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domenica 26 aprile 2015

sono come una stanza dagli innumerevoli specchi



Quando si dice: il destino nel nome. La parola “pessoa” in portoghese vuol dire “persona”. E quante persone è stato Fernando Pessoa? Una? Molteplici? Nessuna?


Fin da bambino ho avuto la tendenza a creare intorno a me un mondo fittizio, a circondarmi di amici e conoscenti che non erano mai esistiti (non so, beninteso, se realmente non siano esistiti o se sono io che non esisto; in queste cose, come del resto in ogni cosa, non dobbiamo essere dogmatici). Fin da quando mi conosco come colui che definisco ‘io’, mi ricordo di avere disegnato mentalmente, nell’aspetto, movimenti, carattere e storia, varie figure irreali che erano per me tanto visibili e mie come le cose di ciò che chiamiamo, magari abusivamente, la vita reale”.
Fernando Pessoa


La caratteristica principale della sua instancabile attività letteraria è l’eteronimia. Pessoa crea opere, autori, vite, personalità parallele e differenti dalla propria. A ognuno attribuisce una faccia, dati anagrafici, un lavoro, un segno zodiacale. Persino quando scrive usando il suo vero nome, appare un altro, come se anche Fernando Pessoa fosse uno dei tanti eteronimi o se, al contrario, in ognuno degli altri ci fosse un po’ o l’intero Pessoa creatore, incluso lo stesso Fernando Pessoa.


Mi sento multiplo. Sono come una stanza dagli innumerevoli specchi fantastici che distorcono in riflessi falsi un’unica anteriore realtà che non è in nessuno ed è in tutti
  Fernando Pessoa


tratto da L'indifferenziato

lunedì 2 marzo 2015

gli eteronimi di Fernando Pessoa

Pessoa diede una spiegazione della sua eteronimia, in una lettera al poeta Adolfo Casais Monteiro, scritta nel 1935.

«Passo ora a rispondere alla sua domanda sulla genesi dei miei eteronimi. Vediamo se riesco a risponderle in maniera completa. Comincio dalla parte psichiatrica. L'origine dei miei eteronimi è il profondo tratto di isteria che c'è in me. Non so se sono semplicemente isterico o se non sono, più propriamente, isterico-nevrastenico. Propendo per questa seconda ipotesi perché si dànno in me fenomeni di abulia che l'isteria propriamente detta non annovera tra i suoi sintomi. Sia come sia, l'origine mentale dei miei eteronimi risiede nella mia tendenza organica e costante alla spersonalizzazione e alla simulazione. Questi fenomeni, fortunatamente per me e per gli altri, si sono mentalizzati in me, voglio dire che non si manifestano nella mia vita pratica esteriore e di contatto con gli altri. Esplodono verso l'interno, e io li vivo nella mia solitudine. Se io fossi una donna - nella donna i fenomeni isterici si manifestano in attacchi e cose simili-, ogni poesia di Álvaro de Campos (la parte più istericamente isterica di me) sarebbe un allarme per il vicinato. Ma io sono un uomo, e negli uomini l'isteria assume principalmente aspetti mentali; così tutto finisce nel silenzio e nella poesia... Questo spiega, tant bien que mal, l'origine organico del mio eteronimismo»».

[Fernando Pessoa]


Nasce a Lisbona il 13 giugno 1888 dove morirà il 30 novembre 1935 per problemi epatici. Presto orfano di padre dopo le seconde nozze della madre, si trasferisce in Sudafrica.
Nel 1905 torna a Lisbona dove lavora in una azienda commerciale. Pessoa, considerato forse il più grande poeta del novecento, visse sempre in modeste condizioni, alternando il suo lavoro con la collaborazione ad alcune riviste letterarie, solo dopo la sua morte si scoprì la grande quantità di scritti prodotti, ritrovati nel famoso baule.
Costrui una lunga serie di identità , definiti i suoi "eteronomi" così che Alberto Cajero, Alvaro de Campos, Ricardo Reis, che sono solo alcuni dei nomi inventati dal poeta, contribuiranno ad accrescere il senso di mistero che lo circonda, non sono solo pseudonomi, ma vere e prorprie vite parallele che vivono attraverso le loro poesie, così scrive poesie Alberto Cajero, scrive poesie Alvaro de Campos, e poesie scrive Ricardo Reis ognuno con un proprio stile e una propria vita, al punto che qualche volta nasce il dubbio che lo stesso Fernando Pessoa altro non sia che una parte, un ennesimo eteronimo di un poeta portoghese che forse si chiamava... Fernando Pessoa. Tabaccheria è considerata da molti una delle sue poesie più belle. Una sola donna nella vita di Pessoa, Ophelia Queiroz .Qui alcune lettere di Fernando e dei suoi "alter ego" a Ophelia. Niente meglio delle sue poesie e dei suoi scritti puà svelare il tormento e il mistero della sua vita.

 tratto da http://www.daneel59.altervista.org/pessoa.htm


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