mercoledì 31 maggio 2017

L’anno ha sedici mesi

Buenas noches

L’anno ha sedici mesi: novembre
dicembre, gennaio, febbraio, marzo, aprile
maggio, giugno, luglio, agosto, settembre
ottobre, novembre, novembre, novembre, novembre."
 

 
Henrik Nordbrandt
"Come sono corte le giornate di novembre, com’è lungo il buio."
Lisa Corva

It was a good day








Mi sembrava di vedere quelle cose attraverso i ricordi di mia madre


Pedro Paramo

Juan Rulfo





Era il tempo della canicola, quando l’aria di agosto è terribilmente appestata dall’odore putrido delle saponarie.
La strada saliva e scendeva: “in salita e in discesa a seconda se si va o se si viene. Per chi va, sale; per chi viene, scende.”
“Come ha detto che si chiama quel paese che si vede laggiù?”
“Comala, signore.”
“Come, siamo già a Comala?”
“Sicuro, signore.”
“E perché tutto appare così triste?”
“Sono i tempi, signore.”
Mi sembrava di vedere quelle cose attraverso i ricordi di mia madre: la sua nostalgia, fra ritagli di sospiri. In tutta la sua vita non aveva fatto altro che sospirare per Comala, per ritornarvi; ma non c’era mai tornata. Ora sono qui io al suo posto. Vedo tutto con gli occhi con cui lei guardò queste cose, perché mi ha dato i suoi occhi per vederle: “Là, dopo il porto di Los Colimotes, c’è il panorama bellissimo di una verde pianura, qua e là giallastra per il granoturco maturo. Di là si vede Comala che tinteggia di bianco la campagna e di notte la illumina.” E la sua voce era sommessa, quasi spenta, come se parlasse tra sé… Mia madre.
“E perché va a Comala, se è lecito?” sentii chiedermi.
“Vado a trovare mio padre,” risposi.
“Ah!” fu il commento.
E tornò il silenzio.
 
Juan Rulfo

E i conti non tornano più


Così le cose si mischiano
e confondono
E le cose della vita non tornano piu
Anche se stai guardare le foto dei ricordi
di quello che è stato.


 
E i conti non tornano più

A volte
Se fissi troppo lo sguardo
In un punto preciso
Si confondono
I contorni
 
A volte
Più fissi lo sguardo
Più sfumano le linee
E tutto
Sembra un tutt'uno.
 
Come i numeri che si accavallano
E mischiano e
Le tabelline non tornano più
Quando stai troppo sui libri di scuola
 
Così le cose si mischiano
e confondono
E le cose della vita non tornano piu
Anche se stai guardare le foto dei ricordi
di quello che è stato.

D.N. 30/05/2017


Le unghie dei piedi

 Henrik Nordbrandt

sono lunghe come pomeriggi d'estate
col mare e una musica pigra, i gelati sul ponte
e la notte stellata che si avvicina.

Le unghie dei piedi
Già le unghie dei piedi sono un lontano presagio
dell'incantevole punto in cui le gambe si incontrano.
Poi segue la curva del piede, e le stesse gambe
 
sono lunghe come pomeriggi d'estate
col mare e una musica pigra, i gelati sul ponte
e la notte stellata che si avvicina.

 Henrik Nordbrandt

martedì 30 maggio 2017

Un giorno non ci sarà più nessuno per ricordarsene


Memoria di ragazza

Annie Ernaux






Il tempo davanti a me si accorcia. Ci dovrà essere un ultimo libro, come c'è un ultimo amante, un'ultima primavera, ma nessun segnale per saperlo prima. l'idea che potrei morire senza aver scritto...
[---]
Un giorno non ci sarà più nessuno per ricordarsene. Ciò che è stato vissuto da quella ragazza, e da nessun'altra, resterà inspiegato, vissuto invano.
 
Annie Ernaux

Noi e il nostro essere qui

Franco Arminio
fraterni con gli alberi
e le formiche, devoti
alla neve, al sole,
al vento.

Noi e il nostro essere qui,
Noi e il nostro essere qui,
noi che dobbiamo essere piu' cielo
e piu' terra, noi che dobbiamo
meravigliarci di essere qui
e cantare,
guardare con occhi generosi
e sorridenti.
Vivere troppo non serve a niente,
serve vivere il poco,
fraterni con gli alberi
e le formiche, devoti
alla neve, al sole,
al vento.
 
Franco Arminio

Que te vaya bonito





Que te vaya bonito - Vicente  Fernandez

Ojala que te vaya bonito
Ojala que se acaben tus penas
Que te digan que yo ya no existo
Que conozcas personas mas buenas
Que te den lo que no pude darte
Aunque yo te haya dado de todo
Nunca mas volveré a molestarte
Te adore, te perdí, ya ni modo

Cuantas cosas quedaron prendidas
Hasta dentro del fondo de mi alma
Cuantas luces dejaste encendidas
Yo no se como voy a apagarlas

Ojala que mi amor no te duela
Y te olvides de mi para siempre
Que se llenen de sangre tus venas
Y te vista la vida de suerte
Yo no se si tu ausencia me mate
Aunque tengo mi pecho de acero
Pero nadie me llame cobarde
Sin saber hasta donde la quiero

Cuantas cosas quedaron prendidas
Hasta dentro del fondo de mi alma
Cuantas luces dejaste encendidas
Yo no se como voy a apagarlas

Ojala que te vaya bonito

Que te vaya bonito

Che tutto ti vada bene che finiscano le tue pene Che ti dicano che non esisto ormai Che ti diano ciò che non ho potuto darti malgrado ti abbia dato tutto mai più tornerò a molestarti ti ho adorato, t'ho perduta, ormai non c'è modo Quante cose sono rimaste incendiate fin dentro il fondo dell'anima mia Quante luci hai lasciato accese e non so come spegnerle Che il mio amore non ti dolga e ti dimentichi di me per sempre [....]

Il letto in cui ci amavamo

Carol Ann Duffy

Le perle del mio amore
erano una pioggia di stelle cadenti come baci.

Il letto in cui ci amavamo
Il letto in cui ci amavamo era un mondo vorticoso
di foreste, castelli, fiaccole, scogliere, mari
in cui lui si tuffava in cerca di perle.
 
                   Le perle del mio amore
erano una pioggia di stelle cadenti come baci.
 
Carol Ann Duffy

lunedì 29 maggio 2017

Sullo spigolo

Elisa Biagini

Sullo spigolo del
congedo mi sbuccio
il respirare.

Sullo spigolo

Sullo spigolo del
congedo mi sbuccio
il respirare.
                 Il fiato
rammendato col
filo più scuro:
                 d'abbandono.


Elisa Biagini
 

La verità della storia e la verità della letteratura


[…] la missione della letteratura è esplorare tutte le infinite possibilità dell’umano, incluse naturalmente le più mostruose.
 
La storia non ha senso, è un caos. Quello che fa l’arte, e il romanzo in particolare, e manipolare quella realtà per darle una forma e un senso.
 
[…] la verità della storia è una verità che cerca di fissare quanto è avvenuto a determinate persone in un determinato momento e luogo; al contrario, la verità della letteratura è una verità che cerca di fissare ciò che avviene a tutti gli uomini in qualsiasi luogo e momento.
 
Javier Cercas


Venni a Comala


Pedro Paramo (Incipit 1)

Juan Rulfo





Venni a Comala perché mi avevano detto che qui viveva mio padre, un certo Pedro Páramo. Fu mia madre a dirmelo. E io le promisi che, dopo la sua morte, sarei andato a trovarlo. Le strinsi le mani per confermarle la mia promessa; stava per morire, e io, in quel momento, avrei fatto qualunque cosa. “Va a trovarlo, ti prego, non te ne dimenticare,” mi raccomandò. “Si chiama così e così. Sono certa che sarà contento di conoscerti.”
Date le circostanze non potei fare a meno di assicurarle che sarei andato certamente, e glielo ripetei tante e tante volte che, infine, continuai a dirlo anche dopo, quando mi fu difficile sciogliere le mie mani dalle sue, fredde e inerti.
Prima ancora mi aveva detto:
“Non andare a chiedergli nulla. Pretendi soltanto quello che ci spetta. Quello che era obbligato a darmi e che non mi ha mai dato… Fagli pagar caro, figlio mio, di averci abbandonati.”
“Farò come vuoi tu, mamma.”
Ma non pensavo di mantenere la mia promessa.
Finché un bel giorno, a un tratto, la mia testa cominciò a riempirsi di sogni, a inseguire chimere. E così, a poco a poco, ho costruito tutto un mondo intorno a quella speranza che era il signor Pedro Páramo, marito di mia madre. Per questo sono venuto a Comala.
 
Juan Rulfo

Come un sugo o una tisana


Che poi i ricordi
Ingarbugliano e confondono
E stanno lì fino alla prossima canzone


 
Come un sugo o una tisana

E vivilo
Quel pensiero
Portalo avanti
Come un sugo
 
Lento e paziente
Bollente e impetuoso
Ma i sughi
Schizzano
Scottano
E Bruciano
Fino ad estinguersi
 
E vivilo
Quel pensiero
Portalo avanti
Come una tisana
 
Piano scalda
E fino a bollire
E poi piano
Si Cheta
Ti Cheta gli umori
E li placa
Fino a freddare
 
E vivilo
Quel pensiero
Finchè  ce l'hai
Finchè è chiaro
Finchè rinasce
Che poi i ricordi
Ingarbugliano e confondono
E stanno lì fino alla prossima canzone

D.N. 21/05/2017

Samba Em Preludio





Samba Em Preludio - Esperanza Spalding

Eu sem você não tenho porquê
Porque sem você não sei nem chorar
Sou chama sem luz, jardim sem luar
Luar sem amor, amor sem se dar
 
Em sem você sou só desamor
Um barco sem mar, um campo sem flor
Tristeza que vai, tristeza que vem
Sem você, meu amor, eu não sou ninguém
 
Ah, que saudade
Que vontade de ver renascer nossa vida
Volta, querida
Os meus braços precisam dos teus
Teus braços precisam dos meus
 
Estou tão sozinho
Tenho os olhos cansados de olhar para o além
Vem ver a vida
Sem você, meu amor, eu não sou ninguém
Sem você, meu amor, eu não sou ninguém.


perchè senza di te non so nemmeno piangere

Non era niente

Franco Arminio
non chiedere, non mendicare.
Segui la terra, regala le tue vertebre
ai passanti.
Alla fine dei tuoi giorni
resteranno le tue imprudenze,
più che i calcoli e gli indugi
resteranno i canti.

Non era niente
Non era niente,
pensa che alla fine di tutto potrai dire
questa frase
perché la vita in fondo
è un falso allarme.
Intanto considera
che quasi mai la realtà congiura,
più spesso gira via per conto suo.
Considera che i tuoi amici
non possono occuparsi solo di te,
considera che aiutare è più saggio
che chiedere aiuto.
È vero, chi non spinge
ti respinge, chi non ti ama
non merita nulla, ma allora
ogni attimo sia devoto e santo,
squarcia il tuo tempo
coi lampi dell’offerta,
non chiedere, non mendicare.
Segui la terra, regala le tue vertebre
ai passanti.
Alla fine dei tuoi giorni
resteranno le tue imprudenze,
più che i calcoli e gli indugi
resteranno i canti.
 
Franco Arminio
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