Visualizzazione post con etichetta illusione. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta illusione. Mostra tutti i post

venerdì 18 ottobre 2019

Quante maschere e sottomaschere noi indossiamo

Fernando Pessoa

La stessa maschera non si sente come una maschera
Ma guarda di fuori di sé con gli occhi mascherati.
Quante maschere e sottomaschere noi indossiamo

Quante maschere e sottomaschere noi indossiamo
Sul nostro contenitore dell’anima, così quando,
Se per un mero gioco, l’anima stessa si smaschera,
 
Sa d’aver tolto l’ultima e aver mostrato il volto?
La stessa maschera non si sente come una maschera
 
Ma guarda di fuori di sé con gli occhi mascherati.
Qualunque sia la coscienza che inizi l’opera
Sua, fatale e accettata sorte è l’ottundimento.
 
Come un bimbo impaurito dall’immagine allo specchio
Le nostre anime, fanciulle, rimangono disattente,
Cambiano i loro volti conosciuti, e un mondo intero
Creano su quella loro dimenticata causa;
 
E, quando un pensiero rivela l’anima mascherata
Esso stesso non va a smascherare da smascherato.
 


Fernando Pessoa
(trentacinque sonetti
 

 

lunedì 3 dicembre 2018

gli specchi trappole







Il mio amico Antoine Roquentin, per esempio, chiama gli specchi trappole. «Sul muro v’è un buco bianco, – dice, – lo specchio».
[...]
Roquentin si avvicina, la guarda e ne rimane intrappolato, non può piú andarsene. La cosa grigia, superfluo specificarlo ma specifichiamo, è il riflesso del suo volto. Un riflesso che Roquentin, in quelle giornate perdute tra la sua stanza d’albergo e le strade di Bouville, si ferma a contemplare, perché, spiega, non capisce nulla del suo volto:
 
«Quelli degli altri hanno un senso. Ma non il mio. Non posso nemmeno decidere se sia bello o brutto. Immagino sia brutto, poiché me l’hanno detto. Ma questo non mi tocca. In fondo son perfino urtato che si possano attribuirgli qualità di questo genere, come se si dicesse bello o brutto un pezzo di terra o un masso di roccia».
 
Tommaso Pincio



venerdì 5 ottobre 2018

un'altra persona

Buenas noches

Basta separarsi per un certo tempo da qualcuno perchè diventi un'altra persona.


 
Javier Cercas
La donna del ritratto

domenica 25 febbraio 2018

Oh che simpatico, ti fa ridere



 
Oh che simpatico, ti fa ridere
 
Oh che simpatico, ti fa ridere
Mentre ti attira nella sua rete
Lui che appare come vorresti che fosse
l’uomo dei tuoi sogni
Che ora ti tiene sotto scacco
 
Con gli occhi sognanti
andrai incontro al sacrificio
e al dolore
senza un attimo di respiro
senza un attimo di noia
 
Così si compie il rito della seduzione
del predatore
 
Carmelo



lunedì 17 aprile 2017

essere innamorati dell'amore

Buenas noches

Essere innamorati dell'amore è sempre un rischio.. le aspettative quando si incontra una nuova persona son spesso molto alte..
la si idealizza.. si colgono spesso solo i lati positivi.. durante i primi incontri si prende solo il meglio dell'altra persona..
 
ma è nella vita quotidiana.. che si comprende se la persona che si ha al proprio fianco è quella con la quale si potrà condividere gran parte dell'esistenza..
 

 
Alain de Botton

lunedì 23 gennaio 2017

Io e la mia vita



 



Io e la mia vita
 
Io e la mia vita
mutiamo continuamente 
Quando pensi di conoscerla
Ti gira la faccia nota
E ti mostra quella sconosciuta 

Cambia,Gira
Come una ruota

Mentre io dentro sono la stessa
Ma sono anche un'altra 
Un'altra da me
No, forse un'altra dagli altri 


Cambia,Gira
Come una ruota

Io e la mia vita
Mutiamo continuamente
Gira la faccia,Tante le medaglie
A volte torna quella che conosci 
e a volte forse no

D.N. 22 gennaio 2017

martedì 26 luglio 2016

Vorrei che il tempo potesse tornare indietro

Javier Marias

Vorrei che il tempo potesse tornare indietro». Che è poi quello che tutti vorremmo ogni tanto, amore mio, poter fare marcia indietro, rivivere il tempo per cambiare ciò che quel tempo conteneva, troppo sovente siamo noi a riempirlo e dipende da noi come ci guarderà quando sarà passato e sarà un passato definitivo, noi invece non sappiamo guardarlo mentre scorre, e quindi neppure dipingerlo.
 
Rimarrà come un quadro che non si può piú modificare, pieno di pennellate involontarie e precipitose e fuori posto, e in questo stato lo avremo sempre davanti agli occhi, o davanti al nostro unico occhio dietro la nuca, di un azzurro marittimo o di un blu notturno. Scelsi di non dirgli nulla, perché ignorasse quell’alone, quel volto o quella macchia.

Così ha inizio il male
     Javier Marias

You might also like:

martedì 29 marzo 2016

gli uomini forti della loro superficialità

citazioni del blog - Ferzan Ozpetek
Il genere di bellezza che possiede Nicola non passa mai inosservato. Ovunque vadano, queste persone si fanno notare, attirando su di sé gli sguardi di chiunque, come i più potenti dei magneti.
 
Però, via via che le conosci meglio, ci parli, ti confronti, provi a fare una battuta, il loro fascino evapora. Quasi sempre, alla fine, si rivelano uomini di poca sostanza, privi di mistero e di spessore, insulsi e dimenticabili, che certo continueranno a mietere facili conquiste, forti della loro superficialità.

Sei la mia vita     Ferzan Ozpetek


Sei la mia vita link esterno



venerdì 4 dicembre 2015

La sindrome di Emma Bovary.



– È vero, con l’amante la vita di tutti i giorni passa in secondo piano. La sindrome di Emma Bovary. Nel primo impeto della passione di una donna, qualsiasi amante è Rodolphe. L’amante che le fa gridare a sé stessa: "Ho un amante! Ho un amante!" "Una sorta di seduzione permanente" la chiama Flaubert.
 
– Quel libro è il mio manuale.
 
– Qual è la parte che ti piace di più?
 
– Oh, le situazioni più tremende, naturalmente.
 
Quando lei alla fine corre da Rodolphe per chiedere soldi, quando lo supplica di darle tremila franchi per salvarla e lui risponde: "Non li ho, cara signora".
 
– Dovresti leggerne un po’ ad alta voce a tua figlia, ogni sera, quando va a dormire. Flaubert è una buona introduzione agli uomini, per una ragazza.
 
– "Non li ho, cara signora". Meraviglioso.”

(Philip Roth, “Inganno”, ed. Einaudi)


martedì 10 novembre 2015

Ci sono persone che traggono piacere dall’inganno, dall’astuzia e dalla simulazione




Ci sono persone che traggono piacere dall’inganno, dall’astuzia e dalla simulazione, e fanno uso di un’enorme pazienza per tessere le loro reti. Sono capaci di vivere il lungo presente con l’occhio rivolto a un futuro indeterminato che non si sa quando arriverà, o quando saranno loro a decidere che si compia e diventi presente, e quindi passato pochissimo tempo dopo. Talvolta prolungano o rinviano il tempo della vendetta, se la vendetta è quello che cercano, o del conseguimento, se il loro scopo è conseguire un obiettivo, o della piena maturazione del loro piano, se è un piano quello che ordiscono; e a volte aspettano tanto a lungo che nulla arriva a concretizzarsi e tutto finisce per imputridire nell’immaginazione. Ci sono persone che agiscono sempre in segreto e con secondi fini, e che hanno la perseveranza di non smontare mai la loro rete. Stranamente non si stancano né sentono la mancanza della trasparenza, della semplicità, della limpidezza, delle carte sul tavolo e lo sguardo negli occhi, e della possibilità di dire chiaramente:
 
«Io voglio questo e lo otterrò. Non voglio piú confonderti e nemmeno raggirarti. Ti ho mentito e ho recitato, lo faccio da tempo, quasi da quando ci siamo conosciuti. È stato necessario o mi ci sono visto costretto, obbedivo a degli ordini o da questo dipendeva la mia felicità o sono stato persuaso ad agire cosí. Mi interessavi troppo o non mi interessavi per niente, ti ho ingannato mio malgrado e contro la mia coscienza o non ho fatto la minima fatica, eri tutto per me o non eri nessuno, non importa, da adesso in poi non importa piú. Mi sento male e sono esausto. È faticosissimo tacere il vero o raccontare frottole, mantenerle è un’impresa titanica e piú ancora ricordarsi quali sono. La paura di sbagliare, di contraddirmi, di essere colto in fallo, di rimangiarmi la parola senza accorgermene, mi costringe a non abbassare mai la guardia e mi sfinisce. La mia colpa si è attenuata, non è piú cosí grave da impedirmi di provarci, e quindi ora ti dirò come stanno le cose. In fin dei conti quella menzogna è ormai molto lontana, le cose sono andate come sono andate, non possono cambiare e non c’è piú il tempo per rifare tutto da capo. Al punto in cui siamo la verità non esiste, è stata rimpiazzata, conta solo quella che abbiamo vissuto a partire dal suo occultamento. Può darsi che quel lontano sotterfugio sia diventato esso stesso la verità. Ormai nulla potrà cambiare se ora sai come stavano le cose. Non stanno piú cosí. E io devo riposare».


Javier Marias *** Così ha inizio il male



lunedì 12 ottobre 2015

maschere



Inventiamo un personaggio ideale come meta
e lavoriamo tutta la vita per convertirlo
nella nostra maschera
@alejodorowsky



venerdì 4 settembre 2015

una nebbia tra me e il mondo

C'è, tra me e il mondo, una nebbia che mi impedisce di vedere le cose come sono veramente - come sono per gli altri.
Lo sento
 
Fernando pessoa
 

martedì 1 settembre 2015

il male oscuro



mi sentivo in gabbia ero disperata....
ho deciso di andare per la mia strada
Gabriella R.
 
Quando, per i nostri miseri interessi, per le nostre focose sensazioni di lussuria e per l'amore che ci trasforma in uomini dal cuore spezzato, ci prepariamo a fare cose disgustose, vorremmo sempre avere un fine, se possibile supremo.....
Orhan Pamuk
 
pensi di dare aiuto e invece ferisci"
Orhan Pamuk
 
Sono fragilità che gridano nel silenzio dell'anima, e che sono udite solo quando in noi ci siano le tracce della sensibilità e dell'attenzione che...appartiene all'ordine della grazia.
Riconoscere queste fragilità, le fragilità che vivono segrete nel cuore delle persone con cui ogni giorno ci incontriamo, è cosa ancora più importante che non quella di riconoscere le nostre fragilità.
Eugenio Borgna



domenica 23 agosto 2015

illusioni



Non importa quello che stai guardando
ma quello che riesci a vedere.
H.D. Thoreau

nulla è mai come sembra
@8papere

O come vorremmo che fosse:

il grande potere delle illusioni
@8papere

già, tutti ne siamo più o meno vittime più o meno inconsapevoli come dice Marias viviamo anche di finzioni

si può vivere nel sogno, che è diverso.
O si può vivere nel gioco in-ludere
@8papere



venerdì 21 agosto 2015

il guaio è che conoscevo la tecnica di quel tipo.

il guaio è che conoscevo la tecnica di quel tipo. E mi bastava per stare peggio...
Che tecnica aveva quel tipo! Aveva cominciato che si era messo a imbambolare la ragazza con quella voce così pacata e sincera - come se non fosse soltanto un bellissimo ragazzo ma anche un bravo ragazzo sincero. -
Per poco non vomitavo, a sentirlo. La sua ragazza continuava a dire "No...ti prego. Ti prego, no. Ti prego". Ma il vecchio Stradler continuava a imbambolarla con quella sua voce mai sincera alla Abramo Lincohln, e alla fine quel tremendo silenzio, dietro.

J.D. Salinger *** Il giovane Holden




giovedì 2 luglio 2015

Se per un mero gioco, l'anima stessa si smaschera, Sa d'aver tolto l'ultima e aver mostrato il volto?



Quante maschere e sottomaschere noi indossiamo
Sul nostro contenitore dell'anima, così quando,
Se per un mero gioco, l'anima stessa si smaschera,
Sa d'aver tolto l'ultima e aver mostrato il volto?
La stessa maschera non si sente come una maschera
Ma guarda di fuori di sé con gli occhi mascherati.
Qualunque sia la coscienza che inizi l'opera
Sua, fatale e accettata sorte è l'ottundimento.
Come un bimbo impaurito dall'immagine allo specchio
Le nostre anime, fanciulle, rimangono disattente,
Cambiano i loro volti conosciuti, e un mondo intero
Creano su quella loro dimenticata causa;
E, quando un pensiero rivela l'anima mascherata
Esso stesso non va a smascherare da smascherato.

Fernando Pessoa


lunedì 29 giugno 2015

l'ironia del seduttore

l'ironia del seduttore

L'arma più efficace dei seduttori è l'ironia, piu' o meno elegante, piu' o meno intelligente,
Con sapiente dosaggio sin dall'inizio ti prendono in giro per tenerti sotto scacco.
Con questo espediente non solo costringono la donna a dover giocare di rimessa per sfuggire alle frecciate ironiche ma le impediscono di riflettere sul carattere e la personalità del seduttore, in genere mediocri.
Dopo sarà tardi perchè la donna sedotta non vede piu' la persona quale essa è ma la persona che vorrebbe che fosse, la proiezione del suo ideale di uomo, per poter giustificare in tal modo la sua infatuazione.

Il seduttore tratta la sua vittima come il cacciatore la preda
La studia, l'abbaglia, la conquista e la sottomette.
Ne assapora la carne finchè non si sente appagato.
A quel punto, dopo due, tre, sei mesi, l'abbandona,
per ricominciare la caccia con una nuova preda.

Juan Pedroso

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...

home