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domenica 19 febbraio 2017

miei capelli di miele

Antonio Tabucchi

Occhi miei chiari, miei capelli di miele, i momenti d'amore che in questi cinque anni ho vissuto con te sono stati sublimi, anche se essi erano rari, scanditi da intervalli che mi parevano lunghissimi.
 
Antonio Tabucchi
Si sta facendo sempre più tardi


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venerdì 17 febbraio 2017

perché io non potrei mai essere lui

Antonio Tabucchi

Non è perché sei brava, è perché sei stanca: stanca delle mie parole sconnesse, stanca di morire ogni sera. E forse hai anche voglia di amare, in una forma che io non ho mai saputo darti. Conosci i rischi che il nuovo amore ti darà, ma li preferisci alla mia inconcludente follia.
 
Sarai sedotta dal Don Giovanni, perché essere sedotta è il tuo ruolo, e sedurti il suo. Ma almeno, per il tempo che ti resta, quale novità, che boccata d'ossigeno!
 
A me non piace Don Giovanni, e non potrei essere un buon attore per quel personaggio.
 
Anche se non sembra è più tragico di me, seppure così educato, e apparentemente spensierato, e cortese, e con un grande senso della civiltà dei costumi, è molto più pazzo di me, perché è banale, anzi, for-se è un vecchio idiota che intende il mondo come una fem-mina, e che vorrebbe copulare con esso.
 
E' un semi-impotente, e per eccitarsi ha bisogno di esercitare le sue misere arti della seduzione. Lascerò che le eserciti su di te, e che faccia il suo ruolo, come il copione richiede, perché io non potrei mai essere lui.
 
Antonio Tabucchi
Si sta facendo sempre più tardi


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mercoledì 15 febbraio 2017

l'ultimo dei colpevoli, e il più vile.

Antonio Tabucchi

nel buio canticchiavo piano piano Voce 'e notte, come se con il cantare nel buio quella canzone la mia voce ti potesse raggiungere augurandoti di tro-vare il tuo onesto sposo, un uomo che ti volesse bene e che ti potesse abbracciare la notte e che nel suo abbraccio tu potessi dimenticare il male che ti avevo fatto, e che fosse una persona buona, e senza colpe, e un innocente, e non fosse vittima di nessuno, perché intanto, nel sentirmi vittima, io non ero più innocente, e con te mi ero reso l'ultimo dei colpevoli, e il più vile.
 
Antonio Tabucchi
Si sta facendo sempre più tardi


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martedì 14 febbraio 2017

nonostante tutto la vita continua

Antonio Tabucchi

Hai spalancato porte e finestre e, come dici nella lettera, la casa non ti è sembrata abitata da fantasmi, il sentimento della mia assenza non ti è parso più angosciante, ti sei fatta un tè, ti sei infilata un pullover, e hai capito che tutto non era così spaventoso come ti era sembrato, e che nonostante tutto la vita continua.
 
Antonio Tabucchi
Si sta facendo sempre più tardi


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lunedì 13 febbraio 2017

e mi è bastato....perché da solo capissi che lui era tornato.

Antonio Tabucchi

E' bastato andarcene a letto, in quel grande letto dove ci siamo amati tante volte, e mi è bastato, senza che tu dicessi niente, perché da solo capissi che lui era tornato. Perché, dopo oltre cinque anni di amore, per la prima volta, ieri notte, mi hai baciato il membro. E io, mentre tu mi regalavi quello che mai mi avevi regalato, ripensavo a una poesia di cui conservavo un vivo ricordo, una poesia che dice che tutto quello che fino ad allora ero stato e ciò che mi era stato negato ormai mi era liberamente offerto, e il tuo non era omaggio di schiava accucciata nel buio, ma regalo di regina che diventava cosa mia, mi circolava nel sangue, e il mio tempo di ragazzo e il tempo che mi restava da vivere rifiorivano mescolati insieme, perché tu mi baciavi il membro.
 
E poi la tua passione è scoppiata con un'intensità che mai aveva avuto, e quando ti ho penetrata ti è bastato un istante, un minuscolo istante per quel suono di piacere e di liberazione e di disperazione grandiosa che mai avevo sentito uscire così alto dalla tua bocca, e ah, finalmente, anche tu avevi raggiunto il tuo "petit rien", che è il succedaneo dell'assoluto.
 
Antonio Tabucchi
Si sta facendo sempre più tardi


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domenica 12 febbraio 2017

E tu mi guardavi nella penombra come non mi hai mai guardato in questi cinque anni

Antonio Tabucchi

E tu mi guardavi nella penombra come non mi hai mai guardato in questi cinque anni, avevi gli occhi umidi, e nelle tue pupille guizzava la fiamma della candela. E io ho capito che c'era una nota di strazio in quel tardivo amore che sentivi per me e che era giunto alla fine, perché l'altro è più grande e il nostro impossibile. Ma che, allo stesso tempo, il dolore che provavi nel recarmi dolore, rendeva l'amore che hai per me più prezioso e intenso, e ad esso potevi abbandonarti come in un impeto di smemoratezza e di resa. E così non c'è stato neppure bisogno che tu mi dicessi "la cosa importante" per la quale apparentemente eri venuta.
 
Antonio Tabucchi
Si sta facendo sempre più tardi


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lunedì 30 gennaio 2017

i momenti d'amore che in questi cinque anni ho vissuto con te sono stati sublimi

Antonio Tabucchi

Occhi miei chiari, miei capelli di miele, i momenti d'amore che in questi cinque anni ho vissuto con te sono stati sublimi, anche se essi erano rari, scanditi da intervalli che mi parevano lunghissimi e riservati a qualche privilegiato fine settimana, a incontri che cercavamo sempre di far sembrare casuali, e in essi ho provato il godimento dell'amore fisico più alto di tutta la mia vita.
 
Eppure, anche negli attimi di maggiore passione mi pareva che qualcosa mancasse per raggiungere quell'estasi totale che era lì, a portata di mano, e che pareva non lasciarsi cogliere nella sua compiutezza: un "petit rien" che non sapevo quale fosse, e neanche tu, forse la consapevolezza che il nostro amore era troppo segreto, e dunque troppo libero, e dunque gratuito, il che lo privava di quella punta di malizia o di senso del peccato che potesse conferire a una storia insolita come la nostra quel brivido sotterraneo, quella spezia che lo rende più raro e più febbrile
 
Perché questa notte trascorsa, questa sublime notte chiara e senza vento che il calendario cattolico ha scelto per una delle sue feste più belle, anche per me è stata un'ascensione, nel senso più terreno del termine, perché sono salito al settimo cielo, quello dove il piacere è più totale e assoluto. Il nostro era un appuntamento preso da tempo, e agli appuntamenti tu non sei mai mancata
 
Ma c'era qualcosa che ti allarmava, l'ho capito dalla telefonata che mi hai fatto: devo dirti una cosa, una cosa importante e definitiva, vengo solo per questo, ma solo per questo, capisci?, non per quello che pensi tu.
 
Antonio Tabucchi
Si sta facendo sempre più tardi


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sabato 28 gennaio 2017

pensare di tenerti tra le braccia sempre mi è apparso un grande privilegio.

Antonio Tabucchi

Amore mio, perdonami se ti chiamo ancora così come ti chiamavo allora, dopo tutti questi anni, ma non so proprio come chiamarti.
Come ci si rivolge alla donna amata che ci disse ciao a domani e che si abbandonò senza neppure lasciarle un biglietto di spiegazione?
 
Perché l'amore mio lo sei stata per tutta la mia vita, e anche la mia donna, perché le rare donne che ho avuto sono state incontri furtivi per la soddisfazione della carne, e invece ogni notte, quando cercavo di addormentarmi, abbracciando l'aria accanto a me nel mio letto solitario, ti dicevo amore mio, e il fatto di pensare di tenerti tra le braccia sempre mi è apparso un grande privilegio.
 
Antonio Tabucchi
Si sta facendo sempre più tardi

sei sempre con me

Antonio Tabucchi

Eppure vedi come ancora ti ricordiamo, ti ricordo. Sei sempre con me, lo sai, mi accompagni in ogni momento della mia vita. Anche se ora essa funziona al dieci per cento.
 
Ma quando funzionava al cento per cento come la tua, come fu bello, e come fu grande la nostra passione. Così grande che le cellu-le del mio corpo ne sono ancora imbevute, come una spugna che conserva l'acqua marina che la nutrì.
 
Perché dopo, mia cara, è stata solo acqua dolce, spesso dolciastra, e che senso ha, mi chiedo, vivere ancora senza che nessun sale ravvivi il mio palato? A cosa serve un'arpa con una corda sola?
 
 Si 'sta voce te sceta 'int'a nuttata

mentre t'astrigne 'o sposo imo vicino,

stalle scelata, si vuò sta scetata,

ma fa' vede ca duortne, a suonno chino   
Antonio Tabucchi
Si sta facendo sempre più tardi

giovedì 26 gennaio 2017

La maschera è stanca

Antonio Tabucchi

La maschera è stanca.
Mia dolce Ofelia, arriva sempre il momento in cui capisci che l'illusione successiva dei giorni, o la loro musica, è giunta al suo termine.
 
Se era illusione, è come quando, al momento dell'alba, i contorni del reale, da sfumati che erano, sono investiti dalla luce che cresce e si fanno nitidi, taglienti come lame, e senza re-missione.
 
Se era musica, è come se le note di un'orchestra, dopo il moto allegro, lo scherzoso, l'adagio e l'allegro mae-stoso si facessero solenni e si spengessero lentamente: le luci si abbassano e il concerto è finito.
 
Antonio Tabucchi
Si sta facendo sempre più tardi

mercoledì 25 gennaio 2017

ma tu amore mio ci sarai di nuovo?

Buenos dias

Ma tu, amore mio, ci sarai di nuovo?
Avrai fatto come me il tuo viaggio di ritorno
e tutto starà per incominciare di nuovo,
ripartendo dal principio?
 

Antonio Tabucchi
Mia dolce e carissima donna, anzi, amatissima donna, per-ché questo è ciò che il nostro ritrovarsi ha provocato: ama-tissima, e non carissima. Amatissima donna, che è quanto ho cercato di rimuovere in questi anni, mentre ti scrivo immagi-ni e parole affollano la mia mente, come quando si resta im-prigionati in un sogno...
[...]
E queste immagini che ti descrivo, mia amatissima donna, sono di rammarico e di rim-pianto, perché nessuno potrà ridarmi il tempo che ho lascia-to colare fra le dita degli anni, nessuno potrà restituirci ciò che abbiamo perduto solo perché io non ho avuto la forza di non perderlo. Ma forse lo ritroveremo, questo tempo perdu-to, mio dolce amore, io lo so che lo ritroveremo, .....
 
Si sta facendo sempre più tardi - Antonio Tabucchi

martedì 24 gennaio 2017

E come diventano perentorie qui sulla carta, e quasi volgari, e grasse,

Antonio Tabucchi

E tu sai come mi costi infrangere questo patto segreto con me stesso e rendere scritte e visibili, e dunque presenti, parole che esistevano solo aeree, leggere, alate e imprendibili, e libere di essere non essendo, proprio come il pensiero. E come diventano perentorie qui sulla carta, e quasi volgari, e grasse, con l'irrimediabile arroganza delle cose che sono.
 
Non importa, lo farò lo stesso: in fondo anche tu amavi le fessure fra le cose, ma poi hai scelto il pieno, e forse hai fatto bene, perché è una forma di salvezza, o comunque di accettazione di ciò che tutti siamo.
 

 
Antonio Tabucchi
Si sta facendo sempre più tardi

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