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sabato 25 gennaio 2020

la prospettiva di (re) stare solo


Rachel Cusk



C’era stata un’epoca, ha continuato, in cui la prospettiva di passare una serata da solo l’avrebbe atterrito, anzi, gli sarebbe sembrata cosí spaventosa che pur di scongiurarla sarebbe andato in qualunque posto e avrebbe fatto qualunque cosa. Invece adesso non vedeva l’ora di star solo.

Transiti di Rachel Cusk


domenica 20 ottobre 2019

sodade





Dico per favore, resto calmo, per favore, in modo pacato, mi vedo già correre a rotta di collo sulla tangenziale, ascoltando a tutto volume Sodade, una canzone che ho scoperto di recente, di cui non capisco nulla, se non la solitudine della voce, e la parola solitudine ripetuta all’infinito, anche se mi hanno detto che non significa solitudine bensì nostalgia, mancanza, rimpianto, spleen, tutte quelle cose intime e non condivisibili che si chiamano solitudine,....

Jasmina Reza - - - Felici i felici



sabato 21 settembre 2019

Il tuo ricordo, sul fondo

Margherita Guidacci
e una singola vela
rende umano il mare.

Il tuo ricordo, sul fondo

 
Il tuo ricordo, sul fondo
della mia solitudine,
ne rivela l´ampiezza
e tuttavia la limita.
 
Così un canto d’uccello
addolcisce l’immensità del cielo
e una singola vela
rende umano il mare.
 
Margherita Guidacci


martedì 26 febbraio 2019

solitudine, grande solitudine interiore.


Rainer Maria Rilke

solitudine


(…) Necessaria è una cosa sola: solitudine, grande solitudine interiore. Volgere lo sguardo dentro sé e per ore non incontrare nessuno: questo bisogna saper ottenere. Essere soli come eravamo soli da bambini, quando gli adulti andavano e venivano, compresi di cose che parevano importanti e grandi perché i grandi sembravano tanto affaccendati, e perché del loro agire non capivamo nulla. E quando un giorno ci si accorge che le loro occupazioni sono misere, le loro professioni impietrite e senza più legami con la vita, perché allora non continuare a guardarli con occhi di bambino, come estranei, dalla profondità del proprio mondo, dalla vastità della propria solitudine, che è anch’essa lavoro e rango e mestiere? [...]

Nessuna condizione è in sé vasta e spaziosa e in relazione con le grandi cose di cui è fatta la vera vita. Solo il singolo, che è solitario, obbedisce come una cosa alle leggi profonde (…).

Rainer Maria Rilke


domenica 13 gennaio 2019

Luoghi deserti

Robert Frost
Ancora un poco, un poco solo ancora, vedrete:
non c’è dal pianto al bacio che un brivido.

Luoghi deserti

 
Fitte cadere notte e neve, oh, fitte
In un campo ho guardato passando oltre
E il suolo quasi uniforme sotto la coltre
Più non mostra che fili d’erba e stoppie.
 
I boschi intorno sono padroni del campo.
Ogni animale soffoca nella tana.
Io non conto, perché la mia mente è lontana:
La solitudine in sé inavvertito mi chiude.
 
E, solitaria com’è, la solitudine
Ancor più solitaria, anzi che meno, sarà
– Un candore più vacuo di neve ottenebrata
Senza espressione, senza nulla da esprimere.
 
Non mi fanno paura coi loro spazi aperti
E vuoti fra le stelle dove non è stirpe umana,
Quando io posso da me così vicino a casa
Far paura a me stesso con i miei luoghi deserti.
 
Robert Frost

mercoledì 13 giugno 2018

Kafka in ognuno di noi

Buenas noches

Ormai sono abituato: quando scrivi qualcosa chiedendo una risposta, la risposta non arriva, non arriva mai. C’è una legge che domina il mondo, una sola: si chiama indifferenza. La parola di ognuno nasce e muore da sola, senza intrecciarsi con nessun altra.
 
Franco Arminio
Kafka ognuno di noi link esterno
Questo segreto ci dice che gli altri non solo non ci sono, come sempre è stato, ma non hanno neppure voglia di esserci. Questa è la novità dell’epoca che io chiamo dell’autismo corale. Gli altri ci dicono in continuazione che non ci vogliono essere. Non ce lo dicono neppure, è come se mettessero un disco.
Franco Arminio

Immaginiamo che all’inizio vi fossero tanti piccoli gruppi, dove sono mescolati individui con atteggiamenti rivolti più verso i propri interessi e altri più tesi alla cooperazione, al benessere della comunità. Cosa hanno potuto verificare gli studiosi? All’inizio nulla di stupefacente: all’interno del gruppo, gli “egoisti” tendono ad aumentare, secondo le previsioni della selezione darwiniana, che privilegia gli individui più abili nel fare i propri interessi singoli. Ma in un secondo momento la situazione tende al ribaltamento: questo perché i gruppi dove prevalgono i generosi e gli altruisti hanno più chance di successo come gruppo. Quindi, se gli egoisti prevalgono numericamente nel corto termine e dentro il gruppo, poi, in virtù della selezione fra gruppi e dell’espansione demografica dei gruppi con più cooperatori, alla fine gli egoisti si ritrovano in minoranza e non prevalgono.
.....
La parola “altruismo”, in natura, vuol dire due cose: c’è l’altruismo con reciprocità, che ti porta a comportarti in modo altruista perché sai che avrai una ricompensa immediata. Le leonesse cacciano in gruppo, è vero, ma perché sono consapevoli del fatto che in questo modo hanno molta più probabilità di raggiungere prede grosse e dunque più cibo in media. L’altra faccia della medaglia è più difficile da spiegare: Homo sapiens – ma anche altre specie di primati, come gli scimpanzé – è capace di comportarsi in modo altruista senza aspettarsi una contropartita, almeno non nell’immediato. La selezione di gruppo fornisce qualche risposta in merito: l’individuo rinuncia in parte ai propri interessi in virtù di un benessere più grande, quello del gruppo, che poi porterà un vantaggio a tutti, compresi i singoli.

Termo Pievani

lunedì 21 maggio 2018

Singuri

Ana Blandiana
Quanta solitudine
E’ in grado di sopportare ognuno
Prima di morire di solitudine?
E poi?

Singuri

 
Li guardo e mi stupisco
Di quanto siano soli.
E di quanto siano colpevoli
Di essere soli.
Li guardo a lungo
E mi domando:
Quanta solitudine
E’ in grado di sopportare ognuno
Prima di morire di solitudine?
E poi?
 
Ana Blandiana

giovedì 5 aprile 2018

Perchè alla fine le mie mani stringevano solo ombre?


Dance Dance dance

 
Da me ci sono due porte, una per entrare e una per uscire.
Rigorosamente divise.
Dalla porta d’ingresso non si può uscire, e da quella di uscita non si può entrare.
Tutti seguono questa regola.
Possono variare le modalità, ma tutti finiscono per andare via.
C’è chi è andato via per sperimentare nuove possibilità, chi per risparmiare tempo. Qualcuno è morto.
Fatto sta che non è rimasto nessuno. Tranne me, unico superstite.
La loro assenza è sempre con me. Le loro parole, i loro respiri, i motivi canticchiati a bassa voce, aleggiano come polvere negli angoli di casa mia. Ho il sospetto che l’immagine che avevano di me fosse proprio quella giusta.
Per questo sono venuti tutti qui da me e per questo alla fine sono andati via.
Hanno riconosciuto in me una certa integrità, il mio impegno per mantenerla.
Hanno cercato di parlare con me, di aprirmi il loro cuore.
Erano quasi tutte persone generose. Ma io non sono riuscito a dar loro niente, o troppo poco, nonostante i miei sforzi. Ho fatto quel che ho potuto. Anch’io cercavo qualcosa in loro. Non ha funzionato, e così se ne sono andate.
Inutile dire che è stato doloroso.
Ma la cosa più dolorosa era il fatto che loro lasciassero la mia casa più tristi di quando erano arrivate.
Come se nel frattempo qualcosa in loro si fosse logorato.
Me ne rendevo conto. E’ strano, ma ne uscivano sempre più segnate di me.
Perchè? Perchè alla fine rimanevo sempre solo?
Perchè alla fine le mie mani stringevano solo ombre?

Haruki Murakami

Dance Dance dance
 

mercoledì 31 gennaio 2018

ma mi sentivo terribilmente sola.


Kafka sualla spiaggia
Anch’io, quando avevo la tua età, sognavo sempre di andare in un mondo a parte, – dice la signora Saeki sorridendo. – Un posto al di fuori del tempo, dove nessuno avrebbe potuto raggiungermi. – Ma un posto del genere non esiste. – Infatti, non esiste. Per questo vivo così. In un mondo dove tutto si danneggia, il cuore si consuma, e il tempo scorre senza un attimo di tregua. – Tace per qualche istante, come a suggerire con quella pausa il fluire silenzioso del tempo.
 
Poi riprende: – Ma quando avevo quindici anni, pensavo invece che quel posto esistesse. Che da qualche parte fosse possibile trovare l’entrata per quel mondo speciale. – Lei era molto sola, quando aveva quindici anni? – In un certo senso si.
 
Ero sola. Intorno a me c’erano delle persone, ma mi sentivo terribilmente sola. Perchè sapevo che non avrei mai potuto essere più felice di com’ero. Ne ero assolutamente certa, e quindi avrei voluto entrare in un luogo dove il tempo non scorresse.

Haruki Murakami
Kafka sualla spiaggia
 

giovedì 25 gennaio 2018

Sei solo tu a provare quelle sensazioni

Buenas noches

“Amare è così, caro Tamura Kafka.
Sei solo tu a provare quelle sensazioni
così belle da togliere il fiato,
e solo tu a vagare nelle tenebre più fitte.
Tocca a te sostenere questo peso col tuo corpo e la tua anima.”
 


Haruki Murakami
Kafka sulla spiaggia.

sabato 9 dicembre 2017

Nei giorni di solitudine

Mila Kacic
In tutte le cose
che si possono dare per amore
e per amore prendono,
cercami.

Nei giorni di solitudine
Nei giorni di solitudine
cercami tra le cose
che si possono dare per amore.
Nel volo primaverile degli uccelli,
nelle nubi e nel tramonto
sanguigno,
mentre si fonde con il sole.
Nei falò estivi,
tremolanti,
quando li inghiotte
il buio del cielo.
Nella furia dei venti,
intrecciati tra loro
e nei rami degli alberi,
mani che abbracciano.
In tutto mi trovi.
Quando t’immergi nell’acqua,
cercami nell’onda
e m’insinuerò tra le tue gambe.
La conchiglia
che si è attaccata allo scoglio
e non lo lascia più
sono io.
Cercami nel fruscio delle erbe
che il vento piega
e gli si abbandonano estatiche,
mi trovi nelle radici
che invadono il cuore della terra.
In tutte le cose
che si possono dare per amore
e per amore prendono,
cercami.
Dovunque sono io,
è il mio amore.

Mila Kacic

martedì 26 settembre 2017

Si nasce soli e soli anche si muore.

Liliane Wouters
Soli a sognare graviti lo spazio,
soli a sentire l'io di carne e sangue,
soli a voler trattenere l'istante,

Si nasce soli e soli anche si muore.
Si nasce soli e soli anche si muore.
Si dorme soli in letti condivisi.
Soli si mangia pane di poesia.
Soli con noi ci si trova stranieri.
 
Soli a sognare graviti lo spazio,
soli a sentire l'io di carne e sangue,
soli a voler trattenere l'istante,
a passare senza voler passare.
 
Liliane Wouters

lunedì 25 settembre 2017

La mia solitudine non è sola

Óscar Hahn
non mi dice nulla
non mi rinfaccia nulla
mi abbraccia mi consola.
Piange con me.

La mia solitudine non è sola
La mia solitudine non è sola:
sta con me.
Mi accompagna ovunque
io vada: dorme nel mio letto
mangia dalla mia mano: respira
l’aria che respiro.
Mi parla con la mia voce
cammina come io camino
sente quello che io sento.
Solo una volta la mia solitudine
si é allontanata da me
mi ha abbandonato: è partita.
È stata quella sera che conobbi
la donna della mia vita.
Mesi e mesi senza la mia solitudine
Notte dopo notte con il mio grande amore
occupando lo spazio
dell’abbandono
Finché un giorno tutto è finito
come sempre finiscono
gli amori eterni:
in un batter d’occhio.
E adesso
sono tornato a casa mia
La mia solitudine mi riceve
a braccia aperte
non mi dice nulla
non mi rinfaccia nulla
mi abbraccia mi consola.
Piange con me.
 
Óscar Hahn

sabato 9 settembre 2017

Sto ferma ferma ferma per essere anche altrove

Adrienne Rich
Mi vuoi chiedere, mi sento sola?
Bene, certo, sola
come una donna che attraversa il paese guidando
giorno dopo giorno, lasciandosi dietro
miglio dopo miglio
piccole citta’ dove avrebbe potuto fermarsi
a vivere e morire, da sola

Sto ferma ferma ferma per essere anche altrove
Ti domandi se mi sento sola:
Ok allora, sì, mi sento sola
come un aereo vola solo e orizzontale
sulla sua onda radio, puntando
oltre le Montagne Rocciose
verso le piste recinte di blu
di un aeroporto sull’oceano
Mi vuoi chiedere, mi sento sola?
Bene, certo, sola
come una donna che attraversa il paese guidando
giorno dopo giorno, lasciandosi dietro
miglio dopo miglio
piccole citta’ dove avrebbe potuto fermarsi
a vivere e morire, da sola
Se mi sento sola
dev’essere la solitudine
di svegliarsi per prima, di respirare
il primo respiro freddo dell’alba sulla città
di essere l’unica che è sveglia
in una casa avvolta nel sonno
Se mi sento sola
è come la barca chiusa nel ghiaccio della riva
nell’ultima luce rossa dell’anno
che sa che cos’è, che sa che non è
ghiaccio nè fango nè luce d’inverno
ma legno, con quel dono di poter bruciare.
 
Adrienne Rich

giovedì 13 luglio 2017

Alcune osservazioni generali sulla velocità

Nichita Stanescu
Ci distinguiamo gli uni dagli altri per la velocità.
Ci è comune soltanto la solitudine.

Alcune osservazioni generali sulla velocità
Ci distinguiamo gli uni dagli altri per la velocità.
Ci è comune soltanto la solitudine.
 
La velocità d’esistenza d’una pietra
è più lenta della velocità d’esistenza
d’un cavallo.
 
Ma la pietra vede il sole e le stelle
mentre il cavallo vede il campo e l’erba.
 
Dico:
Le piramidi hanno significato la velocità più pigra,
lo sguardo più lungo.
Una mummia di faraone è un pezzo di pietra.
Il faraone di carne ha visto l’Egitto
Il faraone di pietra vede il cosmo.
 
A quelli di carne ed ossa
dico:
Non potete vedere che intorno a voi.
Le idee sono una specie di pietra,
pertanto contemplate.
 
A quelli di legno e di altre materie durevoli
dico:
Sbriciolatevi!
Marcite!
Se avete visto l’intero,
riempitevi di carne
per poter vedere la parte.
 
Le ossa sono putrelle interiori,
sostengono la carne e i nervi
ma sono più amiche e più vicine alla pietra.
 
Dico:
carne e osso,
dico buon senso e dico crisi di tempo.
 
Nichita Stanescu
(Traduzione di Fulvio Del Fabbro e Alessia Tondini)

giovedì 6 luglio 2017

Ma la distanza che non esisteva era troppo grande

Jonathan Safran Foer
"Eccomi"
Una volta Julia [...] fu inaspettatamente travolta da quel genere di tristezza che non si riferisce a nulla e non ha un significato ma solo un peso opprimente. Avrebbe voluto portare quella tristezza a Jacob, non nella speranza che lui capisse qualcosa che lei non riusciva a capire, ma che potesse aiutarla a sopportare quello che lei non riusciva a sopportare. Ma la distanza che non esisteva era troppo grande.

    Jonathan Safran Foer
Eccomi

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