Visualizzazione post con etichetta Ricardo Piglia. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Ricardo Piglia. Mostra tutti i post

sabato 18 maggio 2024

Profumo di arancio in fiore, promesse vane di un amor, che volarono via con il vento


Ricardo Piglia



Prima di tutto bisogna imparare a soffrire, poi ad amare, poi a partire e alla fine camminare senza pensieri Camminare senza pensieri. Impossibile. La frase di quel tango gli suonò in testa come una inutile illusione. Riccardo Piglia - L'invasione
Primero hay que saber sufrir Después amar, después partir Y al fin andar sin pensamiento Perfume de naranjo en flor Promesas vanas de un amor Que se escaparon en el viento


testo del tango Naranjo en flor, scritto da Homero Aldo Exposito nel 1944
Era más blanda que el agua
Que el agua blanda
Era más fresca que el río
Naranjo en flor
Y en esa calle de estío
Calle perdida
Dejó un pedazo de vida
Y se marchó

Primero hay que saber sufrir
Después amar, después partir
Y al fin andar sin pensamiento
Perfume de naranjo en flor
Promesas vanas de un amor
Que se escaparon en el viento

Después, qué importa del después
Toda mi vida es el ayer
Que me detiene en el pasado
Eterna y vieja juventud
Que me ha dejado acobardado
Como un pájaro sin luz

¿Qué le habrán hecho mis manos?
Qué le habrán hecho
Para dejarme en el pecho
Tanto dolor
Dolor de vieja arboleda
Canción de esquina
Y con un pedazo de vida
Naranjo en flor

Primero hay que saber sufrir
Después amar, después partir
Y al fin andar sin pensamiento
Perfume de naranjo en flor
Promesas vanas de un amor
Que se escaparon con el viento

Después, qué importa del después
Toda mi vida es el ayer
Que me detiene en el pasado
Eterna y vieja juventud
Que me ha dejado acobardado
Como un pájaro sin luz 


mercoledì 23 gennaio 2019

all’improvviso mi rendo conto di qualcosa

Buenas noches

A volte mi succede che all’improvviso mi rendo conto di qualcosa e se mi chiedono perché non so cosa dire.
 

 
Ricardo Piglia

martedì 22 gennaio 2019

No. È sposata, le ho visto la fede.




Gli affanni si ripetevano, s’interrompevano, diventavano un brontolio violento. La voce della donna sembrava esigere di più e, quando ottenne quello che voleva, lasciò scappare un grido, a cui seguirono gemiti e sussurri avidi. L’uomo le parlava a voce bassa, senza smettere, un mormorio interrotto da insulti e da ordini.
 
Wagner si avvicinò alla porta. Poi si inginocchiò all’altezza della serratura. Lo sguardo cadde prima su un pezzo di carta bianco, poi su un bicchiere; poi, vide il luccichio di un anello alla mano destra della donna. Fu solo un istante, perché la donna si allontanò subito, e dopo vide che appoggiava le mani sul pavimento e si faceva cadere all’indietro, nuda, addosso all’uomo che la abbracciava e la obbligava a girarsi. Ciò che vedeva si disintegrava in piccoli dettagli: il copriletto verde si dilatava come fosse un prato, una mano bianca si distendeva per aria senza un senso apparente e un bracciale alla schiava dorato avvolgeva la caviglia della donna.
 
Il maestro Pardo si appoggiò al corpo di Wagner e iniziò anche lui a guardare la scena dal buco. Attraverso la serratura vide la finestra, lo schienale di una sedia e due gambe di donna che sembravano aprirsi nel vuoto. Apparve poi, un’altra volta, il fascino dei corpi nudi, come se avesse infilato la testa sotto il panno nero del fotografo.
 
La posizione ricurva dei corpi che stava osservando gli fece ronzare il sangue nelle orecchie e le voci dall’altro lato della porta mormorarono e poi tacquero. Wagner, lentamente, si alzò. Anche il maestro Pardo si tirò su e si sentì un po’ nauseato.
 
«Se n’è accorto?», disse Wagner. «Lei ci guardava».
«Il tizio era un altro. Viene ogni volta con uno diverso».
«Gliel’ho detto, ha visto? È lei che affitta la stanza».
«Ma non è una zoccola».
«No. È sposata, le ho visto la fede. Si toglie i suoi sfizi».
 
Ricardo Piglia - Pomeriggio dìamore (racconto) - tratto da L'invasione


Fuoco del desiderio

lunedì 21 gennaio 2019

si invecchia solamente

Buenas noches

«Non si cambia, si invecchia solamente. È questo l’inghippo. Continuano a piacermi le stesse cose, ma non posso ottenerle, perché nessuno mi prende sul serio. Solo io rimango fedele ai miei capricci».
 

 
Ricardo Pigliat

domenica 20 gennaio 2019

Il mondo esterno esiste se possiamo ricordarlo

Buenas noches

Il mondo esterno esiste se possiamo ricordarlo, pensò all’improvviso, senza capire troppo bene cosa volesse dire.
 

 
Ricardo Pigliat

Arancio in fiore


Homero Aldo Expósito

Arancio in fiore



Era più pura dell’acqua
dell’acqua pura.
Era più fresca del fiume,
arancio in fiore!

E in quella strada d’estate,
strada perduta,
Ha lasciato un pezzo di vita
e se ne é andata!

Prima di tutto bisogna imparare a soffrire,
poi ad amare, poi a partire
e alla fine a camminare senza pensieri

Profumo di arancio in fiore
vane promesse d’amore
fuggite nel vento.

Dopo che importa del dopo
Tutta la mia vita e in quell'ieri
Che mi trattiene nel passato.

Eterna e vecchia gioventú
che mi  ha lasciato spaventato
come un passero nel buio.

Che le avranno fatto le mie mani?
Che le hanno fatto,
Per lasciarmi nel petto
tanto dolore?”

***

“Era más blanda que el agua
que el agua blanda
Era más fresca que el río,
naranjo en flor

Y en esa calle de estío,
calle perdida,
dejó un pedazo de vida
y se marchó.

Primero hay que saber sufrir,
después amar, después partir
y al fin andar sin pensamiento.

Perfume de naranjo en flor,
promesas vanas de un amor
que se escaparon en el viento.

Después, qué importa del después
Toda mi vida es el ayer
Tutta la mia vita è in quell’ieri
que me detiene en el pasado

Eterna y vieja juventud
que me ha dejado acobardado
como un pájaro sin luz.

Que le habrán hecho mis manos?
Que le habrán hecho,
para dejarme en el pecho
tanto dolor?
 


Homero Aldo Expósito (tango)
Prima di tutto bisogna imparare a soffrire,
poi ad amare, poi a partire
e alla fine a camminare senza pensieri
Camminare senza pensieri. Impossibile. La frase di quel tango gli suonò in testa come un’inutile illusione.
Ricardo Piglia - Il gioielliere




vedeva segnali dappertutto


Ricardo Piglia



Devo chiamarla, pensò. Era superstizioso e vedeva segnali dappertutto. Sapeva che il caso può cambiare la vita in qualsiasi momento.

Il gioelliere (racconto)


sabato 20 maggio 2017

la memoria aliena

Nell'opera di Buroughs, di Pynchon, di Gibson, di Philip Dicksu p.h. Dick,
assistiamo alla distruzione del ricordo personale. O meglio, alla sostituzione della memoria propria con una catena di sequenze e di ricordi estranei.
Non c'é memoria propria nè ricordo vero, tutto il passato é incerto e impersonale.
[...]
I grandi racconti di Borges ruotano attorno all'incertezza del ricordo peronale, sulla vita falsa e l'esperienza artificiale. La chiave di questo universo paranoico non é l'amnesia e l'oblio, ma la manipolazione della memoria e dell'identità. Abbiamo la sensazione di esserci smarriti in una rete che rimanda a un centro la cui sola architettura é malvagia.
[...]
La cultura di massa (o sarebbe meglio dire la politica di massa) é stata vista con molta chiarezza da Borges, come una macchina di produzione di ricordi falsi e esperienze impersonali.
 
Ricardo Piglia
la memoria aliena

La stessa macchina che produce ricordi falsi non fa altro che instillare desideri falsi, indotti, artificiali.


venerdì 21 aprile 2017

Quella donna era diventata un’ossessione.

Ricardo Piglia

Quella donna era diventata un’ossessione.
 
Più stavo male, più mi sentivo isolato, come se mi fosse riuscito ad allontanarmi da ogni cosa ma non dai ricordi di lei che continuavano a rimbalzarmi nella testa.
[...]
Cosa nascondeva? Cosa c’era dietro?

Solo per Ida Brown
Ricardo Piglia     

You might also like:

giovedì 20 aprile 2017

l’immagine indelebile degli avvenimenti che non abbiamo vissuto

Buenas noches

A quanto pareva, stava studiando la precisione dei ricordi, in particolare di ciò che lui chiamava la memoria incerta e l’immagine indelebile degli avvenimenti che non abbiamo vissuto.
 

 
Ricardo Piglia

You might also like:

Non esistevano orizzonti futuri in grado di giustificare gli atti presenti

Ricardo Piglia

Dimenticavano – o non volevano vedere – le conseguenze dei loro atti. Il male è questo: non farsi carico delle conseguenze dei propri atti. Le conseguenze, non i risultati. Le conseguenze, furono queste le sue parole. L’eterno problema è come legare il pensiero all’azione.
[...]
“Nel mio caso l’integrità è una virtù a posteriori,” disse. “Non bisogna mai dare spiegazioni per ciò che si fa, non bisogna mai giustificarsi!”
[...]
Non esistevano orizzonti futuri in grado di giustificare gli atti presenti: si ribellava a una speranza utopica, sempre posposta, cocciutamente posticipata, che si suppone debba rappresentare il fine ultimo dell’azione.

Solo per Ida Brown
Ricardo Piglia     

You might also like:

lunedì 17 aprile 2017

Non riuscivo a smettere di pensare alla stanza vuota dell'hotel

Ricardo Piglia

Non riuscivo a smettere di pensare alla stanza vuota dell'hotel, alla disposizione asettica dei mobili e degli oggetti, al foulard di tulle di Ida che copriva la lampada da notte con un'ombra rossastra. Un'ossessione alberghiera! Usciva nuda dal bagno, il pube florido, le cosce seriche.
 
Tutto era pervaso di Ida, del ricordo delle notti con lei, delle nostre conversazioni, che a volte avevo l'impressione di sentire la sua voce, di vedere il suo corpo nudo nello specchio...

Solo per Ida Brown
Ricardo Piglia     

You might also like:
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...

home