso, non sottratto
al suo destino:
va dato al tempo
quando il tempo
è ancora fresco.
Così
sul fondo che ti spetta
anch’io devo lasciare
che tu cresca.


Raffaela fazio

martedì 21 maggio 2019

Punteggiatura ( la distanza - 22 - )


Raffaela fazio

LA DISTANZA: SPAZIO, TEMPO, INTERIORITÀ



22. - La vicinanza favorita dalla responsabilità non è solo premura, ma anche rispetto, dunque capacità di creare un giusto spazio tra noi e gli altri, uno spazio necessario e vitale.



Punteggiatura

Punteggiatura
(per i miei figli, aprile 2016)
Staccatevi un poco
perché vi metta a fuoco
perché vi legga
col giusto respiro.
Al fiato insegnate
il riposo
siatene il tempo sospeso
che rende
meno labile
il senso
e il buio
più orecchiabile
nota di fondo.


Raffaela fazio


lunedì 20 maggio 2019

Questo dovrò imparare ( la distanza . 21 . )


Raffaela fazio

LA DISTANZA: SPAZIO, TEMPO, INTERIORITÀ



22. - La vicinanza favorita dalla responsabilità non è solo premura, ma anche rispetto, dunque capacità di creare un giusto spazio tra noi e gli altri, uno spazio necessario e vitale.



Questo dovrò imparare

Questo dovrò imparare
a disserrare
a guardare dapprima vicino
poi oltre davanti più in fondo
il viale del tuo tempo
che si apre al mondo.
E nel mondo tutt’intorno
restituire una voce
di terra alla terra
e di buono alla fonte lontana.
Saprò lasciare la stretta
ridare
sul pendio inatteso
un più generoso scintillìo
al ruotare dei fatti
non invano
come il bimbo che sente
il soffio di Dio
nell’istante
in cui finalmente
va in bicicletta
con una sola mano.


Raffaela fazio


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