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martedì 26 dicembre 2017

Pietra di paragone (appari)

Octavio Paz

Appari
       aiutami ad esistere

Pietra di paragone
Appari
       aiutami ad esistere
aiutati ad esistere
oh inesistente per cui esisto
oh presentita che mi è presente
sognata che mi sogna
comparsa svanita
vieni vola sopraggiungi svegliati
rompi argini avanza
intrico di bianchezza
marea d’armi bianche
mare sbrigliato che galoppi nella notte
stella innalzata
splendore che ti configgi in seno
(canta ferita chiuditi bocca)
 
appari
      foglia nuda tatuata d’autunno
bell’astro dal calmo movimento di tigre
pigro lampo
aquila immobile ammiccante
cadi penna freccia adornata cadi
suona alla fine l’ora dell’incontro
 
     orologio di sangue
pietra di paragone di questa vita
Octavio Paz


sabato 19 dicembre 2015

la tua assenza



Perchè ricordare? Io non ti ripenso non ti sogno con gli occhi perduti del giorno e non reinvento i nostri corpi in luoghi che ora di essi custodiscono giade senza paragone: tristi e lontani può renderli solo l'equivoco del tempo. La tua assenza come eclisse piena colma il mezzo che ci separa e commuove e d'ogni presenza già traspare quale sfera di vetro che fra piaceri rotola Roberto Concu Serra


mercoledì 22 luglio 2015

eterna presenza


Eterna presenza


Non importa che non ti abbia,
né importa che non ti veda.
Prima ti abbracciavo,
prima ti guardavo,
ti cercavo tutta,
ti volevo intera.
Oggi più non chiedo
agli occhi e alle mani
le ultime prove.
Di stare al mio fianco
ti chiedevo prima;
sì, accanto a me, sì,
sì, però lì fuori.
A me già bastava
sentir le tue mani
darmi le tue mani,
sentire che ai miei occhi
tu davi presenza.
Ma adesso ti chiedo
di più, ben di più
di un bacio o uno sguardo:
di starmi più addosso
di me stesso, dentro.
Come il vento sta
donando, invisibile,
la vita alla vela.
Come sta la luce,
ferma, fissa, immobile,
facendo da centro
che non mai vacilla
al tremulo corpo
della fiamma inquieta.
Come sta la stella,
presente e sicura,
senza voce o tatto,
sul petto disteso,
sereno, del lago.
Quello che ti chiedo
è di essere l’anima
dell’anima mia,
sangue del mio sangue
dentro le mie vene.
È che tu stia dentro
di me come il cuore
mio, che io mai
vedrò, toccherò,
ma il cui palpitare
non sarà mai stanco
di darmi la vita
finché morirò.
E come lo scheletro,
segreto profondo
di me, che soltanto
mi vedrà la terra,
intanto però,
è lui che nel mondo
sostiene il mio peso
di carne e di sogno,
di gioia e di pena
misteriosamente
senza che degli occhi
lo vedano mai.
Quel che ti chiedo
è che la corporea
passeggera assenza
per noi non sia fuga,
mancanza, oblio:
ma che per me sia
possesso totale
dell’anima lontana
eterna presenza.
Pedro Salinas

(Traduzione di Valerio Nardoni)
da “Il corpo, favoloso. Lungo lamento”, Passigli Poesia, 2015


***
Eterna presencia 
No importa que no te tenga, 
no importa que no te vea.
Antes te abrazaba,
antes te miraba,
te buscaba toda,
te quería entera.
Hoy ya no les pido,
ni a manos ni a ojos,
las últimas pruebas.
Estar a mi lado
te pedía antes;
sí, junto a mí, sí,
sí, pero allí fuera.
Y me contentaba
sentir que tus manos,
me daban tus manos,
sentir que a mis ojos
les dabas presencia.
Lo que ahora te pido
es más, mucho más,
que beso o mirada:
es que estés más cerca
de mí mismo, dentro.
Como el viento está
invisible, dando
su vida a la vela.
Como está la luz
quieta, fija, inmóvil,
sirviendo de centro
que nunca vacila
al trémulo cuerpo
de llama que tiembla.
Como está la estrella,
presente y segura,
sin voz y sin tacto,
en el pecho abierto,
sereno, del lago.
Lo que yo te pido
es sólo que seas
alma de mi ánima,
sangre de mi sangre
dentro de las venas.
Es que estés en mí
como el corazón
mío que jamás
veré, tocaré,
y cuyos latidos
no se cansan nunca
de darme mi vida
hasta que me muera.
Como el esqueleto,
el secreto hondo
de mi ser, que sólo
me verá la tierra,
pero que en el mundo
es el que se encarga
de llevar mi peso
de carne y de sueño,
de gozo y de pena
misteriosamente
sin que haya unos ojos
que jamás le vean.
Lo que yo te pido
es que la corpórea
pasajera ausencia
no nos sea olvido,
ni fuga, ni falta:
sino que me sea
posesión total
del alma lejana,
eterna presencia.
Pedro Salinas
de “Largo lamento”, Alianza Editorial, 1989


anima gentile



  Proteggere dalle avversità,
dalle disgrazie, dalle vuote presenze...
Preservare finanzhe da se stessi
e
salvi l'anima

D.N.

mercoledì 8 luglio 2015

giovedì 18 giugno 2015

lunedì 8 giugno 2015

felicità, anima senza corpo



Di te presenza e assenza
ombra l’una dell’altra,
ombre mi danno e mi tolgono.
(E le mie braccia aperte!)
Ma la tua carne è negata,
negate le tue labbra,
felicità, anima senza corpo,
ombra pura.


Pedro Salinas

martedì 26 maggio 2015

Ho bisogno di poesia


Ho bisogno di poesia
questa magia che brucia
la pesantezza delle parole
che risveglia le emozioni e dà colori nuovi.


Io non ho bisogno di denaro
ho bisogno di sentimenti
di parole
di parole scelte sapientemente
di fiori detti pensieri
di rose dette presenze
di sogni che abitino gli alberi
di canzoni che facciano danzare le statue
di stelle che mormorino
all’orecchio degli amanti.
Ho bisogno di poesia
questa magia che brucia
la pesantezza delle parole
che risveglia le emozioni e dà colori nuovi.

Alda Merini

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