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lunedì 27 maggio 2024

Tistuzza di cirasa, tistuzza nica


Santina Lazzara



                         Sei

preziosa, sei

tistuzza di cirasa, boccucia di rosa spina

cosa fina e minuta

lacrima di limone e acqua, sei

non ti tediare, lo spasso di questi giorni è cosa effimera

le strade imboccate e i ponti e i mille fossi non sono nulla
a confronto

non ti tirare, non ti strattonare, che passa, si che passa

e ridi, riderai, rideremo redenti e vivi

io e te, tistuzza nica

veni cà, pigliami la mano, guarda a destra e a sinistra

proteggiti, abbracciati, guarda avanti, non guardare, guarda bene

che è solo notte, torna.


Santina Lazzara


giovedì 23 maggio 2024

Autunno


Santina Lazzara



Stay with me

in questa notte senza nome/

quando resistono i cespugli all'ingerenza del pettine/

 

stay with me

nel verde rame che ti respiro dalla

bocca agl'occhi e

dentro un dono donato  per-donare

un senso a questo gioco di mani

spoglie di pugnali, poteri e recinzioni.../

 

stay with me

quando "la morte esiste i vivi" e non sente ragioni sull'oppio
naufragato su di noi

Noi/ siamo/ vivi /

ce lo ricorda il firmamento, il terzo occhio e un dardo

 

qualunque cosa tu veda

(Autunno)

qualunque cosa tu creda

(col mio nome)

 

l'Autunno chiude tutte le porte

spoglie di verde e sabbia

 

per quell'altro ancora possibile

c'è un resto che non torna corrispondenze.

 

- i giorni vanno a viversi da soli

degni di se e da Re! -

 

( e tu)

chiamami solo col mio nome

misura dell'esattezza che è

Il troppo silenzio da questa parte

non mi dice chi sono.

 

Sai

l'aria non ha più quel sapore

di quando eravamo bambini

vado a cercarmi un altro baratro da 

nel contraddittorio di un pensiero IN-differente

 

Ogni cosa ritornerà al suo posto

anche se fosse diverso

ma mai quello di un altro

 

C'erano due occhi

tre pezzi di pane

un accendino.

Mancavano libertà e coraggio

il divorzio gli fece vedere il dopo

l'aldilà della deriva

tutta la povertà del capitale

(la solitudine dei numeri primi)

 

Non me ne volere

perdonami se puoi

Non posso arrestare le foglie d'Autunno

ho solo un po’ di cielo, io,

in questa cornice sempre uguale

abitata da sguardi immobili

sui cuscini dei passanti

  

Non è detto che torneremo

Cadremo e basta.

E come la pioggia alla terra

respireremo fango e dio sulle dita di cemento

 

Ora va

che ti racconto di una rima nuova

 

L'Autunno è già qui

e noi non siamo ancora pronti
 


Santina Lazzara


martedì 21 gennaio 2020

è perdere la strada l’obiettivo





Il Sestante

è  perdere la strada l’obiettivo
tornare al punto di partenza
al riferimento mancante
al sestante

per dire chi sono
dietro la curva cosa mi aspetta
a quale incrocio mi sono persa

a cosa aggrapparsi se non puoi chiamarla casa
o cuore o ricordo
in quale mondo ritagliare il mio posto
quale me sedervi
da quale me ricominciare

mi porto dentro l’interrogazione
la perquisizione
l’indagine ardua sulla circonvenzione

cancellare la precarietà dei miei primi passi
restituirgli la certezza di una scena nuova
ritrovarmi in quell’angolo ritagliato dal timore
di perdermi e perdere tutto sparendo

e per confine tra un ricordo
e la sua memoria da fissare
il mio nome

Santina Lazzara


Il blog di Santina Lazzara


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