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martedì 13 agosto 2019

la bellezza non ha causa

Emily Dickinson

Sai afferrare le crespe
del prato quando il vento
vi avvolge le sue dita?


La Bellezza non ha causa
La Bellezza non ha causa:
esiste.
Inseguila e sparisce.
Non inseguirla e appare.

Sai afferrare le crespe
del prato quando il vento
vi avvolge le sue dita?
Iddio provvederà
perché non ti riesca.

Emily Dickinson


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mercoledì 26 settembre 2018

chissà se sono abbastanza bella per te

Rupi Kaur
lei è tanto straordinaria
da far dimenticare al mio corpo di avere ginocchia
scrivilo in una lettera e indirizzala
alle parti di me più insicure

chissà se sono abbastanza bella per te

 
chissà se sono
abbastanza bella per te
o se sono bella e basta
cambio ciò che indosso
cinque volte prima di vederti
domandandomi quali jeans rendano
il mio corpo più allettante da spogliare
dimmi
c’è qualcosa che io possa fare
per farti pensare
lei
lei è tanto straordinaria
da far dimenticare al mio corpo di avere ginocchia
scrivilo in una lettera e indirizzala
alle parti di me più insicure
la tua sola voce mi porta alle lacrime
il tuo dirmi che sono bella
il tuo dirmi che basto
 
Rupi Kaur

martedì 29 agosto 2017

Per noi

Beatrice Niccolai

Per noi
che vinciamo solo da perdenti
e sappiamo ridere
dei giochi di luce riflessi
delle onde

Per noi
Per noi
che guardiamo gli alberi
e ci innamoriamo
delle foglie cadenti
perchè inciampano come noi
anche sull'aria.
 
Per noi
che vinciamo solo da perdenti
e sappiamo ridere
dei giochi di luce riflessi
delle onde
senza l'incauto bisogno di sconfiggerle.
 
Per noi
che preghiamo in silenzio
perchè neanche la voce
diventi urto
o offesa al silenzio,
per noi
che ci addormentiamo
con sogni vivi
mentre quella metà del nero
che ci divora o ci manca,
si placa.
 
Per noi
è quella preghiera silenziosa
che non ha niente da consacrare
perchè l'offesa
- mentre fioriscono gli alberi -
ci ha già perdonati.
 
Beatrice Niccolai

GOFFREDO legge "PER NOI" di Beatrice Niccolai
poesia estrapolata da Futuro Interiore"
Musica di N.Fabi Indie (strumentale)


domenica 28 maggio 2017

la bellezza







sabato 15 aprile 2017

Rose perenni - la bellezza delle donne

Titos Patrikios
Resta nei desideri suscitati un tempo
nelle parole giunte anche in ritardo
nell’esplorazione incerta della carne
nei drammi mai venuti alla luce
nel riflettersi delle separazioni,

Rose perenni
La bellezza delle donne che ci hanno cambiato la vita
più profondamente di cento rivoluzioni
non si perde, non dilegua con gli anni
per quanto svaniscano i tratti
per quanto si deformino i corpi.
Resta nei desideri suscitati un tempo
nelle parole giunte anche in ritardo
nell’esplorazione incerta della carne
nei drammi mai venuti alla luce
nel riflettersi delle separazioni,
nelle identificazioni totali.
La bellezza delle donne che cambiano la vita
resta nelle poesie scritte per loro
rose perenni che effondono sempre lo stesso profumo,
rose perenni, come da sempre dicono i poeti.


Titos Patrikios

sabato 11 marzo 2017

Ricordo il terrore delle prime rughe

Gioconda Belli

Dopo tutto,
l’anima,
fortunatamente,
è come il vino.
Che mi beva chi mi ama,
per assaporare me.

Ricordo il terrore delle prime rughe


Ricordo il terrore delle prime rughe.
Pensando: adesso sì. Già è arrivata l’ora.
Le linee delle risate marcate sulla mia faccia
anche attraverso della più assoluta serietà.
Io, di fronte allo specchio,
cercando di dissolverle con le mie mani,
lisciandomi le guance, una e un’altra volta ,
senza risultato.
Poi c’è stato il mio specchiarmi furtiva
nelle vetrine dei negozi
chiedendomi se la luce del giorno le avrebbe rese più evidenti,
se chi mi osservava dal lato opposto della strada
stava biasimando la mia incapacità a restare giovane,
incolume davanti allo scorrere del tempo.
Ho vissuto i primi segni dell’età
con la vergogna di chi ha fallito.
Come uno studente che non supera l’esame
e deve camminare per la strada
con i brutti voti esposti davanti a tutti
-Noi donne ci sentiamo in colpa
per invecchiare,
come se passata la gioventù della bellezza,
poco ci restasse da offrire,
e dovremmo fare silenzio;
uscire e lasciare spazio alla giovinezza,
ai volti e i corpi innocenti
che non hanno ancora commesso il peccato
di vivere più in là dei trenta o i quaranta anni
Non so quando ho deciso di ribellarmi.
Non accettare che solo mi concedano come valore
i dieci o venti anni con la pelle di mela;
sentirmi orgogliosa dei segni
della mia maturità.
Adesso,
grazie a questi ragionamenti
ogni volta mi soffermo di meno
di fronte allo specchio.
Passo al di sopra
della comparsa delle
inevitabili linee
nella mappa della vita del volto
Dopo tutto,
l’anima,
fortunatamente,
è come il vino.
Che mi beva chi mi ama,
per assaporare me.

***

Recuerdo el terror de las primeras arrugas.
Pensar: Ahora sí. Ya me llegó la hora.
Las líneas de la risa marcadas sobre mi cara
aun en medio de la más absoluta seriedad.
Yo, frente al espejo,
intentando disolverlas con mis manos,
alisándome las mejillas, una y otra vez,
sin resultado.
Luego fue la mirada furtiva de mi reflejo en los escaparates
preguntarme si la luz del día las haría más evidentes,
si el que me observaba desde la otra acera
estaría censurando mi incapacidad de mantenerme joven,
incólume ante el paso del tiempo.
Viví esas primeras marcas de la edad
con la vergüenza de quien ha fallado.
Como una estudiante que reprueba el examen
y debe caminar por la calle
con las malas notas expuestas ante todos.
–Las mujeres nos sentimos culpables por envejecer,
como si pasada la juventud de la belleza,
apenas nos quedara que ofrecer,
y debiéramos hacer mutis;
salir y dejar espacio a las jóvenes,
a los rostros y cuerpos inocentes
que aún no han cometido el pecado
de vivir más allá de los treinta o los cuarenta–.
No sé cuándo dispuse rebelarme.
No aceptar que sólo se me concedieran como válidos
los diez o veinte años con piel de manzana;
sentirme orgullosa de las señales
de mi madurez.
Ahora,
gracIas a estos razonamientos
cada vez me detengo menos
frente al espejo.
Paso por alto
la aparición de
inevitables líneas
en el mapa de vida del rostro.
Después de todo,
el alma,
afortunadamente,
es como el vino.
Que me beba quien me ame,
que me saboree.

Gioconda Belli

domenica 15 gennaio 2017

domenica 11 settembre 2016

I tuoi piedi

Pablo Neruda

Ma non amo i tuoi piedi
se non perché camminarono
sopra la terra e sopra
il vento e sopra l'acqua,
fino a che m'incontrarono.

I tuoi piedi
Quando non posso guardare il tuo volto
ecco, guardo i tuoi piedi.

I tuoi piedi d'osso inarcato,
i tuoi piccoli piedi duri.

Io so che ti sostengono,
e che il tuo dolce peso
su di essi s'innalza.

La tua cintura e i tuoi seni,
la duplicata porpora
dei tuoi capezzoli,
la scatola dei tuoi occhi
che hanno appena volato,
la bocca ampia di frutto,
la tua chioma rossa,
piccola torre mia.

Ma non amo i tuoi piedi
se non perché camminarono
sopra la terra e sopra
il vento e sopra l'acqua,
fino a che m'incontrarono.
 
Pablo Neruda


martedì 28 giugno 2016

so quanto tu sia comunque bello

Frida Kahlo - lettera a Diego Rivera


Anche se mi dici che ti vedi molto brutto quando ti guardi allo specchio con i tuoi capelli corti, io non ci credo, so quanto tu sia comunque bello e l’ unica cosa che rimpiango è di non essere lì a baciarti e a prendermi cura di te, anche se ogni tanto ti disturberei con i miei brontolii.
Ti adoro, Diego mio.
Mi sento come se avessi lasciato il mio bambino e sento che tu hai bisogno di me…
Non posso vivere senza il mio chiquito lindo , la casa senza di te non è niente.
Senza di te tutto mi sembra orribile.
Ti amo più che mai e ogni momento di più.
Ti mando tutto il mio amore.
La tua niña chiquititita »
 
10 settembre 1932 (lettera a Diego Rivera)

Frida Kahlo




mercoledì 15 giugno 2016

aver cura della bellezza

Gonzalo
La sincerita´ .... non si rivela nei momenti di perfezione e destrezza, ma al contrario in un momento di lapsus, errore, indisposizione e patetica debolezza.
Orhan Pamuk

La verità è sfuggente e mutevole. Ha molte facce ombre e rovesci.
E' stupido pensare di poter ingabbiare dentro degli schemi i comportamenti.
Le relazioni affettive, tanto più sono profonde tanto più sfuggono alle convenzioni e alle regole, perche caratterizzate da una unicità che le rende incomparabili, fuori da ogni canone prestabilito, anche sul piano etico.


Se ci sforziamo di guardare con gli occhi dell'altro, se cerchiamo di guardare non i fatti ma i sentimenti e le ragioni che generano i comportamenti dell'altro....
- Ho fiducia in te, la tua scelta non è frutto del capriccio o dell'egoismo, ma ho fiducia in te affido il mio bene nelle tue mani senza paura..


Se abbiamo cura dell'altro, della nostra relazione con l'altro, del suo bene e della sua liberta..
questo fragilissimo equilibrio di armonie, tanto più fragile quanto più profondo......
 

la cura

pensieri in volo

Tutte le cose belle
hanno bisogno di cura
 
@_ironica_1

la cura

Il tuo nome scivola giu


lettere immaginarie
Il tuo nome scivola giù 
finchè scompare dallo schermo -
sono buie ora le stanze che 
abitavi 

Come abbiamo potuto sciupare tanta bellezza?
per chi, per cosa?

Marcello C.





martedì 7 giugno 2016

Anche se mi dici che ti vedi molto brutto

Frida Kahlo - lettera a Diego Rivera


Anche se mi dici che ti vedi molto brutto quando ti guardi allo specchio con i tuoi capelli corti, io non ci credo, so quanto tu sia comunque bello e l’ unica cosa che rimpiango è di non essere lì a baciarti e a prendermi cura di te, anche se ogni tanto ti disturberei con i miei brontolii.
Ti adoro, Diego mio.
Mi sento come se avessi lasciato il mio bambino e sento che tu hai bisogno di me…
Non posso vivere senza il mio chiquito lindo , la casa senza di te non è niente.
Senza di te tutto mi sembra orribile.
Ti amo più che mai e ogni momento di più.
Ti mando tutto il mio amore.
La tua niña chiquititita »

10 settembre 1932 (lettera a Diego Rivera)

Frida Kahlo




carteggio Kahlo & Rivera, Diego Rivera, disperazione, eros, Frida Kahlo, lettere, mi manchi

sabato 4 giugno 2016

La grazia e la bellezza

Giacomo Leopardi
Alcuni difettuzzi in un viso, piacciono assai, e paiono grazie a molti.
Chi s’innamora di un naso rincagnato (come quel Sultano di Marmontel), chi di un occhio un po’ falso ec. Un parlar bleso ec. a molti par grazia. E si vedono tuttogiorno, amori nati appunto da stranezze o difetti della persona amata. Così nello spirito e nel morale.
Il primo amore dell’Alfieri fu per una giovane di una certa protervia che mi faceva, dic’egli, moltissima forza. E di questo genere si potrebbero annoverare infinite cose che paiono graziosissime e destano fiamma in questo o in quello, e ad altri parranno tutto il contrario.
Così un viso di quel genere che chiamano piccante, vale a dire imperfetto, e irregolare, fa ordinariamente più fortuna di un viso regolare e perfetto.
[...]
Se la sorpresa è spesso compagna della grazia, è certo che questa è ben diversa dalla sorpresa, cioè perchè una cosa sia graziosa, non basta che sorprenda, bisogna che sia di quel tal genere, e questo genere che cos’è?
 
non la sola naturalezza, come abbiamo veduto; non il perfetto, anzi spesso il difettoso, l’irregolare, e lo straordinario; non tutto l’imperfetto, l’irregolare, e lo straordinario, com’è manifesto: che cosa dunque?
Concedo che spesso il sentimento della grazia contenga sorpresa, ma non è grazioso per questo che sorprende, altrimenti tutto il sorprendente sarebbe grazioso, ma perch’è un certo non so che.
[...]
Un viso piccante ed irregolare nous plaît veramente d’abord e senz’altro, e qui non c’entra l’aver saputo vincere il difetto ec. Si vede ch’esso stesso contiene propriamente in se una qualità piacevole distinta da tutto il resto. È vero che un viso irregolare piace con una certa sorpresa, ma quel che piace non è solamente nè principalmente la sorpresa, altrimenti un viso mostruoso piacerebbe di più.
[...]
la grazia consiste in un certo irritamento nelle cose che appartengono al bello e al piacere
 
Perciò la grazia va definita semplicemente, un irritamento nelle cose che appartengono al bello, tanto sensibile, quanto intellettuale, come il bello poetico ec.

     Giacomo Leopardi
Zibaldone

 

martedì 31 maggio 2016

Non ci sono canoni o bellezze regolari,

Buenos Dias !

Non ci sono canoni o bellezze regolari,
armonie esteriori,
ma tuoni e temporali devastanti
che portano ad illuminare un fiore,
nascosto, di struggente bellezza.
 

Frida kahlo

sabato 28 maggio 2016

la bellezza non si può possedere

Erich Fromm
Un “Avere” deve possedere un fiore, lo coglie, lo fa suo. Un “Essere” ne contempla la bellezza, godendo di questo, percependolo per immaginare altri orizzonti.

     Erich Fromm
Avere o essere

 

come ti ricordo

Marcello C. & Gabriella R.


«Come mi ricordi?»
 
«Con stupore. Perche’ ogni volta che ti vedo, la tua bellezza è sempre piu' grande di come io la ricordavo

     Marcello C.

martedì 24 maggio 2016

peso forma



la bellezza non è quella che vogliono farci credere

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