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venerdì 22 maggio 2015



Quando tornerai ti farò una festa letteraria e scopereccia –il che significa scopare e parlare e scopare. Anais , ti spalancherò il ventre. Dio mi perdoni se questa lettera dovesse venire aperta per sbaglio. Non posso farci niente. Ti voglio. Ti amo. Per me sei cibo e bevanda, sei il maledetto motore di tutto, per così dire. Starti sopra è una cosa, ma venirti vicino è un’altra. Io mi sento vicino a te, mi sento tutt’uno con te, tu sei mia, che lo si sappia o no. Ogni giorno di attesa ormai è una tortura. Sto contando i giorni lentamente, dolorosamente. Cerca di tornare appena puoi. Ho bisogno di te. Dio, ho bisogno di vederti a Louveciennes, di vederti in quella luce dorata della finestra, con il tuo vestito verde nilo e la tua faccia pallida, un pallore gelato come quello della notte al concerto. Ti amo come sei. Amo i tuoi fianchi, il pallore dorato, la curva delle tue natiche, il caldo dentro di te, i tuoi succhi. Anais ti amo tanto, tanto ! Sto ammutolendo . Sono seduto qui a scriverti con una tremenda erezione. Sento la tua bocca morbida che si chiude sopra di me, le tue gambe che mi stringono forte, ti vedo di nuovo in cucina che ti sollevi il vestito e ti siedi sopra d me mentre la seggiola galoppa sul pavimento, trump, trump, trump….

Anais Nin - Henry e June

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Anais Nin -lettera a Henry Miller

giovedì 9 aprile 2015

lettera di Henry Miller ad Anais Nin

lettera di Henry Miller ad Anais Nin

Anais, tutto quello che posso dire è che sono pazzo di te. Ho cercato di scrivere una lettera ma non ce l'ho fatta. Ti scrivo in continuazione - nella mia testa- e i giorni passano e mi chiedo che cosa penserai tu. Aspetto con impazienza di vederti. Martedì è troppo lontano. E non solo martedì - mi chiedo quando verrai e se passerai la notte con me. quando potrò averti per un bel po'? E' un tormento per me vederti solo poche ore, e poi dover rinunciare a te. Quando ti vedo, tutto quello che avrei voluto dirti se ne va in fumo - il tempo è così prezioso e le parole sono estranee. Ma tu mi rendi così felice perché posso finalmente parlarti. Amo la tua vivacità, i tuoi preparativi di fuga, le tue gambe come una morsa, il calore fra le tue cosce. Sì, Anais, voglio smascherarti. Sono troppo galante con te. Voglio guardarti a lungo e con ardore, toglierti gli indumenti, coccolarti, esaminarti. Lo sai che ti ho guardata appena? Sei rivestita ancora di una sacralità eccessiva.
 
La tua lettera, ah quegli svarioni! Mi fanno sorridere. E mi inducono anche ad adorarti. E' vero, non ti apprezzo abbastanza. Verissimo. Ma non ho mai detto che tu non apprezzi me. Devi esserci un errore, nel tuo inglese. Affermarlo sarebbe troppo egoistico da parte mia.
 
Anais, non so come dirti ciò che provo. Vivo in un perenne stato di attesa. Arrivi, e il tempo vola come in un sogno E' solo quando te ne vai, che mi rendo davvero conto della tua presenza. E allora è troppo tardi. Tu mi instupidisci. Cerco di immaginarmi la tua vita a Louveciennes, ma non ci riesco. Walter Pach? Un ebbro sogno- e a parte questo non mi piace, non so dire perché. Il tuo libro? Anche questo sembra irreale. Soltanto quando tu arrivi e ti guardo, l'immagine si fa più chiara. Ma tu te ne vai così presto - non so che pensare. Sì, vedo con chiarezza la leggenda puskinniana. ti vedo con gli occhi della mente seduta su quel trono, gioielli attorno al collo, sandali, grandi anelli, unghie dipinte, strana voce spagnola intenta a vivere una sorta di menzogna che non è proprio una menzogna, piuttosto una fiaba.
 
Questa sera ha indossato i miei calzoni di velluto e mi sono accorto che sono macchiati. Ma in nessun modo riesco ad associare la macchia alla principessa di Louveciennes che tien corte con chitarristi, poeti, tenori e critici. Non ho fatto molti sforzi per togliere la macchia. Ti ho rivista entrare in bagno e appoggiare la testa sulla mia spalla. Non riesco a vederti intenta a scrivere An Unprofessional Study.
 
Tutto questo è un po' ebbro, Anais. Mi sto dicendo: "Ecco qui la prima donna con la quale posso essere assolutamente sincero." Ricordo che tu mi hai detto: "Potresti ingannarmi. E io non me ne renderei conto." Quando vado per i boulevard e ci penso - potrei ingannarti, sì, e mi piacerebbe farlo. Voglio dire che non posso mai essere completamente fedele - non è da me. Amo troppo le donne, o la vita - se le une o l'altra, non so. Ma tu ridi Anais, amo sentirti ridere. Tu sei l'unica donna che abbia il senso dell'allegria, una saggia tolleranza - semplicemente, dai l'impressione di spronarmi a tradirti. Ti amo per questo. E che cosa te lo fa fare - amore? Oh, è bello amare ed essere liberi allo stesso tempo.
 
Non so che aspettarmi da te, ma è qualcosa che ha del miracoloso. Intendo chiederti tutto, anche l'impossibile, perché tu mi incoraggi a farlo. Sei davvero forte. Mi piace persino il tuo inganno, il tuo tradimento. Mi sembra aristocratico. ( La parola "aristocratico" suona così male in bocca a me?)
 
Sì, Anais, pensavo come fare a tradirti, ma non ci riesco. Voglio te. Voglio spogliarti, involgarirti un tantino, ah non so quel che dico. Sono ubriaco perché tu non sei qui. Vorrei battere le mani e, voilà, ecco Anais. Voglio possederti, usarti. Voglio chiavarti, voglio insegnarti cose. No, non ti apprezzo, Dio me ne guardi! Forse voglio addirittura umiliarti un tantino - ma perché? perché? Perché non mi getto in ginocchio e mi limito ad adorarti? Non posso. Ti amo in allegria.
 
Questo ti va?
E, cara Anais, io sono tante cose. Tu ora vedi solo quelle buone - o, perlomeno, tu mi persuadi a crederlo. Ti voglio per un'intera giornata almeno. Voglio andare in giro con te, voglio possederti. Non sai quanto insaziabile io sia. O quanto vile. E quanto egoista!
 
Con te mi sono comportato sempre tutto ammodino. Ma ti avverto, non sono un angelo. Penso soprattutto di essere un po' sbronzo. Ti amo. Adesso vado a letto - mi costa troppa fatica restare sveglio. Ti amo. Sono insaziabile. Ti chiederò di fare l'impossibile. Che cosa sia, non lo so. Probabilmente tu me lo dirai. Sei più svelta di me. Amo la tua fica, Anais - mi fa impazzire. E il modo con cui pronunci il mio nome! Buon Dio, è irreale. Senti, sono proprio sbronzo. Mi fa male essere qui solo. Ho bisogno di te. Posso dirti qualsiasi cosa? Posso, sì? Vieni al più presto e chiavami. Godi con me. Serrami tra le tue cosce, riscaldami.
 
Henry
 
Louveciennes, 11 giugno 1932

Henry -

venerdì 20 febbraio 2015

Io ti appartengo!

Sei il tarlo che divora la mia ragione
uno spillo acuminato nel cuore
una piuma che solletica il dolore. ……

Saffo
lettera di Anais Nin a Henry Miller

Oh Henry, sono rimasta così sconvolta dalla tua lettera, stamane. Quando l’ho ricevuta, tutti i sentimenti artificialmente repressi mi hanno travolto. Il semplice tocco della lettera è stato come se tu mi avessi preso tra le braccia, e adesso puoi capire che cosa ho provato leggendola. Hai detto tutto quanto poteva toccarmi e ero bagnata e a tal punto impaziente che farò di tutto per guadagnare una giornata.  
 
Il biglietto che ti accludo, che ti ho scritto ieri sera due ore dopo averti spedito la mia lettera, ti aiuterà a capire quel che succede. Comunque, dovresti aver ricevuto il telegramma circa allo stesso tempo. Io ti appartengo! Avremo una settimana come mai ce la siamo sognata. “Il termometro scoppierà!” Voglio sentire ancora il tumultuoso pulsare dentro di me, il sangue impetuoso, ardente, il lento, carezzevole ritmo e l’improvvisa, violenta spinta, la frenesia delle pause quando odo il suono della pioggia….e come mi sussulta nella bocca, Henry. Oh, Henry, non riesco a sopportare di scriverti - ti voglio disperatamente, voglio spalancarti le gambe, mi sciolgo e palpito. Voglio fare con te cose talmente pazzesche che non so come dirle. Hugo mi sta chiamando. Risponderò al resto della lettera questa sera.  
 
Anais  
 
carteggio tra Henry Miller e Anais Nin, tratto da Storia di una passione, Bompiani
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